Manovra: bene la distinzione tra ordini professionali e imprese | Periti.info

Manovra: bene la distinzione tra ordini professionali e imprese

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La manovra bis mette in evidenza la separazione tra ordini professionali e imprese, differenza peraltro prevista dalla Costituzione con l’esame di Stato”. È quanto afferma, in un’intervista pubblicata su Italia Oggi, il presidente del Comitato unitario professioni (Cup), Marina Calderone, che aggiunge: “la manovra disegna uno spartiacque di cui si sentiva l’esigenza e che ribadisce l’importanza del sistema ordinistico per il nostro Paese”.

Parlando poi di come gli Ordini professionali vedano la riforma dell’art.41 della Costituzione, Calderone sostiene che “l’art.41 parla della libertà di iniziativa economica che non vedo perché non debba riguardare i professionisti. Ovviamente è sempre necessario ribadire che la natura del libero professionista è diversa da quella dell’imprenditore: lo dice il codice civile, lo dice l’ordinamento, lo dice principalmente la Costituzione. Su questo non è necessaria una guerra di principio, considerato che è tutto chiaro.

L’art. 41 è certamente applicabile ai professionisti, cioè tutti debbono avere la libertà di intraprendere una libera professione, ma, ovviamente, nel rispetto delle regole previste dai vari ordinamenti”. Calderone parla anche di tariffe. “Sul tema – ricorda – vige già la legge Bersani, che ha eliminato i minimi inderogabili nel 2006. Con la manovra attuale, si è favorita la previsione della pattuizione tra cliente e professionista, che deve rendere edotto il cliente delle caratteristiche dell’incarico che andrà ad assumere, compresa la quantificazione del proprio compenso. È un passaggio importante – conclude la presidente del Cup – a tutela del cliente e della collettività”.

O.O.

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