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Dai Vigili del Fuoco chiarimenti sulle vie di esodo

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Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ha emanato due circolari per fornire chiarimenti sulla sicurezza delle vie di esodo. Nello specifico, si tratta della circolare n. 4962 – “Uso delle vie e uscite di emergenza in presenza di sistemi di controllo degli accessi mediante “tornelli”, e la circolare n. 4963 “Uso delle vie e uscite di emergenza in presenza di porte scorrevoli orizzontalmente munite di dispositivi di apertura automatici ridondanti”.

Per quanto riguarda i tornelli, la circolare segnala innanzitutto che i sistemi di vie e uscite di emergenza debbono di norma essere progettati senza tenere conto delle uscite attraverso gli stessi tornelli.  Inoltre, considerato che i tornelli possono essere assimilati alle porte chiuse a chiave, emergono problemi applicativi per le attività produttive che hanno necessità di armonizzare le esigenze di controllo di entrata e uscita del personale attraverso i tornelli con quelle connesse alla tutela della sicurezza dei lavoratori stessi in caso di incendio o altre situazioni di emergenza.

Quali sono dunque le condizioni minime per cui alcuni tipi di tornelli possono essere considerati tra le vie e uscite di emergenza? L’uscita sia sempre presidiata; un numero di tornelli, la cui larghezza complessiva sia non inferiore alla larghezza necessaria all’esodo, sia dotato di sistemi atti a consentire, in caso di emergenza, lo sgancio degli stessi tornelli in posizione tale da non creare intralcio all’esodo delle persone; i sistemi di cui al punto precedente devono essere azionabili dall’operatore che presidia l’uscita o dalle persone in esodo attraverso un dispositivo posto in posizione facilmente identificabile e accessibile; mi tornelli devono aprirsi automaticamente e portarsi in posizione di apertura completa a seguito di mancanza di energia elettrica di rete; ogni lavoratore presente nell’ambiente di lavoro in cui sono installati i tornelli deve essere informato circa l’ubicazione e la modalità di azionamento del dispositivo; il pubblico presente nell’ambiente di lavoro deve essere informato circa l’ubicazione e la modalità di azionamento del dispositivo mediante apposita segnaletica e cartellonistica posta in prossimità dei tornelli.

Per quanto riguarda invece le porte scorrevoli orizzontalmente di dispositivi di apertura automatici ridondanti che non si aprono nel verso dell’esodo, emerge la necessità di armonizzare tali esigenze di apertura con quelle connesse alla tutela della sicurezza dei lavoratori. La circolare n. 4963 chiarisce che le porte in questione rispettino entrambe le esigenze alle seguenti condizioni: il segnale per il comando di apertura di emergenza delle ante scorrevoli deve essere fornito da idonei dispositivi (radar, fotocellule), posti nel verso dell’esodo, atti a rilevare in modo automatico e indipendente dalla volontà delle persone, il movimento di queste o di altri oggetti che si avvicinano alla porta. Per garantire comunque la presenza del segnale di rilevamento su un angolo di 180° tali dispositivi devono essere doppi e ciascuno autonomo rispetto all’altro.

Inoltre, in caso di guasto di uno di tali dispositivi di rilevamento o di uno dei due motori succitati, deve essere generato un segnale di allarme che determini il blocco in apertura completa della porta fino alla rimozione del guasto; deve essere sempre presente un dispositivo manuale di apertura posto in posizione facilmente identificabile e accessibile nel verso dell’esodo, che consenta l’immediata apertura della porta in caso di necessità.

In caso di mancanza di alimentazione elettrica la porta deve portarsi automaticamente in posizione di apertura completa; ogni lavoratore deve essere informato circa l’ubicazione e la modalità di azionamento del dispositivo e lo stesso vale per il pubblico presente nell’ambiente di lavoro, mediante apposita segnaletica e cartellonistica posta in prossimità delle porte.

O.O.

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