Decreto Legge 17 ottobre 2016, n. 189 (legge terremoto) | Periti.info

Decreto Legge 17 ottobre 2016, n. 189 (legge terremoto)

Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016. (16G00205) (G.U. Serie Generale n. 244 del 18-10-2016) note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/10/2016 Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 15 dicembre 2016, n. 229 (in G.U. 17/12/2016 n. 294).

(Omissis)
Art. 52
Disposizioni finanziarie

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione degli articoli 3, comma 1,
4, comma 2, 17, 26, 27, 44, commi 1, 2 e 4, 48, commi 10, 11 e 16, 50
e 51, comma 4, del presente decreto, pari complessivamente a 266,427
milioni di euro per l’anno 2016, a 81,85 milioni di euro per l’anno
2017 a 38,3 milioni di euro per l’anno 2018, a 21,75 milioni di euro
per l’anno 2019, a 23 milioni di euro per l’anno 2020, a 11,2 milioni
di euro per l’anno 2021 e a 0,13 milioni di euro per l’anno 2022, che
aumentano a 129,85 milioni di euro per l’anno 2017 e a 84,3 milioni
di euro per l’anno 2018 ai fini della compensazione degli effetti in
termini di fabbisogno ed indebitamento netto, si provvede:
a) quanto a 127.000 euro per l’anno 2016, mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell’ambito del
programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
ripartire dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze per l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando
l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare;
b) quanto a 63,3 milioni di euro per l’anno 2016, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di
conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018,
nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della
missione «Fondi da ripartire dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno 2016, allo scopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero
dell’economia e delle finanze per 60 milioni di euro,
l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare per 2,3 milioni di euro e l’accantonamento
relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale per 1 milione di euro;
c) quanto a 31,85 milioni di euro per l’anno dal 2017, a 1,85
milioni di euro per l’anno 2019, a 23 milioni di euro per l’anno
2020, a 11,2 milioni di euro per l’anno 2021 e a 0,13 milioni di euro
per l’anno 2022, mediante corrispondente riduzione della dotazione
del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui
all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
d) quanto a 80 milioni di euro per l’anno 2016, mediante utilizzo
delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi
dell’articolo 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
che, alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, non
sono state riassegnate ai pertinenti programmi e che sono acquisite,
nel predetto limite di 80 milioni di euro, definitivamente al
bilancio dello Stato;
e) quanto a 50 milioni di euro per l’anno 2016, mediante riduzione
del Fondo per le emergenze nazionali di cui all’articolo 5, comma
5-quinquies, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
f) quanto a 3 milioni di euro per l’anno 2016, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 111, della legge 27 dicembre 2013, n. 147;
g) quanto a 20 milioni di euro per l’anno 2016, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 251, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
h) quanto a 35 milioni di euro per l’anno 2016, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 361, della legge 30 dicembre 2004, n. 311;
i) quanto a 15 milioni di euro per l’anno 2016, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 90, della legge 24 dicembre 2012, n. 228;
l) quanto a 50 milioni di euro per l’anno 2017, a 69,3 milioni di
euro per l’anno 2018 e a 19,9 milioni di euro per l’anno 2019,
mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori
entrate e delle minori spese derivanti dalle misure previste dagli
articoli 48, commi 10, 11 e 13.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, gli interventi di cui
al presente decreto sono realizzati nell’ambito delle risorse
finanziarie disponibili. Le Amministrazioni interessate provvedono
allo svolgimento delle attivita’ di rispettiva competenza con le
risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
3. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal
presente decreto il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare con propri decreti, da adottare entro dieci
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le
occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui. Ove
necessario, previa richiesta dell’amministrazione competente, il
Ministero dell’economia e delle finanze puo’ disporre il ricorso ad
anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione avviene
tempestivamente con l’emissione di ordini di pagamento sui pertinenti
capitoli di spesa.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
(Omissis)
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