DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 luglio 2011 | Periti.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 luglio 2011

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 luglio 2011 - Criteri e modalita' per il riconoscimento dell'equivalenza ai diplomi universitari dell'area sanitaria dei titoli del pregresso ordinamento, in attuazione dell'articolo 4, comma 2, della legge 26 febbraio 1999, n. 42. (11A10956) (GU n. 191 del 18-8-2011 )

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 luglio 2011

Criteri e modalita’ per il riconoscimento dell’equivalenza ai diplomi
universitari dell’area sanitaria dei titoli del pregresso
ordinamento, in attuazione dell’articolo 4, comma 2, della legge 26
febbraio 1999, n. 42. (11A10956)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502
e successive modificazioni;
Vista la legge 26 febbraio 1999, n. 42, recante disposizioni in
materia di professioni sanitarie e, in particolare, il comma 2
dell’articolo 4, il quale prevede che con decreto del Ministro della
sanita’, emanato d’intesa con il Ministro dell’universita’ e della
ricerca scientifica e tecnologica, sono stabiliti, con riferimento
alla iscrizione nei ruoli nominativi regionali di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, allo stato
giuridico dei dipendenti degli altri comparti del settore pubblico e
privato e alla qualita’ e durata dei corsi e, se del caso, al
possesso di una pluriennale esperienza professionale, i criteri e le
modalita’ per riconoscere come equivalenti ai diplomi universitari,
di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo n. 502 del
1992, e successive modificazioni, ai fini dell’esercizio
professionale e dell’accesso alla formazione postbase, ulteriori
titoli che, conseguiti conformemente all’ordinamento in vigore
anteriormente all’emanazione dei decreti di individuazione dei
profili professionali, non erano stati ritenuti equipollenti ai sensi
del comma 1, dello stesso articolo 4;
Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante
modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione, a
seguito dell’entrata in vigore della quale le materie «professioni» e
«tutela della salute» sono diventate materie ricadenti nella
legislazione concorrente;
Visto il precedente accordo sancito in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano, fra i Ministri della salute,
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca scientifica e le
Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, recante i criteri
e le modalita’ per il riconoscimento dell’equivalenza ai diplomi
universitari dell’area sanitaria dei titoli del pregresso
ordinamento, in attuazione dell’articolo 4, comma 2, della legge 26
febbraio 1999, n. 42, in data 16 dicembre 2004 (Rep. Atto n. 2152);
Vista la nota in data 7 luglio 2010, con la quale il Ministero
della salute, d’intesa con il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, ha trasmesso, ai fini dell’esame in
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Provincie autonome di Trento e di Bolzano, la proposta volta ad
introdurre talune modifiche della disciplina del predetto Accordo del
16 dicembre 2004;
Visto l’accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano, fra il Governo e le Regioni e le Province autonome di Trento
e di Bolzano, concernente i criteri e le modalita’ per il
riconoscimento dell’equivalenza ai diplomi universitari dell’area
sanitaria dei titoli del pregresso ordinamento, in attuazione
dell’articolo 4, comma 2, della legge 26 febbraio 1999, n. 42, in
data 10 febbraio 2011 (Rep. Atto n. 17/CSR), ed in particolare
l’articolo 10 che demanda ad un successivo decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri il relativo recepimento, al fine di assicurare
l’immediata e uniforme applicazione su tutto il territorio nazionale;
Su proposta del Ministro della salute, d’intesa con il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca

Decreta:

Art. 1

1. E’ recepito l’accordo raggiunto il 10 febbraio 2011 in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome di Trento e di Bolzano, concernente i criteri e le
modalita’ per il riconoscimento dell’equivalenza ai diplomi
universitari dell’area sanitaria dei titoli del pregresso
ordinamento, in attuazione dell’articolo 4, comma 2, della legge 26
febbraio 1999, n. 42, riportato in allegato, che e’ parte integrante
del presente decreto.
Roma, 26 luglio 2011

Il Presidente
del Consiglio dei Ministri
Berlusconi

Il Ministro della salute
Fazio

Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Gelmini

Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome
concernente i criteri e le modalita’ per il riconoscimento
dell’equivalenza ai diplomi universitari dell’area sanitaria dei
titoli del pregresso ordinamento, in attuazione dell’articolo 4,
comma 2, della legge 26 febbraio 1999, n. 42. (Rep. Atti n. 17/CSR
del 10 febbraio 2011).

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Nella odierna seduta del 10 febbraio 2011:
Visti gli articoli 2, comma 2, lettera b) e 4, comma 1, del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che affidano a questa
Conferenza il compito di promuovere e sancire accordi tra Governo e
Regioni, in attuazione del principio di leale collaborazione, al fine
di coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere
attivita’ di interesse comune;
Visto l’articolo 4, comma 2, della legge 26 febbraio 19992, n.
42, che demanda ad un decreto del Ministro della salute, d’intesa con
il Ministro dell’istruzione, universita’ e ricerca, l’individuazione
di criteri e modalita’ per riconoscere come equivalenti ai diplomi
universitari dell’area sanitaria, ai fini dell’esercizio
professionale e dell’accesso alla formazione post-base, ulteriori
titoli conseguiti conformemente all’ordinamento in vigore
anteriormente all’emanazione dei decreti di individuazione dei
profili professionali relativi ai diplomi universitari stessi;
Considerato che, in ragione del mutato quadro costituzionale, i
Ministeri della salute e dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca scientifica e le Regioni e Province autonome hanno a suo
tempo convenuto di dare attuazione alla predetta disposizione di
legge facendo ricorso, anziche’ al previsto provvedimento
ministeriale, ad un Accordo che e’ stato perfezionato nel corso della
seduta della Conferenza Stato-Regioni del 16 dicembre 2004 (Rep. Atto
n. 2152);
Vista la nota in data 7 luglio 2010, con la quale il Ministero
della salute ha trasmesso, ai fini dell’esame in Conferenza
Stato-Regioni, la proposta di accordo in oggetto, previamente
concertata con il Ministero dell’universita’ e della ricerca, volta
ad introdurre talune modifiche della disciplina di cui al citato
Accordo del 16 dicembre 2004;
Vista la lettera in data 20 luglio 2010 con la quale tale
proposta e’ stata diramata alle Regioni e Province autonome;
Considerato che, nel corso della riunione tecnica svoltasi in
data 17 settembre 2010, i rappresentanti delle Regioni e delle
Province autonome hanno avanzato alcune richieste emendative dello
schema di accordo in parola;
Vista la lettera in data 30 settembre 2010, con la quale il
Ministero della salute ha inviato una nuova proposta di accordo che
tiene conto degli approfondimenti condotti nella predetta riunione
tecnica;
Considerato che, in data 4 ottobre 2010, tale nuova stesura e’
stata inoltrata alle Regioni ed alle Province autonome;
Vista la nota dell’11 novembre 2010, diramata ai Ministeri
interessati in data 16 novembre 2010, con la quale la Regione Veneto,
Coordinatrice della Commissione salute, ha formulato ulteriori
osservazioni sullo schema di accordo in parola;
Vista la nota in data 7 dicembre 2010, con la quale il Ministero
della salute ha inviato la definitiva versione dello schema di
accordo indicato in oggetto;
Considerato che, con lettera in data 13 dicembre 2010, tale
definitiva versione e’ stata diramata alle Regioni e alle Province
autonome;
Vista la lettera in data 14 gennaio 2011 con la quale la Regione
Veneto, Coordinatrice della Commissione salute, ha comunicato il
proprio assenso sullo schema di accordo di cui trattasi, nel testo
trasmesso dal Ministero della salute con l’anzidetta nota del 7
dicembre 2010;
Rilevato che, nel corso dell’odierna seduta, il rappresentante
del Ministero dell’economia e delle finanze ha evidenziato l’esigenza
che all’articolo 4, comma 3, dello schema di accordo in parola siano
aggiunte alla fine le seguenti parole: «nonche’ sul relativo
trattamento economico»;
Considerato che i rappresentanti delle Regioni e delle Province
autonome e del Ministero della salute hanno fatto presente di
ritenere accoglibile la richiesta emendativa come sopra formulata;
Acquisito, nel corso dell’odierna seduta, l’assenso del Governo,
delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano;
Sancisce accordo tra il Governo, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano, nei seguenti termini:

Art. 1.

Campo di applicazione

1. Il presente accordo stabilisce – con riferimento alla
iscrizione nei ruoli nominativi regionali di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, allo stato
giuridico dei dipendenti degli altri comparti del settore pubblico e
privato e alla qualita’ e durata dei corsi e, se del caso, al
possesso di una pluriennale esperienza professionale – i criteri e le
modalita’ per il riconoscimento dell’equivalenza ai diplomi
universitari di cui all’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, dei titoli
conseguiti conformemente all’ordinamento in vigore anteriormente
all’emanazione dei decreti di individuazione dei profili
professionali relativi ai diplomi universitari stessi.
2. Il riconoscimento dell’equivalenza di cui al comma 1 e’
attribuito ai soli fini dell’esercizio professionale, sia subordinato
sia autonomo.
3. Fermo restando quanto stabilito dai decreti ministeriali di
equipollenza emanati ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge n. 42
del 1999, possono essere presi in considerazione, ai fini
dell’equivalenza, esclusivamente i titoli conseguiti entro la data di
entrata in vigore della legge 26 febbraio 1999, n. 42.

Art. 2.

Criteri di valutazione

1. Il titolo oggetto della richiesta di equivalenza ad un diploma
universitario e’ valutato, in ogni caso, sulla base dei seguenti
parametri:
a) durata del corso di formazione regolarmente autorizzato
dagli enti preposti allo scopo;
b) esperienza lavorativa.
2. Ad ogni parametro, in relazione al suo valore, viene
attribuito un punteggio ricavato dalle tabelle contenute
nell’allegato A del presente accordo, secondo le indicazioni di cui
ai successivi commi.
3. Nella durata del corso di formazione si computano sia le ore
di formazione teorica sia le ore di formazione pratica. Se non e’
raggiunto il limite minimo di durata di 750 ore complessive annue, il
punteggio attribuito a questo parametro e’ ridotto, calcolandolo in
proporzione al numero di ore di formazione effettivamente svolte per
singolo anno.
4. L’esperienza lavorativa, per essere oggetto di valutazione,
deve essere riferibile ad una attivita’ coerente o comunque
assimilabile a quella prevista per la figura professionale per la
quale si chiede l’equivalenza. Tale attivita’ deve essere stata
svolta per un periodo di almeno un anno, anche non continuativo,
negli ultimi cinque anni antecedenti alla data di stipula del
presente accordo e deve essere attestata con una dichiarazione del
datore di lavoro, dalla quale risultino le date, la durata, le
attivita’ e le eventuali qualifiche ricoperte. La predetta
dichiarazione puo’ essere integrata o sostituita da una dichiarazione
dell’interessato con allegata copia del libretto di lavoro, dalla
quale risultino le date, la durata, le attivita’ e le eventuali
qualifiche ricoperte. Nel caso di attivita’ lavorativa non
subordinata, la dichiarazione di cui alla precedente alinea, e’
sostituita da autocertificazione integrata dalla seguente
documentazione:
a) certificazione del possesso di partita I.V.A riferita agli
anni di attivita’ dichiarata;
b) dichiarazione dei redditi riferita a tutti gli anni di
esperienza dichiarata;
c) eventuale copia dei contratti di collaborazione.

Art. 3.

Attribuzione punteggio

1. La valutazione del titolo viene effettuata sommando i punteggi
risultanti dall’applicazione dei parametri di cui all’allegato A.
Qualora la somma dei punti conseguiti sia di almeno 12, il titolo e’
riconosciuto equivalente. Qualora la somma dei punti non raggiunga il
limite minimo di 6 punti, il titolo non puo’ essere dichiarato
equivalente. Qualora il punteggio sia inferiore a 12 punti ma
superiore a 6, si rimanda alla effettuazione di un percorso di
compensazione formativa stabilito in base a criteri individuati dal
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.

Art. 4.

Finalita’ ed effetti del riconoscimento

1. Il riconoscimento dell’equivalenza e’ effettuato ai fini
dell’esercizio professionale, sia subordinato che autonomo.
2. L’accesso alla formazione post-base e’ comunque subordinato al
possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.
3. Il riconoscimento dell’equivalenza non produce, per il
possessore del titolo, alcun effetto automatico sulla posizione
funzionale rivestita e sulle mansioni esercitate in ragione del
titolo nei rapporti di lavoro gia’ instaurati al momento del
riconoscimento, nonche’ sul relativo trattamento economico.

Art. 5.

Titoli ammessi alla procedura di valutazione

1. I titoli che possono essere ammessi alla valutazione ai fini
del riconoscimento dell’equivalenza devono essere stati conseguiti
conformemente all’ordinamento in vigore anteriormente all’emanazione
dei decreti di individuazione dei profili professionali relativi ai
diplomi universitari stessi, nei termini previsti dal decreto
legislativo n. 502/92 e successive modificazioni e integrazioni, e
iniziati entro il 31 dicembre 1995.
2. Fermo restando quanto sancito dai decreti ministeriali di
equipollenza emanati ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 26
febbraio 1999, n. 42, sono ammissibili all’istruttoria e alla
successiva valutazione i titoli conseguiti anteriormente al 17 marzo
1999, data di entrata in vigore della legge 26 febbraio 1999, n. 42
che, in conformita’ all’ordinamento allora vigente, abbiano
consentito l’esercizio professionale.

Art. 6.

Titoli esclusi dalla procedura di valutazione

1. Non sono valutabili ai fini del riconoscimento
dell’equivalenza di cui al presente accordo i seguenti
titoli/diplomi/attestati/qualifiche comunque denominati e da chiunque
rilasciati:
a) Infermiere generico (legge 29 ottobre 1954, n. 1046, art. 6
D.P.R. n. 225/74);
b) Infermiere psichiatrico (art. 24 del R.D. 16/08/1909, n.
615, legge 29 ottobre 1954, n. 1046);
c) Puericultrice (articoli 12 e 13 legge 19 luglio 1940, n.
1098);
d) Ottici (titoli di abilitazione e diplomi di maturita’
professionale: art. 99 T.U.L.S. R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, decreti
Ministro della sanita’ 23 aprile 1992 e 28 ottobre 1992);
e) Odontotecnici (titoli di abilitazione e diplomi di maturita’
professionale: art. 99 T.U.L.S. R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, decreti
Ministro della sanita’ 23 aprile 1992 e 28 ottobre 1992);
f) Addetti/assistenti alla poltrona dentistica/odontoiatrica;
g) Titoli di massofisioterapista conseguiti dopo l’entrata in
vigore della legge 26 febbraio 1999, n. 42;
h) Massaggiatori (art. 99 T.U.L.S. R.D. 27 luglio 1934, n.
1265);
i) Capo bagnino degli stabilimenti idroterapici (art. 99
T.U.L.S. R.D. 27 luglio 1934, n. 1265);
j) Massaggiatori sportivi (legge 26 ottobre 1971, n. 1099,
sulla «Tutela sanitaria delle attivita’ sportive, decreto 5 luglio
1975 del Ministero per la sanita’);
k) titoli universitari rilasciati dalla Facolta’ di
Pedagogia/Scienze della Formazione per educatore professionale
conseguiti dopo l’entrata in vigore della legge 26 febbraio 1999, n.
42;
l) titoli universitari ISEF, Scienze Motorie;
m) titoli di operatore strumentista (C.C.N.L. ANISAP);
n) diplomi di infermiera volontaria di Croce Rossa che, con la
legge del 4 febbraio 1963, n. 95, furono equiparati al certificato di
abilitazione all’esercizio dell’arte ausiliaria di infermiere
generico;
o) titoli rilasciati agli infermieri militari previsti
dall’ordinamento del personale civile dello Stato dal Decreto del 25
febbraio 1971, n. 124, articolo 10 e dal D.M. n. 19 del 12 dicembre
1990.

Art. 7.

Procedura

1. La procedura per il riconoscimento dell’equivalenza si avvia
su istanza dell’interessato, che deve essere inoltrata alla Regione o
Provincia autonoma che ha formalmente autorizzato e svolto sul
proprio territorio il corso al termine del quale e’ stato conseguito
il titolo di cui si chiede la valutazione ai fini dell’equivalenza.
2. Ogni Regione e Provincia autonoma adottera’ le forme di
pubblicita’ che riterra’ piu’ idonee in ordine alle modalita’ di
presentazione delle istanze.
3. Ogni Regione e Provincia autonoma cura la fase iniziale
dell’istruttoria relativamente ai titoli i cui corsi di formazione
sono stati formalmente autorizzati nel proprio territorio,
trasmettendo successivamente gli atti al Ministero della Salute.
4. Ai fini dell’espletamento dell’istruttoria di cui al
precedente comma 3, le Regioni e le Province Autonome interessate
compilano le schede di cui al Modello A ed al Modello B, che formano
parte integrante del presente Accordo.
5. Ricevuta la documentazione dalla Regione o Provincia autonoma
procedente, il Ministero della Salute indice una Conferenza di
servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto
1990, n. 241, cui partecipano un rappresentante del Ministero della
salute, un rappresentante del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, un rappresentante delle Regioni
nominato dalla Commissione Salute, e un rappresentante per ogni
Regione o Provincia autonoma. In ogni caso, dovra’ essere presente un
rappresentante della Regione o Provincia autonoma che ha curato la
fase iniziale dell’istruttoria.
6. Nell’ambito della Conferenza di servizi puo’ essere sentito
anche un rappresentante designato dall’Ordine o Collegio
professionale ove esistenti, ovvero dalle Associazioni maggiormente
rappresentative della professione sanitaria a cui i titoli per i
quali viene richiesta l’equivalenza si riferiscono.
7. La Conferenza di servizi valuta le istanze sulla base dei
criteri e dei parametri di cui al presente accordo.
8. La Conferenza di servizi ha facolta’ di organizzare i propri
lavori secondo le modalita’ operative e le priorita’ che riterra’
opportuno individuare.
9. La Conferenza di servizi non viene convocata qualora si sia
gia’ pronunciata su fattispecie identiche a quelle oggetto di
valutazione. In tal caso il Ministero della salute procede tenendo
conto delle determinazioni gia’ adottate.

Art. 8.

Termini

1. Il procedimento per la valutazione delle istanze deve essere
concluso con un provvedimento espresso entro e non oltre 180 giorni
dalla data del suo avvio, che decorre da quando l’istanza
dell’interessato e’ ricevuta dalla Regione o Provincia autonoma di
riferimento.
2. La trasmissione degli atti al Ministero della Salute deve
essere effettuata dalle Regioni e dalle Province autonome entro e non
oltre 100 giorni dall’avvio del procedimento.

Art. 9.

Clausola di invarianza

1. Con il presente accordo non si da’ luogo a nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 10.

Recepimento

1. Il presente accordo e’ recepito con Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della salute,
d’intesa con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca.

Art. 11.

Abrogazioni

1. L’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2004, rep. n. 2152,
recante i criteri e le modalita’ per il riconoscimento
dell’equivalenza ai diplomi universitari dell’area sanitaria dei
titoli del pregresso ordinamento, in attuazione dell’art. 4, comma 2
della legge 26 febbraio 1999, n. 42, e’ abrogato.

Il presidente: Fitto

Il segretario: Siniscalchi

Allegato A

Parte di provvedimento in formato grafico

Parte di provvedimento in formato grafico

Parte di provvedimento in formato grafico

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 luglio 2011

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