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CASSA DEPOSITI E PRESTITI

CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CIRCOLARE 25 febbraio 2003, n.1250: Nuove istruzioni relative al Fondo rotativo per la progettualita'. (GU n. 66 del 20-3-2003)

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

CIRCOLARE 25 febbraio 2003, n.1250

Nuove istruzioni relative al Fondo rotativo per la progettualita’.

Alle amministrazioni statali
Agli enti pubblici
Alle regioni
Alle province autonome di Trento e
di Bolzano
Alle amministrazioni provinciali e
comunali
Alle comunita’ montane, isolane e
di arcipelago
Alle unioni di comuni
e, per conoscenza:
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Alla Conferenza dei presidenti
delle regioni e delle province
autonome
Alla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e
Bolzano
Alla Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali
All’Associazione nazionale comuni
italiani (A.N.C.I.)
All’Unione province italiane
(U.P.I.)
All’Unione nazionale comuni montani
(U.N.C.E.M.)

Premessa: le novita’ recate dalla legge finanziaria 2003.
Il Fondo rotativo per la progettualita’ (d’ora in avanti, anche
“FRP”) e’ stata istituito a fine 1995, dalla legge n. 549(1).
Nei sette anni trascorsi dalla sua istituzione, lo strumento ha
registrato un costante incremento delle richieste di accesso, che ha
determinato un notevole impegno di risorse in termini di formale
concessione dei finanziamenti.
(1) Il testo vigente dell’art. 1, commi da 54 a 58, della legge
28 dicembre 1995, n. 549 e’ riportato in allegato A.
A tale fenomeno, tuttavia, non ha fatto riscontro una altrettanto
decisa capacita’ dei soggetti beneficiari di dare effettivamente
seguito alle attivita’ progettuali finanziate: il rapporto tra le
somme effettivamente utilizzate (erogazioni) e l’importo delle
anticipazioni complessivamente concesso risulta infatti piuttosto
insoddisfacente.
La Cassa depositi e prestiti ha introdotto a fine 2001, per via
amministrativa – e quindi nel quadro della normativa primaria in quel
momento vigente – dei meccanismi procedurali volti al piu’ efficace
utilizzo delle risorse, nel rispetto della natura rotativa del Fondo;
tali correttivi hanno prodotto, durante lo scorso anno, dei primi
significativi risultati.
L’art. 70 della legge del 27 dicembre 2002, n. 289 (legge
finanziaria 2003) incide oggi profondamente sulla disciplina
legislativa pre-vigente, ridefinendo in parte il relativo ambito
soggettivo ed oggettivo, ma soprattutto consegnando all’Istituto dei
piu’ ampi margini di flessibilita’ regolativa ed operativa, necessari
a rafforzare ed a rendere completo ed organico il quadro delle nuove
caratteristiche di funzionamento del FRP.
Cio’ nella conferma e, anzi, nel rafforzamento, della finalita’
originaria del Fondo, che come e’ noto consiste nel razionalizzare e
accelerare la spesa per investimenti delle amministrazioni e degli
enti pubblici.
Il consiglio di amministrazione della Cassa, nella seduta del 25
febbraio 2003, ha dunque deliberato l’approvazione della presente
circolare, che sostituisce integralmente la precedente n. 1245/01.
Per rendere piu’ agevole l’utilizzo dello strumento da parte degli
enti interessati, la circolare contiene indicazioni di carattere
generale sulle principali caratteristiche del FRP, delucidazioni su
aspetti procedurali nonche’ una serie di schemi di domanda, di
dichiarazioni e di allegati tecnici, da utilizzare per l’accesso alle
risorse agevolate.
Per la terminologia utilizzata si fa riferimento a quella prevista
dalla legge n. 109 del 1994 e successive modificazioni ed
integrazioni e dal relativo regolamento (decreto del Presidente della
Repubblica n. 554/1999 e successive modificazioni ed integrazioni).
1. Dotazione del fondo e riserve.
Il Fondo ha natura rotativa, in quanto le sue disponibilita’
vengono ricostituite attraverso i rimborsi da parte degli
utilizzatori.
La nuova disciplina legislativa non fissa un puntuale importo per
la dotazione del FRP, ma attribuisce alla Cassa depositi e prestiti
il compito di stabilirla periodicamente, in relazione alle dinamiche
di erogazione e di rimborso delle somme concesse in anticipazione e
comunque nel rispetto dei limiti annuali di spesa sul bilancio dello
Stato fissati dal comma 58 (dell’art. 1 della legge n. 549/1995).
Cio’ stante, e considerato le attuali disponibilita’ sul bilancio
dello Stato, la dotazione del Fondo viene ora stabilita, fino a nuova
deliberazione, in 400 milioni di euro.
Tale importo complessivo, in base alle nuove disposizioni
legislative, e’ articolato nelle seguenti quote di riserva:
quota A: fino a 120 milioni di euro (pari al 30% della dotazione
complessiva), per le esigenze progettuali degli interventi inseriti
nel piano straordinario, di cui all’art. 80, comma 21, della legge
finanziaria 2003, di messa in sicurezza degli edifici scolastici, con
particolare riguardo a quelli che insistono sul territorio delle zone
a rischio sismico. Tale riserva sara’ operativa, per espressa
previsione legislativa, per un biennio; scadra’ dunque il 31 dicembre
2004;
quota B: almeno 168 milioni di euro (pari al 60% della quota
residua, ossia della dotazione complessiva al netto della “quota A”),
per le aree depresse del territorio nazionale nonche’ per
l’attuazione di progetti comunitari da parte di strutture
specialistiche universitarie e di alta formazione europea localizzati
in tali aree. Si rammenta che le aree depresse del territorio
nazionale sono quelle dichiarate ammissibili agli interventi dei
Fondi strutturali comunitari di cui agli obiettivi 1 e 2 o che
rientrano nelle zone che beneficiano del sostegno transitorio (c.d.
phasing out), nonche’ quelle rientranti nella fattispecie prevista
dall’art. 87, paragrafo 3, lettera c) del Trattato di Roma, come
modificato dal Trattato di Amsterdam, previo accordo con la
Commissione U.E. (c.d. aree depresse “in deroga”);
quota C: fino a 28 milioni di euro (pari al 10% della quota
residua), per le opere comprese nel programma di infrastrutture
strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443 (c.d. legge
Obiettivo), non localizzate nelle predette aree depresse;
quota D: 84 milioni di euro rappresentano la quota di risorse non
riservata dalla legge. Tale importo e’ qui espresso in via
indicativa, in quanto potra’ variare, in aumento o in diminuzione, in
relazione all’effettivo utilizzo delle quote riservate. Il
legislatore, infatti, introducendo delle soglie percentuali minime o
massime e un termine per l’utilizzo della “quota A”, ha legittimato
l’Istituto ad una gestione dinamica del Fondo, che dovra’ svolgersi
in rapporto alle effettive capacita’ degli enti interessati ad
impegnare le rispettive quote di riserva, anche in termini di
celerita’ nell’accesso e nei rimborsi.
2. Ambito soggettivo.
Come accennato in premessa, la legge finanziaria 2003 ha ridefinito
l’ambito soggettivo di intervento del Fondo, riconducendolo
sostanzialmente a quello previsto per l’ordinaria attivita’ di
finanziamento dell’Istituto.
Il Fondo puo’ oggi finanziare:
a) le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo;
b) le regioni e le province autonome;
c) gli enti locali (comuni, province, citta’ metropolitane,
comunita’ montane, comunita’ isolane o di arcipelago, unioni di
comuni);
d) gli enti Pubblici, economici e non economici, locali,
regionali e nazionali (a titolo esemplificativo; aziende speciali e
consorzi degli enti locali e delle regioni; istituzioni
universitarie; istituti autonomi case popolari; camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura; amministrazioni, aziende ed
enti del Servizio sanitario nazionale; agenzie di cui al decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ecc.).
Risulta evidente, rispetto alla pre-vigente disciplina,
l’inserimento tra i soggetti beneficiari delle amministrazioni
statali: di converso, sono ora esclusi dalla possibilita’ di
beneficiare della concessione di nuove anticipazioni, i consorzi
misti (pubblico-privato) e le societa’ (per azioni o a
responsabilita’ limitata) per la gestione di servizi pubblici cui
partecipano gli enti locali.
3. Ambito oggettivo.
Anche l’ambito oggettivo risulta modificato dalle nuove
disposizioni legislative.
Da un lato, il riferimento ai “documenti componenti” i vari stadi
della progettazione, rende coerente la disciplina di tale ambito con
la terminologia utilizzata dalla vigente normativa sui lavori
pubblici: dall’altro, l’oggetto dei finanziamenti risulta ampliato
con gli “studi per la rilevazione dei bisogni e delle esigenze”.
E’ pertanto oggi possibile finanziare, oltre che l’intero ciclo di
sviluppo dell’idea progettuale, in qualsiasi progressivo livello
della sua definizione, anche le preliminari fasi programmatorie.
In altri termini, il legislatore ha inteso estendere l’intervento
del Fondo dalla tradizionale redazione dei tre livelli di
progettazione, agli indispensabili e fondamentali accertamenti di
pre-fattibilita’ e fattibilita’ (sostenibilita’
economico-finanziaria, amministrativo-procedurale, socio-ambientale e
tecnica), che partono proprio dalla rilevazione dei fabbisogni
infrastrutturali espressi dal territorio.
E’ da una accurata indagine su questi aspetti che puo’ nascere,
infatti, la consapevole scelta di proseguire o meno nell’iniziativa,
impegnando cosi’ in modo piu’ efficiente le risorse pubbliche – di
solito scarse – disponibili.
Ma soprattutto, solo una solida ed approfondita impostazione
iniziale dell’investimento, consente un “montaggio” dell’operazione
che favorisce, laddove ce ne siano i reali presupposti economici, il
coinvolgimento di capitali privati nella realizzazione e/o nella
gestione di opere pubbliche o di pubblica utilita’.
Cio’ precisato, il Fondo puo’ anticipare le spese necessarie per la
redazione:
a) degli studi per l’individuazione del quadro dei bisogni e
delle esigenze(2);
b) degli studi di fattibilita(3);
c) dei documenti componenti i progetti preliminari, definitivi ed
esecutivi(4). Nell’allegato B, che fa parte integrante della presente
circolare, e’ riportato l’elenco analitico di tali documenti;
d) dei documenti preparatori dei concorsi di idee o di
progettazione(5).
Si precisa che tra le voci finanziabili di cui al precedente punto
c) e’ da intendersi compreso anche il “premio” che l’amministrazione
riconosce al vincitore del concorso di progettazione e attraverso il
quale la medesima amministrazione acquisisce la proprieta’ del
progetto (preliminare e/o definitivo). Tale premio non puo’ superare
il 60% dell’importo presunto dei servizi necessari per la redazione
del progetto calcolato sulla base delle vigenti tariffe
professionali(6).

(2) Art. 14, comma 2, legge n. 109/1994; art. 11, comma 1, D.P.R.
n. 554/1999 e art. 3, comma 1, D.M. lavori pubblici 21 giugno 2000.
(3) Art. 14, comma 2, legge n. 109/1994; art. 11, comma 1, D.P.R.
n. 554/1999.
(4) Artt. 18, 25 e 35 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554.
(5) Ex art. 94, comma 13, della legge n. 289/2002; art. 17, comma
13 della legge n. 109/1994 e articoli da 57 a 61 del D.P.R. n.
554/1999.
(6) Art. 59, comma 4, del D.P.R. n. 554/1999.

Si chiarisce inoltre che ciascuna anticipazione puo’ finanziare la
progettazione di una singola opera ovvero di un insieme di opere
funzionalmente e unitariamente orientate alla soddisfazione di
un’esigenza o di un bisogno (es.: “acquedotto – fognatura –
depurazione”, opere connesse inserite in un PRUSST, ecc.).
Sul piano tecnico, comunque, l’unica anticipazione che sara’
accordata a fronte di un insieme di opere, sara’ concessa in distinte
quote, in rapporto a ciascuna opera componente l’insieme: cio’ al
fine di una piu’ efficiente gestione amministrativa di tutte le fasi
della connessa procedura (affidamenti, erogazioni, riduzioni,
rimborsi, ecc.).
4. Spese non finanziabili.
Si conferma la non finanziabilita’ delle seguenti spese:
incentivi di cui all’art. 18, comma 1, della legge n. 109/1994,
per le progettazioni effettuate con risorse interne delle
amministrazioni, trattandosi di spese correnti;
spese per la predisposizione e la pubblicazione dei bandi di
gara;
spese gia’ sostenute al momento della richiesta di anticipazione
(ad eccezione di quelle relative agli studi per l’individuazione del
quadro dei bisogni e delle esigenze);
rimborsi spese ai soggetti non vincitori dei concorsi di
progettazione (art. 59, comma 4 del D.P.R. n. 554/1999);
spese per commissioni giudicatrici;
spese relative alla predisposizione di atti di pianificazione
(urbanistica, territoriale, ambientale, ecc.);
spese per la redazione di particolari atti di programmazione di
settore (per es.: piani di ambito nel settore idrico, programmi
urbani di mobilita’, ecc.).
Diventano non finanziabili, rispetto alle precedenti regole per
l’accesso al FRP, gli studi di fattibilita’ per la costituzione delle
societa’ di trasformazione urbana (STU).
5. Soglie per l’accesso.
Il consiglio di amministrazione della Cassa, al fine di assicurare
il piu’ efficace utilizzo delle risorse, ha ritenuto di fissare i
seguenti limiti di importo per l’accesso al Fondo (ad eccezione che
per gli interventi relativi alla “quota A”, per i quali non sussiste
alcuna soglia minima di importo):
Euro 250.000 per i comuni con popolazione pari o inferiore a
5.000 abitanti;
Euro 1.000.000 per tutti gli altri soggetti beneficiari.
Tali limiti sono riferiti al costo previsto delle opere,
intendendosi per tale la somma delle sole spese previste per lavori e
forniture (al netto di IVA).
Nel caso di spese connesse a insiemi di opere, da finanziare con
un’unica anticipazione, almeno una tra queste opere deve superare la
soglia di importo come sopra definita.
Queste soglie, ovviamente, non operano per le richieste di accesso
al Fondo relative ai concorsi di idee.
6. Importo della anticipazione.
Ai fini della presente circolare le spese finanziabili dal Fondo,
relative all’intero ciclo programmatorio-progettuale, sono suddivise
in cinque “fasi”, di studio o di progettazione, secondo la seguente
tabella:

=====================================================================
Fase |Spesa finanziabile
=====================================================================
|studi per l’individuazione del quadro dei bisogni e
|delle esigenze documenti preparatori dei concorsi
1 (studio) |di idee
———————————————————————
2 (studio) |studi di fattibilita’
———————————————————————
|documenti componenti i progetti preliminari
| documenti preparatori e premio dei concorsi di
3 (progettazione)|progettazione preliminare
———————————————————————
|documenti componenti i progetti definitivi
| documenti preparatori e premio dei concorsi di
4 (progettazione)|progettazione definitiva
———————————————————————
5 (progettazione)| documenti componenti i progetti esecutivi

Ferma restando la possibilita’ di presentare tante richieste di
anticipazione quante sono le suddette fasi, e’ in facolta’ del
soggetto beneficiario accorpare in una richiesta di anticipazione le
fasi 1-2 e le fasi 3-4-5 (non e’ consentito dunque il finanziamento
contestuale, ad esempio, delle fasi 2 e 3).
L’importo complessivo delle anticipazioni riferite a ciascuna
opera, o a ciascun “insieme funzionale di opere”, deve essere
determinato sulla base delle tariffe professionali stabilite dalla
vigente normativa, e non puo’ comunque superare il 10% del costo
presunto dell’opera (o dell’insieme funzionale di opere), per il
quale occorre fare riferimento ai soli importi previsti per lavori e
per forniture (al netto di IVA).
Per la finanziabilita’ delle spese di cui alle fasi di “studio”
sono comunque posti i limiti di importo e le condizioni che seguono:
lo studio per l’individuazione del quadro dei bisogni e delle
esigenze non e’ finanziabile autonomamente, ma solo contestualmente
al finanziamento dello studio di fattibilita’ di una delle opere in
esso comprese e per un importo massimo pari a 5.000 euro all’anno per
ciascun ente beneficiario;
i documenti preparatori dei concorsi di idee sono finanziabili
per un importo massimo di 10.000 euro per ogni concorso;
gli studi di fattibilita’ sono finanziabili per un importo
massimo pari all’1% del costo presunto dell’opera.
7. Rimborso.
Le somme erogate in anticipazione sono rimborsate all’Istituto
entro 60 giorni dal perfezionamento della provvista finanziaria(7)
necessaria alla progettazione e/o alla realizzazione dell’opera.
Trascorsi tre anni dalla data di prima erogazione
dell’anticipazione, il rimborso e’ comunque dovuto, anche qualora non
sia stata perfezionata la provvista finanziaria, ovvero l’opera non
sia realizzabile, o sia venuto meno l’interesse pubblico alla sua
realizzazione.
Il rispetto dei termini per il rimborso evita l’applicazione degli
interessi di mora – che restano comunque a carico dei soggetti
beneficiari delle anticipazioni – calcolati al tasso attivo di
riferimento della Cassa depositi e prestiti, maggiorato del 50%.
Si ricorda che nessun onere per interessi grava sui bilanci dei
soggetti beneficiari delle anticipazioni, in quanto sulle somme
erogate a valere sulla dotazione del Fondo, alla Cassa depositi e
prestiti e’ riconosciuto, per legge, un tasso di interesse posto a
carico del bilancio dello Stato.
Il consiglio di amministrazione della Cassa ha ritenuto inoltre di
abolire sia le spese di valutazione che il contributo dello 0,50% in
precedenza richiesti a titolo di concorso alle spese di
amministrazione.
8. Criteri di valutazione.
La legge finanziaria 2003, riformulando il comma 56 ed introducendo
il comma 56-bis dell’art. 1 della legge n. 549/1995, ha prodotto una
significativa innovazione nella logica di accesso al Fondo.
Nella prospettiva di una migliore allocazione delle risorse, il
legislatore, attraverso il richiamo ai “criteri di valutazione”, ha
inteso rafforzare i processi decisionali pubblici di investimento,
migliorandone la qualita’ intrinseca oltre che la loro coerenza con i
riferimenti programmatori – locali, di area vasta, regionali,
nazionali, comunitari – nei quali le stesse si inseriscono.
Tali criteri di valutazione si sostanziano in specifici presupposti
istruttori per la concessione delle anticipazioni, differenziati
anche in ragione dell’importo previsto dell’opera da progettare, come
chiarito nel successivo punto 9.
9. Procedura.
9.1 Domanda.
Tutte le domande di anticipazione, indipendentemente dalla quota di
riserva a cui afferiscono, dall’importo dell’opera da progettare e
dalla fase per la quale si richiede il finanziamento, devono essere
redatte utilizzando lo schema di domanda/dichiarazione di cui
all’allegato C, che fa parte integrante della presente circolare, e
devono essere sottoscritte dal responsabile

(7) Il perfezionamento della provvista finanziaria si realizza
nel momento in cui, secondo la normativa di contabilita’ pubblica
dell’ente, lo stesso e’ in condizioni di procedere alla liquidazione
dell’impegno di spesa precedentemente assunto.

unico del procedimento di cui all’art. 7 della legge n. 109/1994 ed
agli articoli 7 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999(8). Alla domanda/dichiarazione deve essere allegata la
delibera di assunzione dell’anticipazione, adottata dall’organo
competente secondo le vigenti normative utilizzando lo schema di cui
all’allegato D, anch’esso parte integrante della presente circolare.
La documentazione base – domanda/dichiarazione e delibera di
assunzione – e’ quella in generale sufficiente per l’accesso alle
risorse del Fondo (lo e’ in ogni caso per le richieste relative alla
“quota A”).
In presenza delle condizioni di seguito specificate, tuttavia, la
medesima documentazione base deve essere cosi’ integrata:
a) per le richieste di finanziamento di studi di fattibilita’ (di
opere di qualsiasi importo):
integrazione della delibera di assunzione con l’impegno di
affidare l’incarico sulla base di un capitolato d’oneri contenente i
requisiti minimi di cui all’allegato E alla presente circolare;
b) per le richieste di finanziamento del concorso di
progettazione o della progettazione preliminare di singole opere di
importo pari o inferiore a 4 milioni di euro (lavori e forniture al
netto di IVA):
studio di fattibilita’ e dichiarazione di sua formale
approvazione (allegato F), ovvero documento preliminare all’avvio
della progettazione di cui all’art. 15, comma 4, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999: tali documenti sono oggetto
di valutazione da parte dell’Istituto;
c) per le richieste di finanziamento del concorso di
progettazione o della progettazione preliminare di singole opere di
importo superiore a 4 milioni di euro (lavori e forniture al netto di
IVA):
studio di fattibilita’ valutato positivamente, con parere
motivato, dal nucleo di valutazione e verifica regionale di cui
all’art. 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
provvedimento del presidente della regione che certifichi la
compatibilita’ dell’opera con gli indirizzi della programmazione
regionale.
Per espressa previsione legislativa(9) il parere del nucleo di
valutazione deve essere emesso entro il termine massimo di
quarantacinque giorni dalla data di ricevimento dello studio, anche
in caso di valutazione negativa.

(8) Ove il R.U.P. non fosse stato nominato, la
domanda/dichiarazione dovra’ essere sottoscritta dal soggetto munito
della rappresentanza, secondo l’ordinamento proprio dell’ente.
(9) Comma 56-bis, lettera a), dell’art. 1 della legge n.
549/1995.

Scaduto il termine, in mancanza di parere espresso, si da’ per
acquisita la valutazione positiva. In quest’ultima ipotesi, dunque,
il parere sara’ sostituito da una dichiarazione del responsabile
unico del procedimento che attesti tale circostanza (allegato G);
d) per le richieste di finanziamento della progettazione
definitiva (di singole opere di qualsiasi importo, la cui
progettazione preliminare non sia stata finanziata dal FRP):
relazione illustrativa del progetto preliminare di cui all’art.
19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999: anche
tale documento e’ oggetto di valutazione da parte dell’Istituto.
La Cassa depositi e prestiti si riserva, in ogni caso, la facolta’
di richiedere le eventuali integrazioni istruttorie che si rendessero
necessarie per la corretta valutazione delle istanze di
anticipazione.
9.2 Concessione.
Dopo la valutazione della documentazione trasmessa, il direttore
generale della Casa, ai sensi del comma 56 dell’art. 1 della legge n.
549/1995, concede l’anticipazione.
9.3 Affidamento dell’incarico.
Entro sei mesi dalla data di concessione il beneficiario deve
comunicare alla Cassa l’avvenuto affidamento dell’incarico
professionale finanziato, indicando l’importo contrattuale.
9.4 Erogazione.
Le anticipazioni sono somministrate, in una o piu’ soluzioni, sulla
base della domanda di erogazione e di una dichiarazione del R.U.P.
dalla quale risultino analiticamente, con riferimento ai documenti
giustificativi in possesso dell’ente (parcelle, fatture, ecc.), la
natura e gli importi delle spese sostenute (allegato H).
Dalla data di valuta di ciascun mandato decorrono gli interessi (a
carico del bilancio dello Stato) sulle somme erogate.
Entro dodici mesi dalla concessione l’ente deve richiedere alla
Cassa l’erogazione dell’intero importo concesso. Nel caso di
finanziamento contestuale di due o piu’ fasi di “progettazione”, tale
termine viene elevato a diciotto mesi.
9.5 Revoca e riduzione.
La necessita’ di assicurare lo spedito funzionamento del Fondo,
evitando l’impegno di risorse a favore di attivita’ progettuali che
non risultino in grado di svilupparsi secondo l’iter cronologico
previsto, impone a questo Istituto di confermare in questa circolare
gli stringenti meccanismi di revoca e riduzione, introdotti alla fine
del 2001.
La revoca e’ comminata qualora l’ente non rispetti il termine per
l’affidamento (sei mesi dalla concessione) o non abbia richiesto
alcuna erogazione allo scadere dei termini per l’erogazione totale.
Avuta notizia dell’avvenuto affidamento dell’incarico finanziato,
la Cassa riduce d’ufficio l’anticipazione concessa all’importo
contrattuale comunicato dall’ente. Allo scadere dei termini per
l’erogazione totale (dodici o diciotto mesi dalla concessione)
l’Istituto riduce d’ufficio l’anticipazione concessa all’importo
effettivamente erogato.
9.6 Rimborso.
Come gia’ esposto al punto 7, dalla data di valuta della prima
somministrazione decorre il termine massimo, triennale, per la
restituzione di tutte le somme dovute.
A seguito dell’acquisizione della provvista finanziaria per la
progettazione o per la realizzazione dell’opera o allo scadere del
termine massimo previsto per il rimborso, il soggetto beneficiario
provvede alla restituzione delle somme dovute.
Le estinzioni delle anticipazioni devono avvenire in unica
soluzione, non essendo ammesse estinzioni parziali.
Al rimborso gli enti possono provvedere mediante versamento presso
la Banca d’Italia, Tesoreria provinciale dello Stato competente per
territorio, con richiesta di trasferimento elettronico dei fondi a
favore del c/c fruttifero 29811, intrattenuto dalla CDP con la Banca
d’Italia, Tesoreria centrale dello Stato. Solo gli enti della
provincia di Roma possono, in alternativa, effettuare i pagamenti
della specie sul c/c postale 36332005 intestato al Tesoriere centrale
dello Stato.
Peraltro, a fronte delle somme comunque dovute puo’ essere
richiesta la trasformazione della posizione debitoria attraverso la
concessione di un apposito mutuo quinquennale, con oneri di
ammortamento a carico del bilancio del soggetto beneficiario, al
tasso in quel momento vigente per i mutui ordinari della Cassa
depositi e prestiti.
Inoltre, qualora gli enti intendano reperire le risorse finanziarie
necessarie alla realizzazione dell’opera mediante mutuo
dell’Istituto, gli stessi possono richiedere di addebitare tutte le
somme comunque dovute direttamente in conto del finanziamento da
concedersi.
Gli stessi enti devono provvedere alla tempestiva attivazione delle
procedure di finanziamento, in modo da ottenere la concessione del
mutuo prima del termine di scadenza previsto per il rimborso
dell’anticipazione.
10. Disciplina transitoria.
Le regole di funzionamento del Fondo introdotte dalla presente
circolare si applicano alle anticipazioni da concedersi e, in quanto
applicabili, anche alle anticipazioni gia’ concesse e non ancora
rimborsate alla data di pubblicazione della stessa circolare in
Gazzetta Ufficiale.
Per le anticipazioni gia’ concesse valgono comunque le seguenti
deroghe e precisazioni:
a) i termini massimi per il rimborso restano fissati, come
previsto dalla precedente circolare n. 1245/01, in quattro o cinque
anni dalla data di prima erogazione, a seconda che sia stata
finanziata, rispettivamente, la progettazione definitiva/esecutiva o
la progettazione preliminare;
b) le spese di valutazione e quelle amministrative (pari allo
0,5%) non sono piu’ dovute;
c) sono erogabili le anticipazioni concesse per il finanziamento
degli studi di fattibilita’ per la costituzione delle STU.
Roma, 25 febbraio 2003
Il direttore generale: Turicchi

Allegati

—-> vedere allegati da pag. 35 a pag. 45 della G.U. in formato zip

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