Relazione peritale e contraddittorio: il punto conclusivo della CTU | Periti.info

Relazione peritale e contraddittorio: il punto conclusivo della CTU

Uno dei momenti essenziali della relazione peritale è il momento in cui è possibile produrre osservazioni. Vediamo come si sviluppa il contraddittorio alla relazione del Ctu

contraddittorio
image_pdf

Il contraddittorio segna uno dei momenti più delicati di tutta la Ctu, poiché è il momento in cui le parti possono produrre osservazioni alla relazione peritale, prima che questa sia depositata.

La Legge 18 giugno 2009, n. 69 ha apportato a tutto il corpo del Codice di Procedura Civile numerose e penetranti modifiche, nell’intento di semplificare e velocizzare il processo civile e nel campo della consulenza tecnica d’ufficio l’intervento ha riguardato essenzialmente l’art. 191, comma 1, relativamente al calendario del processo.

Le modifiche di grande rilievo riguardano l’art. 195, comma 3, con ‘introduzione del principio del contraddittorio alla relazione del CTU.

Ma cos’è il “contraddittorio” sul piano giurisdizionale?
In generale, si tratta della regola secondo cui, all’interno di una scansione procedimentale, al soggetto destinato a subire gli effetti di un provvedimento viene offerta la possibilità di manifestare il suo punto di vista alla luce e a fronte dell’analisi di tutti i dati raccolti.

Contraddittorio implica sapere, cosa e perché si sta per decidere nei propri confronti e possibilità di opporre proprie argomentazioni e prove, prima che la decisione venga presa.

La funzione del contraddittorio è inscindibilmente duplice.
Da un lato, serve a presidiare un interesse della parte coinvolta: attraverso il contraddittorio l’interessato esprime le sue ragioni.

Dall’altro lato, l’organo giudiziario acquisisce ulteriori elementi di conoscenza per il provvedimento.

Dunque, il contraddittorio ha una duplice valenza: attua il diritto di difesa dell’interessato e il principio di imparzialità, nel senso che solo a seguito di una adeguata istruttoria il provvedimento può dirsi emanato a seguito della corretta valutazione degli elementi in gioco.

Il diritto al contraddittorio realizza l’inalienabile diritto di difesa del cittadino, sancito dalla Costituzione e il buon andamento dell’amministrazione.

La legislazione stabilisce anche il principio di attuazione del contraddittorio, secondo la regola della effettività, ovvero attribuire un “congruo” spazio alla parte destinataria del provvedimento, in modo che abbia la concreta possibilità di far conoscere le tesi a sua difesa.

Il giudizio di congruità dipende dalle caratteristiche del caso concreto; la valutazione va effettuata caso per caso e sicuramente il controllo più rilevante è quello effettuato a posteriori, sulla base della motivazione dell’atto, per verificare una potenziale omissione degli elementi offerti dalla parte in sede di contraddittorio.

Nell’ambito della CTU, la Legge n. 69/2009 ha avuto il merito di eliminare il precedente iter farraginoso che concentra tutta l’attività, compresa la fase del contraddittorio, nelle parti preliminari all’udienza, semplificando anche il carico del giudice, che all’unica udienza troverà già pronte la relazione, le osservazioni dei consulenti di parte e la risposta del consulente alle parti stesse.

In questo senso, il deposito della relazione peritale deve passare attraverso tre termini preliminari:
– un primo termine, entro cui il consulente deve inviare alle parti la relazione,
– un secondo termine, entro cui le parti devono trasmettere al consulente le proprie memorie critiche circa il contenuto della relazione
– un terzo ed ultimo termine, anteriore rispetto all’udienza, entro cui il consulente deve depositare in cancelleria la relazione finale unitamente alle osservazioni delle parti e alla risposta del consulente alle stesse.

Nonostante il significativo risparmio di attività processuale, rispetto alla precedente disciplina normativa, non viene sacrificato il diritto delle parti al contraddittorio sui contenuti del mezzo istruttorio espletato.

Nel dettaglio, nell’ambito della fase dell’istruzione probatoria il legislatore ha infatti inteso assicurare il pieno rispetto del principio del contraddittorio mediante:
1) la possibilità data alle parti di partecipare alle operazioni e di nominare propri consulenti;
2) l’obbligo del consulente tecnico d’ufficio di dare avviso dell’inizio delle operazioni peritali;
3) la facoltà riconosciuta alle parte e ai loro consulenti tecnici di presenziare alle operazioni, fare richieste, domande e osservazioni al consulente tecnico d’ufficio, delle quali questi dovrà tener conto;
4) la possibilità, per i consulenti tecnici di parte, di redigere consulenze di parte e allegarle agli atti quali scritti difensivi;
5) la necessità che il giudicante, nell’assumere e motivare la decisione, prenda in considerazione le contestazioni ed osservazioni mosse dai tecnici di parte al consulente tecnico d’ufficio;
6) la possibilità che i consulenti tecnici di parte siano presenti qualora il giudice, anche collegiale, ritenga di sentire a chiarimenti il consulente tecnico d’ufficio in camera di consiglio.

L’effettiva realizzazione della possibilità di esercizio del diritto al contraddittorio viene assicurata da un lato, con il diritto delle parti di presenziare, anche di persona, oltre che a mezzo dei difensori e tecnici di fiducia, alle operazioni del consulente tecnico, e dall’altro lato con l’obbligo, posto a capo del CTU di avvisare le parti dell’inizio delle operazioni peritali, con comunicazione del giorno, ora e luogo dell’inizio delle operazioni, con dichiarazione inserita nel verbale d’udienza o con biglietto a mezzo del cancelliere.

Nella prassi, laddove l’inizio delle operazioni peritali non venga già stabilito nel corso dell’udienza di comparizione del CTU, è lo stesso consulente a comunicare a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o Pec alle parti ed ai consulenti di parte gli avvisi imposti dalla normativa vigente.

La mancata comunicazione alle parti delle date di inizio o di proseguimento delle indagini comporta la nullità (relativa) della consulenza e la sua inutilizzabilità sia nel giudizio nel quale è stata esperita, sia in un giudizio diverso (avente ad oggetto un analogo accertamento), restando priva di qualsiasi effetto.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Relazione peritale e contraddittorio: il punto conclusivo della CTU Periti.info