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Prevenzione incendi, Scia ‘esente’ dall’imposta di bollo

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Arrivano dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 24/E dell’8 aprile 2013, chiarimenti in merito alla corretta applicazione dell’imposta di bollo su alcuni documenti con i quali il corpo dei Vigili del Fuoco viene spesso a contatto.

Nel dettaglio, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha chiesto chiarimenti riguardo: segnalazione certificata di inizio attività e attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio che Enti e privati devono presentare al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per l’esercizio di attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi; il nulla osta di fattibilità che i titolari delle attività soggette al controllo dei vigili del fuoco possono richiedere preventivamente al Comando Provinciale Vigili del Fuoco; le richieste di verifiche in corso d’opera al fine di attestare la rispondenza delle opere alle disposizioni in materia di prevenzione incendi, anche durante la loro realizzazione.

Sul primo punto, la Scia non deve essere assoggettata a imposta di bollo, sempreché in esito alla sua presentazione non sia previsto, da parte dell’amministrazione ricevente, il rilascio di un provvedimento o, comunque, di certificazioni. “Le denunce di inizio attività – spiega l’Agenzia – “non sono da assimilare alle istanze volte ad ottenere l’emanazione di un provvedimento, che sono infatti da considerare come semplici comunicazioni e pertanto non soggette ad imposta di bollo”.

Nel caso del nulla osta di fattibilità l’Agenzia ha ritenuto che rientrasse tra gli “atti e provvediment” di cui all’articolo 4 della tariffa allegata al Dpr 642/1972, “rilasciati  a coloro che ne abbiano fatto richiesta” e, pertanto, l’ha considerato soggetto all’imposta di bollo nella misura di 14,62 euro per ogni foglio.

Nel caso delle richieste di verifiche in corso d’opera, considerando che enti e privati responsabili delle attività soggette ai controlli di prevenzione “possono richiedere al Comando l’effettuazione di visite tecniche, da effettuarsi nel corso di realizzazione dell’opera”, l’Agenzia ritiene che, secondo i principi sopra chiariti, se a seguito della effettuazione di dette visite, l’amministrazione proceda all’emanazione di un atto amministrativo, sia l’istanza presentata dall’ente o dal privato che il relativo atto rilasciato devono essere assoggettati a imposta di bollo, ai sensi degli articoli 3 e 4 della tariffa del Dpr n. 642 del 1972.

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