DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 Maggio 2007, n. 72 - Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero delle comunicazioni, a norma dell'articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. (GU n. 137 del 15-6-2007 | Periti.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 Maggio 2007, n. 72 – Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero delle comunicazioni, a norma dell’articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. (GU n. 137 del 15-6-2007

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 Maggio 2007, n. 72 - Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero delle comunicazioni, a norma dell'articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. (GU n. 137 del 15-6-2007 )

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 Maggio 2007 , n. 72

Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il
Ministero delle comunicazioni, a norma dell’articolo 29 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

Capo I
Riordino del consiglio superiore delle comunicazioni

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed in particolare
l’articolo 29;
Visto il decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ed in
particolare l’articolo 32-quater, che individua gli organi tecnici
del Ministero delle comunicazioni;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive
modificazioni, ed in particolare gli articoli 9 e 35;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2004, n.
176;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 2005,
n. 243;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 1° dicembre 2006;
Udito il parere n. 111/2007 del Consiglio di Stato, espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 24 aprile
2007;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione dell’11 maggio 2007;
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con i
Ministri dell’economia e delle finanze, per le riforme e le
innovazioni nella pubblica amministrazione e per l’attuazione del
programma di Governo;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Modifiche all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica
9 novembre 2005, n. 243
1. All’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica
9 novembre 2005, n. 243, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la parola: “Ministro” sono aggiunte le
seguenti: “, tenendo conto dell’equilibrio di genere”;
b) al comma 2, lettera l), le parole: “delle attivita’
produttive” sono sostituite dalle seguenti: “dello sviluppo
economico”;
c) al comma 2, lettera m), le parole: “dell’istruzione,” sono
soppresse;
d) al comma 2, lettera o), le parole: “Dipartimento
dell’innovazione e delle tecnologie della Presidenza del Consiglio
dei Ministri” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro per le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione”;
e) al comma 2, lettera p), la parola: “diciannove” e’ sostituita
dalla seguente: “diciassette”;
f) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: “4. Il Consiglio dura
in carica tre anni dalla data del rinnovo. Tre mesi prima della
scadenza del termine di durata, il Consiglio presenta una relazione
sull’attivita’ svolta al Ministro delle comunicazioni, che la
trasmette alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi di
quanto disposto dall’articolo 29, comma 2-bis, del decreto-legge
4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge
4 agosto 2006, n. 248, ai fini della valutazione congiunta della
perdurante utilita’ dell’organismo e della conseguente eventuale
proroga della durata, comunque non superiore a tre anni, da adottarsi
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
del Ministro delle comunicazioni. Gli eventuali successivi decreti di
proroga sono adottati secondo la medesima procedura.”;
g) dopo il comma 4, e’ inserito il seguente: “4-bis. I componenti
del consiglio restano in carica fino alla scadenza del termine di
durata dell’organismo e possono essere confermati una sola volta nel
caso di proroga della durata dell’organismo.”;
h) al comma 5, la parola: “trentasei” e’ sostituita dalla
seguente: “ventiquattro” e la parola: “tre” e’ sostituita dalla
seguente: “sette”;
i) al comma 8, le parole: “dalle sedute protratta per un periodo
superiore a quattro mesi consecutivi” sono sostituite dalle seguenti:
“protratta per tre sedute consecutive”;
l) al comma 9, le parole: “due sedute” sono sostituite dalle
seguenti: “una seduta” e la parola: “otto” e’ sostituita dalla
seguente: “sei”;
m) al comma 10, la parola: “generale” e’ sostituita dalle
seguenti: “di seconda fascia”;
n) il comma 11 e’ abrogato.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi ed emanare i decreti aventi valore di legge e i
regolamenti.
– Il testo dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, recante: «Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri», pubblicata nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, e’ il
seguente:
«2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il
Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la
disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta
di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’
regolamentare del Governo, determinano le norme generali
regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle
norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle
norme regolamentari.».
– Il testo dell’art. 29 del decreto-legge 4 luglio
2006, n. 223, recante «Disposizioni urgenti per il rilancio
economico e sociale, per il contenimento e la
razionalizzazione della spesa pubblica, nonche’ interventi
in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 luglio 2006, n. 153,
convertito in legge, con modificazioni, dalla legge
4 agosto 2006, n. 248 (pubblicata nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale 11 agosto 2006, n. 186), e’ il
seguente:
«Art. 29 (Contenimento spesa per commissioni comitati
ed altri organismi). – 1. Fermo restando il divieto
previsto dall’art. 18, comma 1, della legge 28 dicembre
2001, n. 448, la spesa complessiva sostenuta dalle
amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, per organi collegiali e altri organismi,
anche monocratici, comunque denominati, operanti nelle
predette amministrazioni, e’ ridotta del trenta per cento
rispetto a quella sostenuta nell’anno 2005. Ai suddetti
fini le amministrazioni adottano con immediatezza, e
comunque entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, le necessarie misure di
adeguamento ai nuovi limiti di spesa. Tale riduzione si
aggiunge a quella prevista dall’art. 1, comma 58, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266.
2. Per realizzare le finalita’ di contenimento delle
spese di cui al comma 1, per le amministrazioni statali si
procede, entro centoventi giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, al riordino degli organismi,
anche mediante soppressione o accorpamento delle strutture,
con regolamenti da emanare ai sensi dell’art. 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, per gli organismi
previsti dalla legge o da regolamento e, per i restanti,
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, su
proposta del Ministro competente. I provvedimenti tengono
conto dei seguenti criteri:
a) eliminazione delle duplicazioni organizzative e
funzionali;
b) razionalizzazione delle competenze delle strutture
che svolgono funzioni omogenee;
c) limitazione del numero delle strutture di supporto
a quelle strettamente indispensabili al funzionamento degli

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