COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 24 Aprile 2007 | Periti.info

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 24 Aprile 2007

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 24 Aprile 2007 - Criteri e modalita' di funzionamento del Fondo per il finanziamento degli interventi consentiti dagli orientamenti U.E. sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolta' - Decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35. (Deliberazione n. 22/07). (GU n. 145 del 25-6-2007 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 24 Aprile 2007

Criteri e modalita’ di funzionamento del Fondo per il finanziamento
degli interventi consentiti dagli orientamenti U.E. sugli aiuti di
Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in
difficolta’ – Decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35. (Deliberazione n.
22/07).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visti gli orientamenti comunitari sugli aiuti di stato per il
salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficolta’ (G.U.C.E.
n. C244/2004);
Visto il decreto-legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito, con
modificazioni, nella legge 3 aprile 1979, n. 95, concernente
provvedimenti urgenti per l’amministrazione straordinaria delle
grandi imprese in crisi, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto l’art. 45, comma 32, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
che prevede modalita’ di individuazione della misura massima del
tasso di interesse per i mutui e le obbligazioni da stipulare con
onere totale a carico dello Stato;
Visto il decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, recante la
nuova disciplina dell’amministrazione straordinaria delle grandi
imprese in stato di insolvenza;
Visto il decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347 convertito, con
modificazioni, nella legge 18 febbraio 2004, n. 39 recante misure
urgenti per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in
stato di insolvenza;
Visto il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, art. 11, comma 3,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, con
cui viene istituito il Fondo per il finanziamento degli interventi
consentiti dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il
salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolta’;
Visto l’art. 1, comma 460, della legge 27 dicembre 2006, n. 296
(finanziaria 2007) il quale prevede che la societa’ Sviluppo Italia
S.p.A. assuma la denominazione di “Agenzia nazionale per l’attrazione
degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.”;
Visto l’art. 1, comma 853, della predetta legge 27 dicembre 2006,
n. 296 (finanziaria 2007) con il quale si dispone che questo
Comitato, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, fissi i
criteri e le modalita’ per l’attuazione del predetto Fondo,
determinando, in conformita’ agli orientamenti comunitari in materia,
le tipologie di aiuto concedibile, le priorita’ di natura produttiva
e i requisiti economici e finanziari delle imprese da ammettere ai
benefici e fissi altresi’ i criteri e le modalita’ per l’eventuale
coordinamento delle altre amministrazioni interessate;
Visto l’art. 1, comma 903, della medesima legge 27 dicembre 2006,
n. 296 (finanziaria 2007) con il quale si rifinanzia il predetto
Fondo, autorizzando una spesa di 15 milioni di euro per l’anno 2007 e
di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009;
Vista la propria delibera 29 luglio 2005, n. 101 (Gazzetta
Ufficiale n. 227/2005), riguardante i criteri e le modalita’ di
funzionamento del Fondo per il finanziamento degli interventi
consentiti dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il
salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolta’;
Vista la nota del Ministero dello sviluppo economico n. 5941 del
4 aprile 2007, con la quale e’ stata presentata la relazione
ministeriale concernente i criteri e le modalita’ di funzionamento
del predetto Fondo;
Su proposta del Ministro dello sviluppo economico;
Delibera:

1. Soggetti beneficiari.
Possono accedere agli interventi del Fondo per il finanziamento
degli interventi consentiti dagli orientamenti comunitari sugli aiuti
di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese (di
seguito nominato Fondo) le imprese di rilevanti dimensioni di cui
all’art. 2, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 8 luglio
1999, n. 270 che si trovino in difficolta’, ai sensi dell’art. 2.1
degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio
e la ristrutturazione, nel caso in cui non sia gia’ aperta nei loro
confronti la procedura concorsuale di cui alla legge 3 aprile 1979,
n. 95, e successive modificazioni e integrazioni, al decreto
legislativo 8 luglio 1999, n. 270 e alla legge 18 febbraio 2004, n.
39.
La dimensione minima delle imprese in difficolta’ ammissibili alle
agevolazioni e’ rappresentata da un numero di dipendenti, alla data
di presentazione della domanda, non inferiore a 200.
Nel caso di imprese in difficolta’ collocate all’interno di un
distretto o di una filiera produttiva, l’accesso al Fondo potra’
essere consentito anche a imprese di minore dimensione, che siano
direttamente coinvolte nell’attivita’ del distretto e/o della filiera
produttiva e abbiano con non meno di 50 dipendenti alla data di
presentazione della domanda.
Possono inoltre accedere al Fondo le imprese in difficolta’ con non
meno di 50 dipendenti, operanti all’interno delle aree tecnologiche
ai sensi dell’art. 1, comma 842, della legge 27 dicembre 2006, n.
296.
In particolare, si considera in difficolta’ una impresa che non sia
in grado, con le proprie risorse e con le risorse che puo’ ottenere
dai proprietari/azionisti o dai creditori, di contenere perdite che,
in assenza di un intervento esterno delle autorita’ pubbliche, la
condurrebbero quasi certamente al collasso economico, nel breve o nel
medio periodo.
Un’impresa parte di un gruppo non puo’ normalmente beneficiare di
aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione, a meno che non sia
dimostrabile che le difficolta’ sono specifiche della societa’ in
questione, che non risultano da operazioni arbitrarie sui bilanci del
gruppo e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.
2. Interventi ammissibili.
Gli interventi del Fondo possono riguardare sia aiuti per il
salvataggio che aiuti per la ristrutturazione, come definiti all’art.
2.2 degli orientamenti comunitari sopra richiamati.
Gli aiuti per il salvataggio consistono in un sostegno finanziario
temporaneo e reversibile, della durata massima di sei mesi,
finalizzato a mantenere in attivita’ una impresa in difficolta’ per
il tempo necessario a elaborare un piano di ristrutturazione o di
liquidazione.
Gli aiuti per la ristrutturazione sono basati su un piano
industriale e finanziario finalizzato a ripristinare la redditivita’
a lungo termine dell’impresa.
3. Aiuti per il salvataggio.
Gli aiuti per il salvataggio a valere sul Fondo sono concessi
esclusivamente nella forma della garanzia statale sui finanziamenti
bancari contratti dall’impresa, alle condizioni di cui all’art. 3.1
degli orientamenti comunitari. L’importo dell’aiuto concesso deve
basarsi sul fabbisogno di liquidita’ dell’impresa imputabile alle
perdite. L’aiuto per il salvataggio e’ limitato all’importo calcolato
sulla base dei criteri di cui all’art. 3.1.2 dei citati orientamenti
comunitari. La concessione dell’aiuto e’ subordinata alla preventiva
notifica e approvazione della Commissione europea.
L’impresa richiedente l’ammissione agli aiuti per il salvataggio
non deve trovarsi nella fattispecie prevista dall’art. 2447 del
codice civile (Riduzione del capitale sociale al di sotto del limite
legale) ed e’ tenuta a presentare:
a) una dichiarazione in originale che non sussistono le
condizioni di cui all’art. 2447 del codice civile, rilasciata dal
legale rappresentante dell’impresa e, nel caso in cui l’impresa sia
dotata di un organo di controllo contabile, anche dal presidente del
Collegio sindacale o dal revisore dei conti o dalla Societa’ di
revisione;
b) copia conforme del bilancio (completo di stato patrimoniale,
conto economico e nota integrativa) relativo agli ultimi due esercizi
sociali, corredati di copia conforme di tutti gli allegati di seguito
indicati, debitamente sottoscritti dai competenti organi: (i)
relazione sulla gestione; (ii) relazione del Collegio sindacale o del
revisore dei conti o della Societa’ di revisione, a seconda di quale
sia il soggetto a cui e’ demandato il controllo contabile
dell’impresa; (iii) relazione della Societa’ di revisione contenente
il giudizio sui bilanci, se trattasi di bilanci certificati;
c) copia conforme del bilancio infrannuale a una data non
antecedente i sessanta giorni dalla data di presentazione della
domanda, redatto nella medesima forma dell’ultimo bilancio di
esercizio, secondo principi contabili omogenei con quelli utilizzati
per detto bilancio, corredato degli stessi allegati ed approvato
secondo le medesime modalita’ dello stesso bilancio di esercizio.
Al fine di verificare la validita’ del percorso intrapreso
dall’impresa richiedente per uscire dallo stato di crisi, la medesima
dovra’ produrre, all’atto della presentazione della domanda di
ammissione agli aiuti per il salvataggio, anche una relazione
dettagliata sulle linee guida del piano di ristrutturazione o di
liquidazione che intendera’ successivamente attuare.
Tale relazione dovra’ chiaramente indicare:
a) il fabbisogno economico-finanziario e i tempi stimati per far
si’ che l’impresa recuperi la propria redditivita’ (quale risultato,
prevalentemente, di misure di risanamento interne, come previsto
dall’art. 3.2.1, punto 35, degli orientamenti comunitari sugli aiuti
di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in
difficolta);
b) le summenzionate misure di …

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