ISPESL: come ridurre i rischi per la salute provocati dal Radon | Periti.info

ISPESL: come ridurre i rischi per la salute provocati dal Radon

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Sono tanti i tumori causati dall’inalazione del gas Radon. Anche in questo caso la prevenzione diventa indispensabile. Con semplici accorgimenti, applicabili in alcune situazioni, si può ridurre notevolmente il rischio. I ricercatori dell’Ispesl, nel corso di un seminario nella sede de L’Aquila, hanno spiegato cosa fare per evitare le gravissime conseguenze all’esposizione del gas Radon.

“Il Radon – ha spiegato l’ingegnere Mario Mariani, direttore del dipartimento dell’Ispesl Installazioni di Produzione e Insediamenti Antropici -,  è l’isotopo più significativo per il rischio cancerogeno da inalazione dell’uomo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato il Radon nel Gruppo 1, in cui sono elencate le 75 sostanze fino ad oggi classificate come cancerogene per l’uomo. Ne consegue che a livello nazionale , europeo e internazionale si sono sviluppate legislazioni e raccomandazioni per salvaguardare la salute della popolazione e dei lavoratori rispetto alla radioattività del Radon poiché si ritiene che la sua inalazione sia la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo della sigaretta. Naturalmente più alte sono la concentrazione di Radon nell’ambiente e la durata dell’esposizione, più elevato è il rischio di contrarre un tumore polmonare. Pertanto un accorgimento immediato e semplice per proteggersi dall’accumulo di radon in un locale consiste nell’aerazione continua del locale specialmente quando questo sia interrato o a contatto diretto del terreno: infatti il Radon essendo un gas, ha la capacità di attraversare la porosità del terreno, le fessure e le crepe dei pavimenti, le giunture delle mura oltre a fluire dai pori dei materiali da costruzione”.

Il Radon è un gas radioattivo e la sua inalazione può procurare effetti cancerogeni sui polmoni. Di qui la necessità assoluta di “bonificare” dal radon gli ambienti chiusi di vita e di lavoro quando in essi la concentrazione di radon supera il valore di guardia. Alcuni interventi di bonifica sono di facile realizzazione in quanto consistono nell’aerazione continua dei locali, altri sono più costosi poiché prevedono interventi tendenti a limitare o a eliminare i punti di infiltrazione accompagnati dalla depressurizzazione del suolo per impedire la risalita del gas Radon. Oggi è possibile effettuare un monitoraggio autonomo dei propri locali grazie ad economici rilevatori (dosimetri) che facilmente si trovano sul mercato.

 

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