Sismabonus: il decreto correttivo assicura la competenza dei periti | Periti.info

Sismabonus: il decreto correttivo assicura la competenza dei periti

Corretto il decreto del Mit che in un primo momento aveva tagliato fuori i periti industriali dagli interventi ai fini del Sismabonus. La sintesi

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In tempi molto rapidi, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato il decreto correttivo al decreto ministeriale 28 febbraio 2017, quello che stabilisce le linee guida per la classificazione sismica degli edifici ai fini del Sismabonus 2017 previsto dalla Legge di Bilancio, ricollocando la competenza dei periti sul tema. In sostanza, nella prima versione del decreto erano stati titolati a eseguire gli interventi soltanto i laureati in ingegneria e architettura. Dopo le proteste delle categorie professionali dei geometri e appunto dei periti, il decreto correttivo è intervenuto prontamente il ruolo dei periti industriali sul tema rispetto al loro ambito di competenza.

“Siamo molti soddisfatti della modifica apportata al decreto Sisma bonus dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio” ha commentato Giampiero Giovannetti, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati.

Ricapitoliamo il tutto.

Il decreto, le proteste, la revisione

Il Decreto ministeriale 28 febbraio 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con le Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, in attuazione delle misure previste dalla Legge Finanziaria 2017 in materia di incentivi fiscali per interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico negli immobili (cd Sismabonus), aveva suscitato la protesta dei geometri e dei periti industriali, in quanto esclude queste categorie professionali dalla possibilità di attestare le perizie e le diagnosi sismiche e di rivestire incarichi di progettazione strutturale e di direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico.

Il testo infatti riserva tali competenze ai laureati in ingegneria o in architettura secondo il Dpr n. 328 del 5 giugno 2001, iscritti ai relativi ordini professionali di appartenenza. Anche nel modello di asseverazione allegato al decreto sono citati solo gli ingegneri e gli architetti. La richiesta di correzione del testo del decreto, avanzata dal Consiglio nazionale dei geometri e dal Consiglio nazionale dei periti industriali ha ricevuto risposta, come detto precedentemente, con l’emanazione del Decreto n. 65 del 7 marzo 2017.

Adeguamento antisismico e Sismabonus 2017

Dal 1° gennaio 2017 al 31 gennaio 2021, il Sismabonus prevede detrazione fiscali ripartite in 5 quote costanti annuali, in relazione delle spese sostenute per interventi di adeguamento antisismico sulle immobili adibiti a abitazioni, seconde case e ad attività produttive nelle zone sismiche 1, 2 e 3. In particolare:
la detrazione fiscale Irpef parte dal 50% e può salire nel caso in cui l’edificio venga migliorato di due classi di rischio, fino al 70% o 80% per le abitazioni e fino al 75% e 85% in caso di condomini;
l’importo massimo per il quale si può fare richiesta del sisma bonus ammonta a 96.000 euro;
il Sismabonus prevede anche la cessione del credito ai fornitori per chi non può sostenere la spesa (con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate).

Lo strumento attuativo è il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti adottato il 28 febbraio 2017, sulla base del parere favorevole al testo delle “Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni”, espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nell’Assemblea Generale del 20 febbraio 2017. Il decreto è entrato in vigore il 1°marzo 2017.

Le linee guida

Le Linee Guida forniscono lo strumento di regolamentazione degli incentivi fiscali, con specifico riferimento all’edilizia privata e produttiva, nonché le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi.

Le Linee Guida consentono di attribuire ad un edificio una specifica Classe di Rischio Sismico, da A+ a G, mediante un unico parametro che tiene conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici: classe A+ (meno rischio) classe A classe B classe C classe D classe E classe F classe G (più rischio).

Le Linee Guida forniscono indirizzi di massima sulla progettazione e associano ai livelli di sicurezza un costo convenzionale in base ai dati del monitoraggio della ricostruzione a seguito del terremoto del 2009 in Abruzzo.

Metodi per la determinazione della Classe di Rischio Sismico

I due metodi per la determinazione della Classe di Rischio Sismico al fine di accedere ai bonus fiscali sono:

1. Metodo convenzionale: applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione, basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali Norme Tecniche e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione, sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente all’eventuale intervento, consentendo il miglioramento di una o più classi di rischio.

2. Metodo semplificato: basato su classificazione macrosismica dell’edificio, è indicato per una valutazione economica e speditiva (senza specifiche indagini e/o calcoli) della Classe di Rischio e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per l’accesso al beneficio fiscale in relazione all’adozione di interventi di tipo locale, consentendo al massimo il miglioramento di una sola classe di rischio.

La procedura operativa

  • il proprietario incarica un professionista della valutazione della classe di rischio e della predisposizione del progetto di intervento;
  • il professionista individua la classe di Rischio della costruzione nello stato di fatto prima dell’intervento, progetta l’intervento di riduzione del rischio sismico e determina la classe di Rischio della costruzione a seguito del completamento dell’intervento, assevera i valori delle classi di rischio e l’efficacia dell’intervento;
  • il proprietario può procedere ai primi pagamenti delle fatture ricevute;
  • il direttore dei lavori e il collaudatore statico attestano al termine dell’intervento la conformità come da progetto.

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