Adepp: presente e futuro della previdenza privata | Periti.info

Adepp: presente e futuro della previdenza privata

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È stato l’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ad aprire la giornata organizzata dall’Adepp il 16 marzo scorso a Roma dal titolo: “Autonomia, responsabilità, frontiere del welfare – Presente e futuro della previdenza privata”, voluto dall’associazione per verificare la possibilità concreta di costruire nuove dinamiche fra pubblico e privato, stabilendo una direzione comune.

Nel descrivere il panorama futuro della previdenza privata, Sacconi ha delineato un futuro con “meno stato e più società. Questo non significa uno stato minore o che si ritrae e scarica sulla società – ha proseguito il Ministro – ma che si fa migliore perché strategico, federale: uno stato capace di scatenare la vitalità sociale. Abbiamo il problema di rendere più efficiente questo sistema, e su questo volume finanziario bisogna agire. Va scomposto e ricomposto, a cominciare dai modelli di carattere socio-sanitario, che vedono per esempio una forte sperequazione nella qualità, nel costo e nell’erogazione dei servizi tra il Nord Italia e il Mezzogiorno”.

Rispetto agli istituti di previdenza privati, il Ministro – nella salvaguardia della loro autonomia – ha suggerito “una fusione graduale, condivisa, accettata da tutti, “per realizzare quella massa critica capace di assorbire i cambiamenti delle professioni, nel tempo. Solo una autodisciplina condivisa, validata dal sistema pubblico – ha concluso – può portare a una sempre migliore e saggia articolazione degli investimenti”.

Il presidente Adepp, Andrea Camporese, ha posto l’accento sulla sfida dell’allargamento del sistema delle protezioni in una visione articolata di lavoro, welfare e previdenza: “Dobbiamo aprire una grande fase di autoregolamentazione, condivisa e valicata dai Ministeri – ha spiegato – che cancelli le polemiche del passato dimostrando pienamente la capacità di essere artefici del nostro futuro, nella trasparenza, con le massime garanzie per gli iscritti. Chiediamo verifiche efficaci, non frammentate, omogenee e confrontabili; non possiamo invece accettare vincoli di difficile interpretazione, di sapore burocratico, privi di una visione di sistema, di una armonia di contesto”.

Camporese ha poi proposto, per iniziare a sanare una situazione di evidente sperequazione fiscale, di ridurre la tassazione dal 12,5 all’11,5 per cento, in analogia con i fondi integrativi, e di destinare la liquidità risultante alla creazione di un serio sistema di welfare. “Nel giro di poche settimane – ha detto ancora il presidente Adepp – saremo pronti a offrire all’analisi dei Ministeri dell’Economia e del Lavoro un codice di autoregolamentazione dei processi di investimento che allinei le procedure secondo le migliori pratiche di mercato, che preveda rigorose analisi del rischio, che evidenzi asset allocation costruite gestite con monitoraggi costanti. Un codice condiviso che, superando leggi, decreti, circolari e direttive, ci farebbe entrare tutti in una fase adulta di rapporto”.

di O.O.

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