Sblocca Italia, le modifiche al T.U. edilizia: Scia, Dia, destinazione d'uso e beni culturali | Periti.info

Sblocca Italia, le modifiche al T.U. edilizia: Scia, Dia, destinazione d’uso e beni culturali

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La legge 164/2014, dell’11 novembre e conversione in legge del decreto-legge 133/2014, “Sblocca-Italia”, con l’articolo 17 introduce molte variazioni al Testo unico dell’edilizia (Tue), dlgs 380/2001. Dopo aver descritto e commentato le modifiche su manutenzione straordinaria, regolamento edilizio unico, riqualificazione e compensazione, e su permesso di costruire e interventi liberi, scopriamo gli ultimi passaggi modificati, su Scia, Dia, destinazione d’uso e beni culturali.

Contributo per il rilascio del permesso di costruire (articolo 16 Tue)

L’articolo viene modificato per incentivare gli interventi di ristrutturazione edilizia anziché quelli di nuova costruzione. Viene inoltre stabilito che occorre valutare il maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d’uso. Tale maggior valore, calcolato dall’amministrazione comunale, è per il 50% erogato dalla parte privata al Comune stesso, sotto forma di contributo straordinario.

Nel caso di interventi su edifici esistenti, il costo di costruzione è determinato in relazione al costo degli interventi stessi, così come individuati dal Comune in base ai progetti presentati per ottenere il permesso di costruire. Al fine di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), i Comuni hanno comunque la facoltà di deliberare che i costi di costruzione ad essi relativi siano inferiori ai valori determinati per le nuove costruzioni.

La Scia sostituisce la Dia (articolo 22 Tue)

Nei commi 1 e 2 l’espressione “denuncia di attività” è sostituita da “segnalazione d’inizio attività”. Viene aggiunto il comma 2-bis. “Sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.” Resta invece in vigore il comma 3 che consente l’uso della DIA in alternativa al permesso di costruire in casi specifici.

Mutamento di destinazione d’uso (articolo 23ter Tue)

Citazione:

Salva diversa previsione da parte delle leggi regionali, costituisce mutamento rilevante della destinazione d’uso ogni forma di utilizzo dell’immobile o della singola unità immobiliare diversa da quella originaria, ancorché non accompagnata dall’esecuzione di opere edilizie, purché tale da comportare l’assegnazione dell’immobile o dell’unità immobiliare considerati ad una diversa categoria funzionale tra quelle sotto elencate:

a) residenziale

a bis)turistico-ricettiva

b) produttiva e direzionale

c) commerciale

d) rurale

2. La destinazione d’uso di un fabbricato o di una unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile.

3. Le regioni adeguano la propria legislazione ai principi di cui al presente articolo entro novanta giorni dalla data della sua entrata in vigore. Decorso tale termine, trovano applicazione diretta le disposizioni del presente articolo. Salva diversa previsione da parte delle leggi regionali e degli strumenti urbanistici comunali, il mutamento della destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito”

Commento: la norma è molto importante ma la sua attuazione è condizionata pesantemente da leggi regionali e ancor di più dai Prg che prevedono una diversa definizione delle tipologie di destinazione d’uso.

Permesso di costruire convenzionato

Il nuovo articolo 28 bis del Tue istituisce la possibilità di rilascio di permesso di costruire convenzionato con modalità semplificate.

Assenza o difformità dal permesso di costruire

L’articolo 31 del Tue, per i casi di assenza o difformità dal permesso di costruire, è stato integrato con l’aggiunta di tre commi.

Beni culturali

La stessa legge 164/2014 apporta con un altro articolo, l’articolo 25, misure urgenti di semplificazione amministrativa e di accelerazione delle procedure in materia di patrimonio culturale. Vengono modificati alcuni articoli della legge 241/1990, per stabilire, tra l’altro, che “i termini di validità di tutti i pareri, autorizzazioni, concessioni, nulla osta o atti di assenso comunque denominati acquisiti nell’ambito della Conferenza di Servizi, decorrono a far data dall’adozione del provvedimento finale”.

Viene stabilito, tra l’altro, che il Regolamento ex articolo 146 comma 9 del dlgs 42/2004 dovrà individuare le tipologie di interventi per i quali l’autorizzazione paesaggistica non è richiesta, sia nell’ambito degli interventi di lieve entità già compresi nell’allegato 1 al suddetto regolamento, sia mediante definizione di ulteriori interventi minori privi di rilevanza paesaggistica.

Inoltre viene modificato l’articolo 146 comma 9 del dlgs 42/2004, sopprimendo il primo e il secondo periodo e così sostituendo il terzo periodo “decorsi inutilmente sessanta giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente senza che questi abbia reso il prescritto parere, l’amministrazione competente provvede comunque sulla domanda di autorizzazione”.

Infine viene stabilito che entro il 31 dicembre 2014 dovranno essere approvate linee guida per la verifica dell’interesse archeologico per i lavori pubblici.

L’autore


Enrico Milone

Architetto, laureato a Napoli nel 1958, inizia nel 1959 un’attività che, accanto a progetti edilizi e urbanistici (tra cui la sede degli uffici Inps a Terni e due torri del comprensorio di Tor Bella Monaca, di cui segue il coordinamento architettonico insieme a studio Passarelli e Alessandro Calza Bini), vede la partecipazione attiva alla vita culturale e professionale locale, nazionale e internazionale. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma dal 1975, tra il 1980 e 1985 ne è presidente. Nel 1986 entra a fare parte del Cna e nel 1993 diventa tesoriere dell’Uia. Grande esperto di questioni legate alla professione e al suo esercizio, è docente in numerosi corsi di aggiornamento per tecnici e nel 2001 diventa professore a contratto alle facoltà Roma Tre e Valle Giulia. A partire dalla fine degli anni ottanta inizia l’attività di pubblicista: è autore, tra l’altro, di Architetto. Manuale per la professione (Dei, 1989), del Nuovo Manuale dei capitolati (Mancosu, 2004) e del Manuale per la professione architetto-ingegnere (Mancosu, 2008) e cura rubriche per L’architettura. Cronache e storia, L’architetto Italiano e L’ingegnere.

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