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Certificazioni energetiche, ancora dubbi sulle competenze dei periti

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Non c’è ancora chiarezza sulla definizione del tecnico abilitato in materia di certificazione energetica. I tecnici sono in attesa del decreto che specificherà i requisiti professionali e i criteri di accreditamento richiesti, e c’è molto fermento nel mondo dei periti industriali che attendono di conoscere chi e come potrà ottenere l’abilitazione.

Il ministero dello Sviluppo economico ha già sciolto il nodo per i periti diplomati: potranno certificare solo dopo aver frequentato un corso di abilitazione. Ma non tutti. La bozza del Dpr richiede, infatti, a tutti i periti industriali (anche dopo la frequenza di un corso) la doppia abilitazione (impiantistica e progettazione) per firmare il documento in modo autonomo. In assenza di una parte di competenze (in base al riconoscimento per legge di ogni abilitazione professionale), il certificato dovrà essere firmato da un pool di professionisti in grado di coprire la materia a 360 gradi.

È su questo punto che il Consiglio nazionale dei periti era insorto pochi mesi fa puntando il dito contro la doppia abilitazione in una lettera pubblica indirizzata al ministro Claudio Scajola. Il punto, però, non è ancora stato chiarito. Secondo i tecnici del ministero dello Sviluppo i periti potrebbero firmare i certificati in modo autonomo anche con l’attuale formulazione del testo, mentre il Cnp si limita a dichiarare che «il punto è all’esame e che ci si sta lavorando». Rimane in sospeso la questione per i periti laureati.

Sia attende adesso il parere dei ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture. La pubblicazione ufficiale del decreto è attesa per il mese di marzo.

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