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Il 30 novembre scade il primo acconto Eppi

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Il 30 novembre scade il termine per pagare il primo acconto contributivo per il 2010. Da quest’anno, secondo il nuovo Regolamento, il sistema di versamento è diventato più comodo: il contributo in acconto si suddivide in due rate più equilibrate, un 45% si paga entro il 30 novembre 2010 (insieme al contributo di maternità di 8,50 euro) e un altro 45% entro il 15 marzo 2011.

Da oggi, mercoledì 10 novembre, nell’area iscritti del sito dell’Eppi, www.eppi.it, sarà possibile consultare il proprio ordine di pagamento acconti che indicherà quanto si deve versare esattamente e utilizzare il bonifico già compilato

Per chi ha iniziato o ripreso l’attività nel 2010 l’importo è pari al 45% dei minimi dell’anno precedente, frazionati per i mesi effettivi di esercizio della professione. Inoltre, se l’inizio attività è precedente al compimento del 28° anno di età, il contributo soggettivo è ridotto del 50%.

Se il modello Eppi 03/2009 non è pervenuto all’Ente, è necessario ricalcolare il primo acconto sulla base del 45% dei contributi dovuti per l’anno 2009 e inviare il modello mancante.  Il bonifico che si trova nell’area on line è compilato sui contributi minimi.

È possibile versare un acconto inferiore a quello calcolato dall’Ente se si ritiene di conseguire per l’anno 2010 dei redditi inferiori al 2009. L’importo dovrà essere pari al 45% dei contributi dovuti nell’anno 2010.

Chi ha compiuto 65 anni di età nel 2009, e continua a esercitare l’attività, ha facoltà di non versare il contributo soggettivo. Ha comunque l’obbligo di versare il contributo integrativo e maternità.

Chi ha cessato l’attività nel 2010 e ritiene di conseguire per l’anno in corso dei redditi più bassi del minimale (Reddito minimo 8.493,30 Volume d’affari minimo 5.945,50) può ricalcolare il primo acconto in base al 45% dei contributi minimi del 2010, frazionandoli per i mesi di esercizio. Chi ha invece maturato un credito può versare l’acconto al netto dell’eccedenza maturata oppure presentare il modello Eppi 06 e chiedere il rimborso dell’importo.

Il ritardo del pagamento dei contributi comporta l’applicazione degli interessi di mora nella misura prevista dal tasso legale vigente più cinque punti (6%). Il ritardo superiore a 60 giorni comporta l’applicazione di un’ulteriore sanzione pari al 5% su base annua.

Non si da luogo all’applicazione di interessi e sanzioni se, a consuntivo, il contributo versato non si discosta per difetto in misura maggiore del 10% dal contributo effettivamente dovuto in acconto. Nel caso che il contributo versato si discosti in misura maggiore del 10%, gli interessi di mora e le sanzioni verranno applicati sulla sola differenza non versata.

Il contributo soggettivo e quello di maternità sono deducibili fiscalmente. Il contributivo integrativo, invece, non è deducibile a eccezione dei casi citati nella risoluzione del 18/05/2006 n. 69 dell’Agenzia delle Entrate.

 

di O.O.

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