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Il Consiglio di Stato fa luce sulle competenze dei tecnici

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Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 571 del 26 gennaio 2011, ha riconosciuto ai periti industriali la loro piena competenza nella progettazione di impianti elettrici per l’illuminazione pubblica, ribadendo inoltre che non esiste subordinazione del tecnico diplomato al laureato.

Nella sentenza, avente ad oggetto un ricorso presentato da due società che tra l’altro contestavano la partecipazione di un perito industriale a un appalto per i servizi di illuminazione, in quanto ritenuto incompetente, i giudici di Palazzo Spada hanno sposato le argomentazioni tecniche contenute nella memoria depositata dai legali del Consiglio nazionale dei periti industriali.

Così si legge nella sentenza: “la progettazione degli impianti elettrici oggetto dell’appalto come applicazione della fisica rientra a pieno titolo tra le attività dei periti industriali ai sensi della disciplina di settore (art. 16 R.D. 11.2.1929, n. 275, L. 46/1990, DM n. 37/2008)”.

Inoltre, il Consiglio di Stato ha sancito il principio della non subordinazione del tecnico diplomato a uno laureato, stabilendo che un gruppo di lavoro, costituito anche da professionisti di livello universitario, può operare sotto la responsabilità di professionisti diplomati. Secondo i giudici la direzione del perito industriale è legittima e “non sussiste pertanto alcuna violazione della disciplina sulle professioni così come la presentazione al progetto non appare in alcun modo inficiata dalla sottoscrizione da parte del perito industriale”.

La decisione di Palazzo Spada ha suscitato la soddisfazione del Cnpi. “Finalmente, dopo sentenze talvolta contraddittorie tra loro e cavalcate spesso in maniera strumentale, ci pensa il più alto grado di legittimità della magistratura a mettere ordine in materia di competenze professionali del perito industriale – ha commentato il presidente Giuseppe Jogna –. “Ciò che è particolarmente apprezzabile è che questo è avvenuto attraverso la semplice ma corretta applicazione delle norme sulla sicurezza degli impianti e soprattutto del decreto che regola la professione di perito industriale. Senza alcuna forzatura interpretativa”.

di O.O.

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