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Eppi: verso la riforma pensionistica

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A ottobre, un pullman itinerante porterà il gruppo dirigente dell’Eppi in 14 località italiane per avviare un dialogo diretto e aperto con i professionisti sul territorio. Prenderanno così il via i lavori per una nuova riforma pensionistica, che sarà sostenuta anche dalla partecipazione diretta degli stessi periti iscritti alla Cassa.

Il punto di partenza è rappresentato dalle opportunità offerte dalla legge Lo Presti dello scorso luglio, che consente di innalzare il livello dei contributi dovuti dai liberi professionisti, a garanzia dei bilanci previdenziali dei prossimi anni. A ciò si unisce la manovra di agosto, che ha aumentato la tassazione sui rendimenti finanziari dal 12,5 al 20%. Il confronto con i periti iscritti all’ente si concentrerà, quindi, sulla possibilità di aumentare il contributo “integrativo” di almeno un paio di punti percentuali, destinando questo aumento al conto corrente previdenziale del professionista. L’aumento, posto a carico del cliente, incrementa nel tempo il montante sul quale sarà calcolato il trattamento pensionistico. In base alle stime dell’Eppi, questa misura ha l’effetto di aumentare l’importo della pensione di oltre il 30%.

Tuttavia, devono essere previsti, come suggerito dal Parlamento, anche incrementi proporzionali dei versamenti che sono direttamente a carico dei professionisti. “È necessario – conferma Florio Bendinelli, presidente dell’Eppi – che i periti professionisti investano in prima persona sul proprio futuro ed inizino ad accantonare ogni anno non solo l’attuale 10% del reddito, ma almeno un buon 16%. La ricetta ideale è un mix dell’aumento delle due contribuzioni, una a carico del cliente e l’altra sul portafoglio personale del professionista”.

Ma il dialogo sul territorio si concentrerà anche su un altro punto: la situazione previdenziale dei periti pensionati che proseguono, anche occasionalmente, la professione. La recente legge 111 obbliga tutte le Casse professionali a inserire nei propri Regolamenti una particolare disciplina per i pensionati over 65 e a prevedere un contributo soggettivo con un’aliquota variabile tra il 50% e il 100% della tariffa in vigore per i normali assicurati.

In assenza di una delibera dell’Eppi entro il 15 gennaio 2012, scatterà in ogni caso l’avvio obbligatorio del 50% del contributo a carico dei pensionati. Il nuovo sistema separa nettamente e definitivamente il regime previdenziale dei periti professionisti dai versamenti alla Gestione separata dell’Inps. La stessa legge ha escluso ogni possibilità di rimborso di versamenti già effettuati in buona fede alla stessa Gestione.

Fonte: Avvenire

O.O.

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