COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 5 maggio 2011 | Periti.info

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 5 maggio 2011

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 5 maggio 2011 - Relazioni sul sistema monitoraggio investimenti pubblici (MIP) e codice unico di progetto (CUP) relative al primo e al secondo semestre 2010. (Deliberazione n. 45/2010) (11A13074) - (GU n. 234 del 7-10-2011 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 5 maggio 2011

Relazioni sul sistema monitoraggio investimenti pubblici (MIP) e
codice unico di progetto (CUP) relative al primo e al secondo
semestre 2010. (Deliberazione n. 45/2010) (11A13074)

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visto l’art. 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144, che prevede, fra
l’altro, la costituzione, presso questo Comitato, di un Sistema di
Monitoraggio degli Investimenti Pubblici (MIP) e l’invio, sempre da
parte di questo Comitato, di un rapporto semestrale al Parlamento
sull’evoluzione del sistema suddetto;
Visto l’art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il quale dispone
che, a decorrere dal 1° gennaio 2003, ai fini del suddetto
monitoraggio, ogni progetto d’investimento pubblico, nuovo o in corso
di attuazione, sia dotato di un Codice Unico di Progetto (CUP),
demandando a questo Comitato il compito di disciplinarne modalita’ e
procedure attuative;
Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e s.m.i., e
visti in particolare:
l’art. 161, comma 6-bis – aggiunto dall’art. 2, comma 1, lettera
rr) del decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113 – che, per
consentire il monitoraggio finanziario delle infrastrutture
strategiche di preminente interesse nazionale, stabilisce che i
pagamenti relativi alla realizzazione di dette opere debbano essere
effettuati con le procedure previste dal Sistema Informativo sulle
Operazioni degli Enti Pubblici (SIOPE);
l’art. 176, comma 3, lettera e), come integrato dall’art. 3,
comma 1, lettera l) del citato decreto legislativo n. 113/2007, che
demanda a questo Comitato di definire i contenuti degli accordi in
materia di sicurezza, prevenzione e repressione della criminalita’
sulla base delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento
per l’alta sorveglianza delle grandi opere (CASGO), istituito ai
sensi dell’art. 15, comma 2, del decreto legislativo 20 agosto 2002,
n. 190 (ora art. 180, comma 2, del decreto legislativo n. 163/2006);
Vista la legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificata dal decreto
legge 12 novembre 2010, n. 187, convertito con modificazioni dalla
legge 17 dicembre 2010, n. 217, e visti in particolare:
l’art. 3, che prevede, al fine di prevenire infiltrazioni
criminali, l’onere di tracciabilita’ dei flussi finanziari a carico
degli appaltatori, subappaltatori e subcontraenti della filiera delle
imprese, nonche’ a carico dei concessionari di finanziamenti pubblici
anche europei, a qualsiasi titolo interessati a lavori, servizi e
forniture pubbliche, tra l’altro disponendo che gli strumenti di
pagamento debbano riportare il Codice Identificativo di Gara (CIG) e,
ove obbligatorio ai sensi del menzionato art. 11 della legge n.
3/2003, il CUP;
l’art. 6, che sanziona, tra l’altro, la mancata apposizione del
CUP sui suddetti strumenti di pagamento;
Vista la propria delibera 27 dicembre 2002, n. 143 (G.U. n.
87/2003), con la quale si e’ definito e regolamentato il
funzionamento del CUP, e visti, in particolare:
il punto 1.1.7, che istituisce la Struttura di supporto CUP, che
deve riferire, con periodicita’ semestrale, alla Segreteria di questo
Comitato sulle attivita’ svolte, facendosi carico anche delle
proposte di sviluppo e di aggiornamento del sistema MIP-CUP;
il punto A.1.1. dell’allegato alla stessa delibera, che definisce
il progetto d’investimento pubblico da assoggettare al sistema CUP;
Vista la propria delibera 29 settembre 2004, n. 24 (G.U. n.
24/2004), con la quale e’ stato stabilito che il CUP debba essere
riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili, cartacei e
informatici, relativi a progetti d’investimento pubblico;
Vista la propria delibera 29 settembre 2004, n. 25 (G.U. n.
24/2004), che al punto 6 da’ incarico alla Struttura di supporto CUP,
opportunamente rafforzata, di operare, nella fase iniziale del
sistema MIP, come «Unita’ centrale» preposta all’avviamento e alla
gestione dello stesso sistema MIP;
Vista la propria delibera 17 novembre 2006, n. 151 (G.U.
n.14/2007), con la quale questo Comitato da’ mandato alla propria
Segreteria (oggi Dipartimento per la programmazione e il
coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio
dei Ministri – DIPE) di attivare una fase di sperimentazione del MIP
stipulando specifici protocolli d’intesa con il Ministero
dell’economia e delle finanze – Ragioneria generale dello Stato
(RGS), con il Ministero delle infrastrutture e con le Amministrazioni
che gestiscono i principali sistemi di monitoraggio;
Visto l’allegato 1 alla suddetta delibera n. 151/2006 che, al punto
2, sostituisce il punto 1.4.1 della citata delibera n. 143/2002,
stabilendo quali sono i soggetti cui e’ attribuita la responsabilita’
della richiesta del CUP;
Visti i protocolli d’intesa sottoscritti dalla Presidenza del
Consiglio – DIPE, ai sensi della richiamata delibera n. 151/2006,
rispettivamente con il Ministero dell’economia e delle finanze – RGS,
il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, il
Ministero delle infrastrutture, il Ministero dello sviluppo
economico, le Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia,
Molise, la Provincia di Milano, il Comune di Bologna, ANAS e
l’Universita’ di Tor Vergata;
Vista la propria delibera 3 agosto 2007, n. 86 (G.U. n. 293/2007),
con la quale questo Comitato, tra l’altro, dispone che,
contestualmente alle relazioni semestrali sul sistema MIP-CUP
previste dalla citata legge n. 144/1999, RGS e DIPE predispongano
relazioni congiunte sulle attivita’ e sui risultati conseguiti ai
sensi del sopracitato protocollo;
Viste le proprie delibere 27 marzo 2008, n. 50 (G.U. n. 186/2008),
e 18 dicembre 2008, n. 107 (G.U. n. 61/2009), con le quali questo
Comitato ha attivato una fase di sperimentazione – basata, tra
l’altro, sul CUP – del monitoraggio finanziario della filiera dei
fornitori delle infrastrutture strategiche, previsto dall’art. 176,
comma 3, lettera e) del decreto legislativo n. 163/2006 e s.m.i.,
individuando quale oggetto della sperimentazione una parte della
tratta T5 della Metro C di Roma, realizzata dal Consorzio E.R.E.A., e
affidando il coordinamento di detta sperimentazione al DIPE, tramite
uno o piu’ protocolli d’intesa con i soggetti interessati;
Visto il protocollo operativo stipulato il 26 giugno 2009 tra il
DIPE, il CASGO, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il
Ministero dell’economia e delle finanze, il Consorzio CBI, Roma
Metropolitane s.r.l., nella qualita’ di Soggetto aggiudicatore della
Metro C di Roma, e Metro C S.p.A., nella qualita’ di Contraente
generale per la realizzazione di detta opera, protocollo inteso a
disciplinare – in conformita’ ai criteri stabiliti con le menzionate
delibere n. 50/2008 e n. 107/2008 – la sperimentazione del
monitoraggio finanziario sulla parte della tratta T5 della citata
metropolitana per la quale e’ risultato aggiudicatore il citato
Consorzio E.R.E.A.;
Vista la propria delibera 26 giugno 2009, n. 34, che al punto 3.1
stabilisce che la sperimentazione prevista dalle richiamate delibere
n. 50/2008 e n. 107/2008 debba concludersi entro dicembre 2010 e
formare oggetto di relazioni semestrali, di cui la prima da
presentare entro gennaio 2009;
Vista la delibera 13 maggio 2010, n. 4 (G.U. n. 215/2010) con la
quale questo Comitato – su proposta formulata dal CASGO con nota 1°
dicembre 2009, n. 91/CASGO/09 – ha esteso la sperimentazione del
monitoraggio finanziario alla «Variante di Cannitello»
(caratterizzata dal CUP J94F04000030001), opera inserita nel
Programma delle infrastrutture strategiche e il cui progetto
definitivo e’ stato approvato da questo Comitato con delibera 29
marzo 2006, n. 83 (G.U. n. 290/2006), fissando la scadenza di detta
sperimentazione alla medesima data del 31 dicembre prevista dalla
citata delibera n. 34/2009;
Vista la propria delibera 13 maggio 2010, n. 54 (in Gazzetta
Ufficiale n. 216/2010), con la quale, tra l’altro:
sono state approvate le relazioni sul sistema MIP-CUP relative al
primo e al secondo semestre 2009, inclusive dell’informativa sulle
attivita’ svolte nei due semestri in questione in ordine alla citata
sperimentazione del monitoraggio finanziario di parte della tratta T5
della linea C della Metropolitana di Roma;
e’ stata introdotta la possibilita’ di erogare i finanziamenti
deliberati da questo Comitato in piu’ rate, condizionando il
versamento delle rate successive alla dimostrazione dell’utilizzo di
una quota delle rate precedenti per pagamenti relativi al progetto e
prevedendo che la spesa sostenuta sia dimostrata via Sistema
informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE) per gli enti
della Pubblica Amministrazione, o attraverso altri sistemi per gli
enti esterni alla Pubblica Amministrazione;
Viste le relazioni sul sistema MIP-CUP relative al primo e al
secondo semestre 2010, predisposte dal DIPE, per l’invio delle stesse
al Parlamento ai sensi dell’art. 1, comma 6, della citata legge n.
144/1999, corredate dai seguenti allegati:
relazioni dei Gruppi di lavoro MIP relative al primo e al secondo
semestre 2010, concernenti le attivita’ svolte in coerenza con i
protocolli firmati con le sopra menzionate Amministrazioni, per la
progettazione del MIP nei settori lavori pubblici, incentivi a unita’
produttive, ricerca e formazione e le relazioni congiunte R.G.S. –
DIPE sulle attivita’ svolte nei due semestri in argomento;
relazione conclusiva del Gruppo di lavoro, istituito con
protocollo operativo 26 giugno 2009, concernente la sperimentazione
del monitoraggio finanziario su parte della tratta T5 della Metro C
di Roma;
Considerato che entro il predetto termine del 31 dicembre 2010 non
e’ stato possibile attivare l’estensione della sperimentazione alla
«Variante di Cannitello» sia per la ristrettezza dei tempi tecnici –
atteso che la delibera di questo Comitato n. 4/2010 e’ stata
pubblicata, come sopra indicato, solo il 14 settembre 2010 – sia in
relazione all’entrata in vigore della predetta legge n. 136/2010, che
– se non interferisce con lo specifico sistema di monitoraggio
finanziario previsto dall’art. 176, comma 3, lettera e) del decreto
legislativo n. 163/2006 e s.m.i. per le infrastrutture strategiche –
delinea pero’ un sistema complessivo degli adempimenti antimafia si’
che le Amministrazioni interessate alla predetta sperimentazione
hanno ritenuto di attendere che, a seguito delle modifiche gia’
all’epoca prefigurate, si definisse un quadro regolatorio certo del
quale tener conto per gli aspetti che rilevano ai fini della
sperimentazione stessa, quali, ad esempio, le tipologie di pagamento
da effettuare con strumenti diversi dal bonifico e i profili
sanzionatori;
Considerato che, nelle more dell’attivazione dell’estensione del
monitoraggio alla «Variante di Cannitello», erano cominciati comunque
ad affluire, nella banca dati costituita presso il DIPE, i dati sui
flussi finanziari relativi ad alcune imprese coinvolte nella
realizzazione della stessa «Variante di Cannitello»;
Ritenuto necessario confermare la Struttura di supporto CUP, oggi
utilizzata anche per la progettazione del sistema MIP, rafforzandola
– come previsto dalle citate delibere numeri 25/2004, 86/2007,
20/2008, 34/2009 e 54/2010 – e dotandola di un’organizzazione piu’
stabile in vista delle crescenti necessita’ delle banche dati CUP e
del sistema MIP;
Ritenuto di fare proprie le relazioni semestrali sul sistema
Monitoraggio Investimenti Pubblici e Codice Unico di Progetto
relative al primo e al secondo semestre 2010, presentate dal DIPE a
questo Comitato, e di trasmetterle al Parlamento, ai sensi dell’art.
1, comma 6, della citata legge n. 144/199;
Su proposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri con funzioni di Segretario di questo Comitato;

Prende atto:

1. per quanto concerne le relazioni semestrali sul sistema
Monitoraggio Investimenti Pubblici e Codice Unico di Progetto
relative al primo e al secondo semestre 2010:
che la banca dati CUP a fine dicembre 2010 registrava circa
870.000 progetti di investimento (a fronte di circa 570.000 di fine
2009, 457.000 di fine 2008 e di 310.000 di fine 2007) e che gli enti
accreditati, responsabili della realizzazione dei progetti e quindi
della richiesta del CUP, erano oltre 16.300 (erano 15.300 a fine
2009, 14.400 a fine 2008 e 9.500 a fine 2007);
che la citata legge n. 136/2010 ha avuto effetto trainante per la
diffusione del CUP sul territorio nazionale, comportando un
rilevantissimo incremento di tutte le attivita’ riferite alle banche
dati CUP;
che, di conseguenza, si sono intensificate le attivita’ di
assistenza agli utenti da parte della Struttura di supporto CUP,
anche in relazione a incertezze interpretative sulla normativa, sia
in particolare sulla menzionata legge n. 136/2010 sia con riferimento
ai soggetti tenuti alla richiesta del CUP nel caso, ad esempio, in
cui norme locali assegnino a soggetti privati l’incarico di gestire
fondi per la concessione di incentivi alle piccole-medie imprese o in
presenza di programmi di ricerca realizzati da piu’ soggetti;
che, per quanto riguarda i mandati informatici con campo CUP
compilato, dall’elaborazione dei dati ricevuti da SIOPE risulta che a
fine 2010 il flusso informativo comprendeva circa 56.500 mandati
(erano circa 28.000 a fine 2009 e circa 16.400 a fine 2008). di cui
43.400 con il campo CUP compilato correttamente (a fronte di 20.700 a
fine 2009 e di 10.200 a fine 2008);
che gia’ a fine giugno 2010, in coerenza con la citata delibera
n. 151/2006, e’ stata sostanzialmente completata la progettazione del
MIP per il settore lavori pubblici, e che si sta iniziando la
progettazione del MIP per altri settori (ricerca, incentivi,
formazione, etc.);
2. per quanto concerne la relazione conclusiva del gruppo di lavoro
sulla sperimentazione del monitoraggio finanziario relativo a parte
della tratta T5 della metro C di Roma:
che i risultati raggiunti in detta sperimentazione, coordinata
dal DIPE, comprendono la messa a punto, anche con il supporto di
Consip S.p.A., di Metro C S.p.A. e del Consorzio CBI – che, per conto
dell’ABI, cura l’attivita’ bancaria on line per i servizi di
corporate banking -, della strumentazione che consente l’acquisizione
di dati, tempestivi e affidabili, sui flussi finanziari (incassi e
pagamenti) delle imprese interessate ai lavori in questione e
l’individuazione dei criteri operativi necessari al funzionamento del
monitoraggio finanziario, definendo un metodo, che e’ stato assunto –
in forma semplificata – anche dalla citata normativa antimafia e
antiriciclaggio e che ha comportato:
la creazione, tramite l’utilizzo della rete del Consorzio CBI,
di un focal point dove confluiscono, giornalmente, tutti gli «esiti»
dei pagamenti, contrassegnati da apposito CUP ed effettuati con
bonifici SEPA on line, e gli estratti dei conti correnti dedicati
utilizzati dalle imprese suddette;
la messa a punto di un applicativo finalizzato a prelevare
giornalmente dal suddetto focal point, gli «esiti» e gli estratti
conto su citati, a caricarli in una banca dati e a esaminarli,
metterli a confronto e «riconciliare» esiti ed estratti conto;
la definizione dei criteri che le imprese coinvolte devono
seguire per consentire l’alimentazione della suddetta banca dati e
l’identificazione e il superamento dei relativi problemi;
che la relazione riporta una valutazione positiva sui risultati
conseguiti, presentando anche appositi allegati che descrivono sia
l’intera filiera delle imprese interessate alla realizzazione
dell’opera sia, a livello di impresa, il dettaglio dei pagamenti
ricevuti ed effettuati, e sottolinea come la sperimentazione possa
essere completata prevedendo:
l’avviamento su un piu’ ampio spettro di aziende di una nuova
ricognizione, finalizzata a individuare i problemi che possono essere
incontrati dalle imprese della filiera e dalle relative banche e
delle possibili soluzioni;
l’individuazione delle modalita’ di interrogazione della banca
dati, da parte dei soggetti abilitati, e l’identificazione degli
eventi da segnalare;
la definizione delle caratteristiche e la realizzazione di un
applicativo che consenta l’interrogazione della banca dati e la
produzione delle segnalazioni suddette;
che la relazione si chiude quindi con la proposta di disporre una
seconda fase di sperimentazione, continuando a coinvolgere la parte
di tratta T5 della Metro C di Roma finora monitorata ed eventualmente
affiancando a tale opera un’altra opera in fase di avvio o appena
avviata, in modo da poter seguire una piu’ completa filiera di
fornitori interessati alla realizzazione di un’opera e completare la
verifica della complessita’ e delle problematiche connesse al
monitoraggio, nonche’ produrre una stima del costo relativo;
che la sperimentazione e’ valsa anche a creare una nuova
sensibilita’ verso il problema della lotta alla criminalita’
organizzata nelle imprese, spesso anche di ridotte dimensioni, che
hanno partecipato alla realizzazione della citata tratta della T5
della Metro C, e a promuovere, tramite l’attivita’ divulgativa
effettuata dai soggetti «tecnici» coinvolti (Metro C S.p.A., CBI e
CONSIP), l’utilizzo di strumenti piu’ moderni e adeguati alle
suddette finalita’;
che le attivita’ svolte e i risultati ottenuti sono stati
utilizzati per l’elaborazione del «progetto CAPACI» («Creating
Automated Procedures Against Criminal Infiltration in public
contracts»), predisposto, con il supporto di FORMEZ, dal DIPE
congiuntamente al Ministero dell’interno e al Consorzio CBI, e
proposto dal suddetto Ministero, su input del Coordinatore del CASGO,
alla Commissione Europea, nell’ambito della procedura avviata da
detta Commissione per selezionare progetti inerenti la sicurezza;
che detto progetto e’ stato oggetto di una lusinghiera
valutazione da parte della Commissione, che lo ha ammesso a
cofinanziamento;
che l’ulteriore fase di sperimentazione proposta dal gruppo di
lavoro potrebbe essere effettuata in sede di attuazione del suddetto
progetto «CAPACI».

Delibera:

1. Approvazione delle relazioni relative al primo e al secondo
semestre 2010.

1.1 Sono approvate le relazioni presentate a questo Comitato dal
Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica
economica (DIPE) della Presidenza del Consiglio dei Ministri sul
sistema Monitoraggio Investimenti Pubblici (MIP) e Codice Unico di
Progetto (CUP) relative al primo e al secondo semestre 2010,
comprensive della relazione conclusiva sulla sperimentazione del
monitoraggio finanziario di parte della tratta T5 della linea C della
Metropolitana di Roma, realizzata dal Consorzio E.R.E.A.;
1.2 Le relazioni di cui al punto 1.1 sono trasmesse al Parlamento
ai sensi dell’art. 1, comma 6, della legge 17 maggio 1999, n. 144.

2. Misure per lo sviluppo del sistema MIP-CUP.

Sono approvate le integrazioni e le modifiche alle delibere di
questo Comitato n. 143/2002 e n. 151/2006 riportate nell’Allegato 1
alla presente delibera, della quale esso costituisce parte
integrante.

3. Completamento della sperimentazione del monitoraggio finanziario.

3.1 In relazione agli esiti positivi rappresentati nella relazione
conclusiva del gruppo di lavoro di cui alla precedente «presa
d’atto», istituito con il protocollo operativo del 26 giugno 2009, la
durata della sperimentazione del monitoraggio finanziario di parte
della tratta T5 della linea C della Metropolitana di Roma, realizzata
dal Consorzio E.R.E.A., viene prorogata, senza oneri aggiuntivi a
carico dello Stato, al 31 luglio 2011, al fine di non interrompere
l’afflusso dei dati, che e’ proseguito comunque fino alla data
odierna, in vista dell’avvio del progetto CAPACI di cui alla
precedente «presa d’atto».
3.2 La suddetta sperimentazione proseguira’ in sede di attuazione
del progetto CAPACI, con l’obiettivo di mettere a punto alcuni
applicativi informatici, tra cui in particolare quelli concernenti un
sistema di warning automatico; a tal fine, potra’ essere sottoscritto
un protocollo integrativo al protocollo del 26 giugno 2009,
specificato in premessa, che proroghi la durata della sperimentazione
di cui al precedente punto 3.1, attribuisca il coordinamento della
sperimentazione stessa al coordinatore del CASGO, rappresentante
dell’amministrazione capofila (Ministero dell’interno – Dipartimento
della pubblica sicurezza), individuata quale lead partner del
menzionato progetto CAPACI, e introduca le eventuali ulteriori
modifiche che assicurino piena coerenza con le indicazioni formulate
in sede comunitaria per l’attuazione del citato progetto.
3.3 Alla predetta sperimentazione saranno affiancate, nell’ambito
del citato progetto CAPACI, le attivita’ di monitoraggio relative
all’intervento denominato «Variante di Cannitello», di cui alle
premesse, nonche’, qualora necessario, ad altro idoneo intervento, da
individuare successivamente.
3.4 La sperimentazione relativa alla «Variante di Cannitello», di
cui al precedente punto 3.3, sara’ effettuata sulla base delle
seguenti direttive:
la sperimentazione potra’ durare sino all’ultimazione dei lavori
della Variante e interessera’ tutta la filiera dei soggetti coinvolti
nella realizzazione dell’opera a iniziare, per la parte relativa a
detta realizzazione, da «Stretto di Messina S.p.A.» e con eccezione
eventuale dei soli fornitori non soggetti alla legislazione
antimafia;
la sperimentazione avverra’, nell’ambito del richiamato progetto
CAPACI, a carico delle risorse che saranno destinate al finanziamento
del predetto progetto, sulla base di criteri analoghi a quelli gia’
definiti per la sperimentazione della suddetta parte della tratta T5
della Metro C di Roma, prevedendo in particolare l’istituzione di
«conti correnti dedicati», da utilizzare per tutti gli incassi e i
pagamenti relativi alla realizzazione dell’opera, l’obbligo di
pagamento solo tramite bonifici SEPA on line e l’obbligo, per i
titolari dei suddetti conti dedicati, di richiedere alla propria
banca di fornire un servizio di «esito» dei singoli pagamenti e di
comunicare gli estratti conto all’Ente che cura il monitoraggio;
gli l’obblighi di cui al precedente alinea con riferimento alle
modalita’ di pagamento tramite bonifici SEPA on line trovano
eccezione esclusivamente nei casi previsti dal succitato protocollo
26 giugno 2009, e negli altri eventuali casi che venissero concordati
in relazione a problematiche emerse in fase di attuazione della
sperimentazione; in detti casi si dovra’ comunque tenere conto di
quanto indicato nell’art. 3, comma 3, della citata legge n. 136/2010
e s.m.i.;
il coordinamento della sperimentazione sara’ assicurato dal
Coordinatore del CASGO, nella qualifica sopra evidenziata;
il protocollo, che verra’ sottoscritto tra PCM – DIPE, Ministero
dell’interno, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
Ministero dell’economia e delle finanze, Societa’ Stretto di Messina
S.p.A., Societa’ di progetto Eurolink S.C.p.A. e Consorzio CBI per
disciplinare la sperimentazione stessa, attribuira’ il compito di
seguire detta sperimentazione al gruppo di lavoro incaricato del
monitoraggio del piu’ volte menzionato progetto CAPACI, fermo
restando che alle riunioni del gruppo potranno essere invitati a
partecipare le altre Amministrazioni interessate, eventuali
istituzioni bancarie e ulteriori soggetti la cui partecipazione si
rilevi opportuna nel corso della sperimentazione;
il suddetto protocollo definira’ anche le sanzioni applicabili
nelle ipotesi di inottemperanza agli obblighi previsti per il
monitoraggio finanziario dal protocollo stesso tenendo conto, per
quanto concerne l’importo delle penali e nei limiti della
compatibilita’, delle disposizioni di cui all’art. 6 della citata
legge n. 136/2010 e prevedendo:
a) la risoluzione dei contratti e subcontratti e l’applicazione
di una penale nell’ipotesi di pagamenti effettuati senza avvalersi
degli intermediari abilitati di cui al decreto legislativo 21
novembre 2007, n. 231;
b) l’applicazione di una penale pecuniaria per i casi di
pagamenti non effettuati su conti correnti dedicati o non effettuati
tramite bonifici SEPA on line, fatte salve le eccezioni di cui sopra.
Le penali di cui alla lettera a) vengono affidate in custodia al
Soggetto aggiudicatore e da questo poste a disposizione del soggetto
che ha attivato la clausola risolutiva espressa nei limiti dei costi
sostenuti per la sostituzione della controparte contrattuale. La
parte residua di dette penali e le penali di cui alla lettera b) sono
destinate all’incremento della sicurezza dell’opera e per far fronte
ai costi dell’attivita’ di monitoraggio secondo un programma che il
Soggetto aggiudicatore sottoporra’ al gruppo di lavoro di cui sopra.
Il Contraente in bonis informera’ il Ministero dell’interno –
Direzione investigativa antimafia dell’applicazione delle misure di
cui al presente alinea.
Roma, 5 maggio 2011

Il Presidente: Berlusconi
Il segretario: Micciche’

Registrato alla Corte dei conti il 26 settembre 2011
Ufficio di controllo sui Ministeri economico-finanziari, registro n.
9, Economia e finanze, foglio n. 369

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 5 maggio 2011

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