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DECRETO-LEGGE 28 marzo 2003, n.49: Riforma della normativa in tema di ...

DECRETO-LEGGE 28 marzo 2003, n.49: Riforma della normativa in tema di applicazione del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. (GU n. 75 del 31-3-2003)

DECRETO-LEGGE 28 marzo 2003, n.49

Riforma della normativa in tema di applicazione del prelievo
supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.

IL PRESIDENTE DELLA REPUPPLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza, in vista
dell’imminente avvio della campagna di commercializzazione, di
riformare la normativa sull’applicazione del prelievo supplementare
nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, al fine di
assicurarne la piena coerenza con la regolamentazione comunitaria e
di recepire le raccomandazioni in tali sensi espresse dal Parlamento
e dalla Corte dei conti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 28 marzo 2003;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il
Ministro per le politiche comunitarie e con il Ministro dell’economia
e delle finanze;

E m a n a

il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Disposizioni generali

1. Gli adempimenti relativi al regime comunitario del prelievo
supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari,
salvo quanto previsto al comma 2, sono di competenza delle regioni e
delle province autonome.
2. All’AGEA compete la gestione della riserva nazionale ai sensi
degli articoli 2 e 3, l’esecuzione del calcolo delle quantita’ e
degli importi di cui agli articoli 9 e 11, nonche’ l’esecuzione delle
comunicazioni di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n.
1392/2001.
3. La provincia autonoma di Bolzano, ove vige l’istituto del maso
chiuso, adotta, con propri provvedimenti, le necessarie disposizioni
a tutela di tale istituto.
4. Le funzioni di controllo relative all’applicazione della
normativa comunitaria in materia e di quella di cui al presente
decreto sono svolte dalle regioni e dalle province autonome di Trento
e di Bolzano. Restano ferme le funzioni di controllo dell’ispettorato
centrale repressione frodi del Ministero delle politiche agricole e
forestali e degli ufficiali ed agenti delle forze di polizia
competenti. Gli altri organi dello Stato, che in ragione delle
proprie funzioni accertino violazioni in materia, sono tenuti ad
informare gli organismi di cui al presente comma.
5. I produttori, gli acquirenti ed i raccoglitori e/o trasportatori
di latte indicati dagli acquirenti sono tenuti a consentire l’accesso
alle proprie sedi, impianti, magazzini o altri locali, mezzi di
trasporto, nonche’ alla documentazione contabile e amministrativa, ai
funzionari addetti ai controlli, nell’ambito delle proprie
competenze, degli organismi di cui al comma 4. In caso di
inadempienza si applica una sanzione amministrativa non inferiore a
Euro 10.000 e non superiore a Euro 100.000.
6. Ai fini della gestione del regime comunitario, le regioni e le
province autonome, gli acquirenti riconosciuti ai sensi del
regolamento (CE) n. 1392/2001 e le loro organizzazioni, le
organizzazioni tra i produttori di latte riconosciute dalle regioni e
dalle province autonome ai sensi della normativa vigente, nonche’ i
centri autorizzati di assistenza agricola di cui all’articolo 3-bis
del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, cosi’ come modificato
dal decreto legislativo 16 giugno 2000, n. 188, si avvalgono del
Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), con le modalita’
definite dal decreto di cui al comma 7.
7. Entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, con decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
sono definite le modalita’ di attuazione di cui al comma 6.
8. L’irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal
presente decreto e’ effettuata dalle regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano, cui sono devoluti i relativi proventi. Si
applicano le disposizione contenute nel capo I della legge 24
novembre 1981, n. 689, con esclusione della facolta’ di pagamento in
misura ridotta prevista dall’articolo 16 della medesima legge.
9. In caso di mancato versamento del prelievo supplementare, le
regioni e le province autonome effettuano la riscossione coattiva
mediante ruolo, previa intimazione nei confronti di acquirenti e
produttori, applicando le sanzioni di cui all’articolo 8 del
regolamento (CE) n. 1392/2001.

Art. 2.
Determinazione e comunicazione della quota

1. A decorrere dal primo periodo di applicazione del presente
decreto, i quantitativi individuali di riferimento, distinti tra
consegne e vendite dirette, sono determinati dalla somma della quota
A e della quota B di cui all’articolo 2 della legge 26 novembre 1992,
n. 468, delle assegnazioni integrative effettuate ai sensi
dell’articolo 1, comma 21, del decreto-legge 1 marzo 1999, n. 43,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1999, n. 118, e
dell’articolo 1 del decreto-legge 4 febbraio 2000, n. 8, convertito,
con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2000, n. 79.
2. Prima dell’inizio di ogni periodo di produzione lattiera le
regioni e province autonome comunicano a ciascun produttore il
proprio quantitativo individuale di riferimento, cosi’ come dalle
stesse registrato nel Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).

Art. 3.
Revoca e assegnazione della quota

1. Con il decreto di cui all’articolo 1, comma 7, sono stabilite le
disposizioni attuative per la revoca e la riduzione delle quote non
utilizzate per almeno il 70 per cento, fatte salve le cause di forza
maggiore, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento
(CEE) n. 3950/1992, e successive modificazioni e integrazioni, e per
la disciplina delle cessioni definitive o temporanee di quota. La
cessione in affitto temporaneo delle quote in corso di periodo, di
cui all’articolo 12, non costituisce utilizzo della quota.
2. I quantitativi revocati ad aziende ubicate nelle zone di cui
agli articoli 18 e 19 del regolamento (CE) n. 1257/1999 confluiscono
nella riserva nazionale per essere riattribuiti alle regioni o
province autonome cui afferivano.
3. I quantitativi di riferimento confluiti nella riserva nazionale,
con esclusione di quelli di cui al comma 2, sono riattribuiti
dall’AGEA alle regioni e province autonome cui afferivano, fino alla
misura massima dei quantitativi prodotti in esubero nell’ultimo
periodo contabilizzato. I quantitativi eventualmente eccedenti tale
misura massima sono ripartiti fra tutte le regioni e province
autonome, in misura proporzionale alla media dei quantitativi di
latte commercializzati nei tre periodi precedenti.
4. Le regioni e le province autonome provvedono alla riassegnazione
dei relativi quantitativi, sulla base di criteri oggettivi
autonomamente determinati.
5. Per il calcolo del prelievo supplementare dovuto da ciascun
produttore si considera il quantitativo individuale di riferimento di
fine periodo, che puo’ essere diverso da quello di inizio a seguito
delle variazioni intervenute nel corso del periodo, in applicazione
del presente decreto.
6. Tutte le revoche, riduzioni e assegnazioni della quota eseguite
in applicazione del presente decreto hanno effetto a partire dal
periodo immediatamente successivo a quello in corso al momento della
comunicazione agli interessati del relativo provvedimento
amministrativo.

Art. 4.
Riconoscimento degli acquirenti

1. Il riconoscimento delle ditte acquirenti di cui all’articolo 13
del regolamento (CE) n. 1392/2001 e’ subordinato alla verifica del
rispetto di tutti i requisiti ivi indicati, nonche’ delle
disposizioni del decreto di cui all’articolo 1, comma 7. Le regioni
assicurano idonee forme di pubblicita’ delle ditte acquirenti
riconosciute mediante l’istituzione di un apposito albo.
2. Ogni produttore e’ tenuto ad accertarsi che l’acquirente cui
intende conferire latte sia riconosciuto ai sensi del presente
articolo; il latte o equivalente latte conferito ad un acquirente non
riconosciuto e’ interamente assoggettato a prelievo supplementare a
carico del produttore, fatto salvo quanto previsto dal comma 3.
3. Le regioni e le province autonome revocano il riconoscimento
agli acquirenti gia’ riconosciuti nel caso vengano meno i requisiti
di cui al comma 1, o negli altri casi previsti dal presente decreto.
L’acquirente assoggettato ad un provvedimento definitivo di revoca e’
tenuto a rendere noto entro 15 giorni il provvedimento stesso ai
propri conferenti; qualora non adempia a tale obbligo, i quantitativi
di latte eventualmente ritirati dopo la decorrenza della revoca e
fino al termine del periodo di commercializzazione in corso sono
assoggettati a prelievo supplementare a carico dell’acquirente
stesso. La revoca del riconoscimento deve essere notificata dalla
regione competente all’acquirente interessato, nonche’ resa nota ai
produttori con adeguate forme di pubblicita’. La revoca ha effetto a
decorrere dal novantesimo giorno successivo alla notifica e comunque
entro il termine del periodo di commercializzazione in corso, per il
quale restano fermi gli obblighi relativi agli adempimenti degli
acquirenti.
4. L’acquirente che opera in assenza del riconoscimento di cui al
presente articolo e’ ass…

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