Un semestre nero in vista per il settore edile | Periti.info

Un semestre nero in vista per il settore edile

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Niente da fare, il tempo della risalita e della rinascita è ancora lontano per il settore edile italiano. Infatti, dopo un attento studio, l’Osservatorio Aniem, ha stilato un rapporto sugli scenari economici passati e futuri delle piccole e medie imprese edili e manifatturiere: nel primo trimestre del 2011 il trend sarà ancora negativo, con una previsione di diminuzione del fatturato medio per impresa del -16%.

Molto più pesante il bilancio se si guarda indietro di un anno: l’annus horribilis, che secondo gli studi dell’Aniem ha portato a una diminuzione per le pmi edili del 22% del fatturato, con tagli occupazionali che superano il 10%, pare non sia destinato a finire.

A bloccare il settore sono principalmente tre nodi: la diminuzione degli appalti pubblici (negli ultimi tre anni -55%), la difficoltà di accesso al credito e la tendenza delle stazioni appaltanti ad accorpare i lavori in un unico grande bando, e la conseguente difficoltà delle pmi a partecipare a tali gare. “Una situazione di blocco che riguarda 36.600 imprese che eseguono lavori di importo superiore a 150.000 euro e altre 30.000 che operano nell’ambito dei lavori pubblici per importi inferiori, a cui fa capo circa 1 milioni di lavoratori perché, non bisogna dimenticare, il tessuto imprenditoriale italiano è composto da un capitalismo di territorio fatto da Pmi – oltre il 90% – e da qualche grande impresa” commenta Piacentini. E nera è anche la percezione degli industriali sullo scenario politico: secondo il 67% degli intervistati, un terzo dei problemi giungono dall’immobilismo e dalla mancanza di fondi. Solo per l’anno prossimo il disegno di legge di stabilità assegna alle opere pubbliche 13,5 miliardi mentre l’anno scorso erano 15,4 con un calo del 14% in termini reali.

Secondo il Presidente Dino Piacentini: “E’ un vero e proprio allarme quello lanciato dall’Aniem: aumentano sempre di più le piccole e medie imprese a rischio di chiusura perché in attesa, magari da un anno, di pagamenti dalla pubblica amministrazione, nonostante il Parlamento Europeo abbia imposto il limite per il pagamento di una fattura per beni e servizi, sia nel settore pubblico sia in quello privato, di 30 giorni”. E aggiunge:”Stiamo segnalando il grave danno certificato che stanno subendo le piccole e medie imprese italiane alle istituzioni, parlamentari europei compresi, per denunciare una situazione ormai divenuta insostenibile”.

Ancora tempo di attesa, per un settore in crisi ormai da troppo tempo.

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