AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 6 Giugno 2007 | Periti.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 6 Giugno 2007

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 6 Giugno 2007 - Modifiche ed integrazioni alla delibera 4/06/CONS: Modalita' di attivazione, migrazione e cessazione nei servizi di accesso. (Deliberazione n. 274/07/CONS). (GU n. 146 del 26-6-2007 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 6 Giugno 2007

Modifiche ed integrazioni alla delibera 4/06/CONS: Modalita’ di
attivazione, migrazione e cessazione nei servizi di accesso.
(Deliberazione n. 274/07/CONS).

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
Nella riunione di Consiglio del 6 giugno 2007;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante
“Codice delle comunicazioni elettroniche”, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 215 del 15 settembre 2003 ed,
in particolare, gli articoli 19 e 44;
Vista la delibera n. 4/06/CONS, recante “Mercato dell’accesso
disaggregato all’ingrosso (ivi compreso l’accesso condiviso) alle
reti e sottoreti metalliche, ai fini della fornitura di servizi a
banda larga e vocali (mercato n. 11 fra quelli identificati dalla
raccomandazione della Commissione europea n. 2003/311/CE):
identificazione ed analisi del mercato, valutazione di sussistenza di
imprese con significativo potere di mercato ed individuazione degli
obblighi regolamentari”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 33 del 9 febbraio 2006;
Vista la delibera n. 34/06/CONS, recante “Mercato dell’accesso a
banda larga all’ingrosso (mercato n. 12 della raccomandazione della
Commissione europea n. 2003/311/CE): identificazione ed analisi del
mercato, valutazione di sussistenza di imprese con significativo
potere di mercato ed individuazione degli obblighi regolamentari”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 44
del 22 febbraio 2006;
Vista la delibera n. 33/06/CONS, recante “Mercati al dettaglio
dell’accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per
clienti residenziali e per clienti non residenziali (mercati n. 1 e
n. 2 fra quelli identificati dalla raccomandazione della Commissione
europea n. 2003/311/CE): identificazione ed analisi dei mercati,
valutazione di sussistenza di imprese con significativo potere di
mercato ed individuazione degli obblighi regolamentari”, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 34 del
10 febbraio 2006;
Vista la determinazione n. 11/06/SG, recante “Costituzione dei
tavoli tecnici previsti dalle delibere numeri 4/06/CONS, 33/06/CONS e
34/06/CONS”, pubblicata sul sito dell’Autorita’ il 15 marzo 2006;
Vista la delibera n. 152/02/CONS, recante “Misure atte a garantire
la piena applicazione del principio di parita’ di trattamento interna
ed esterna da parte degli operatori aventi notevole forza di mercato
nella telefonia fissa” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 153 del 27 giugno 2002;
Vista la delibera n. 664/06/CONS, recante “Adozione del regolamento
recante disposizioni a tutela dell’utenza in materia di fornitura di
servizi di comunicazione elettronica mediante contratti a distanza”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 299
del 27 dicembre 2006;
Vista la legge 2 aprile 2007, n. 40/2007 “Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante
misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della
concorrenza, lo sviluppo di attivita’ economiche e la nascita di
nuove imprese” ed in particolare quanto previsto dall’art. 1,
comma 3, ove si prevede che “I contratti per adesione stipulati con
operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione
elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono
prevedere la facolta’ del contraente di recedere dal contratto o di
trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o
ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi
dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso
superiore a trenta giorni”;
Vista la lettera del 20 aprile 2007, con cui la Commissione europea
ha espresso i propri commenti ai sensi di quanto previsto all’art. 7,
comma 3 della direttiva 2002/21/EC relativamente allo schema di
provvedimento inviato dall’Autorita’ in data 21 marzo 2007;
Considerato che, con la lettera summenzionata, la Commissione
europea ha invitato l’Autorita’ a “specificare nel suo provvedimento
finale le basi giuridiche per l’imposizione di tali obblighi ad
operatori non SPM, posto che gli obblighi regolamentari imposti a
seguito di un’analisi di mercato ai sensi dell’art. 16 della
direttiva quadro possono essere imposti solo ad imprese aventi SPM”;
Considerato che la Commissione europea, nel rilevare che l’obbligo
di trasmettere i dettagli del contratto alla divisione retail di TI
potrebbe comportare il rischio di comportamenti anticompetitivi, ad
esempio pratiche di retention da parte di TI attraverso l’uso di
informazioni della sua divisione retail, invita l’AGCOM a
“considerare qualora, al fine di limitare il rischio di comportamenti
di retention anticompetitivi, sia sufficiente trasmettere le
informazioni solo alle divisioni wholesale del donating prima
dell’avvenuta migrazione. Queste ultime dovrebbero poi passare alla
divisione retail solo le informazioni strettamente necessarie alla
migrazione del cliente”;
Considerato che la base giuridica degli obblighi imposti agli
operatori non SPM e’ rappresentata:
dall’art. 28, comma 1 del codice delle comunicazioni, che impone
agli operatori autorizzati di rispettare le condizioni imposte per
l’autorizzazione generale tra cui quelle indicate al comma 8 della
parte A dell’allegato 1 al predetto codice delle comunicazioni ovvero
“a rispettare le norme sulla tutela dei consumatori specifiche del
settore delle comunicazioni elettroniche, come indicato …”;
dall’art. 70 del codice delle comunicazioni, in base al quale i
tempi di attivazione, e correlativamente di disattivazione, del
servizio, costituiscono elementi che devono necessariamente far parte
del contenuto minimo della disciplina contrattuale;
dai principi di cui all’art. 13 del codice delle comunicazioni,
poiche’ i tempi di migrazione rappresentano un elemento rilevante ai
fini della scelta da parte dei consumatori e, di conseguenza, la
certezza, la trasparenza e l’adeguata pubblicita’ delle informazioni
relative a tale elemento consentono ai consumatori stessi di trarre
il massimo beneficio dalla concorrenza nello specifico mercato;
Ritenuto, pertanto, necessario intervenire con una regolamentazione
bilaterale, fonte di obblighi anche per gli operatori che non abbiano
significativo potere di mercato, poiche’ altrimenti la previsione di
una tempistica di attivazione sarebbe priva di rilevanza sostanziale
e si risolverebbe in una mera clausola di stile, dal momento che uno
degli operatori sarebbe immune da obblighi e, quindi, giuridicamente
libero di frustrare qualsiasi esigenza di tempestivita’, mentre il
consumatore, d’altro canto, nell’ipotesi di un eventuale ritardo, ben
difficilmente potrebbe verificare a chi debba essere imputato questo
disservizio, con il risultato, anche per questo, di un’assoluta
incertezza sui tempi dell’attivazione del servizio;
Considerato, peraltro, che le norme di cui al presente
provvedimento costituiscono coerente applicazione di quanto previsto
all’art. 41, comma 2, della delibera n. 4/06/CONS, provvedimento che
e’ stato adottato a seguito della procedura di consultazione con la
Commissione europea e con gli Stati membri ai sensi dell’art. 7,
paragrafo 3 della direttiva quadro;
Considerato altresi’ che le misure di cui al presente provvedimento
rientrano tra le misure a tutela dei consumatori, in quanto
garantiscono la migrazione degli utenti con minimo disservizio e la
liberta’ di scelta degli stessi nel cambiare fornitore di servizi di
accesso, in coerenza con quanto previsto all’art. 1, comma 3 della
legge 2 aprile 2007, n. 40;
Ritenuto necessario prevedere, al fine di limitare il rischio di
comportamenti di retention anticompetitivi da parte dell’operatore
incumbent, che in fase di attivazione dei servizi intermedi,
l’operatore recipient comunichi unicamente alla divisione wholesale
di Telecom Italia la richiesta di attivazione ed altresi’ che la
divisione wholesale di Telecom Italia potra’ successivamente
trasmettere alla divisione retail dello stesso operatore le sole
informazioni strettamente necessarie alla migrazione del cliente e
che in nessun caso la divisione wholesale potra’ trasmettere il
nominativo dell’operatore recipient o altre informazioni relative al
nuovo servizio di cui e’ stata richiesta l’attivazione da parte di
quest’ultimo operatore;
Considerato inoltre opportuno prevedere che, in fase di
applicazione di quanto indicato al punto precedente, Telecom Italia
dovra’ fornire all’Autorita’ le specifiche delle comunicazioni
trasmesse, a tal fine, dalla divisione wholesale alla divisione
retail e che altresi’ tale procedura di trasmissione dovra’ essere
inserita tra quelle incluse nella relazione annuale sulla separazione
amministrativa di cui all’art. 2, comma 7, della delibera n.
152/02/CONS;
Considerato quanto segue:
1. Il procedimento istruttorio.
1. In data 18 agosto 2006, con la delibera 483/06/CONS, l’Autorita’
ha posto a consultazione pubblica una proposta per la modifica delle
modalita’ di attivazione, passaggio e cessazione nei servizi di
acce…

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