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Rifiuti: con Astro parte il “compostaggio di comunita’”

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Una via di mezzo tra la compostiera domestica e i grandi impianti industriali, per permettere lo sviluppo del sistema di compostaggio all’interno degli ambienti collettivi, come mense, condomini, hotel. È il progetto sperimentale per la gestione dei rifiuti “comunitaria”, lanciato dal Centro Ricerche Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) di Casaccia.

Denominato Astro (Attività Sperimentale del Trattamento dell’Organico), prevede che la frazione organica dei rifiuti prodotti giornalmente dalla mensa venga trattata mediante l’utilizzo del “compostatore di comunità”. Le dimensioni ridotte dell’impianto consentono di installarlo facilmente all’interno di spazi di lavoro comune – come, appunto, il Centro Ricerche di Casaccia dove è stato collocato.

In questi piccoli impianti il processo aerobico viene condotto e accelerato, rispetto alle compostiere domestiche, dal continuo apporto d’aria. L’impianto Astro di Casaccia, inoltre, è dotato di bracci meccanici per l’accelerazione del processo aerobico degli scarti alimentari (biostabilizzazione e maturazione) e per il successivo movimento del compost (ma esiste un’altra tecnologia parallela che impiega una camera rotante). Nel processo di compostaggio, inoltre, è fondamentale l’impiego di strutturante per garantire al processo l’aerazione e l’apporto di carbonio alla massa sottoposta a trattamento biologico aerobico. Se nel compostaggio domestico lo strutturante è costituito semplicemente da sfalci d’erba, trucioli di legno, rametti e cortecce, nei grandi impianti la sua funzione può essere svolta anche da cassette in legno, potature derivanti dalla gestione del verde pubblico e/o privato, cippato e sacchetti in carta paglia o in bioplastica utilizzati nella raccolta differenziata.

Nelle macchine per il compostaggio di comunità lo strutturante è fornito essenzialmente dall’apporto di segatura o di pellets, aggiunti automaticamente o manualmente da un operatore, in contemporanea con il conferimento dell’organico.

Un processo che, stando alle dichiarazioni dei produttori, richiede circa 40 giorni.

Nelle intenzioni di Enea, la sperimentazione di Astro – condotta dal laboratorio “Gestione dei rifiuti” dell’Unità Tecnica “Tecnologie Ambientali” – sarà attentamente monitorata, al fine di implementare un modello di gestione del sistema che possa essere d’utilità in particolare per le P.A., che dovranno regolamentare l’uso degli impianti di compostaggio di comunità.

V.R.

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