DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 159 - Regolamento recante i requisiti e le modalita' di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell'articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184) - (GU n. 229 del 30-9-2010 | Periti.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 159 – Regolamento recante i requisiti e le modalita’ di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184) – (GU n. 229 del 30-9-2010

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 159 - Regolamento recante i requisiti e le modalita' di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell'articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184) - (GU n. 229 del 30-9-2010 - Suppl. Ordinario n.227) note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/10/2010

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010 , n. 159

Regolamento recante i requisiti e le modalita’ di accreditamento
delle agenzie per le imprese, a norma dell’articolo 38, comma 4, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 117, secondo comma, lettere e), m) e p) della
Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 38, commi 3, lettera c) e 4, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133;
Vista la direttiva 123/2006/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 12 dicembre 2006;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive
modificazioni;
Visto il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive
modificazioni;
Visto l’articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n 7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
Visto il Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 9 luglio 2008;
Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 26 giugno 2009;
Sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza dell’8 febbraio 2010;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 giugno 2010;
Sulla proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro
per la semplificazione normativa, di concerto con il Ministro della
pubblica amministrazione e l’innovazione;

E m a n a

il seguente regolamento:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) «agenzia per le imprese» (di seguito denominata: «Agenzia»):
il soggetto privato accreditato di cui all’articolo 38, commi 3,
lettera c), e 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 che
svolge funzioni di natura istruttoria e di asseverazione nei
procedimenti amministrativi concernenti l’accertamento dei requisiti
e dei presupposti di legge per la realizzazione, la trasformazione,
il trasferimento e la cessazione delle attivita’ di produzione di
beni e servizi da esercitare in forma di impresa;
b) «amministrazioni»: le amministrazioni dello Stato, gli enti
pubblici territoriali, gli altri enti pubblici non economici, gli
organismi di diritto pubblico;
c) «camere di commercio»: le camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, di cui alla legge 29 dicembre 1993, n.
580;
d) «decreto-legge»: il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
e) «”SCIA”: la segnalazione certificata di inizio attivita’ ai
sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, in cui la
ricevuta della segnalazione»;
f) «dichiarazione di conformita’»: l’attestazione della
sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa per la
realizzazione, la trasformazione, il trasferimento e la cessazione
dell’esercizio dell’attivita’ di impresa;
g) «Regolamento SUAP»: regolamento per la semplificazione ed il
riordino della disciplina sullo sportello unico per le attivita’
produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge;
h) «registro imprese»: il registro di cui all’articolo 8 della
legge 29 dicembre 1993, n. 580, istituito presso la camera di
commercio e tenuto dall’Ufficio competente in conformita’ agli
articoli 2188 e seguenti del Codice civile, sotto la vigilanza di un
giudice delegato dal Presidente del Tribunale del capoluogo di
provincia;
i) «sportello unico per le attivita’ produttive» (di seguito
denominato: «SUAP»): l’unico punto di accesso per il richiedente in
relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua
attivita’ produttiva, che fornisce, una risposta unica e tempestiva
in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni comunque coinvolte nel
procedimento;
l) «portale»: il sito web, individuato dal Regolamento SUAP, che
costituisce riferimento per imprese e soggetti da esse delegati e che
consente di ottenere informazioni e interoperare telematicamente con
le amministrazioni interessate;
m) «accreditamento»: attestazione resa dal Ministero dello
sviluppo economico del possesso da parte dell’Agenzia dei requisiti
per l’esercizio delle attivita’ previste dal presente regolamento.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operante il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’articolo 87 della Costituzione conferisce, tra
l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– Si riporta il testo dell’articolo 117 della
Costituzione:
«Art. 117 (La potesta’ legislativa e’ esercitata dallo
Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione,
nonche’ dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario
e dagli obblighi internazionali). – Lo Stato ha
legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello
Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto
di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni
religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato;
armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; perequazione delle
risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;
referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello
Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della
polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento
civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta’
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e
profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell’ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni
culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea
delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e promozione e organizzazione di attivita’
culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e
agrario a carattere regionale. Nelle materie di
legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta’
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta’ legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
– Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita’ di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
– La potesta’ regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potesta’ regolamentare spetta alle Regioni in
ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citta’
metropolitane hanno potesta’ regolamentare in ordine alla
disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
– Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che
impedisce la piena parita’ degli uomini e delle donne nella
vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
parita’ di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive
[cfr. art. 3].
– La legge regionale ratifica le intese della Regione
con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
– Nelle materie di sua competenza la Regione puo’
concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato.»
– Si riporta il testo dell’ l’articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400 recante Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri:
«2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il
Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti in materia, che si pronunciano
entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e
dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dall’entrata in vigore delle norme regolamentari.»
– Si riporta il testo dei commi 3 e 4 dell’articolo 38,
del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e recante
Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la
semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione
della finanza pubblica e la perequazione tributaria.
«3. Con regolamento, adottato ai sensi dell’articolo
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Ministro dello sviluppo economico e del
Ministro per la semplificazione normativa, di concerto con
il Ministro per la pubblica amministrazione e
l’innovazione, sentita la Conferenza unificata di cui all’
articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
e successive modificazioni, si procede alla semplificazione
e al riordino della disciplina dello sportello unico per le
attivita’ produttive di cui al regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n.
447, e successive modificazioni, in base ai seguenti
principi e criteri, nel rispetto di quanto previsto dagli
articoli 19, comma 1, e 20, comma 4, della legge 7 agosto
1990, n. 241:
a) attuazione del principio secondo cui, salvo quanto
previsto per i soggetti privati di cui alla lettera c) e
dall’ articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007,
n. 40, lo sportello unico costituisce l’unico punto di
accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende
amministrative riguardanti la sua attivita’ produttiva e
fornisce, altresi’, una risposta unica e tempestiva in
luogo di tutte le pubbliche amministrazioni comunque
coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle di cui
all’articolo 14-quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990,
n. 241;
a-bis) viene assicurato, anche attraverso apposite
misure telematiche, il collegamento tra le attivita’
relative alla costituzione dell’impresa di cui alla
comunicazione unica disciplinata dall’ articolo 9 del
decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 e le
attivita’ relative alla attivita’ produttiva di cui alla
lettera a) del presente comma;
b) le disposizioni si applicano sia per
l’espletamento delle procedure e delle formalita’ per i
prestatori di servizi di cui alla direttiva 2006/123/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006,
sia per la realizzazione e la modifica di impianti
produttivi di beni e servizi;
c) l’attestazione della sussistenza dei requisiti
previsti dalla normativa per la realizzazione, la
trasformazione, il trasferimento e la cessazione
dell’esercizio dell’attivita’ di impresa puo’ essere
affidata a soggetti privati accreditati («Agenzie per le
imprese»). In caso di istruttoria con esito positivo, tali
soggetti privati rilasciano una dichiarazione di
conformita’ che costituisce titolo autorizzatorio per
l’esercizio dell’attivita’. Qualora si tratti di
procedimenti che comportino attivita’ discrezionale da
parte dell’Amministrazione, i soggetti privati accreditati
svolgono unicamente attivita’ istruttorie in luogo e a
supporto dello sportello unico;
d) i comuni che non hanno istituito lo sportello
unico, ovvero il cui sportello unico non risponde ai
requisiti di cui alla lettera a), esercitano le funzioni
relative allo sportello unico, delegandole alle camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura le quali
mettono a disposizione il portale “impresa.gov” che assume
la denominazione di “impresainungiorno”, prevedendo forme
di gestione congiunta con l’ANCI;
e) l’attivita’ di impresa puo’ essere avviata
immediatamente nei casi in cui sia sufficiente la
presentazione della dichiarazione di inizio attivita’ allo
sportello unico;
f) lo sportello unico, al momento della presentazione
della dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti
previsti per la realizzazione dell’intervento, rilascia una
ricevuta che, in caso di dichiarazione di inizio attivita’,
costituisce titolo autorizzatorio. In caso di diniego, il
privato puo’ richiedere il ricorso alla conferenza di
servizi di cui agli articoli da 14 a 14-quinquies della
legge 7 agosto 1990, n. 241;
g) per i progetti di impianto produttivo
eventualmente contrastanti con le previsioni degli
strumenti urbanistici, e’ previsto un termine di trenta
giorni per il rigetto o la formulazione di osservazioni
ostative, ovvero per l’attivazione della conferenza di
servizi per la conclusione certa del procedimento;
h) in caso di mancato ricorso alla conferenza di
servizi, scaduto il termine previsto per le altre
amministrazioni per pronunciarsi sulle questioni di loro
competenza, l’amministrazione procedente conclude in ogni
caso il procedimento prescindendo dal loro avviso; in tal
caso, salvo il caso di omessa richiesta dell’avviso, il
responsabile del procedimento non puo’ essere chiamato a
rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata
emissione degli avvisi medesimi.
4. Con uno o piu’ regolamenti, adottati ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e
del Ministro per la semplificazione normativa, di concerto
con il Ministro per la pubblica amministrazione e
l’innovazione, e previo parere della Conferenza unificata
di cui all’ articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni, sono stabiliti i
requisiti e le modalita’ di accreditamento dei soggetti
privati di cui al comma 3, lettera c), e le forme di
vigilanza sui soggetti stessi, eventualmente anche
demandando tali funzioni al sistema camerale, nonche’ le
modalita’ per la divulgazione, anche informatica, delle
tipologie di autorizzazione per le quali e’ sufficiente
l’attestazione dei soggetti privati accreditati, secondo
criteri omogenei sul territorio nazionale e tenendo conto
delle diverse discipline regionali.»
– La direttiva 123/2006/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel
mercato interno e’ pubblicata nella GUUE, L 376/36 del
27/12/2006.
– La legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni, recante Nuove norme in materia di
procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai
documenti amministrativi, e’ pubblicata nella Gazz. Uff. 18
agosto 1990, n. 192.
– Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e
successive modificazioni, recante il Conferimento di
funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni
ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15
marzo 1997, n. 59, e’ pubblicato nella Gazz. Uff. 21 aprile
1998, n. 92, S.O.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380 e successive modificazioni, recante il Testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia edilizia (Testo A), e’ pubblicato nella Gazz. Uff.
20 ottobre 2001, n. 245, S.O.
– Il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e
successive modificazioni, recante il Codice
dell’amministrazione digitale, e’ pubblicato nella Gazz.
Uff. 16 maggio 2005, n. 112, S.O.
– Si riporta il testo dell’articolo 9 del decreto legge
31 gennaio 2007, n 7, convertito con modificazioni dalla
legge 2 aprile 2007, n. 40, recante Misure urgenti per la
tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo
sviluppo di attivita’ economiche, la nascita di nuove
imprese, la valorizzazione dell’istruzione
tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli:
«Art. 9 (Comunicazione unica per la nascita
dell’impresa). – 1. Ai fini dell’avvio dell’attivita’
d’impresa, l’interessato presenta all’ufficio del registro
delle imprese, per via telematica o su supporto
informatico, la comunicazione unica per gli adempimenti di
cui al presente articolo.
2. La comunicazione unica vale quale assolvimento di
tutti gli adempimenti amministrativi previsti per
l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto,
sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali,
assistenziali, fiscali individuati con il decreto di cui al
comma 7, secondo periodo, nonche’ per l’ottenimento del
codice fiscale e della partita IVA.
3. L’ufficio del registro delle imprese contestualmente
rilascia la ricevuta, che costituisce titolo per
l’immediato avvio dell’attivita’ imprenditoriale, ove
sussistano i presupposti di legge, e da’ notizia alle
Amministrazioni competenti dell’avvenuta presentazione
della comunicazione unica.
4. Le Amministrazioni competenti comunicano
all’interessato e all’ufficio del registro delle imprese,
per via telematica, immediatamente il codice fiscale e la
partita IVA ed entro i successivi sette giorni gli
ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni
registrate.
5. La procedura di cui al presente articolo si applica
anche in caso di modifiche o cessazione dell’attivita’
d’impresa.
6. La comunicazione, la ricevuta e gli atti
amministrativi di cui al presente articolo sono adottati in
formato elettronico e trasmessi per via telematica. A tale
fine le Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura assicurano, gratuitamente, previa intesa con le
associazioni imprenditoriali, il necessario supporto
tecnico ai soggetti privati interessati.
7. Con decreto adottato dal Ministro dello sviluppo
economico, entro quarantacinque giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, di concerto con i Ministri per le riforme e le
innovazioni nella pubblica amministrazione, dell’economia e
delle finanze, e del lavoro e della previdenza sociale, e’
individuato il modello di comunicazione unica di cui al
presente articolo. Con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri o del Ministro per le riforme e le innovazioni
nella pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri
dello sviluppo economico, dell’economia e delle finanze, e
del lavoro e della previdenza sociale, ai sensi
dell’articolo 71 del codice dell’amministrazione digitale
di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e
successive modificazioni, entro quarantacinque giorni dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, sono individuate le regole tecniche per
l’attuazione delle disposizioni di cui al presente
articolo, le modalita’ di presentazione da parte degli
interessati e quelle per l’immediato trasferimento
telematico dei dati tra le Amministrazioni interessate,
anche ai fini dei necessari controlli.
8. La disciplina di cui al presente articolo trova
applicazione a decorrere dal 1° ottobre 2009.
9. A decorrere dalla data di cui al comma 8, sono
abrogati l’articolo 14, comma 4, della legge 30 dicembre
1991, n. 412, e successive modificazioni, e l’articolo 1
del decreto-legge 15 gennaio 1993, n. 6, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 marzo 1993, n. 63, ferma
restando la facolta’ degli interessati, per i primi sei
mesi di applicazione della nuova disciplina, di presentare
alle Amministrazioni competenti le comunicazioni di cui al
presente articolo secondo la normativa previgente.
10. Al fine di incentivare l’utilizzo del mezzo
telematico da parte delle imprese individuali,
relativamente agli atti di cui al presente articolo, la
misura dell’imposta di bollo di cui all’articolo 1, comma
1-ter, della tariffa annessa al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, come sostituita
dal decreto del Ministro delle finanze 20 agosto 1992, e
successive modificazioni, e’ rideterminata, garantendo
comunque l’invarianza del gettito, con decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il
Ministero dello sviluppo economico, da adottarsi entro
quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto.»
Regolamento CE n. 765/2008 del Parlamento Europeo e del
Consiglio del 9 luglio 2008 che pone norme in materia di
accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda
la commercializzazione dei prodotti e che abroga il
regolamento (CEE) n. 339/93, e’ pubblicato nella GUUE L
218/30 del 13 agosto 2008.
Note all’art. 1:
– Per l’articolo 38, commi 3 e comma 4, del
decreto-legge 112 del 2008, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si veda nelle note alle
premesse.
– La legge 29 dicembre 1993, n. 580 recante
Riordinamento delle camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, e’ pubblicata nella Gazz. Uff.
11 gennaio 1994, n. 7, S.O.
– Per i rif.ti della legge n. 241 del 1990 si veda
nelle note alle premesse
– Si riporta il testo dell’articolo 8 della legge 29
dicembre 1993, n. 580:
«Art. 8 (Registro delle imprese). – 1. E’ istituito
presso la camera di commercio l’ufficio del registro delle
imprese di cui all’articolo 2188 del codice civile.
2. Al fine di garantire condizioni di uniformita’
informativa su tutto il territorio nazionale e fatte salve
le disposizioni legislative e regolamentari in materia,
nonche’ gli atti amministrativi generali da esse previsti,
il Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con il
Ministero della giustizia, sentita l’Unioncamere, emana
direttive sulla tenuta del registro.
3. L’ufficio provvede alla tenuta del registro delle
imprese in conformita’ agli articoli 2188, e seguenti, del
codice civile, nonche’ alle disposizioni della presente
legge e al regolamento di cui al comma 6 del presente
articolo, sotto la vigilanza di un giudice delegato dal
presidente del tribunale del capoluogo di provincia.
4. L’ufficio e’ retto da un conservatore nominato dalla
giunta nella persona del segretario generale ovvero di un
dirigente della camera di commercio. L’atto di nomina del
conservatore e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
5. L’iscrizione nelle sezioni speciali ha funzione di
certificazione anagrafica di pubblicita’ notizia, oltre
agli effetti previsti dalle leggi speciali.
6. La predisposizione, la tenuta, la conservazione e la
gestione, secondo tecniche informatiche, del registro delle
imprese ed il funzionamento dell’ufficio sono realizzati in
modo da assicurare completezza ed organicita’ di
pubblicita’ per tutte le imprese soggette ad iscrizione,
garantendo la tempestivita’ dell’informazione su tutto il
territorio nazionale. Le modalita’ di attuazione del
presente comma sono regolate ai sensi dell’articolo 1-bis
del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
– Si riporta il testo dell’articolo 2188 del codice
civile:
«Art. 2188 (Registro delle imprese). – E’ istituito il
registro delle imprese per le iscrizioni previste dalla
legge.
Il registro e’ tenuto dall’ufficio del registro delle
imprese sotto la vigilanza di un giudice delegato dal
presidente del tribunale.
Il registro e’ pubblico.»

Art. 2

Agenzie per le imprese

1. Le Agenzie sono soggetti privati, dotati di personalita’
giuridica e costituiti anche in forma societaria. Per l’esercizio
delle attivita’ di cui al Regolamento SUAP le Agenzie devono ottenere
l’accreditamento ai sensi del presente regolamento.
2. Possono costituirsi in Agenzia in forma singola o associata:
a) salve le disposizioni attuative del capo II del regolamento
(CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio
2008. organismi di valutazione della conformita’ di opere o progetti
accreditati ai sensi del predetto regolamento;
b) organismi tecnici gia’ abilitati al rilascio di attestazioni
di conformita’ di opere secondo le vigenti disposizioni;
c) associazioni di categoria professionali, sindacali ed
imprenditoriali;
d) centri di assistenza tecnica di cui all’articolo 23 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, centri autorizzati di
assistenza agricola di cui all’articolo 3-bis del decreto legislativo
27 maggio 1999, n. 165, ed altri centri di assistenza alle imprese
costituiti sulla base delle leggi regionali di settore;
e) studi associati o associazioni di professionisti iscritti ai
rispettivi albi per le attestazioni di competenza.
3. Le Agenzie accertano e attestano la sussistenza dei requisiti e
dei presupposti previsti dalla normativa per l’esercizio
dell’attivita’ di impresa e, fatti salvi i procedimenti che
comportano attivita’ discrezionale da parte dell’amministrazione, in
caso di istruttoria con esito positivo, rilasciano dichiarazioni di
conformita’ che costituiscono titolo autorizzatorio per l’esercizio
dell’attivita’.

Note all’art. 2:
– Per il regolamento CE n. 765/2008 del Parlamento
europeo e del Consiglio, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’articolo 23 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 114 recante Riforma della
disciplina relativa al settore del commercio, a norma
dell’articolo 4, comma 4, della L. 15 marzo 1997, n. 59:
«Art. 23 (Centri di assistenza tecnica). – 1. Al fine
di sviluppare i processi di ammodernamento della rete
distributiva possono essere istituiti centri di assistenza
alle imprese costituiti, anche in forma consortile, dalle
associazioni di categoria maggiormente rappresentative del
settore a livello provinciale e da altri soggetti
interessati. I centri sono autorizzati dalla regione
all’esercizio delle attivita’ previste nello statuto con
modalita’ da definirsi con apposito provvedimento e sono
finanziabili con il fondo di cui all’articolo 16, comma 1,
della legge 7 agosto 1997, n. 266 .
2. I centri svolgono, a favore delle imprese, attivita’
di assistenza tecnica e di formazione e aggiornamento in
materia di innovazione tecnologica e organizzativa,
gestione economica e finanziaria di impresa, accesso ai
finanziamenti anche comunitari, sicurezza e tutela dei
consumatori, tutela dell’ambiente, igiene e sicurezza sul
lavoro e altre materie eventualmente previste dallo statuto
di cui al comma 1, nonche’ attivita’ finalizzate alla
certificazione di qualita’ degli esercizi commerciali.
3. Le amministrazioni pubbliche possono avvalersi dei
centri medesimi allo scopo di facilitare il rapporto tra
amministrazioni pubbliche e imprese utenti.»
Si riporta il testo dell’articolo 3-bis del decreto
legislativo 27 maggio 1999, n. 165, recante Soppressione
dell’AIMA e istituzione dell’Agenzia per le erogazioni in
agricoltura (AGEA), a norma dell’articolo 11 della L. 15
marzo 1997, n. 59:
«Art. 3-bis (Centri autorizzati di assistenza
agricola). – 1. Gli organismi pagatori, ai sensi e nel
rispetto del punto 4 dell’allegato al regolamento (CE) n.
1663/95, fatte salve le specifiche competenze attribuite ai
professionisti iscritti agli ordini e ai collegi
professionali, possono, con apposita convenzione,
incaricare «Centri autorizzati di assistenza agricola»
(CAA), di cui al comma 2, ad effettuare, per conto dei
propri utenti e sulla base di specifico mandato scritto, le
seguenti attivita’:
a) tenere ed eventualmente conservare le scritture
contabili;
b) assisterli nella elaborazione delle dichiarazioni
di coltivazione e di produzione, delle domande di
ammissione a benefici comunitari, nazionali e regionali e
controllare la regolarita’ formale delle dichiarazioni
immettendone i relativi dati nel sistema informativo
attraverso le procedure del SIAN;
c) interrogare le banche dati del SIAN ai fini della
consultazione dello stato di ciascuna pratica relativa ai
propri associati.
2. I Centri di cui al comma 1 sono istituiti, per
l’esercizio dell’attivita’ di assistenza agli agricoltori,
nella forma di societa’ di capitali, dalle organizzazioni
professionali agricole maggiormente rappresentative, o da
loro associazioni, da associazioni dei produttori e dei
lavoratori, da associazioni di liberi professionisti e
dagli enti di patronato e di assistenza professionale, che
svolgono servizi analoghi, promossi dalle organizzazioni
sindacali. Con decreto del Ministro delle politiche
agricole e forestali, d’intesa con la Conferenza
Stato-regioni, sono stabiliti i requisiti minimi di
garanzia e di funzionamento per lo svolgimento delle
attivita’ di cui al comma 1.
3. Per le attivita’ di cui al comma 1, i Centri hanno,
in particolare, la responsabilita’ della identificazione
del produttore e dell’accertamento del titolo di conduzione
dell’azienda, della corretta immissione dei dati, del
rispetto per quanto di competenza delle disposizioni dei
regolamenti (CE) n. 1287/95 e n. 1663/95, nonche’ la
facolta’ di accedere alle banche dati del SIAN,
esclusivamente per il tramite di procedure di interscambio
dati. La disponibilita’ dei dati relativi ai propri utenti
che abbiano rilasciato delega espressa in tal senso non
costituisce violazione di quanto disposto dalla legge 30
dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni e
integrazioni.
4. Le regioni verificano i requisiti minimi di
funzionamento e di garanzia ed esercitano la vigilanza. Le
regioni, inoltre, possono incaricare i Centri
dell’effettuazione di ulteriori servizi e attivita’.
4-bis. Gli organismi pagatori, nel rispetto del
regolamento (CE) n. 1663/95 della Commissione, del 7 luglio
1995, e fatti salvi i controlli obbligatori previsti dalla
normativa comunitaria, nonche’ le previsioni contenute
nelle convenzioni di cui al comma 1, sono autorizzati a
conferire immediata esigibilita’ alle dichiarazioni
presentate tramite i centri di assistenza agricola. Il
Ministro delle politiche agricole e forestali, con proprio
decreto, previo parere delle competenti Commissioni
parlamentari, definisce le caratteristiche delle procedure
e delle garanzie integrative secondo quanto previsto dal
comma 2.»

Art. 3

Requisiti generali per l’accreditamento

1. Le Agenzie, ai fini dell’accreditamento di cui all’articolo 1,
comma 1, lettera m), presentano istanza al Ministero dello sviluppo
economico. L’istanza contiene l’indicazione dettagliata della o delle
specifiche attivita’ economiche per le quali l’Agenzia chiede
l’accreditamento e l’ambito territoriale, almeno regionale, in cui
l’Agenzia intende operare; e’ corredata della documentazione
comprovante il possesso di una struttura tecnico amministrativa
rispondente a criteri di competenza, indipendenza e terzieta’,
secondo le indicazioni specificate nell’allegato al presente
regolamento, nonche’, di copia dell’atto di stipula di una polizza
assicurativa di responsabilita’ civile professionale per i rischi
derivanti dallo svolgimento delle attivita’ per le quali viene
richiesto l’accreditamento, valida per tutta la durata
dell’accreditamento stesso. La garanzia e’ prestata per un massimale
determinato in funzione delle attivita’ che l’Agenzia intende
svolgere, non inferiore ai limiti specificati nell’allegato.
2. Salve le disposizioni attuative del Capo II del regolamento (CE)
n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio
2008, le istanze presentate al Ministero dello sviluppo economico,
ove concernenti materie rientranti nella competenza di altre
amministrazioni statali, delle regioni e delle province autonome
vengono inoltrate a cura dello stesso Ministero, nella sua funzione
di coordinamento, alle amministrazioni. La relativa istruttoria va
conclusa entro sessanta giorni dal ricevimento. All’esito
dell’istruttoria le conseguenti proposte di accreditamento sono
inoltrate al Ministero dello sviluppo economico che provvede ad
adottare il relativo provvedimento entro i successivi trenta giorni
dal ricevimento della proposta, decorsi i quali si applica l’articolo
20, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Tale provvedimento di
accreditamento, di durata almeno triennale, evidenzia le attivita’
specifiche che l’Agenzia e’ abilitata a svolgere e l’ambito
territoriale di riferimento. Nei casi di cui al punto 4, lettera c),
dell’allegato al presente regolamento, e’ rilasciato apposito
provvedimento di accreditamento provvisorio in base ai criteri e con
le modalita’ previste dalla medesima lettera c).
3. Nel rispetto dei vincoli e degli obblighi ordinamentali vigenti,
in relazione alla modalita’ organizzativa prescelta, ciascuna Agenzia
adotta un proprio statuto e provvede a dare pubblicita’, anche sul
portale, delle attivita’ per le quali e’ accreditata ai sensi del
comma 1.
4. Non sussistono limiti all’accreditamento di piu’ Agenzie sul
medesimo territorio regionale o nazionale; eventuali accordi
limitativi della concorrenza sono nulli e comportano la revoca del
provvedimento di accreditamento.
5. Alla copertura integrale dei costi derivanti dalla procedura di
accreditamento di cui al presente articolo si provvede mediante
tariffa a carico dell’Agenzia, da determinarsi con decreto del
Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
6. Restano salve le disposizioni previste dal regolamento di cui
all’articolo 5 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, in
attuazione dell’articolo 112 del medesimo decreto.

Note all’art. 3:
– Per il Regolamento CE n. 765/2008 del Parlamento
Europeo e del Consiglio del 09 luglio 2008, si veda nelle
note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’articolo 20, comma 1, della
legge 7 agosto 1990, n. 241:
«Art. 20 (Silenzio assenso). – 1. Fatta salva
l’applicazione dell’articolo 19, nei procedimenti ad
istanza di parte per il rilascio di provvedimenti
amministrativi il silenzio dell’amministrazione competente
equivale a provvedimento di accoglimento della domanda,
senza necessita’ di ulteriori istanze o diffide, se la
medesima amministrazione non comunica all’interessato, nel
termine di cui all’articolo 2, commi 2 o 3, il
provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del
comma 2.»
– Si riporta il testo dell’articolo 5 e dell’art. 112
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163 recante
Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE:
«Art. 5 (Regolamento e capitolati). – (art. 3, L. n.
109/1994; art. 6, co. 9, legge n. 537/1993)
1. Lo Stato detta con regolamento la disciplina
esecutiva e attuativa del presente codice in relazione ai
contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di
amministrazioni ed enti statali e, limitatamente agli
aspetti di cui all’articolo 4, comma 3, in relazione ai
contratti di ogni altra amministrazione o soggetto
equiparato.
2. Il regolamento indica quali disposizioni, esecutive
o attuative di disposizioni rientranti ai sensi
dell’articolo 4, comma 3, in ambiti di legislazione statale
esclusiva, siano applicabili anche alle regioni e province
autonome.
3. Fatto salvo il disposto dell’articolo 196 quanto al
regolamento per i contratti del Ministero della difesa, il
regolamento di cui al comma 1 e’ adottato con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, ai
sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (11).
4. Il regolamento e’ adottato su proposta del Ministro
delle infrastrutture, di concerto con i Ministri delle
politiche comunitarie, dell’ambiente, per i beni culturali
e ambientali, delle attivita’ produttive, dell’economia e
delle finanze, sentiti i Ministri interessati, e previo
parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Sullo
schema di regolamento il Consiglio di Stato esprime parere
entro quarantacinque giorni dalla data di trasmissione,
decorsi i quali il regolamento puo’ essere emanato. Con la
procedura di cui al presente comma si provvede altresi’
alle successive modificazioni e integrazioni del
regolamento.
5. Il regolamento, oltre alle materie per le quali e’
di volta in volta richiamato, detta le disposizioni di
attuazione ed esecuzione del presente codice, quanto a:
a) programmazione dei lavori pubblici;
b) rapporti funzionali tra i soggetti che concorrono
alla realizzazione dei lavori, dei servizi e delle
forniture, e relative competenze;
c) competenze del responsabile del procedimento e
sanzioni previste a suo carico;
d) progettazione dei lavori, servizi e forniture, con
le annesse normative tecniche;
e) forme di pubblicita’ e di conoscibilita’ degli
atti procedimentali, nonche’ procedure di accesso a tali
atti;
f) modalita’ di istituzione e gestione del sito
informatico presso l’Osservatorio;
g) requisiti soggettivi compresa la regolarita’
contributiva attestata dal documento unico, di cui
all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 25 settembre
2002, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
novembre 2002, n. 266, certificazioni di qualita’, nonche’
qualificazione degli operatori economici, secondo i criteri
stabiliti dal presente codice, anche prevedendo misure
incentivanti stabilite dalla legislazione vigente volte ad
attenuare i costi della qualificazione per le piccole e
medie imprese;
h) procedure di affidamento dei contratti, ivi
compresi gli incarichi di progettazione, i concorsi di
progettazione e di idee, gli affidamenti in economia, i
requisiti e le modalita’ di funzionamento delle commissioni
giudicatrici;
i) direzione dei lavori, servizi e forniture e
attivita’ di supporto tecnico-amministrativo;
l) procedure di esame delle proposte di variante;
m) ammontare delle penali, secondo l’importo dei
contratti e cause che le determinano, nonche’ modalita’
applicative;
n) quota subappaltabile dei lavori appartenenti alla
categoria prevalente ai sensi dell’articolo 118;
o) norme riguardanti le attivita’ necessarie per
l’avvio dell’esecuzione dei contratti, e le sospensioni
disposte dal direttore dell’esecuzione o dal responsabile
del procedimento;
p) modalita’ di corresponsione ai soggetti che
eseguono il contratto di acconti in relazione allo stato di
avanzamento della esecuzione;
q) tenuta dei documenti contabili;
r) intervento sostitutivo della stazione appaltante
in caso di inadempienza retributiva e contributiva
dell’appaltatore;
s) collaudo e attivita’ di supporto
tecnico-amministrativo, ivi comprese le ipotesi di collaudo
semplificato sulla base di apposite certificazioni di
qualita’, le ipotesi di collaudo in corso d’opera, i
termini per il collaudo, le condizioni di incompatibilita’
dei collaudatori, i criteri di rotazione negli incarichi, i
relativi compensi, i requisiti professionali secondo le
caratteristiche dei lavori;
s-bis) tutela dei diritti dei lavoratori, secondo
quanto gia’ previsto ai sensi del regolamento recante
capitolato generale di appalto dei lavori pubblici,
approvato con decreto del Ministro dei lavori pubblici 19
aprile 2000, n. 145.
6. Per assicurare la compatibilita’ con gli ordinamenti
esteri delle procedure di affidamento ed esecuzione dei
lavori, servizi e forniture, eseguiti sul territorio dei
rispettivi Stati esteri, nell’ambito di attuazione della
legge 26 febbraio 1987, n. 49, sulla cooperazione allo
sviluppo, nonche’ per lavori su immobili all’estero ad uso
dell’amministrazione del Ministero degli affari esteri, il
regolamento, sentito il Ministero degli affari esteri,
tiene conto della specialita’ delle condizioni per la
realizzazione di lavori, servizi e forniture, e delle
procedure applicate in materia dalle organizzazioni
internazionali e dalla Unione europea.
7. Le stazioni appaltanti possono adottare capitolati,
contenenti la disciplina di dettaglio e tecnica della
generalita’ dei propri contratti o di specifici contratti,
nel rispetto del presente codice e del regolamento di cui
al comma 1. I capitolati menzionati nel bando o nell’invito
costituiscono parte integrante del contratto.
8. Per gli appalti di lavori delle amministrazioni
aggiudicatrici statali e’ adottato il capitolato generale,
con decreto del Ministro delle infrastrutture, sentito il
parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, nel
rispetto del presente codice e del regolamento di cui al
comma 1. Tale capitolato, menzionato nel bando o
nell’invito, costituisce parte integrante del contratto.
9. Il capitolato generale dei lavori pubblici di cui al
comma 8 puo’ essere richiamato nei bandi o negli inviti da
parte delle stazioni appaltanti diverse dalle
amministrazioni aggiudicatrici statali.
«Art. 112 (Verifica della progettazione prima
dell’inizio dei lavori). – (art. 30, commi 6 e 6-bis, L.
n. 109/1994, 19, co. 1-ter, L. n. 109/1554)
1. Nei contratti relativi a lavori, le stazioni
appaltanti verificano, nei termini e con le modalita’
stabiliti nel regolamento, la rispondenza degli elaborati
progettuali ai documenti di cui all’articolo 93, commi 1 e
2, e la loro conformita’ alla normativa vigente.
2. Nei contratti aventi ad oggetto la sola esecuzione
dei lavori, la verifica di cui al comma 1 ha luogo prima
dell’inizio delle procedure di affidamento. Nei contratti
aventi ad oggetto l’esecuzione e la progettazione
esecutiva, ovvero l’esecuzione e la progettazione
definitiva ed esecutiva, la verifica del progetto
preliminare e di quello definitivo redatti a cura della
stazione appaltante hanno luogo prima dell’inizio delle
procedure di affidamento, e la verifica dei progetti
redatti dall’offerente hanno luogo prima dell’inizio
dell’esecuzione dei lavori.
3. Al fine di accertare l’unita’ progettuale, il
responsabile del procedimento, nei modi disciplinati dal
regolamento, prima dell’approvazione del progetto e in
contraddittorio con il progettista, verifica la conformita’
del progetto esecutivo o definitivo rispettivamente, al
progetto definitivo o preliminare. Al contraddittorio
partecipa anche il progettista autore del progetto posto a
base della gara, che si esprime in ordine a tale
conformita’.
4. Gli oneri derivanti dall’accertamento della
rispondenza agli elaborati progettuali sono ricompresi
nelle risorse stanziate per la realizzazione delle opere.
4-bis. Il soggetto incaricato dell’attivita’ di
verifica deve essere munito, dalla data di accettazione
dell’incarico, di una polizza di responsabilita’ civile
professionale, estesa al danno all’opera, dovuta ad errori
od omissioni nello svolgimento dell’attivita’ di verifica,
avente le caratteristiche indicate nel regolamento. Il
premio relativo a tale copertura assicurativa, per i
soggetti interni alla stazione appaltante, e’ a carico per
intero dell’amministrazione di appartenenza ed e’
ricompreso all’interno del quadro economico;
l’amministrazione di appartenenza vi deve obbligatoriamente
provvedere entro la data di validazione del progetto. Il
premio e’ a carico del soggetto affidatario, qualora questi
sia soggetto esterno.
5. Con il regolamento sono disciplinate le modalita’ di
verifica dei progetti, attenendosi ai seguenti criteri:
a) per i lavori di importo pari o superiore a 20
milioni di euro, la verifica deve essere effettuata da
organismi di controllo accreditati ai sensi della norma
europea UNI CEI EN ISO/IEC 17020;
b) per i lavori di importo inferiore a 20 milioni di
euro, la verifica puo’ essere effettuata dagli uffici
tecnici delle stazioni appaltanti ove il progetto sia stato
redatto da progettisti esterni o le stesse stazioni
appaltanti dispongano di un sistema interno di controllo di
qualita’, ovvero da altri soggetti autorizzati secondo i
criteri stabiliti dal regolamento;
c)
6. Il regolamento disciplina modalita’ semplificate di
verifica dei progetti eventualmente richiesti nei contratti
relativi a servizi e forniture, nel rispetto dei commi che
precedono, in quanto compatibili.

Art. 4

Obblighi informativi

1. Le Agenzie comunicano immediatamente al SUAP, tramite il
portale, le dichiarazioni di conformita’ costituenti titolo
autorizzatorio rilasciate, le attestazioni rese a supporto degli
Sportelli Unici e le istanze per le quali e’ stata accertata la
mancanza dei presupposti per l’esercizio dell’attivita’ di impresa.
2. Le Amministrazioni competenti tengono conto di tali
informazioni, raccolte in una banca dati integrata con il portale,
accessibile da parte delle amministrazioni pubbliche ai fini dello
svolgimento dell’attivita’ di vigilanza di cui all’articolo 5.
3. Le Agenzie comunicano, in modalita’ telematica, al SUAP
territorialmente competente i procedimenti e le attivita’ che
intendono svolgere.

Art. 5

Attivita’ di vigilanza e controllo

1. Il Ministero dello sviluppo economico vigila sull’attivita’
delle Agenzie. In caso di rilievo d’ufficio o su segnalazione, anche
da parte di regioni, dei comuni e di altre amministrazioni pubbliche,
di eventuali inadempienze, disfunzioni o irregolarita’, ne da’
comunicazione all’Agenzia interessata.
2. Entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui
al comma 1, l’Agenzia e’ tenuta a fornire una documentata relazione
sulle misure correttive adottate, ovvero osservazioni.
3. Se le misure adottate o le osservazioni fornite sono valutate
insufficienti o in caso di inutile decorso del termine di trenta
giorni di cui al comma 2, il Ministero, sentite le amministrazioni
competenti, adotta le conseguenti determinazioni relative anche alla
eventuale sospensione o revoca dell’accreditamento.
4. Al fine di garantire la rispondenza dei servizi resi dal sistema
delle Agenzie alle esigenze dei cittadini e delle imprese, e di
promuovere il miglioramento dei relativi livelli di efficienza, i
Ministri dello sviluppo economico, per la semplificazione normativa e
per la pubblica amministrazione e l’innovazione, d’intesa con la
Conferenza unificata, sentita Unioncamere, predispongono linee di
indirizzo per l’esercizio dell’attivita’ di vigilanza al termine di
sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e
almeno ogni triennio successivo.

Art. 6

Attivita’ di divulgazione informativa

1. Il portale rende disponibile l’elenco delle Agenzie accreditate
specificando l’ambito territoriale in cui operano e le attivita’ per
le quali sono accreditate nonche’ i relativi aggiornamenti.
2. I provvedimenti di accreditamento, sospensione e revoca,
pubblicati per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana ovvero nel Bollettino Ufficiale Regionale, sono inseriti per
esteso in apposita sezione del portale.

Art. 7

Allegato

1. Le modifiche all’allegato del presente regolamento, previsto dal
comma 1 dell’articolo 3, sono adottate con decreto del Ministro dello
sviluppo economico sentiti i Ministri per la semplificazione
normativa e per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

Art. 8

Clausola di invarianza

1. Dall’attuazione delle disposizioni del presente regolamento non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
2. Sono esclusi contributi o sovvenzioni di qualsiasi tipo a carico
della finanza pubblica per il funzionamento delle Agenzie.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 9 luglio 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Calderoli, Ministro per la
semplificazione normativa

Brunetta, Ministro della pubblica
amministrazione e l’innovazione

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Registrato alla Corte dei conti il 27 agosto 2010
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 4, foglio n. 88

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 159 – Regolamento recante i requisiti e le modalita’ di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184) – (GU n. 229 del 30-9-2010

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