CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO | Periti.info

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - ACCORDO 16 gennaio 2003: Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sugli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio. (GU n. 51 del 3-3-2003)

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

ACCORDO 16 gennaio 2003

Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano sugli aspetti igienico-sanitari per
la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso
natatorio.

LA CONFERENZA PERMANENTE
PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI
E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
Visto gli articoli 2, comma 2, lettera b) e 4, comma 1 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che affidano a questa Conferenza
il compito di promuovere e sancire accordi tra Governo e regioni, in
attuazione del principio di leale collaborazione, al fine di
coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere
attivita’ di interesse comune;
Visto lo schema di accordo in oggetto, trasmesso dal Ministero
della salute il 13 giugno 2002;
Vista la successiva istruttoria tecnica tenutasi presso la
segreteria di questa Conferenza;
Visto il testo definitivo dell’accordo in oggetto, trasmesso con
nota dell’11 dicembre 2002 dal Ministero della salute e quanto
convenuto nell’odierna seduta di questa Conferenza;
Rilevato che, a seguito delle modifiche apportate al Titolo V della
Costituzione, per quanto concerne gli ambiti di competenza dello
Stato e regioni, il provvedimento inerisce alla materia “tutela della
salute”, ricadente nella potesta’ concorrente delle regioni;
Acquisito l’assenso del Governo e dei presidenti delle regioni e
province autonome, espresso ai sensi dell’art. 4, comma 2 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Sancisce il seguente accordo tra il Ministro della salute, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
Considerato che si e’ reso necessario rivedere l’intesa tra Stato e
regioni relativa agli aspetti igienico-sanitari concernenti la
costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso
natatorio, sancita dalla Conferenza Stato-regioni nella seduta
dell’11 luglio 1991 e pubblicata sul supplemento ordinario della
Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio 1993, n. 39, per le difficolta’
applicative della stessa e si e’ ravvisata la necessita’ di
modificarla ed aggiornarla anche in base ai nuovi principi ed
indirizzi normativi derivanti dall’emanazione del decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626 e successive modifiche, del decreto 18
marzo 1996 del Ministro dell’interno, della norma tecnica UNI 10637
del giugno 1997, dal decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155;
Viste le disposizioni in materia di semplificazione dei
procedimenti gli articoli 193 e 194 del testo unico delle leggi
sanitarie, regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 il decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977 n. 616 e il decreto del
Presidente della Repubblica 22 aprile 1994 n. 425, il regio decreto
18 luglio 1931 n. 773 e successive modifiche;
Rilevato che il presente accordo, richiama le suddette normative di
semplificazione dei procedimenti concernenti il rilascio delle
autorizzazioni all’ agibilita’ ed allo svolgimento di attivita’ di
pubblico spettacolo;
Si conviene nei termini sottoindicati:
Punto 1) – Definizione.
1.1 Si definisce piscina un complesso attrezzato per la balneazione
che comporti la presenza di uno o piu’ bacini artificiali utilizzati
per attivita’ ricreative, formative, sportive e terapeutiche
esercitate nell’acqua contenuta nei bacini stessi.
Punto 2) – Classificazione delle piscine.
2.1 Ai fini igienico-sanitari le piscine sono classificate in base
ai seguenti criteri: destinazione, caratteristiche ambientali e
strutturali, tipo di utilizzazione.
2.2 In base alla loro destinazione le piscine si distinguono nelle
seguenti categorie:
a) piscine di proprieta’ pubblica o privata, destinate ad
un’utenza pubblica. Questa categoria comprende le seguenti tipologie
di piscine le cui caratteristiche strutturali e gestionali specifiche
sono definite da ciascuna regione:
a/1) piscine pubbliche (quali ad esempio le piscine comunali);
a/2) piscine ad uso collettivo: sono quelle inserite in
strutture gia’ adibite, in via principale, ad altre attivita’
ricettive (alberghi, camping, complessi ricettivi e simili ) nonche’
quelle al servizio di collettivita’, palestre o simili, accessibili
ai soli ospiti, clienti, soci della struttura stessa;
a/3) gli impianti finalizzati al gioco acquatico
b) piscine la cui natura giuridica e’ definita dagli
articoli 1117 e seguenti del codice civile, destinate esclusivamente
agli abitanti del condominio ed ai loro ospiti;
c) piscine ad usi speciali collocate all’interno di una struttura
di cura, di riabilitazione, termale, la cui disciplina e’ definita da
una normativa specifica.
2.3 In base alle caratteristiche strutturali ed ambientali le
piscine si distinguono in:
a) scoperte se costituite da complessi con uno o piu’ bacini
artificiali non confinati entro strutture chiuse permanenti;
b) coperte se costituite da complessi con uno o piu’ bacini
artificiali confinati entro strutture chiuse permanenti;
c) di tipo misto se costituite da complessi con uno o piu’ bacini
artificiali scoperti e coperti utilizzabili anche contemporaneamente;
d) di tipo convertibile se costituite da complessi con uno o piu’
bacini artificiali nei quali gli spazi destinati alle attivita’
possono essere aperti o chiusi in relazione alle condizioni
atmosferiche.
2.4 In base alla loro utilizzazione si individuano, nelle varie
tipologie di piscine, i seguenti tipi di vasche:
a) per nuotatori e di addestramento al nuoto, aventi requisiti
che consentono l’esercizio delle attivita’ natatorie in conformita’
al genere ed al livello di prestazioni per le quali e’ destinata la
piscina, nel rispetto delle norme della Federazione Italiana Nuoto
(FIN) e della Federation Internazionale de Natation Amateur (FINA),
per quanto concerne le vasche agonistiche;
b) per tuffi ed attivita’ subacquee, aventi requisiti che
consentono l’esercizio delle attivita’ in conformita’ al genere ed al
livello di prestazioni per le quali e’ destinata la piscina, nel
rispetto delle norme della Federazione Italiana Nuoto (FIN) e della
Federation Internationale de Natation Amateur (FINA) per quanto
concerne i tuffi;
c) ricreative, aventi requisiti morfologici e funzionali che le
rendono idonee per il gioco e la balneazione;
d) per bambini, aventi requisiti morfologici e funzionali, quali
la profondita’ di 60 cm, che le rendono idonee per la balneazione dei
bambini;
e) polifunzionali, aventi caratteristiche morfologiche e
funzionali che consentono l’uso contemporaneo del bacino per
attivita’ differenti o che posseggono requisiti di convertibilita’
che le rendono idonee ad usi diversi;
f) ricreative attrezzate, caratterizzate dalla prevalenza di
attrezzature accessorie quali acquascivoli, sistemi di formazione di
onde, fondi mobili, ecc.;
g) per usi riabilitativi, aventi requisiti morfologici e
funzionali nonche’ dotazione di attrezzature specifiche per
l’esercizio esclusivo di attivita’ riabilitative e rieducative sotto
il controllo sanitario specialistico;
h) per usi curativi e termali, nelle quali l’acqua viene
utilizzata come mezzo terapeutico in relazione alle sue
caratteristiche fisico – chimiche intrinseche e/o alle modalita’ con
cui viene in contatto dei bagnanti e nelle quali l’esercizio delle
attivita’ di balneazione viene effettuato sotto il controllo
sanitario specialistico.
Punto 3) – Campo di applicazione e finalita’.
3.1 Le disposizioni contenute nel presente atto si applicano
esclusivamente alle piscine della categoria a) aventi tipologie di
vasche di cui alle lettere a), b), c). d), e) ed f) del comma 4 del
punto 2 e dettano i criteri per la gestione ed il controllo delle
piscine, ai fini della tutela igienico-sanitaria e della sicurezza.
3.2 Le regioni elaborano specifiche disposizioni per la disciplina
delle caratteristiche strutturali e gestionali delle piscine della
categoria b). I requisiti dell’acqua devono essere quelli previsti
all’allegato n. 1 del presente Accordo, contenente i requisiti
igienico-ambientali.
3.3. Gli impianti di cui all’art. 2 possono essere alimentati con:
a) acqua dolce (superficiale o sotterranea);
b) acqua marina;
c) acqua termale.
Gli impianti alimentati con acque termali e marine saranno
disciplinati con appositi provvedimenti regionali.
Punto 4) – Dotazione di personale, di attrezzature e materiali.
4.1 Il titolare dell’impianto individua i soggetti responsabili
dell’igiene, della sicurezza degli impianti e dei bagnanti e della
funzionalita’ delle piscine. Le relative figure professionali sono
individuate dalle regioni. L’assistenza ai bagnanti deve essere
assicurata durante tutto l’orario di funzionamento della piscina.
L’assistente bagnanti abilitato alle operazioni di salvataggio e di
primo soccorso ai sensi della normativa vigente, vigila ai fini della
sicurezza, sulle attivita’ che si svolgono in vasca e negli spazi
perimetrali intorno alla vasca. In ogni piscina dovra’ essere
assicurata la presenza continua di assistenti bagnanti.
4.2 Nel locale di primo soccorso i presidi di primo impiego e le
attrezzature di primo intervento devono risultare completamente
disponibili ed immediatamente utilizzabili; le apparecchiature
mediche devono essere mantenute sempre in efficienza.
Punto 5) – Controlli.
5.1 I controlli per la verifica del corretto funzionamento del
complesso sono distinti in controlli interni, eseguiti a cura dei
responsabile della gestione della piscina, e controlli esterni, di
competenza dell’Azienda Unita’ Sanitaria Locale.
Punto 6) – Controlli interni.
6.1 Il responsabile della piscina deve garantire la corretta
gestione sotto il profilo igienico-sanitario di tutti gli elementi
funzionali del complesso che concorrono alla sicurezza della piscina
nel rispetto delle indicazioni di seguito riportate.
6.2 I controlli interni vanno eseguiti secondo protocolli di
gestione e di auto-controllo: a tal fine il responsabile della
piscina deve redigere un documento, di valutazione dei rischio in cui
e’ considerata ogni fase che potrebbe rivelarsi critica nella
gestione dell’attivita’. Il documento deve tenere conto dei seguenti
principi:
a) analisi dei potenziali pericoli igienico-sanitari per la
piscina;
b) individuazione dei punti o delle fasi in cui possono
verificarsi tali pericoli e definizione delle relative misure
preventive da adottare;
c) individuazione dei punti critici e definizione dei limiti
critici degli stessi;
d) definizione del sistema di monitoraggio;
e) individuazione delle azioni correttive;
f) verifiche del piano e riesame periodico, anche in relazione al
variare delle condizioni iniziali, delle analisi dei rischi, dei
punti critici, e delle procedure in materia di controllo e
sorveglianza.
6.3 Il responsabile deve garantire che siano applicate, mantenute e
aggiornate le procedure previste nel documento di valutazione del
rischio.
6.4 Il responsabile deve altresi’ tenere a disposizione
dell’autorita’ incaricata dei controllo i seguenti documenti, redatti
secondo opportuni sistemi di controllo possibilmente automatizzati:
a) un registro dei requisiti tecnico-funzionali con l’indicazione
della dimensione e del volume di ciascuna vasca, il numero e la
tipologia dei filtri, la portata delle pompe, il sistema di
manutenzione, ecc.
b) un registro dei controlli dell’acqua in vasca contenente:
b1) gli esiti dei controlli di cloro attivo libero, cloro
attivo combinato, temperatura, PH;
b2) la lettura del contatore installato nell’apposita tubazione
di mandata dell’acqua di immissione, utile al calcolo della quantita’
di acqua di reintegro;
b3) le quantita’ e la denominazione dei prodotti utilizzati
giornalmente per la disinfezione dell’acqua;
b4) la data di prelievo dei campioni per l’analisi dell’acqua;
b5) il nunero dei frequentatori dell’impianto.
6.5 La documentazione relativa ai controlli e alle registrazioni
effettuati dal responsabile e’ a disposizione dell’Azienda Unita’
Sanitaria Locale che potra’ cosi’ acquisire tutte le informazioni
concernenti la natura, la frequenza ed i risultati delle analisi
effettuate.
6.6 Qualora, in seguito all’auto-controllo effettuato, il
responsabile riscontri valori dei parametri igienico-sanitari in
contrasto con la corretta gestione della piscina, deve provvedere per
la soluzione del problema e/o il ripristino delle condizioni
ottimali. Qualora la non conformita’ riscontrata possa costituire un
rischio per la salute il titolare dell’impianto deve darne tempestiva
comunicazione all’ Azienda unita’ sanitaria locale.
6.7 La documentazione di cui ai precedenti commi e’ a disposizione
dell’azienda sanitaria per un periodo di almeno due anni.
Punto 7) – Controlli esterni.
7.1 I controlli ed i relativi prelievi saranno effettuati
dall’Azienda unita’ sanitaria locale secondo criteri stabiliti da
ciascuna regione, sulla base di appositi piani di controllo e
vigilanza e secondo modalita’ e frequenza che tenga conto della
tipologia degli impianti esistenti all’interno degli specifici ambiti
territoriali, con particolare attenzione ai punti critici evidenziati
nei protocolli di gestione e di autocontrollo predisposti dal
titolare dell’impianto.
7.2 Qualora l’autorita’ sanitaria competente accerti che nella
piscina siano venuti meno i requisiti igienico-sanitari previsti
disporra’ affinche’ vengano poste in atto le opportune verifiche e
adottati i necessari provvedimenti per il ripristino di detti
requisiti, sino a giungere all’eventuale chiusura dell’impianto.
Punto 8) – Sanzioni.
8.1 In caso di inosservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie
formulate dall’autorita’ sanitaria nei termini fissati, puo’ essere
comminata una sanzione al responsabile della piscina secondo criteri
e modalita’ stabilite dalle regioni.
8.2 Le regioni adotteranno la disciplina in materia di sanzioni nel
rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalla legislazione
statale.
Punto 9).
9.1 Si conviene, che per quanto riguarda le piscine delle strutture
turistico-recettive, campeggi e villaggi turistici, nonche’ piscine
delle aziende agrituristiche a disposizione esclusiva degli
alloggiati, le regioni con propri atti specifici potranno individuare
peculiari modalita’ applicative anche in via transitoria nel rispetto
delle esigenze di sicurezza e di igiene e sanita’ pubblica.
Roma, 16 gennaio 2003
Il presidente: La Loggia
Il segretario: Carpino

Allegato 1
1. Requisiti igienico-ambientali.
I requisiti igienico-ambientali si riferiscono alle
caratteristiche delle acque utilizzate nell’impianto di piscina, alle
condizioni termo-igrometriche e di ventilazione, illuminotecniche ed
acustiche.
1.1 Classificazione. e requisiti delle acque utilizzate.
Le acque utilizzate nell’impianto piscina vengono classificate
come segue:
acqua di approvvigionamento: e’ quella utilizzata per
l’alimentazione delle vasche (riempimento e reintegro) e quella
destinata agli usi igienico-sanitari;
acqua di immissione in vasca: e’ quella costituita sia
dall’acqua di ricircolo che da quella di reintegro opportunamente
trattate per assicurare i necessari requisiti;
acqua contenuta in vasca: e’ quella presente nel bacino
natatorio e pertanto a diretto contatto con i bagnanti.
1.2 Requisiti dell’acqua di approvvigionamento.
L’acqua di approvvigionamento deve possedere tutti i requisiti di
potabilita’ previsti dalle vigenti normative fatta eccezione per la
temperatura.
Nel caso l’acqua di approvvigionamento non provenga da pubblico
acquedotto, sull’acqua stessa dovranno essere effettuati controlli di
potabilita’ con frequenza almeno annua o semestrale, per i parametri
indicati nel giudizio di idoneita’ dell’acqua destinata al consumo
umano, previsti dalla vigente normativa.
1.3 Requisiti dell’acqua di immissione in vasca e dell’acqua
contenuta in vasca.
L’acqua di immissione e quella contenuta in vasca devono possedere
i requisiti di cui alla seguente tabella A.
I requisiti di qualita’ dell’acqua in vasca devono essere raggiunti
in qualsiasi punto.
Il controllo all’acqua di immissione sara’ effettuato ogni
qualvolta se ne manifesti la necessita’ per verifiche interne di
gestione o sopraggiunti inconvenienti.
Funghi, lieviti e trialometani saranno verificati su richiesta
dell’Azienda Unita’ Sanitaria Locale. I trialometani vengono
accertati secondo criteri e parametri fissati dal Ministero della
salute.
Per i metodi di analisi si utilizzano quelli previsti per le acque
destinate al consumo umano. Il Ministero della salute individuera’
ulteriori metodi di analisi.
L’acqua delle vasche deve essere completamente rinnovata, previo
svuotamento, almeno una volta l’anno e comunque ad ogni inizio di
apertura stagionale.
1.4 Sostanze da utilizzare per il trattamento dell’acqua.
Per il trattamento dell’acqua in immissione in vasca e’
consentito l’uso delle seguenti sostanze elencate come disinfettanti,
flocculanti e correttori di PH.
1. Disinfettanti:
ozono;
cloro liquido;
ipoclorito di sodio;
ipoclorito di calcio;
dicloroisocianurato sodico anidro;
dicloroisocianurato sodico biidrato;
acido tricloroisocianurico.
2. Flocculanti:
solfato di alluminio (solido);
solfato di alluminio (soluzione);
cloruro ferrico;
clorosolfato ferrico;
polidrossicloruro di alluminio;
polidrossiclorosolfato di alluminio;
alluminato di sodio (solido);
alluminato di sodio(soluzione).
3. Correttori di ph:
acido cloridico;
acido solforico;
sodio idrossido;
sodio bisolfato;
sodio bicarbonato.
Per disinfettanti, flocculanti e correttori di Ph si adotta lo
stesso grado di purezza previsto per le sostanze da utilizzare per la
produzione di acqua per consumo umano.
Le sostanze antialghe che possono essere utilizzate sono:
N-alchil-dimetil-benzilammonio cloruro;
Poli(idrossietilene(dimetiliminio)etilene(dimetiliminio)metilen
e dicloruro);
Poli(ossietilene(dimetiliminio)etilene(dimetiliminio)etilene
dicloruro);
L’impiego di sostanze non incluse in questi elenchi deve essere
previamente autorizzato dal Ministero della salute.
1.5 Punti di prelievo.

————————————————————-
Acqua di | campione da prelevarsi da apposito
Approvvigionamento | rubinetto posto su tubo di adduzione
——————–|—————————————-
Acqua di immissione | campione da prelevarsi da rubinetto
In vasca | posto sulle tubazioni di mandata alle
| singole vasche a valle degli impianti
| di trattamento
——————–|—————————————-
Acqua in vasca | campione da prelevarsi in qualsiasi
| punto in vasca
————————————————————-

1.6 Requisiti termoigrometrici e di ventilazione.
Per le piscine coperte, nella sezione delle attivita’ natatorie e
di balneazione, la temperatura dell’aria dovra’ risultare non
inferiore alla temperatura dell’acqua in vasca.
L’umidita’ relativa dell’aria non dovra’ superare in nessun caso il
valore limite del 70%. La velocita’ dell’aria in corrispondenza delle
zone utilizzate dai frequentatori non dovra’ risultare superiore a
0,10 m/s e dovra’ assicurarsi un ricambio di aria esterna di almeno
20 m3/h per metro quadrato di vasca.
Nelle altre zone destinate ai frequentatori (spogliatoi, servizi
igienici, pronto soccorso) Il ricambio dell’aria dovra’ risultare non
inferiore a 4 volumi/h, la temperatura dell’aria dovra’ risultare non
inferiore a 20oC.
1.7 Requisiti illuminotecnici.
Nelle sezioni delle attivita’ natatorie e di balneazione
l’illuminazione artificiale dovra’ assicurare condizioni di
visibilita’ tali da garantire la sicurezza dei frequentatori ed il
controllo da parte del personale. Comunque il livello di
illuminamento sul piano del calpestio e sullo specchio d’acqua non
deve essere in nessun punto inferiore a 150 lux.
Nelle altre zone destinate ai frequentatori (spogliatoi, servizi
igienici, etc) l’illuminazione artificiale dovra’ assicurare un
livello medio di almeno 100 lux negli spogliatoi e di 80 lux nei
servizi igienici. In tutti gli ambienti illuminati naturalmente
dovra’ essere assicurato un fattore medio di luce diurna non
inferiore al 2%.
Deve essere previsto, per possibili sospensioni di erogazione di
energia elettrica, l’impianto di illuminazione di emergenza.
1.8 Requisiti acustici.
Nella sezione delle attivita’ natatorie e di balneazione delle
piscine coperte, il tempo di riverberazione non dovra’ in nessun
punto essere superiore a 1,6 sec, I requisiti acustici passivi ed il
rumore generato dall’attivita’ devono far riferimento alla normativa
vigente in materia.
Tabella A
REQUISITI – DELL’ACQUA IN IMMISSIONE E CONTENUTA IN VASCA

—-> Vedere tabella di pag. 51

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