DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 ottobre 2015 | Periti.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 ottobre 2015

Interventi per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate. (15A08012) (GU n.249 del 26-10-2015)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

su proposta del

MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

e

IL MINISTRO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO

Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante “Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
di stabilita’ 2015)”;
Visto, in particolare, l’art. 1, comma 431, della citata legge n.
190 del 2014, che ha previsto che “Al fine della predisposizione del
Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle
aree urbane degradate, di seguito denominato «Piano», i comuni
elaborano progetti di riqualificazione costituiti da un insieme
coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di
marginalizzazione e degrado sociale, nonche’ al miglioramento della
qualita’ del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Entro
il 30 novembre 2015, i comuni interessati trasmettono i progetti di
cui al precedente periodo alla Presidenza del Consiglio dei ministri,
secondo le modalita’ e la procedura stabilite con apposito bando,
approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il
Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, previa
intesa in sede di Conferenza unificata”;
Visto, altresi’, l’art. 1, comma 432, della predetta legge n. 190
del 2014, che ha stabilito che “Con il decreto di cui al comma 431
sono definite, in particolare:
a) la costituzione e il funzionamento, presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica, di un Comitato per la valutazione dei progetti di
riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, di
seguito denominato «Comitato», composto da due rappresentanti della
Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui uno con funzioni di
presidente, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del
Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero dei beni e
delle attivita’ culturali e del turismo, nonche’ da un rappresentante
della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dei
Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri per gli
affari regionali, le autonomie e lo sport e per la programmazione e
il coordinamento della politica economica, dell’Agenzia del demanio e
dell’Associazione nazionale dei comuni italiani. Ai componenti del
Comitato non e’ corrisposto alcun emolumento, indennita’ o rimborso
di spese; il Comitato opera avvalendosi del supporto tecnico delle
competenti strutture del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
b) la documentazione che i comuni interessati debbono allegare ai
progetti, comprendente, tra l’altro, una relazione degli interventi
corredata da tavole illustrative ed elaborati tecnico-economici e dal
cronoprogramma attuativo degli stessi;
c) la procedura per la presentazione dei progetti;
d) i criteri di valutazione dei progetti da parte del Comitato,
tra i quali:
1) la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado
sociale;
2) il miglioramento della qualita’ del decoro urbano e del
tessuto sociale ed ambientale, anche mediante interventi di
ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento allo sviluppo
dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attivita’
culturali, didattiche e sportive;
3) la tempestiva esecutivita’ degli interventi;
4) la capacita’ di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti
pubblici e privati e di attivazione di un effetto moltiplicatore del
finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati;
Visto che, ai sensi del predetto art. 1, comma 433, della medesima
legge n. 190 del 2014:
a) i progetti da inserire nel Piano sono selezionati sulla base
dell’istruttoria svolta dal Comitato, in coerenza con i criteri di
cui al comma 432, con indicazioni di priorita’;
b) i progetti da inserire nel Piano, ai fini della stipulazione
di convenzioni o accordi di programma con i comuni promotori dei
progetti medesimi, sono individuati con uno o piu’ decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri;
c) tali convenzioni o accordi definiscono i soggetti partecipanti
alla realizzazione dei progetti, le risorse finanziarie, ivi incluse
quelle a valere sul Fondo di cui al comma 434 e i tempi di attuazione
dei progetti medesimi, nonche’ i criteri per la revoca dei
finanziamenti in caso di inerzia realizzativa;
d) i soggetti che sottoscrivono le convenzioni o gli accordi di
programma si impegnano a fornire alla Presidenza del Consiglio dei
ministri e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti i dati e
le informazioni necessarie all’espletamento della attivita’ di
monitoraggio degli interventi;
e) l’insieme delle convenzioni e degli accordi stipulati
costituisce il Piano;
Visto che l’art. 1, comma 434, della citata legge n. 190 del 2014,
stabilisce che per l’attuazione degli interventi di cui ai commi da
431 a 433, a decorrere dall’esercizio finanziario 2015 e fino al 31
dicembre 2017, e’ istituito, nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, un fondo denominato “Somme da
trasferire alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la
costituzione del Fondo per l’attuazione del Piano nazionale per la
riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” e
che, a tal fine, e’ autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per
l’anno 2015 e di 75 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e
2017;
Considerato che, a tali fini, e’ stato istituito nel centro di
responsabilita’ “8 – Pari opportunita’” del bilancio della Presidenza
del Consiglio dei ministri un apposito capitolo di spesa denominato
“Fondo per l’attuazione del Piano nazionale per la riqualificazione
sociale e culturale delle aree urbane degradate”;
Considerata, pertanto, la necessita’ di dare attuazione ai predetti
commi da 431 a 434 del richiamato art. 1 della citata legge n. 190
del 2014;
Vista la nota n. 20350 del 26 maggio 2015 con la quale il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso la relativa
proposta;
Acquisita l’intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art.
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 1°
ottobre 2015;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23
aprile 2015, con il quale al Sottosegretario di Stato alla Presidenza
del Consiglio dei ministri, prof. Claudio De Vincenti, e’ stata
delegata la firma di decreti, atti e provvedimenti di competenza del
Presidente del Consiglio dei ministri;

Decreta:

Art. 1

Approvazione del bando

1. Ai sensi dell’art. 1, comma 431, della legge 23 dicembre 2014,
n. 190, e’ approvato il bando allegato, con il quale sono definite:
le modalita’ e la procedura di presentazione dei progetti, la
documentazione che i comuni interessati debbono allegare ai progetti,
i criteri di selezione dei progetti da parte del Comitato.
2. Il bando allegato costituisce parte integrante del presente
decreto.
Art. 2

Istituzione e funzionamento del Comitato

1. Ai sensi dell’art. 1, comma 432, della legge 23 dicembre 2014,
n. 190, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e’ istituito
un Comitato per la valutazione dei progetti di riqualificazione
sociale e culturale delle aree urbane degradate, di cui ai commi da
431 a 434 della citata legge n. 190 del 2014.
2. Il Comitato e’ composto da:
a) due rappresentanti del Dipartimento per le pari opportunita’
della Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui uno con funzioni
di presidente. In caso di impedimento o assenza del presidente, le
relative funzioni sono svolte dall’altro rappresentante della
Presidenza del Consiglio dei ministri;
b) due rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
c) due rappresentanti del Ministero dell’economia e delle
finanze;
d) due rappresentanti del Ministero dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo;
e) un rappresentante della Conferenza delle regioni e delle
province autonome;
f) un rappresentante del Dipartimento della Presidenza del
Consiglio dei ministri per gli affari regionali, le autonomie e lo
sport;
g) un rappresentante del Dipartimento della Presidenza del
Consiglio dei ministri per la programmazione e il coordinamento della
politica economica;
h) un rappresentante dell’Agenzia del demanio;
i) un rappresentante dell’Associazione nazionale dei comuni
italiani.
3. La nomina dei componenti del Comitato avviene dopo il termine
ultimo di presentazione dei progetti. Per ciascuno dei componenti
effettivi puo’ essere designato un componente supplente. Si applicano
le speciali disposizioni in materia di incompatibilita’ e
inconferibilita’ degli incarichi.
4. Il Comitato ha sede presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, Dipartimento per le pari opportunita’.
5. Il Comitato viene convocato dal suo presidente e opera con la
presenza di tutti i suoi componenti. Il presidente convoca la prima
seduta entro trenta giorni dalla scadenza del termine per la
presentazione delle domande. Nella prima seduta sono definite le
modalita’ operative di funzionamento del Comitato stesso, nonche’ gli
ulteriori criteri di valutazione dei progetti.
6. Le decisioni sulle valutazioni sono espresse, di regola,
all’unanimita’. Ove questa non sia raggiunta, l’assenso e’ espresso
dalla maggioranza dei membri.
7. Il Comitato dura in carica fino al completo espletamento della
procedura di valutazione dei progetti.
8. Ai fini delle attivita’ connesse alla valutazione dei progetti,
il Comitato si avvale del supporto di una segreteria tecnica, che
opera presso il Dipartimento per le pari opportunita’, composta da
personale della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, in un numero di componenti non
superiore a dieci unita’, senza ricorrere a modalita’ di distacco o
comando comunque denominate. Il personale del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti mantiene la dipendenza funzionale e il
trattamento economico complessivo percepito dall’Amministrazione di
appartenenza.
9. I componenti del Comitato e della segreteria tecnica sono
individuati con decreto del Segretario generale della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, su designazione delle amministrazioni o degli
enti interessati.
10. Per attivita’ di supporto e di assistenza gestionale alle
attivita’ successive alla valutazione dei progetti, il Dipartimento
per le pari opportunita’ puo’ stipulare convenzioni ed accordi con
enti pubblici e privati, nell’ambito delle disponibilita’ finanziarie
esistenti.
11. Ai componenti del Comitato e della segreteria tecnica non e’
corrisposto alcun emolumento, indennita’ o rimborso di spese.
Art. 3

Modalita’ di individuazione dei progetti

1. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri
sono individuati i progetti ai fini della stipulazione di convenzioni
o accordi di programma con i soggetti promotori dei progetti
medesimi.
2. Tali convenzioni o accordi di programma definiscono i soggetti
partecipanti alla realizzazione dei progetti, l’ammontare complessivo
delle risorse finanziarie, ivi incluse quelle a valere sul Fondo di
cui all’art. 1, comma 434, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e i
tempi di attuazione dei progetti medesimi, nonche’ i criteri e le
modalita’ per la revoca dei finanziamenti in caso di inerzia
realizzativa.
3. Con le medesime convenzioni o accordi di programma vengono
definite le modalita’ necessarie all’espletamento della attivita’ di
monitoraggio degli interventi, ai sensi dell’art. 1, comma 433, della
legge n. 190 del 2014.
4. La mancata stipula delle convenzioni o degli accordi di
programma, per cause imputabili ai soggetti promotori dei progetti,
comporta l’esclusione del progetto e l’individuazione di altro
progetto beneficiario secondo il punteggio ottenuto e compatibilmente
con le risorse disponibili.
5. Ai sensi dell’art. 1, comma 433 della citata legge n. 190 del
2014, l’insieme delle convenzioni o degli accordi di programma
stipulati costituisce il Piano.
Art. 4

Finanziabilita’ degli interventi

1. Le convenzioni o gli accordi di programma, contenenti gli
interventi, costituenti il Piano sono finanziati, in ordine di
punteggio decrescente ottenuto, fino al limite di capienza annuale
delle risorse finanziarie disponibili per ciascun esercizio
finanziario 2015, 2016 e 2017. Ai fini del computo delle risorse
disponibili per ciascun anno si tiene conto delle risorse finanziarie
indicate nel cronoprogramma per ciascun anno, al netto delle risorse
provenienti da enti pubblici o privati, e nei limiti delle somme
indicate per ciascun anno nel quadro economico, entrambi allegati al
progetto. Non sono ammesse richieste di finanziamento aggiuntive.
2. Le convenzioni e gli accordi di programma determinano le
modalita’ e gli adempimenti amministrativi necessari per l’erogazione
delle singole quote di finanziamento del progetto, in coerenza con il
quadro economico presentato. In ogni caso, non possono essere erogate
quote di finanziamento prima dell’avvio dell’esecuzione degli
interventi o dell’attivazione dei servizi.
Il presente decreto e l’allegato bando sono sottoposti alla
registrazione dei competenti organi di controllo e sono pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 15 ottobre 2015

p. Il Presidente del Consiglio dei ministri
Il Sottosegretario di Stato
De Vincenti

Il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Delrio

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Padoan

Il Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo
Franceschini

Allegato

Bando per la presentazione di proposte per la predisposizione del
piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle
aree urbane degradate

1. Oggetto e dotazione finanziaria
1. Al fine della predisposizione del Piano nazionale per la
riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, di
seguito denominato «Piano», in attuazione dell’articolo 1, commi 431,
432, 433 e 434 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il presente
bando stabilisce le modalita’ e la procedura per la presentazione, da
parte dei comuni, di progetti di riqualificazione, costituiti da un
insieme coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni
di marginalizzazione e degrado sociale, nonche’ al miglioramento
della qualita’ del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale.
2. La dotazione del Fondo per l’attuazione del Piano nazionale
per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane
degradate, di cui all’articolo 1, comma 434, della legge n. 190 del
2014, e’ di euro 44.138.500,00 per il 2015 e di euro 75.000.000,00
per ciascuno degli anni 2016 e 2017, per complessivi euro
194.138.500,00.
2. Soggetti promotori
1. Sono ammessi a presentare i progetti e domanda di
finanziamento, entro il 30 novembre 2015, i comuni che abbiano nel
loro territorio la presenza di aree urbane degradate.
2. Ai fini del presente bando si intende:
per area urbana degradata un territorio che presenti:
un indice di disagio sociale (IDS) pari o superiore all’unita’.
L’indice risulta dalla media ponderata degli scostamenti dei valori
dei seguenti indicatori dai rispettivi valori medi nazionali,
rilevati dal censimento ISTAT del 2011 secondo la formula:
IDS ZFU = 0,40*(DIS(i) – DISNAZ)+ 0,30*(OCCNAZ – OCC(i))+
0,15*(GIOV(i) – GIOVNAZ)+ 0,15*(SCOLNAZ – SCOL(i))
Dove:
[DIS(i)] tasso di disoccupazione
[OCC(i)] tasso di occupazione
[GIOV(i)] tasso di concentrazione giovanile
[SCOL(i)] tasso di scolarizzazione
riferiti al semestre precedente a quello della rilevazione,
e
un indice di disagio edilizio (IDE) pari o superiore all’unita’.
L’indice compara lo stato di conservazione degli edifici dell’area
urbana degradata con il valore medio nazionale secondo la seguente
formula:
IDE = [(ERp + ERm) / Tot ER ] / 0,168
Dove il coefficiente di ponderazione corrisponde alla percentuale
nazionale degli edifici con stato di conservazione “pessimo” o
“mediocre” residenziali
dove:
ERp = edifici residenziali dell’area urbana degradata in
pessimo stato di conservazione
ERm = edifici residenziali dell’area urbana degradata in
mediocre stato di conservazione
Tot ER = Totale edifici residenziali dell’area urbana degradata
Gli indicatori potranno essere rilevati anche a livello di
territorio infracomunale, attraverso l’aggregazione di particelle
censuarie contigue con riferimento ai dati rilevati dal Censimento
2011.
L’indice di disagio sociale (IDS) e l’indice di disagio edilizio
(IDE) dell’area urbana degradata candidata devono essere in ogni caso
superiori al valore medio dei due indici calcolati per l’intero
comune.
3. Possono presentare domanda i comuni sia singolarmente, sia in
qualita’ di capofila di una aggregazione temporanea di comuni
confinanti che hanno nel loro territorio la presenza di aree urbane
degradate come definite al comma 2.
4. La formalizzazione delle aggregazioni temporanee deve essere
perfezionata prima della presentazione del progetto con indicazione
del comune capofila.
5. Il comune puo’ presentare un solo progetto o singolarmente o
in aggregazione temporanea con altri comuni.
3. Oggetto dei progetti
1. I progetti devono avere ad oggetto la riqualificazione delle
aree urbane degradate, devono essere costituiti da un insieme
coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di
marginalizzazione e degrado sociale, nonche’ al miglioramento della
qualita’ urbana e alla riqualificazione del tessuto sociale, alla
riqualificazione ambientale, mediante attivazione di servizi e
interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione e
rigenerazione urbana con particolare riferimento allo sviluppo dei
servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attivita’
culturali, didattiche e sportive, senza ulteriore consumo di suolo,
tra i quali, a titolo esemplificativo:
a) interventi finalizzati alla riqualificazione dei beni
pubblici o beni privati che assolvono ad un interesse pubblico anche
di valore storico o artistico con riferimento al miglioramento della
qualita’ del decoro urbano;
b) interventi di potenziamento e adeguamento di infrastrutture
e/o sviluppo di servizi volti a sostenere l’attrattivita’ della
scuola e l’orientamento formativo dei giovani, ivi comprese idonee
attrezzature per i disabili;
c) interventi finalizzati alla riqualificazione, potenziamento
e adeguamento di beni pubblici o privati e/o all’attivazione di
servizi volti ad assicurare la protezione e l’accoglienza di adulti e
minori vittime di violenza, tratta, sfruttamento e abusi sessuali;
d) interventi finalizzati alla riqualificazione, potenziamento
e adeguamento di beni pubblici o privati e/o all’attivazione di
servizi di mediazione culturale volti alla riduzione della
marginalita’ e del disagio anche della popolazione immigrata;
e) interventi finalizzati alla riqualificazione, potenziamento
e adeguamento di beni pubblici o privati e/o all’attivazione di
servizi per le esigenze della famiglia, per la cura dei bambini e
degli anziani;
f) interventi finalizzati alla riqualificazione, potenziamento
e adeguamento di beni pubblici o privati rivolti a garantire la
sicurezza e salubrita’ dell’abitare, il risparmio energetico, la
mobilita’ alternativa, il ciclo virtuoso dei rifiuti, la
sostenibilita’ ambientale complessiva degli interventi;
g) interventi finalizzati alla riqualificazione, potenziamento
e adeguamento di beni pubblici o privati volti a stimolare
l’insediamento di nuove attivita’ imprenditoriali giovanili.
2. A tal fine ogni proposta di progetto, a pena di esclusione,
deve:
a) illustrare gli obiettivi generali e specifici, in modo
chiaro e definito; illustrare i risultati attesi, soprattutto in
termini di ricaduta nell’ambito di intervento su cui intende operare;
b) illustrare e articolare le attivita’ progettuali; illustrare
le modalita’ di realizzazione del progetto sotto il profilo tecnico,
metodologico, organizzativo e logistico; indicare il numero di
destinatari diretti e beneficiari indiretti; indicarne le modalita’
di individuazione;
c) indicare le aree in cui saranno svolte le attivita’
progettuali;
d) prevedere un programma di intervento delle attivita’, parte
integrante della relazione di progetto;
e) contenere un programma economico finanziario, completo di
eventuali contributi da parte del mercato privato cosi’ come dei
fondi comunitari.
3. Fatte salve le cause di esclusione espressamente previste dal
presente bando, sono altresi’ escluse le proposte progettuali che non
rispettino le condizioni di ammissibilita’ di cui all’articolo 2 e le
proposte che:
a) non siano costituite da un insieme coordinato di interventi;
b) siano finalizzate esclusivamente ad attivita’ di formazione,
studio e ricerca;
c) siano relative a progetti concernenti la gestione ordinaria
delle attivita’ usualmente svolte da uno qualsiasi dei soggetti
proponenti;
d) non siano presentate secondo le modalita’ indicate al
successivo articolo 4;
e) non indichino puntualmente quali siano i risultati attesi
dalla singola azione progettuale proposta, individuando in una
apposita sezione tecnica della relazione di progetto, di cui
all’articolo 4, comma 3, lettera g), l’indicatore misurabile di tali
risultati e non si impegnano a rilevare il raggiungimento dei
risultati attesi dall’azione progettuale proposta mediante la
misurazione degli indicatori di risultato presenti nella relazione di
progetto;
f) siano presentati dal singolo comune, qualora lo stesso abbia
altresi’ presentato altro progetto in forma aggregata con altri
comuni.
4. Il progetto e’ elaborato:
a) a livello di studio di fattibilita’, masterplan e progetto
preliminare. Quest’ultimo, per gli interventi di riqualificazione
urbanistica e infrastrutturale, costituisce il livello minimo;
b) il documento di cui al precedente punto a) deve essere
corredato da una documento di analisi che evidenzi le condizioni di
partenza dell’area di interesse del progetto relativamente a:
esistenza di fenomeni di devianza e criminalita’ anche
giovanile, ivi compresi quelli relativi a tratta e sfruttamento,
violenza di genere e abusi sessuali su minori e adulti;
tasso di abbandono scolastico comunale superiore alla media
nazionale;
limitate opportunita’ culturali e sociali;
presenza di fenomeni massicci di immigrazione irregolare e
clandestina;
presenza di immobili abbandonati, aree compromesse o
degradate, cosi’ come richiamate dalla Convenzione europea del
paesaggio del 20 ottobre 2000, ratificata con legge 9 gennaio 2006,
n.14, quali aree industriali dismesse, spazi pubblici degradati e
residuali, edifici pubblici o privati destinati ad uso pubblico che
hanno perso le loro originarie funzioni;
estensioni significative rispetto al contesto locale;
collocazione strategica rispetto al contesto urbano e
all’assetto infrastrutturale;
aree con significativi fenomeni di contrazione delle
attivita’ commerciali di vicinato o del tessuto produttivo locale con
particolare riferimento alla piccola impresa, alle attivita’
artigianali, alle attivita’ professionali, alle start-up.
4. Modalita’ di presentazione delle domande
1. La presentazione del progetto deve essere formulata tramite
specifica “Domanda di inserimento nel Piano nazionale per la
riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate”,
sottoscritta digitalmente ai sensi dell’articolo 24 del decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, denominato “Codice
dell’amministrazione digitale”, dal legale rappresentante del comune
ovvero del comune capofila dell’aggregazione temporanea o da un suo
delegato, a pena di esclusione.
2. Le domande, predisposte secondo quanto sopra specificato e
complete dei prescritti documenti di cui al comma 3 del presente
articolo, devono essere inviate entro il termine perentorio del 30
novembre 2015, alla Presidenza del Consiglio dei ministri –
Dipartimento per le pari opportunita’, esclusivamente a mezzo posta
Elettronica Certificata (PEC), all’indirizzo PEC
[email protected], conformemente alle norme del “Codice
dell’amministrazione digitale”. Le domande pervenute oltre tale
termine non saranno prese in considerazione.
3. Alla “Domanda di inserimento nel Piano nazionale per la
riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” e’
allegata la seguente documentazione (in formato PDF), predisposta
anche avvalendosi di dati forniti dalle competenti Amministrazioni,
ai fini della verifica dell’ammissibilita’ della domanda e
dell’attribuzione dei punteggi:
a) dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante del
comune ovvero del comune capofila dell’aggregazione temporanea o da
un suo delegato, dell’esistenza dei requisiti di cui all’articolo 2,
comma 2, del presente bando con l’indicazione specifica di ciascuna
caratteristica di cui al medesimo comma corredata di idonea
documentazione giustificativa di dettaglio e su basi oggettive anche
avvalendosi di dati o di documentazione rilasciati da altre
amministrazioni o enti competenti;
b) documentazione relativa alla formalizzazione delle
aggregazioni temporanee, con l’indicazione del comune confinante
capofila;
c) delibera comunale relativa ai finanziamenti pubblici
(nazionali o europei) e/o privati, con l’indicazione della somma
finanziata, nella quale vengano posti in evidenza la capacita’ di
coinvolgimento di soggetti privati, i quali devono comunque essere
scelti attraverso procedure di evidenza pubblica, e di attivazione di
un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti
degli investimenti privati, di cui al punto D della tabella riportata
al citato articolo 6, comprensiva del programma attuativo nel quale
e’ altresi’ indicato l’ammontare delle risorse finanziarie distinte
per ciascuno degli esercizi 2015, 2016 e 2017, ove trattasi di
interventi da realizzarsi con durata pluriennale;
d) preventiva dichiarazione in merito alla compatibilita’ degli
interventi proposti, rilasciata dai competenti Uffici preposti alla
tutela dei vincoli del patrimonio culturale previsti nelle parti II e
III del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
e) dichiarazione rilasciata dalle Autorita’ competenti in
materia ambientale in merito alla assoggettabilita’ o meno del
progetto alle procedure di valutazione ambientale (VIA, VINCA, VAS a
seconda dei casi e delle aree di intervento);
f) dichiarazione sottoscritta dal responsabile dell’ufficio
tecnico del comune, ovvero del comune capofila dell’aggregazione
temporanea o da un suo delegato relativa alla coerenza degli
interventi proposti con tutti gli strumenti di pianificazione
urbanistica vigenti o adottati;
g) relazione descrittiva del progetto, che evidenzia gli
effetti di “miglioramento della qualita’ del decoro urbano e del
tessuto sociale ed ambientale, mediante attivazione di servizi e/o
interventi di ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento
allo sviluppo dei servizi sociali e/o educativi, alla promozione
delle attivita’ culturali, didattiche e sportive e alla tutela di
adulti e minori vittime di violenza, tratta, sfruttamento e abusi
sessuali”, riportati al punto B della tabella di cui all’articolo 6.
La predetta relazione dovra’ contenere la descrizione puntuale degli
interventi e dei risultati attesi, l’indicatore utilizzato per la
misurazione dei risultati, e dovra’ essere corredata da tavole
illustrative ed elaborati tecnico-economici e dal programma attuativo
degli stessi;
h) relazione tecnica sulle caratteristiche principali del
progetto di riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane
degradate costituito da un insieme coordinato di interventi, a firma
del RUP, con relativo quadro economico complessivo, nella quale
vengono posti in evidenza gli effetti di “Riduzione di fenomeni di
marginalizzazione e degrado sociale”, riportati al punto A della
tabella di cui al citato articolo 6;
i) relazione tecnica sulle caratteristiche principali del
progetto di riqualificazione urbanistica, infrastrutturale, dei
servizi, ambientale e paesaggistica, delle aree urbane degradate
costituito da un insieme coordinato di interventi, a firma del RUP,
con relativo quadro economico complessivo;
l) atto di nomina del responsabile del procedimento;
m) progetto a livello di studio di fattibilita’, masterplan o
progetto preliminare e relativa delibera di approvazione.
5. Procedura di valutazione
1. La procedura di valutazione e’ effettuata dal comitato per la
valutazione dei progetti di riqualificazione sociale e culturale
delle aree urbane degradate, di seguito denominato “comitato” di cui
al comma 432 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, secondo le
seguenti fasi:
a) la segreteria tecnica del comitato provvede all’accertamento
della completezza della domanda e alla verifica di tutti i documenti
e requisiti di ammissibilita’ di cui agli articoli 2, 3 e 4, pena
l’esclusione dalla procedura di valutazione;
b) il comitato provvede alla valutazione delle domande,
all’attribuzione dei punteggi sulla base delle informazioni riportate
nella domanda e nella documentazione allegata.
2. Nel corso dell’istruttoria tecnica possono essere richiesti
l’integrazione o il completamento della documentazione, che deve
essere comunque in possesso del proponente prima della scadenza del
termine di presentazione delle domande. Sono ammesse le sole
integrazioni ascrivibili alla mancanza, incompletezza o irregolarita’
non essenziali dei documenti e delle dichiarazioni. Le suddette
integrazioni devono pervenire entro i termini fissati nella
richiesta, pena l’esclusione.
3. Il comitato effettua controlli sulle domande presentate e
sulla relativa documentazione a corredo, richiedendo agli enti la
necessaria documentazione progettuale ed amministrativa e fissando un
termine per la presentazione. I comuni trasmettono la documentazione
entro i termini indicati, pena l’esclusione.
6. Criteri di valutazione dei progetti e di attribuzione dei punteggi
1. I progetti saranno valutati in base ai seguenti criteri:

=====================================================================
| Progressivo | Criterio | Punti |
+======================+===============================+============+
| |Riduzione di fenomeni di | |
| |marginalizzazione e degrado | |
| |sociale. (Legge 190/2014, | |
| |articolo 1, comma 432, lett. | |
| A |d), punto 1) | P1.max = 30|
+———————-+——————————-+————+
| | Miglioramento della qualita’ | |
| |del decoro urbano e del tessuto| |
| |sociale ed ambientale, anche | |
| |mediante interventi di | |
| |ristrutturazione edilizia, con | |
| |particolare riferimento allo | |
| |sviluppo dei servizi sociali ed| |
| |educativi e alla promozione | |
| |delle attivita’ culturali, | |
| |didattiche e sportive e alla | |
| |tutela di minori e adulti, | |
| |vittime di violenza, tratta, | |
| |sfruttamento e abusi sessuali. | |
| |(Legge 190/2014, articolo 1, | |
| B |comma 432, lett. d), punto 2) | P2.max = 30|
+———————-+——————————-+————+
| |Tempestiva esecutivita’ degli | |
| |interventi. (Legge 190/2014, | |
| |articolo 1, comma 432, lett. | |
| C |d), punto 3) | P3.max = 15|
+———————-+——————————-+————+
| |Capacita’ di coinvolgimento di | |
| |soggetti e finanziamenti | |
| |pubblici (nazionali ed europei)| |
| |e privati e di attivazione di | |
| |un effetto moltiplicatore del | |
| |finanziamento pubblico nei | |
| |confronti degli investimenti | |
| |privati. (Legge 190/2014, | |
| |articolo 1, comma 432, lett. | |
| D |d), punto 4) | P4.max = 25|
+———————-+——————————-+————+

Criterio A – Riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado
sociale
Il comitato attribuisce il punteggio come di seguito illustrato,
sulla base della valutazione della “riduzione di fenomeni di
marginalizzazione e degrado sociale” esposta nella relazione
descrittiva della natura e delle caratteristiche principali
dell’insieme coordinato di interventi, a firma del RUP, di cui
all’articolo 4:
1. Produzione di effetti durevoli di riduzione di fenomeni di
marginalizzazione e degrado sociale anche oltre la fine del progetto:
0.5*anni durata effetti oltre la chiusura: max 5 punti;
2. Coordinamento tra interventi finalizzati alla riduzione di
fenomeni di marginalizzazione e al degrado sociale: max punti 4;
3. Presenza di obiettivi chiari e raggiungibili, con il migliore
rapporto tra obiettivi, azioni e costi di realizzazione: max punti 4;
4. Sostenibilita’ economica anche oltre il termine del progetto
coperto dal finanziamento: max punti 5;
5. Previsione di interventi di riqualificazione che interessino
aree di crisi complessa: max punti 2.
I fattori sopra indicati si possono sommare.
Criterio B – Miglioramento della qualita’ del decoro urbano e del
tessuto sociale ed ambientale, anche mediante interventi di
ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento allo
sviluppo dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle
attivita’ culturali, didattiche e sportive e alla tutela di minori
ed adulti vittime di violenza, tratta, sfruttamento e abusi
sessuali
1. Sviluppo dei servizi sociali ed educativi
Coeff.intervento.SocEduc: fino a 0,3
2. Promozione delle attivita’ culturali, didattiche e sportive
Coeff.intervento.CultDidatt.Sport: fino a 0,3
3. Interventi di ristrutturazione edilizia
Coeff.intervento.RistrEdiliz: fino a 0,1
4. Interventi di protezione e accoglienza di minori ed adulti
vittime di violenza, tratta, sfruttamento e abusi sessuali
Coeff.intervento.VittViol: fino a 0,3

Formula: Punteggio B = PB.max x Coeff.intervento.xxxxx.

Il proponente dovra’ indicare l’aspetto prevalente della proposta
per ogni singolo intervento, nella relazione descrittiva di cui
all’articolo 4.
I fattori sopraindicati si possono sommare.
Criterio C – Tempestiva esecutivita’ degli interventi
1. Interventi con progetto esecutivo, approvato
dall’amministrazione, ovvero progetti di servizi il cui inizio
dell’attivazione o dello sviluppo e’ garantita entro 90 giorni dal
finanziamento del progetto
Coeff.livello.esecutivo = 1,0
2. Interventi con progetto definitivo, approvato
dall’amministrazione ovvero con procedura di gara gia’ avviata per i
servizi, per i quali sia allegata la determina a contrarre
Coeff.livello.definitivo = 0,75
3. Interventi con studio di fattibilita’, masterplan, o progetto
preliminare inclusi i progetti di servizi, approvato
dall’amministrazione
Coeff.livello.sfmasterprel = 0,50

Formula: Punteggio C = PC.max x Coeff.livello.xxxx

Il livello del progetto e’ quello indicato nella delibera
comunale di approvazione del progetto del singolo intervento di cui
all’articolo 4.
Criterio D – Capacita’ di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti
pubblici (nazionali ed europei) e privati e di attivazione di un
effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti
degli investimenti privati
1. Interventi con altri finanziamenti pubblici locali ed europei:
Coeff.Finanz.1 = (%Fin.Pubb.Locale + %Fin. Pubb.
Europeo/%Fin.Pubb.Locale.max + %Fin. Pubb. Europeo.max)
2. Interventi con finanziamenti privati
(proponente/promotore/concessionario):
Coeff.Finanz.2 = (%Fin.Privato/%Fin.Privat.max)
3. Interventi con altri finanziamenti pubblici programmati:
Coeff.Finanz.3 = (%Fin.Pubb.progr/%Fin.Pubb.progr.max)

Formula: Punteggio D = PD.max x Coeff.Finanz.xx

I fattori sopraindicati si possono sommare.
I fattori 1 e 3 sopraindicati non si possono sommare, qualora
riferiti al medesimo finanziamento.
4. L’importo dei finanziamenti pubblici e privati, per ogni
singolo intervento, e’ quello indicato nella documentazione in
allegato alla domanda di cui all’articolo 4.
5. Il punteggio complessivo di ciascun progetto e’ dato dalla
somma del punteggio A, relativo al progetto di riqualificazione
costituito da un insieme coordinato di interventi, e dalla sommatoria
delle medie dei punteggi B, C e D, attribuiti ai singoli lotti o
parti contenuti nel suddetto progetto.
6. Al termine della procedura il comitato redige l’elenco dei
progetti con indicazione del livello di priorita’ in funzione del
punteggio complessivo attribuito a ciascun progetto.
7. Individuazione dei progetti ammessi a finanziamento
1. I progetti ritenuti ammissibili al finanziamento sono inseriti
in un elenco decrescente in base al punteggio ottenuto.
2. Il comitato tiene conto dei seguenti criteri di priorita’:
a) a parita’ di punteggio di interventi presentati da un comune
e da un’aggregazione di comuni e’ data priorita’ al progetto
presentato dall’aggregazione di comuni;
b) a parita’ di punteggio, nel caso di intervento diviso in
piu’ lotti o parti, sono valutati prioritariamente gli interventi che
costituiscono lotti o parti conclusivi di interventi gia’ avviati.
8. Progetti oggetto delle convenzioni o accordi di programma
1. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei
Ministri sono individuati i progetti ai fini della stipulazione di
convenzioni o accordi di programma con i soggetti promotori dei
progetti medesimi.
2. Tali convenzioni o accordi di programma definiscono i soggetti
partecipanti alla realizzazione dei progetti, le risorse finanziarie,
ivi incluse quelle a valere sul Fondo di cui all’articolo 1, comma
434, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, di seguito denominato
“Fondo”, e i tempi di attuazione dei progetti medesimi, nonche’ i
criteri e le modalita’ per la revoca dei finanziamenti in caso di
inerzia realizzativa.
3. I soggetti che sottoscrivono le convenzioni o gli accordi di
programma si impegnano a fornire alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti i dati e
le informazioni necessarie all’espletamento della attivita’ di
monitoraggio degli interventi, ai sensi dell’articolo 1, comma 433,
della legge n. 190 del 2014.
4. La mancata stipula delle convenzioni o degli accordi di
programma, per cause imputabili ai soggetti promotori dei progetti,
comporta l’esclusione del progetto e l’individuazione di altro
progetto beneficiario secondo il punteggio ottenuto e compatibilmente
con le risorse disponibili.
5. Ai sensi del comma 433 della citata legge n. 190 del 2014,
l’insieme delle convenzioni o degli accordi di programma stipulati
costituisce il Piano.
9. Finanziabilita’ degli interventi
1. Le convenzioni o gli accordi di programma, contenenti gli
interventi, costituenti il Piano, sono finanziate, in ordine di
punteggio decrescente ottenuto, fino al limite di capienza annuale
delle risorse finanziarie disponibili per ciascun esercizio
finanziario 2015, 2016 e 2017. Ai fini del computo delle risorse
disponibili per ciascun anno si tiene conto delle risorse finanziarie
indicate nel cronoprogramma per ciascun anno, al netto delle risorse
provenienti da enti pubblici o privati, e nei limiti delle somme
indicate per ciascun anno nel quadro economico, entrambi allegati al
progetto. Non sono ammesse richieste di finanziamento aggiuntive.
2. Per ciascun progetto, il finanziamento a carico del Fondo non
puo’ essere inferiore a euro 100.000,00 e non puo’ in ogni caso
superare l’importo massimo di euro 2.000.000,00. Fermo restando tale
importo massimo a carico del Fondo, i comuni e le aggregazioni
temporanee di comuni possono presentare progetti che prevedano un
costo complessivo superiore delle iniziative proposte, purche’
specifichino in modo documentato, pena l’inammissibilita’, le
ulteriori fonti di finanziamento disponibili.
3. Le convenzioni e gli accordi di programma determinano le
modalita’ e gli adempimenti amministrativi necessari per l’erogazione
delle singole quote di finanziamento del progetto, in coerenza con il
quadro economico presentato. In ogni caso, non possono essere erogate
quote di finanziamento prima dell’avvio dell’esecuzione degli
interventi.
4. I criteri e le modalita’ di revoca sono stabiliti dalle
convenzioni in base alla norma primaria.
10. Responsabile del procedimento
1. E’ responsabile del procedimento per il presente bando Corrado
De Rosa.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 ottobre 2015

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