CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 31 Maggio 2007 | Periti.info

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO – PROVVEDIMENTO 31 Maggio 2007

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 31 Maggio 2007 - Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, concernente una deroga specifica, norme transitorie e talune disposizioni generali per gli stabilimenti di macellazione. (Rep. atti n. 115/CSR). (GU n. 140 del 19-6-2007 )

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

PROVVEDIMENTO 31 Maggio 2007

Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003,
n. 131, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, concernente una deroga specifica, norme transitorie e
talune disposizioni generali per gli stabilimenti di macellazione.
(Rep. atti n. 115/CSR).

Capo ID e r o g a

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Nella odierna seduta del 31 maggio 2007;
Visto il regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari;
Visto il regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in
materia d’igiene per gli alimenti di origine animale, il quale
all’art. 10, paragrafi 3 e 4, prevede che gli Stati membri, senza
compromettere il raggiungimento degli obiettivi del regolamento
stesso, possono adottare misure nazionali per adattare i requisiti
specifici di cui all’allegato III del medesimo regolamento, al fine
di consentire l’utilizzazione ininterrotta di metodi tradizionali di
macellazione e per tenere conto delle esigenze delle imprese del
settore alimentare situate in regioni soggette a particolari vincoli
geografici;
Visto il regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per
l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine
animale destinati al consumo umano;
Visto il regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a
verificare la conformita’ alla normativa in materia di mangimi e di
alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali;
Visto il regolamento (CE) n. 2076/2005 della Commissione del
5 dicembre 2005 che fissa disposizioni transitorie di adeguamento ai
regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (CE) n. 853/2004,
(CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 e che modifica i regolamenti (CE)
n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004, il quale all’art. 4 dispone che, in
deroga all’art. 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 853/2004, gli
operatori del settore alimentare che prima del 1° gennaio 2006 sono
stati autorizzati a immettere i prodotti alimentari d’origine animale
sul loro mercato nazionale possono continuare a immettere tali
prodotti su tale mercato con un marchio nazionale che non possa
essere confuso con i marchi di cui all’art. 5, paragrafo 1, del
regolamento (CE) n. 853/2004, fino a quando l’autorita’ competente
non abbia riconosciuto, conformemente all’art. 4, paragrafo 2, del
regolamento (CE) n. 853/2004, gli stabilimenti che trattano tali
prodotti;
Visto l’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, il
quale prevede che, in sede di Conferenza Stato-regioni, il Governo
puo’ promuovere la stipula di intese dirette a favorire
l’armonizzazione delle rispettive legislazioni o il raggiungimento di
posizioni unitarie o il conseguimento di obiettivi comuni;
Considerato che bisogna tutelare i metodi tradizionali di
macellazione dei macelli che svolgono servizio di macellazione per i
piccoli allevatori insistenti su un bacino territoriale limitato,
nonche’ su aree geografiche sottoposte a difficolta’ di ordine
logistico;
Considerato che la deroga alla misura sulla presenza delle stalle
di sosta presso taluni macelli per ungulati rappresenta un
adattamento dei requisiti di cui all’allegato III del regolamento n.
853/2004, senza compromettere il raggiungimento degli obiettivi del
regolamento stesso;
Tenuto conto che bisogna tutelare l’economia di carattere marginale
nonche’ consentire l’utilizzazione ininterrotta di talune pratiche
consuetudinarie;
Considerato che ai sensi dell’allegato III, sezione I, capitolo
VII, paragrafo 3, lettera a), del regolamento (CE) n. 853/2004,
bisogna specificare le norme per il trasporto delle carni di ungulati
domestici appena macellati che non abbiano raggiunto la temperatura
di cui all’allegato III, sezione I, capitolo VII, punto 1, lettera
a), del regolamento (CE) n. 853/2004, per permettere la produzione di
prodotti specifici;
Vista la proposta di intesa in oggetto pervenuta dal Ministero
della salute con nota in data 11 aprile 2007;
Vista la nota in data 11 maggio 2007, con la quale la regione
Toscana, coordinatrice interregionale in sanita’, ha comunicato il
parere tecnico favorevole sulla proposta di intesa in oggetto;
Acquisito, nel corso dell’odierna seduta, l’assenso del Governo,
delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano sul testo
della presente intesa;

Sancisce intesa

tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano nei termini di seguito riportati:
Art. 1.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, con
propri provvedimenti, possono disporre deroghe permanenti al
requisito relativo alla presenza delle stalle di sosta o dei recinti
di attesa previsto all’allegato III, sezione I, capitolo II, punto 1,
del regolamento (CE) n. 853/2004, limitatamente al riconoscimento
degli stabilimenti di macellazione di ridotta capacita’ produttiva.
2. Il provvedimento di deroga di cui al comma 1, deve conformarsi
alle seguenti prescrizioni:
a) in nessun caso deve essere consentito il pernotto degli
animali nello stabilimento di macellazione;
b) deve trattarsi di animali introdotti nello stabilimento di
macellazione direttamente provenienti da un allevamento o da un
mercato situato nella medesima provincia in cui si trova lo
stabilimento di macellazione, oppure da provincia contermine a quella
ove si trova situato lo stabilimento di macellazione. Nel caso di
animali provenienti da un altro Paese membro, il territorio in cui si
trova l’allevamento o il mercato, da cui essi devono essere sempre
inviati direttamente allo stabilimento di macellazione, deve comunque
confinare con la provincia in cui e’ situato lo stabilimento di
macellazione. In tutti i predetti casi deve comunque essere
assicurato il rispetto delle disposizioni in materia di benessere
animale durante il trasporto;
c) nello stabilimento di macellazione, il punto di scarico degli
animali deve essere strutturato ed attrezzato in modo da consentire
il corretto svolgimento della visita ante mortem, nonche’ da
garantire l’incolumita’ del personale addetto ed il rispetto delle
disposizioni in materia di benessere animale;
d) durante il periodo intercorrente tra l’arrivo nello
stabilimento di macellazione del mezzo di trasporto che reca
l’animale o il gruppo di animali, il loro scarico dal mezzo di
trasporto e l’avvio alla macellazione, agli animali deve essere
assicurata la possibilita’ di abbeveraggio;
e) subito dopo il loro scarico dal mezzo di trasporto, gli
animali devono essere avviati alla macellazione solo dopo essere
stati sottoposti, con esito favorevole, alla visita ante mortem da
parte del veterinario ufficiale preposto allo stabilimento di
macellazione.
3. Nel provvedimento regionale di cui al comma 1, ai fini
dell’applicabilita’ della deroga, deve essere indicato il limite
produttivo giornaliero massimo dello stabilimento di macellazione.

Capo IIDisposizioni transitorie

Art. 2.
1. L’autorita’ competente al fine di poter riconoscere, ai sensi
dell’art. 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 854/2004, uno
stabilimento in attivita’ ai sensi dell’art. 4 del regolamento (CE)
n. 2076/2005, deve previamente revocare l’autorizzazione rilasciata
ai sensi:
degli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 18 aprile 1994, n.
286;
dell’art. 14, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 dicembre 1992, n. 559, conformemente agli articoli 5 e
6 del decreto legislativo 18 aprile 1994, n. 286;
dell’art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica
10 dicembre 1997, n. 495;
dell’art. 14, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica dicembre 1992, n. 559, conformemente all’art. 13 del
decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 495.
2. Al fine dell’ottenimento del riconoscimento di cui all’art. 4,
paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 853/2004, il responsabile legale
di uno stabilimento in attivita’ ai sensi dell’art. 4 del regolamento
(CE) n. 2076/2005, invia apposita domanda entro e non oltre il
31 dicembre 2008, nel rispetto delle procedure previste
dall’autorita’ competente.
3. Per le operazioni di bollatura sanitaria delle carni di ungulati
domestici e di selvaggina di grosse dimensioni ottenute in
stabilimenti di macellazione in attivita’ ai sensi dell’art. 4 del
regolamento (CE) n. 2076/2005, viene usato materiale di bollatura di
forma rettangolare, che deve misurare almeno 6 cm in larghezza e 4 cm
in altezza, con caratteri di stampa che devono avere un’altezza di
almeno 0,8 cm per le indicazioni riportate nelle parti superiore ed
inferiore e di almeno 1 cm per la sigla ed il numero, e deve recare
le seguenti indicazioni:
a) nella parte superiore l’indicazione dell’unita’ …

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