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Contenzioso tributario: più spazio all’autodifesa

Per le controversie di valore fino a 3.000 euro le parti potranno stare in giudizio senza assistenza tecnica

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Più spazio all’autodifesa nel contenzioso tributario: per le controversie di valore fino a 3.000 euro le parti potranno stare in giudizio senza assistenza tecnica (attualmente il limite è fissato a 2.582 euro).
Viene inoltre estesa la platea dei soggetti abilitati alla difesa, ricomprendendovi gli esperti contabili e i dipendenti dei CAF, limitatamente alle controversie originate da adempimenti predisposti dagli stessi centri di assistenza. Sono queste le principali novità sulla rappresentanza tributaria contenute nello schema di decreto di attuazione della delega fiscale in materia di contenzioso.
È stato trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti, per l’acquisizione dei relativi pareri, lo schema di decreto recante misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario (Atto n. 184), in attuazione della delega fiscale.

Nello specifico, l’art. 10 della legge n. 23/2014 ha delegato il Governo all’adozione di uno o più decreti per la riforma del contenzioso tributario, attualmente disciplinato dal D.Lgs. n. 546/1992.

In quest’ottica, tra le diverse misure contenute nello schema di decreto, si segnala l’attuazione della delega concernente la revisione delle soglie in relazione alle quali il contribuente può stare in giudizio personalmente e l’ampliamento dei soggetti abilitati a rappresentare i contribuenti dinanzi alle Commissioni tributarie.

L’intervento normativo – come precisato nella relazione illustrativa – è diretto a un sostanziale riassetto della disciplina, partendo dalla constatazione di un settore caratterizzato da un elevato numero di controversie di modesto valore.

Con l’integrale sostituzione dell’art. 12 del D.Lgs. n. 546/1992, viene innalzato da 2.582 a 3.000 euro il limite entro il quale i contribuenti possono stare in giudizio personalmente. Per il calcolo di tale limite lo schema di decreto conferma l’attuale criterio in base al quale il valore è determinato dall’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato.

In caso di controversie aventi a oggetto esclusivamente l’applicazione di sanzioni, il valore di riferimento è rappresentato dalla somma delle sanzioni stesse.

Al di fuori dei casi di contenzioso di modico valore, il decreto ribadisce la regola generale dell’obbligatorietà dell’assistenza tecnica nelle controversie tributarie con la sola eccezione degli enti impositori, degli agenti della riscossione e dei soggetti iscritti all’albo dei gestori dell’accertamento e della riscossione dei tributi locali (ex art. 53, D.Lgs. n. 446/1997).

Da ciò consegue che anche il concessionario della riscossione, alla stregua di quanto già previsto per le Agenzie fiscali, potrà difendersi in giudizio mediante propri dipendenti.

Lo schema di decreto, inoltre, estende a tutti i gradi di giudizio la possibilità di patrocinio dell’Avvocatura generale dello Stato.

I soggetti abilitati alla difesa
Per quanto concerne i soggetti abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle Commissioni tributarie, è stato riscritto l’elenco contenuto nell’art. 12, D.Lgs. n. 546/1992, elencando distintamente le categorie ammesse.

Come riepilogato nella relazione illustrativa, il provvedimento opera la seguente differenziazione in funzione dell’ampiezza dello ius postulandi riconosciuto ai diversi soggetti.

1) Soggetti che possono assistere i contribuenti nella generalità delle controversie:
– avvocati;
– dottori commercialisti ed esperti contabili;
– consulenti del lavoro;
– altri soggetti di cui all’art. 63, comma 3, D.P.R. n. 600/1973.

Scorrendo questo primo elenco, balza subito all’occhio la soppressione del riferimento ai ragionieri, presente nella versione vigente del D.Lgs. n. 546/1992. Tale “dimenticanza” sembrerebbe derivare da un errore tecnico di stesura, ancora più evidente considerato che gli esperti contabili – ricompresi per la prima volta – non risulterebbero abilitati alla difesa tecnica ai sensi del D.Lgs. n. 139/2005.

2) Soggetti abilitati alla difesa limitatamente alle materie specifiche dell’attività svolta:
– periti ed esperti iscritti alla data del 30 settembre 1993 negli appositi ruoli tenuti presso le CCIAA, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza, economia e commercio (o equipollenti) o di diploma di ragioniere, limitatamente alle materie concernenti le imposte di registro, di successione, tributi locali, IVA, IRPEF, IRAP e IRES;
ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, dottori agronomi e forestali, agrotecnici e periti agrari, limitatamente alle controversie in materia catastale;
– spedizionieri doganali iscritti nell’apposito albo per le controversie relative ai tributi doganali.

3) Soggetti abilitati alla difesa esclusivamente di alcune categorie di contribuenti:
– periti ed esperti iscritti nei ruoli presso le CCIAA;
– funzionari delle associazioni di categoria che – alla data del 15 gennaio 1993 – risultavano iscritti nell’elenco tenuto dalle soppresse Intendenze di Finanza in base alla previgente normativa sul contenzioso tributario;
– dipendenti delle associazioni di categoria rappresentate nel CNEL in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza, economia e commercio (o equipollenti), ovvero del diploma di ragioneria con la relativa abilitazione professionale, limitatamente alle controversie in cui sono parte gli associati;
– dipendenti delle imprese o loro controllate in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza, economia e commercio (o equipollenti), ovvero del diploma di ragioneria con la relativa abilitazione professionale, limitatamente alle controversie in cui l’impresa o sue controllanti siano parte;
– dipendenti dei centri di assistenza fiscale (CAF) e delle relative società di servizi, purché in possesso del diploma di laurea magistrale in giurisprudenza, economia (o equipollenti), o del diploma di ragioneria e della relativa abilitazione professionale.

Rappresentanza estesa ai dipendenti dei CAF
In particolare, con riguardo a quest’ultima categoria, lo schema di decreto delimita il potere di rappresentanza dinanzi alle Commissioni tributarie alle sole controversie originate da adempimenti prestati dallo stesso centro di assistenza fiscale (si pensi, ad esempio, al contenzioso derivante dalla rettifica della detrazione di spese mediche indicate nella dichiarazione compilata e trasmessa dal CAF).
I dipendenti dei CAF, inoltre, per poter prestare assistenza tecnica dovranno risultare iscritti in un apposito elenco tenuto istituito presso il Dipartimento delle Finanze sulla base di un decreto del Ministero dell’Economia che dovrà disciplinarne le modalità di tenuta ed individuare i casi di incompatibilità, di diniego, di sospensione e di revoca dell’iscrizione.

Articolo di Giovanni Petruzzellis – Dottore commercialista e pubblicista, tratto da QOL – Fisco, lavoro e società – Quotidiano online

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