DECRETO LEGISLATIVO 11 febbraio 2010, n. 18 - Attuazione delle direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE che modificano la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto ai soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro, nonche' il sistema comune dell'IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie. (10G0036) (GU n. 41 del 19-2-2010 | Periti.info

DECRETO LEGISLATIVO 11 febbraio 2010, n. 18 – Attuazione delle direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE che modificano la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto ai soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro, nonche’ il sistema comune dell’IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie. (10G0036) (GU n. 41 del 19-2-2010

DECRETO LEGISLATIVO 11 febbraio 2010, n. 18 - Attuazione delle direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE che modificano la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto ai soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro, nonche' il sistema comune dell'IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie. (10G0036) (GU n. 41 del 19-2-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/02/2010

DECRETO LEGISLATIVO 11 febbraio 2010 , n. 18

Attuazione delle direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE che
modificano la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo
delle prestazioni di servizi, il rimborso dell’imposta sul valore
aggiunto ai soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro, nonche’
il sistema comune dell’IVA per combattere la frode fiscale connessa
alle operazioni intracomunitarie. (10G0036)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006,
relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto;
Vista la direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008,
che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo
delle prestazioni di servizi;
Vista la direttiva 2008/9/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008,
che stabilisce norme dettagliate per il rimborso dell’imposta sul
valore aggiunto, previsto dalla direttiva 2006/112/CE, ai soggetti
passivi non stabiliti nello Stato membro di rimborso, ma in un altro
Stato membro;
Vista la direttiva 2008/117/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008,
recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema
comune d’imposta sul valore aggiunto per combattere la frode fiscale
connessa alle operazioni intracomunitarie;
Visto l’articolo 1, comma 1, della legge 7 luglio 2009, n. 88,
recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge
comunitaria 2008, ed, in particolare, l’Allegato B;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633, recante istituzione e disciplina dell’imposta sul valore
aggiunto;
Visto il decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, ed, in
particolare, il capo II del titolo II recante disciplina temporanea
delle operazioni intracomunitarie e dell’imposta sul valore aggiunto;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 12 novembre 2009;
Visti i pareri espressi dalle competenti Commissioni della Camera
dei Deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 22 gennaio 2010;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro degli
affari esteri e con il Ministro della giustizia;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il terzo comma dell’articolo 6 e’ sostituito dal seguente: «Le
prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del
pagamento del corrispettivo. Quelle indicate nell’articolo 3, terzo
comma, primo periodo, si considerano effettuate al momento in cui
sono rese, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, nel mese
successivo a quello in cui sono rese. In ogni caso le prestazioni di
servizi di cui all’articolo 7-ter, rese da un soggetto passivo
stabilito in un altro Stato membro della Comunita’ nei confronti di
un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato, effettuate
in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore ad un anno e
che non comportano versamenti di acconti o pagamenti anche parziali
nel medesimo periodo, si considerano effettuate al termine di ciascun
anno solare fino alla conclusione delle prestazioni medesime.»;
b) l’articolo 7 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 7 (Territorialita’ dell’imposta – Definizioni). 1. Agli
effetti del presente decreto:
a) per “Stato” o “territorio dello Stato” si intende il
territorio della Repubblica italiana, con esclusione dei comuni di
Livigno e Campione d’Italia e delle acque italiane del Lago di
Lugano;
b) per “Comunita’” o “territorio della Comunita’” si intende il
territorio corrispondente al campo di applicazione del Trattato
istitutivo della Comunita’ europea con le seguenti esclusioni oltre
quella indicata nella lettera a):
1) per la Repubblica ellenica, il Monte Athos;
2) per la Repubblica federale di Germania, l’isola di Helgoland
ed il territorio di Büsingen;
3) per la Repubblica francese, i Dipartimenti d’oltremare;
4) per il Regno di Spagna, Ceuta, Melilla e le isole Canarie;
5) per la Repubblica di Finlandia, le isole Åland;
6) le isole Anglo-Normanne;
c) il Principato di Monaco, l’isola di Man e le zone di
sovranita’ del Regno Unito di Akrotiri e Dhekelia si intendono
compresi nel territorio rispettivamente della Repubblica francese,
del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e della
Repubblica di Cipro;
d) per “soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato” si
intende un soggetto passivo domiciliato nel territorio dello Stato o
ivi residente che non abbia stabilito il domicilio all’estero, ovvero
una stabile organizzazione nel territorio dello Stato di soggetto
domiciliato e residente all’estero, limitatamente alle operazioni da
essa rese o ricevute. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche si
considera domicilio il luogo in cui si trova la sede legale e
residenza quello in cui si trova la sede effettiva;
e) per “parte di un trasporto di passeggeri effettuata
all’interno della Comunita’”, si intende la parte di trasporto che
non prevede uno scalo fuori della Comunita’ tra il luogo di partenza
e quello di arrivo del trasporto passeggeri; “luogo di partenza di un
trasporto passeggeri”, e’ il primo punto di imbarco di passeggeri
previsto nella Comunita’, eventualmente dopo uno scalo fuori della
Comunita’; “luogo di arrivo di un trasporto passeggeri”, e’ l’ultimo
punto di sbarco previsto nella Comunita’, per passeggeri imbarcati
nella Comunita’, eventualmente prima di uno scalo fuori della
Comunita’; per il trasporto andata e ritorno, il percorso di ritorno
e’ considerato come un trasporto distinto;
f) per “trasporto intracomunitario di beni” si intende il
trasporto di beni il cui luogo di partenza e il cui luogo di arrivo
sono situati nel territorio di due Stati membri diversi. “Luogo di
partenza” e’ il luogo in cui inizia effettivamente il trasporto dei
beni, senza tener conto dei tragitti compiuti per recarsi nel luogo
in cui si trovano i beni; “luogo di arrivo” e’ il luogo in cui il
trasporto dei beni si conclude effettivamente;
g) per “locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, a breve
termine di mezzi di trasporto” si intende il possesso o l’uso
ininterrotto del mezzo di trasporto per un periodo non superiore a
trenta giorni ovvero a novanta giorni per i natanti.»;
c) dopo l’articolo 7, sono inseriti i seguenti:
«Art. 7-bis (Territorialita’ – Cessioni di beni). – 1. Le cessioni
di beni, diverse da quelle di cui ai commi 2 e 3, si considerano
effettuate nel territorio dello Stato se hanno per oggetto beni
immobili ovvero beni mobili nazionali, comunitari o vincolati al
regime della temporanea importazione, esistenti nel territorio dello
stesso ovvero beni mobili spediti da altro Stato membro installati,
montati o assiemati nel territorio dello Stato dal fornitore o per
suo conto.
2. Le cessioni di beni a bordo di una nave, di un aereo o di un
treno nel corso della parte di un trasporto di passeggeri effettuata
all’interno della Comunita’, si considerano effettuate nel territorio
dello Stato se il luogo di partenza del trasporto e’ ivi situato.
3. Le cessioni di gas mediante sistemi di distribuzione di gas
naturale e le cessioni di energia elettrica si considerano effettuate
nel territorio dello Stato:
a) quando il cessionario e’ un soggetto passivo-rivenditore
stabilito nel territorio dello Stato. Per soggetto
passivo-rivenditore si intende un soggetto passivo la cui principale
attivita’ in relazione all’acquisto di gas e di elettricita’ e’
costituita dalla rivendita di detti beni ed il cui consumo personale
di detti prodotti e’ trascurabile;
b) quando il cessionario e’ un soggetto diverso dal rivenditore,
se i beni sono usati o consumati nel territorio dello Stato. Se la
totalita’ o parte dei beni non e’ di fatto utilizzata dal
cessionario, limitatamente alla parte non usata o non consumata, le
cessioni anzidette si considerano comunque effettuate nel territorio
dello Stato quando sono poste in essere nei confronti di soggetti,
compresi quelli che non agiscono nell’esercizio di impresa, arte o
professioni, stabiliti nel territorio dello Stato; non si considerano
effettuate nel territorio dello Stato le cessioni poste in essere nei
confronti di stabili organizzazioni all’estero, per le quali sono
effettuati gli acquisti da parte di soggetti domiciliati o residenti
in Italia.
Art. 7-ter (Territorialita’ – Prestazioni di servizi). – 1. Le
prestazioni di servizi si considerano effettuate nel territorio dello
Stato:
a) quando sono rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio
dello Stato;
b) quando sono rese a committenti non soggetti passivi da
soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.
2. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni relative al luogo
di effettuazione delle prestazioni di servizi, si considerano
soggetti passivi per le prestazioni di servizi ad essi rese:
a) i soggetti esercenti attivita’ d’impresa, arti o professioni;
le persone fisiche si considerano soggetti passivi limitatamente alle
prestazioni ricevute quando agiscono nell’esercizio di tali
attivita’;
b) gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni di cui
all’articolo 4, quarto comma, anche quando agiscono al di fuori delle
attivita’ commerciali o agricole;
c) gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni, non
soggetti passivi, identificati ai fini dell’imposta sul valore
aggiunto.
Art. 7-quater (Territorialita’ – Disposizioni relative a
particolari prestazioni di servizi). – 1. In deroga a quanto
stabilito dall’articolo 7-ter, comma 1, si considerano effettuate nel
territorio dello Stato:
a) le prestazioni di servizi relativi a beni immobili, comprese
le perizie, le prestazioni di agenzia, la fornitura di alloggio nel
settore alberghiero o in settori con funzioni analoghe, ivi inclusa
quella di alloggi in campi di vacanza o in terreni attrezzati per il
campeggio, la concessione di diritti di utilizzazione di beni
immobili e le prestazioni inerenti alla preparazione e al
coordinamento dell’esecuzione dei lavori immobiliari, quando
l’immobile e’ situato nel territorio dello Stato;
b) le prestazioni di trasporto di passeggeri, in proporzione alla
distanza percorsa nel territorio dello Stato;
c) le prestazioni di servizi di ristorazione e di catering
diverse da quelle di cui alla successiva lettera d), quando sono
materialmente eseguite nel territorio dello Stato;
d) le prestazioni di ristorazione e di catering materialmente
rese a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso della
parte di un trasporto di passeggeri effettuata all’interno della
Comunita’, se il luogo di partenza del trasporto e’ situato nel
territorio dello Stato;
e) le prestazioni di servizi di locazione, anche finanziaria,
noleggio e simili, a breve termine, di mezzi di trasporto quando gli
stessi sono messi a disposizione del destinatario nel territorio
dello Stato e sempre che siano utilizzate all’interno del territorio
della Comunita’. Le medesime prestazioni si considerano effettuate
nel territorio dello Stato quando i mezzi di trasporto sono messi a
disposizione del destinatario al di fuori del territorio della
Comunita’ e sono utilizzati nel territorio dello Stato.
Art. 7-quinquies (Territorialita’ – Disposizioni relative alle
prestazioni di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici,
educativi, ricreativi e simili). – 1. In deroga a quanto stabilito
dall’articolo 7-ter, comma 1, le prestazioni di servizi relativi ad
attivita’ culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative,
ricreative e simili, ivi comprese fiere ed esposizioni, le
prestazioni di servizi degli organizzatori di dette attivita’,
nonche’ le prestazioni di servizi accessorie alle precedenti si
considerano effettuate nel territorio dello Stato quando le medesime
attivita’ sono ivi materialmente svolte. La disposizione del periodo
precedente si applica anche alle prestazioni di servizi per l’accesso
alle manifestazioni culturali, artistiche, sportive, scientifiche,
educative, ricreative e simili, nonche’ alle relative prestazioni
accessorie.
Art. 7-sexies (Territorialita’ – Disposizioni speciali relative a
talune prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti
passivi). – 1. In deroga a quanto stabilito dall’articolo 7-ter,
comma 1, lettera b), si considerano effettuate nel territorio dello
Stato se rese a committenti non soggetti passivi:
a) le prestazioni di intermediazione in nome e per conto del
cliente, quando le operazioni oggetto dell’intermediazione si
considerano effettuate nel territorio dello Stato;
b) le prestazioni di trasporto di beni diverse dal trasporto
intracomunitario, in proporzione alla distanza percorsa nel
territorio dello Stato;
c) le prestazioni di trasporto intracomunitario di beni, quando
la relativa esecuzione ha inizio nel territorio dello Stato;
d) le prestazioni di lavorazione, nonche’ le perizie, relative a
beni mobili materiali e le operazioni rese in attivita’ accessorie ai
trasporti, quali quelle di carico, scarico, movimentazione e simili,
quando sono eseguite nel territorio dello Stato;
e) le prestazioni di servizi di locazione, anche finanziaria,
noleggio e simili, non a breve termine, di mezzi di trasporto, quando
sono rese da prestatori stabiliti nel territorio dello Stato e sempre
che siano utilizzate nel territorio della Comunita’. Le medesime
prestazioni se rese da soggetti passivi stabiliti al di fuori del
territorio della Comunita’ si considerano effettuate nel territorio
dello Stato quando sono ivi utilizzate;
f) le prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici da
soggetti stabiliti al di fuori del territorio della Comunita’, quando
il committente e’ domiciliato nel territorio dello Stato o ivi
residente senza domicilio all’estero.
g) le prestazioni di telecomunicazione e di teleradiodiffusione,
quando sono rese da prestatori stabiliti nel territorio dello Stato a
committenti residenti o domiciliati nel territorio della Comunita’ e
sempre che siano utilizzate nel territorio della Comunita’. Le
medesime prestazioni se rese da soggetti stabiliti al di fuori del
territorio della Comunita’ si considerano effettuate nel territorio
dello Stato quando sono ivi utilizzate.
Art. 7-septies (Territorialita’ – Disposizioni relative a talune
prestazioni di servizi rese a non soggetti passivi stabiliti fuori
della Comunita’). – 1. In deroga a quanto stabilito dall’articolo
7-ter, comma 1, lettera b), non si considerano effettuate nel
territorio dello Stato le seguenti prestazioni di servizi, quando
sono rese a committenti non soggetti passivi domiciliati e residenti
fuori della Comunita’:
a) le prestazioni di servizi di cui all’articolo 3, secondo
comma, numero 2);
b) le prestazioni pubblicitarie;
c) le prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale
nonche’ quelle di elaborazione e fornitura di dati e simili;
d) le operazioni bancarie, finanziarie ed assicurative, comprese
le operazioni di riassicurazione ed escluse le locazioni di
casseforti;
e) la messa a disposizione del personale;
f) le prestazioni derivanti da contratti di locazione, anche
finanziaria, noleggio e simili di beni mobili materiali diversi dai
mezzi di trasporto;
g) la concessione dell’accesso ai sistemi di gas naturale o di
energia elettrica, il servizio di trasporto o di trasmissione
mediante gli stessi e la fornitura di altri servizi direttamente
collegati;
h) i servizi di telecomunicazione e di teleradiodiffusione,
esclusi quelli utilizzati nel territorio dello Stato ancorche’ resi
da soggetti che non siano ivi stabiliti;
i) i servizi prestati per via elettronica;
l) le prestazioni di servizi inerenti all’obbligo di non
esercitare interamente o parzialmente un’attivita’ o un diritto di
cui alle lettere precedenti.»;
d) all’articolo 8, primo comma, alinea, dopo le parole
«costituiscono cessioni all’esportazione» sono aggiunte le seguenti
«non imponibili»;
e) all’articolo 8-bis, secondo comma, le parole «dell’ultimo
comma dell’articolo 7 e quelle» sono soppresse;
f) all’articolo 9 sono apportate le seguenti modifiche:
1) al primo comma, alinea, dopo le parole «connessi agli scambi
internazionali» sono aggiunte le seguenti «non imponibili»;
2) al primo comma, al n. 7) dopo le parole «alle locazioni di
cui al n. 3)» sono inserite le seguenti «, nonche’ quelli relativi ad
operazioni effettuate fuori del territorio della Comunita’»;
3) al primo comma, il n. 12) e’ abrogato;
4) al secondo comma, le parole «dell’ultimo comma dell’articolo
7 e quelle» sono soppresse;
g) all’articolo 13, comma 2, lettera c), dopo le parole «del
terzo comma dell’articolo 3,» sono aggiunte le seguenti «nonche’ per
quelle di cui al terzo periodo del terzo comma dell’articolo 6,»;
h) all’articolo 17, il secondo, terzo e quarto comma sono
sostituiti dai seguenti:
«Gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di
servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non
residenti nei confronti di soggetti passivi stabiliti nel territorio
dello Stato, compresi i soggetti indicati all’articolo 7-ter, comma
2, lettere b) e c), sono adempiuti dai cessionari o committenti.
Nel caso in cui gli obblighi o i diritti derivanti dalla
applicazione delle norme in materia di imposta sul valore aggiunto
sono previsti a carico ovvero a favore di soggetti non residenti e
senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, i medesimi
sono adempiuti od esercitati, nei modi ordinari, dagli stessi
soggetti direttamente, se identificati ai sensi dell’articolo 35-ter,
ovvero tramite un loro rappresentante residente nel territorio dello
Stato nominato nelle forme previste dall’articolo 1, comma 4, del
decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 441. Il
rappresentante fiscale risponde in solido con il rappresentato
relativamente agli obblighi derivanti dall’applicazione delle norme
in materia di imposta sul valore aggiunto. La nomina del
rappresentante fiscale e’ comunicata all’altro contraente
anteriormente all’effettuazione dell’operazione. Se gli obblighi
derivano dall’effettuazione solo di operazioni non imponibili di
trasporto ed accessorie ai trasporti, gli adempimenti sono limitati
all’esecuzione degli obblighi relativi alla fatturazione di cui
all’articolo 21.
Le disposizioni del secondo e del terzo comma non si applicano per
le operazioni effettuate da o nei confronti di soggetti non
residenti, qualora le stesse siano rese o ricevute per il tramite di
stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.»;
i) all’articolo 19, comma 3, dopo la lettera a), e’ inserita la
seguente: «a-bis) le operazioni di cui ai numeri da 1) a 4)
dell’articolo 10, effettuate nei confronti di soggetti stabiliti
fuori della Comunita’ o relative a beni destinati ad essere esportati
fuori della Comunita’ stessa;»;
l) all’articolo 20, primo comma, secondo periodo, dopo le parole:
«dell’articolo 36» sono inserite le seguenti: «e le prestazioni di
servizi rese a soggetti stabiliti in un altro Stato membro della
Comunita’, non soggette all’imposta ai sensi dell’articolo 7-ter»;
m) all’articolo 21:
1) al comma 2, dopo la lettera f) e’ aggiunta la seguente:
«f-bis) il numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato
membro di stabilimento del cessionario o committente, per le
operazioni effettuate nei confronti di soggetti stabiliti nel
territorio di un altro Stato membro della Comunita’;»;
2) al comma 5, le parole «terzo comma» sono sostituite dalle
seguenti «secondo comma»;
3) al comma 6, le parole «a norma dell’articolo 7, secondo
comma» sono sostituite dalle seguenti «a norma dell’articolo 7-bis,
comma 1, e per le prestazioni di servizi rese a committenti soggetti
passivi stabiliti nel territorio di un altro Stato membro della
Comunita’, non soggette all’imposta ai sensi dell’articolo 7-ter»;
n) all’articolo 23, secondo comma, le parole «terzo comma» sono
sostituite dalle seguenti «secondo comma»;
o) all’articolo 24, secondo comma, le parole «terzo comma» sono
sostituite dalle seguenti «secondo comma»;
p) all’articolo 25, primo comma, le parole «terzo comma» sono
sostituite dalle seguenti «secondo comma»;
q) all’articolo 30, secondo comma, sono apportate le seguenti
modifiche:
1) alla lettera d), le parole «dell’articolo 7» sono sostituite
dalle seguenti «degli articoli da 7 a 7-septies;»;
2) alla lettera e) le parole «secondo comma» sono sostituite
dalle seguenti «terzo comma»;
r) dopo l’articolo 30 e’ inserito il seguente:
«Art. 30-bis (Registrazione, dichiarazione e versamento
dell’imposta relativa agli acquisti effettuati dagli enti non
commerciali). – 1. I soggetti di cui all’articolo 7-ter, comma 2,
lettere b) e c), relativamente alle operazioni di acquisto di beni e
servizi realizzate nello svolgimento di attivita’ non commerciali,
per le quali hanno applicato l’imposta ai sensi dell’articolo 17,
secondo comma, adempiono gli obblighi di registrazione, dichiarazione
e versamento secondo le modalita’ e nei termini previsti dagli
articoli 47, comma 3, e 49 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.»;
s) all’articolo 35-ter, comma 1, le parole «secondo comma» sono
sostituite dalle seguenti «terzo comma»;
t) dopo l’articolo 38-bis sono aggiunti i seguenti:
«Art. 38-bis1 (Rimborso dell’imposta assolta in altri Stati membri
della Comunita’). – 1. I soggetti passivi stabiliti nel territorio
dello Stato che hanno assolto l’imposta in un altro Stato membro in
relazione a beni e servizi ivi acquistati o importati, possono
chiederne il rimborso a detto Stato membro presentando un’istanza
all’Agenzia delle entrate tramite apposito portale elettronico.
2. L’Agenzia delle entrate provvede ad inoltrare tale richiesta
allo Stato membro del rimborso, eccetto i casi in cui, durante il
periodo di riferimento del rimborso, il richiedente:
a) non ha svolto un’attivita’ d’impresa, arte o professione;
b) ha effettuato unicamente operazioni esenti o non soggette che
non danno diritto alla detrazione dell’imposta ai sensi degli
articoli 19 e seguenti;
c) si e’ avvalso del regime dei contribuenti minimi di cui ai
commi da 96 a 117 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n.
244;
d) si e’ avvalso del regime speciale per i produttori agricoli.
3. Nei casi indicati al comma 2 l’Agenzia delle entrate notifica al
richiedente il mancato inoltro della richiesta di rimborso. Avverso
il provvedimento motivato di rifiuto dell’inoltro e’ ammesso ricorso
secondo le disposizioni relative al contenzioso tributario.
4. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da
emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente
disposizione, e’ individuato il competente ufficio dell’Agenzia delle
entrate e sono stabilite le modalita’ ed i termini procedurali per
l’applicazione delle disposizioni del presente articolo nonche’ per
la realizzazione dei relativi scambi informativi.
Art. 38-bis2 (Esecuzione dei rimborsi a soggetti non residenti
stabiliti in un altro Stato membro della Comunita’). – 1. I soggetti
stabiliti in altri Stati membri della Comunita’, assoggettati
all’imposta nello Stato in cui hanno il domicilio o la residenza
chiedono il rimborso dell’imposta assolta sulle importazioni di beni
e sugli acquisti di beni e servizi, sempre che sia detraibile a norma
degli articoli 19, 19-bis1 e 19-bis2, secondo le disposizioni del
presente articolo. Il rimborso non puo’ essere richiesto dai soggetti
che nel periodo di riferimento disponevano di una stabile
organizzazione nel territorio dello Stato ovvero dai soggetti che
hanno ivi effettuato operazioni diverse da quelle per le quali
debitore dell’imposta e’ il committente o cessionario e da quelle non
imponibili di trasporto o accessorie ai trasporti. L’ammontare
complessivo della richiesta di rimborso relativa a periodi
infrannuali non puo’ essere inferiore a quattrocento euro; se detto
ammontare risulta inferiore a quattrocento euro il rimborso spetta
annualmente, sempreche’ di importo non inferiore a cinquanta euro.
2. La richiesta di rimborso e’ presentata con riferimento ad un
periodo non superiore ad un anno solare e non inferiore a tre mesi,
ovvero per periodi inferiori a tre mesi qualora questi periodi
rappresentino la parte residua di un anno solare.
3. I soggetti di cui al comma 1 non hanno diritto al rimborso
qualora nello Stato membro in cui sono stabiliti effettuino
operazioni che non danno diritto alla detrazione dell’imposta. Nel
caso in cui gli stessi effettuino sia operazioni che danno diritto
alla detrazione sia operazioni che non conferiscono tale diritto, il
rimborso e’ ammesso soltanto in misura pari alla percentuale
detraibile dell’imposta, quale applicata dallo Stato membro ove e’
stabilito il richiedente.
4. La richiesta di rimborso e’ inoltrata per via elettronica
tramite lo Stato membro ove e’ stabilito il richiedente.
5. Ai rimborsi previsti nel comma 1 e al pagamento dei relativi
interessi provvede il competente ufficio dell’Agenzia delle entrate,
utilizzando i fondi messi a disposizione su apposita contabilita’
speciale. La decisione in ordine al rimborso dell’imposta e’
notificata al richiedente entro quattro mesi dalla ricezione della
richiesta, salvo quanto previsto ai commi successivi.
6. Entro il termine di quattro mesi di cui al comma 5, l’ufficio
puo’ chiedere per via elettronica al soggetto richiedente il rimborso
o allo Stato membro ove esso e’ stabilito informazioni aggiuntive al
fine di acquisire tutti gli elementi pertinenti su cui basare la
decisione in merito al rimborso. Le informazioni aggiuntive possono
essere richieste eventualmente ad un soggetto diverso, anche in via
telematica solo se il destinatario dispone dei mezzi necessari. Le
informazioni richieste sono fornite all’ufficio entro un mese dalla
data in cui il destinatario riceve la richiesta. In caso di richiesta
di informazioni aggiuntive la comunicazione di cui al comma 5 e’
effettuata entro il termine di due mesi dal giorno in cui le
informazioni sono pervenute all’ufficio ovvero entro due mesi dalla
scadenza infruttuosa del termine di un mese di cui al terzo periodo.
I predetti termini non si applicano se scadono prima del decorso di
un periodo di sei mesi dalla ricezione della richiesta di rimborso,
nel qual caso l’ufficio effettua la comunicazione di cui al comma 5
entro sei mesi dalla ricezione della richiesta stessa.
7. L’ufficio puo’ chiedere ulteriori informazioni aggiuntive
rispetto a quelle previste al comma 6. Le informazioni richieste sono
fornite all’ufficio entro un mese dalla data in cui il destinatario
riceve la richiesta. In tal caso, la comunicazione di cui al comma 5
e’ effettuata comunque entro otto mesi dalla data di ricezione della
richiesta di rimborso.
8. Il rimborso e’ effettuato entro dieci giorni lavorativi dalla
scadenza del termine di cui al comma 5, ovvero, qualora siano
richieste informazioni aggiuntive o ulteriori informazioni
aggiuntive, dalla scadenza dei termini di cui ai commi 6 e 7.
9. Sulle somme rimborsate si applicano gli interessi nella misura
prevista al primo comma dell’articolo 38-bis con decorrenza dal
giorno successivo a quello di scadenza del termine di cui al comma 8.
La disposizione che precede non si applica nel caso in cui il
richiedente non fornisca le informazioni aggiuntive o le ulteriori
informazioni aggiuntive entro il termine previsto dai commi 6 e 7.
Non sono, altresi’, dovuti interessi fino a quando non pervengono
all’ufficio competente i documenti aggiuntivi da allegare alla
richiesta di rimborso.
10. Il rimborso e’ eseguito nel territorio dello Stato o, su
domanda del richiedente, in un altro Stato membro. In quest’ultimo
caso l’ufficio riduce l’importo da erogare al richiedente
dell’ammontare delle spese di trasferimento.
11. I soggetti che conseguono un rimborso non dovuto restituiscono
le somme indebitamente rimborsate, entro sessanta giorni dalla
notifica di apposito provvedimento da parte dell’ufficio. Nei
confronti degli stessi soggetti si applica la sanzione amministrativa
compresa fra il 100 ed il 200 per cento della somma indebitamente
rimborsata.
12. Nelle more del pagamento dell’ammontare dovuto a titolo di
rimborso indebitamente erogato e delle relative sanzioni, l’ufficio
sospende ogni ulteriore rimborso al soggetto interessato fino a
concorrenza del medesimo importo.
13. Avverso il provvedimento motivato di diniego e’ ammesso ricorso
secondo le disposizioni relative al contenzioso tributario.
14. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da
emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente
disposizione, e’ individuato il competente ufficio dell’Agenzia delle
entrate e sono stabilite le modalita’ ed i termini per la richiesta e
l’esecuzione dei rimborsi nonche’ per gli scambi informativi relativi
al presente articolo.»;
u) l’articolo 38-ter e’ sostituito dal seguente:
«Art. 38-ter (Esecuzione dei rimborsi a soggetti non residenti
stabiliti in Stati non appartenenti alla Comunita’). – 1. La
disposizione del primo comma dell’articolo 38-bis2 si applica, a
condizione di reciprocita’, anche ai soggetti esercenti un’attivita’
d’impresa, arte o professione, stabiliti in Stati non appartenenti
alla Comunita’, limitatamente all’imposta relativa agli acquisti e
importazioni di beni mobili e servizi inerenti alla loro attivita’.
2. Ai rimborsi previsti nel comma 1 provvede il competente ufficio
dell’Agenzia delle entrate entro sei mesi dalla ricezione della
richiesta di rimborso ovvero, in caso di richiesta di informazioni
aggiuntive, entro otto mesi dalla medesima. In caso di diniego del
rimborso, l’ufficio emana, entro lo stesso termine, apposito
provvedimento motivato avverso il quale e’ ammesso ricorso secondo le
disposizioni relative al contenzioso tributario.
3. Sulle somme rimborsate si applicano gli interessi nella misura
prevista al primo comma dell’articolo 38-bis con decorrenza dal
giorno successivo a quello di scadenza del termine di cui al comma 2.
La disposizione che precede non si applica nel caso in cui il
richiedente non fornisca le informazioni aggiuntive entro il termine
di un mese dalla data della notifica, da effettuarsi anche tramite
mezzi elettronici. Non sono, altresi’, dovuti interessi fino a quando
non pervengono all’ufficio competente i documenti aggiuntivi da
allegare alla richiesta di rimborso.
4. I soggetti che conseguono un indebito rimborso devono restituire
all’ufficio, entro sessanta giorni dalla notifica di apposito
provvedimento, le somme indebitamente rimborsate e nei loro confronti
si applica la sanzione amministrativa compresa fra il 200 ed il 400
per cento della somma rimborsata. L’ufficio sospende ogni ulteriore
rimborso al soggetto interessato fino a quando non sia restituita la
somma indebitamente rimborsata e pagata la relativa pena pecuniaria.
5. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da
emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente
disposizione, sono stabilite le modalita’ e i termini per la
richiesta e l’esecuzione dei rimborsi, nonche’ il competente ufficio
dell’Agenzia delle entrate.»;
v) all’articolo 56 e’ aggiunto in fine il seguente comma: «I
provvedimenti emanati ai sensi degli articoli 38-bis1, 38-bis2 e
38-ter possono essere notificati anche tramite mezzi elettronici.»;
z) all’articolo 67, comma 1, le parole «, primo comma, lettera
b)» sono soppresse;
aa) all’articolo 71, secondo comma, le parole «terzo comma» sono
sostituite dalle seguenti «secondo comma».

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operante il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione regola la delega al
Governo dell’esercizio della funzione legislativa e
stabilisce che essa non puo’ avvenire se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto
per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28
novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul
valore aggiunto, e’ stata pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale dell’Unione europea n. L347 dell’11 dicembre
2006.
– La direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio
2008, che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto
riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, e’ stata
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n.
L44 del 20 febbraio 2008.
– La direttiva 2008/9/CE del Consiglio, del 12 febbraio
2008, che stabilisce norme dettagliate per il rimborso
dell’imposta sul valore aggiunto, previsto dalla direttiva
2006/112/CE, ai soggetti passivi non stabiliti nello Stato
membro di rimborso, ma in un altro Stato membro, e’ stata
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n.
L44 del 20 febbraio 2008.
– La direttiva 2008/117/CE del Consiglio, del 16
dicembre 2008, recante modifica della direttiva 2006/112/CE
relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto
per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni
intracomunitarie, e’ stata pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea n. L14 del 20 gennaio 2009.
– Si trascrive il testo dell’art. 1, comma 1 (Delega al
Governo per l’attuazione di direttive comunitarie) della
legge 7 luglio 2009, n. 88 (Disposizioni per l’adempimento
di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunita’ europee – Legge comunitaria 2008):
«1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro la
scadenza del termine di recepimento fissato dalle singole
direttive, i decreti legislativi recanti le norme
occorrenti per dare attuazione alle direttive comprese
negli elenchi di cui agli allegati A e B. Per le direttive
elencate negli allegati A e B il cui termine di recepimento
sia gia’ scaduto ovvero scada nei tre mesi successivi alla
data di entrata in vigore della presente legge, il Governo
e’ delegato ad adottare i decreti legislativi di attuazione
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge. Per le direttive elencate negli allegati A
e B che non prevedono un termine di recepimento, il Governo
e’ delegato ad adottare i decreti legislativi entro dodici
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.»
– Il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, recante «Istituzione e disciplina
dell’imposta sul valore aggiunto», e’ stato pubblicato nel
supplemento ordinario n. 1 alla Gazzetta Ufficiale n. 292
dell’11 novembre 1972.
– Il decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427,
recante, al capo II del titolo II, «Disciplina temporanea
delle operazioni intracomunitarie e dell’imposta sul valore
aggiunto», e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
203 del 30 agosto 1993.
Note all’art. 1:
– Si riporta il testo dell’art. 6 del D.P.R. 26 ottobre
1972, n. 633 (Istituzione e disciplina dell’imposta sul
valore aggiunto) come modificato dal presente decreto:
«Art. 6 (Effettuazione delle operazioni). – Le cessioni
di beni si considerano effettuate nei momento delle
stipulazione se riguardano beni immobili e nel momento
della consegna o spedizione se riguardano beni mobili.
Tuttavia le cessioni i cui effetti traslativi o costitutivi
si producono posteriormente, tranne quelle indicate ai
numeri 1) e 2) dell’art. 2, si considerano effettuate nel
momento in cui si producono tali effetti e comunque, se
riguardano beni mobili, dopo li decorso di un anno dalla
consegna o spedizione.
In deroga al precedente comma l’operazione si considera
effettuata:
a) per le cessioni di beni per atto della pubblica
autorita’ e per le cessioni periodiche o continuative di
beni in esecuzione di contratti di somministrazione,
all’atto del pagamento dei corrispettivo;
b) per i passaggi dal committente al commissionario,
di cui al n. 3) dell’art. 2, all’atto della vendita del
beni da parte del commissionario;
c) per la destinazione al consumo personale o
familiare dell’imprenditore e ad altre finalita’ estranee
all’esercizio dell’impresa, di cui al n. 5) dell’art. 2,
all’atto del prelievo dei beni;
d) per le cessioni di beni inerenti a contratti
estimatori, all’atto della rivendita a terzi ovvero, per i
bene non restituiti, alla scadenza del termine convenuto
tra le parti e comunque dopo il decorso di un anno dalla
consegna o spedizione;
d-bis) per le assegnazioni in proprieta’ di case di
abitazione fatte al soci da cooperative edilizie a
proprieta’ divisa, alla data del rogito notarile;
d-ter) …
Le prestazioni di servizi si considerano effettuate
all’atto del pagamento del corrispettivo. Quelle indicate
nell’articolo 3, terzo comma, primo periodo, si considerano
effettuate al momento in cui sono rese, ovvero, se si
considera periodico o continuativo, nel mese successivo a
quello in cui sono rese. in ogni caso le prestazioni di
servizi di cui all’art. 7-ter, rese da un soggetto passivo
stabilito in un altro Stato membro della Comunita’ nei
confronti di un soggetto passivo stabilito nel territorio
dello Stato, effettuate in modo continuativo nell’arco di
un periodo superiore ad un anno e che non comportano
versamenti di acconti o pagamenti anche parziali nel
medesimo periodo, si considerano effettuate al termine di
ciascun anno solare fino alla conclusione delle prestazioni
medesime.
Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati
nei precedenti commi indipendentemente da essi sia emessa
fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo,
l’operazione si considera effettuata, limitatamente
all’importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a
quella del pagamento.
L’imposta relativa alle cessioni di beni ed alle
prestazioni di servizi diviene esigibile nel momento in tue
le operazioni si considerano effettuate secondo le
disposizioni dei commi precedenti e l’imposta e’ versata
con le modalita’ e nei termini stabiliti nel titolo
secondo.
Tuttavia per le cessioni del prodotti farmaceutici
indicati nel numero 114) della terza parte dell’allegata
tabella A effettuate dal farmacisti, per le cessioni di
beni e le prestazioni di servizi al soci, associati o
partecipanti, di cui al quarto comma dell’art. 4, nonche’
per quelle fatte allo Stato, agii organi dello Stato
ancorche’ dotati di personalita’ giuridica, agli enti
pubblici territoriali e al consorzi tra essi costituiti al
sensi dell’art. 25 della legge 8 giugno 1990, n, 142 , alle
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura,
agli istituti universitari, alle unita’ sanitarie locali,
agli enti ospedalieri, agli enti pubblici di ricovero e
cura aventi prevalente carattere scientifico, agli enti
pubblici di assistenza e beneficenza e a quelli di
previdenza, l’imposta diviene esigibile all’atto del
pagamento dei relativi corrispettivi, salva la facolta’ di
applicare le disposizioni del primo periodo. (Per le
cessioni di beni di cui all’art. 21, quarto comma, quarto
periodo, l’impalati diviene esigibile nei mese successivo a
quello della loro effettuazione. [Per le prestazioni di
servizi effettuate dagli autotrasportatori di cose per
conto di terzi iscritti nell’albo di cui alla legge 6
giugno 1974, n. 298, l’imposta diviene esigibile all’atto
del pagamento dei relativi corrispettivi, salva la facolta’
di applicare le disposizioni di cui al primo periodo)».
– Si riporta il testo degli articoli 8, 8-bis, 9, 13,
17, 19, 20, 21, 23, 24, 25, 30, 35-ter, 56 e 67 del citato
d.P.R. n. 633 del 1972, come modificati dal presente
decreto:
«Art. 8 (Cessioni all’esportazione). – Costituiscono
cessioni all’esportazione non imponibili:
a) le cessioni, anche tramite commissionari, eseguite
mediante trasporto o spedizione di beni fuori del
territorio della Comunita’ economica europea, a Cura o a
nome dei cedenti o dei commissionari, anche per incarico
dei propri cessionari o commissionari di questi. I beni
possono essere sottoposti per conto del cessionario, ad
opera del cedente stesso o di terzi, a lavorazione,
trasformazione, montaggio, assemblaggio o adattamento ad
altri beni. L’esportazione deve risultare da documento
doganale, o da vidimazione apposta dall’ufficio doganale su
un esemplare della fattura ovvero su un esemplare della
bolla di accompagnamento emessa a norma dell’art. 2, D.P.R.
6 ottobre 2978, n. 627, o, se questa non e’ prescritta, sul
documento di cui all’art. 21, quarto comma, secondo
periodo. Nel caso in cui avvenga tramite servizio postale
l’esportazione deve risultare nel modi stabiliti con
decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il
Ministro delle poste e delle telecomunicazioni;
b) le cessioni con trasporto o spedizione fuori dei
territorio della Comunita’ economica europea entro novanta
giorni dalla consegna, a cura del cessionario non residente
o per suo conto, ad eccezione dei beni destinati a
dotazione o provvista di bordo di imbarcazioni o navi da
diporto, di aeromobili da turismo o di qualsiasi altro
mezzo di trasporto ad uso privato e dei beni da
trasportarsi nel bagagli personali fuori del territorio
della Comunita’ economica europea; l’esportazione deve
risultare da vidimazione apposta dall’ufficio doganale o
dall’ufficio postale su un esemplare della fattura;
c) le cessioni, anche tramite commissionari, di beni
diversi dal fabbricati e dalle aree edificabili, e le
prestazioni di servizi rese a soggetti che, avendo
effettuato cessioni all’esportazione od operazioni
intracomunitarie, si avvalgono della facolta’ di
acquistare, anche tramite commissionari, o importare beni e
servizi senza pagamento dell’imposta.
Le cessioni e le prestazioni di cui alla lettera c),
sono effettuate senza pagamento dell’imposta al soggetti
indicati nella lettera a), se residenti, ed al soggetti che
effettuano le cessioni di cui alla lettera b) del
precedente comma su loro dichiarazione scritta e sotto la
loro responsabilita’, nel limiti dell’ammontare complessivo
dei corrispettivi delle cessioni di cui alle stesse lettere
dal medesimi fatte nel corso dell’anno solare precedente. I
cessionari e i commissionari possono avvalersi di tale
ammontare integralmente per gli acquisti di beni che siano
esportati nello stato originarlo nei sei mesi successivi
alla loro consegna e, nei limiti della differenza tra esso
e l’ammontare delle cessioni del beni effettuate nei loro
confronti nello stesso anno al sensi della lettera a),
relativamente agli acquisti di altri beni o di servizi. I
soggetti che intendono avvalersi della facolta’ di
acquistare beni e servizi senza pagamento dell’imposta
devono darne comunicazione scritta ai competente ufficio
dell’imposta sul valore aggiunto entro il 31 gennaio ovvero
oltre tale data, ma anteriormente al momento di
effettuazione della prima operazione, indicando l’ammontare
del corrispettivi delle esportazioni fatte nell’anno solare
precedente. Gli stessi soggetti possono optare, dandone
comunicazione entro il 31 gennaio, per la facolta’ di
acquistare beni e servizi senza pagamento dell’imposta
assumendo come ammontare di riferimento, in ciascun mese,
l’ammontare dei corrispettivi delle esportazioni fatte nel
dodici mesi precedenti. L’opzione ha effetto per un
triennio solare e, qualora non sia revocata, si estende di
triennio in biennio. La revoca deve essere comunicata
all’ufficio entro il 31 gennaio successivo a ciascun
triennio. I soggetti che iniziano attivita’ o non hanno
comunque effettuato esportazioni nell’anno solare
precedente possono avvalersi per la durata di un triennio
solare della facolta’ di acquistare beni e servizi senza
pagamento dell’imposta, dandone preventiva comunicazione
all’ufficio, assumendo come ammontare di riferimento, in
ciascun mese, l’ammontare dei corrispettivi delle
esportazioni fatte nei dodici mesi precedenti.
Nel caso di affitto di azienda, perche’ possa avere
effetto li trasferimento del beneficio di utilizzazione
della facolta’ di acquistare beni e servizi per cessioni
all’esportazione, senza pagamento dell’imposta, al sensi
dei terzo comma, e’ necessario che tale trasferimento sia
espressamente previsto nei relativo contratto e che ne sia
data comunicazione con lettera raccomandata entro trenta
giorni all’ufficio IVA competente per territorio.
Ai fini dell’applicazione dei primo comma si intendono
spediti o trasportati fuori della comunita’ anche i beni
destinati ad essere impiegati nei mare territoriale per la
costruzione, la riparazione, la manutenzione, la
trasformazione, l’equipaggiamento e il rifornimento delle
piattaforme di perforazione e sfruttamento, nonche’ per la
realizzazione di collegamenti fra dette piattaforme e la
terraferma.».
«Art. 8-bis (Operazioni assimilate alle cessioni
all’esportazione). – Sono assimilate alle cessioni
all’esportazione, se non comprese nell’art. 8:
a) le cessioni di navi destinate all’esercizio di
attivita’ commerciali o della pesca o ad operazioni di
salvataggio o di assistenza in mare, ovvero alla
demolizione, escluse le unita’ da diporto di cui alla legge
11 febbraio 1971, n. 50;
b) le cessioni di navi e di aeromobili, compresi i
satelliti, ad organi dello Stato ancorche’ dotati di
personalita’ giuridica;
c) le cessioni di aeromoblll destinati a imprese di
navigazione aerea che effettuano prevalentemente trasporti
internazionali;
d) le cessioni di apparati motori e loro componenti e
di parti di ricambio degli stessi e delle navi e degli
aeromoblll di cui alle lettere precedenti, le cessioni di
beni destinati a loro dotazione di bordo e le forniture
destinate ai loro rifornimento e vettovagliamento, comprese
le somministrazioni di alimenti e di bevande a bordo ed
escluso, per le navi adibite alla pesca costiera locale, il
vettovagliamento;
e) le prestazioni di servizi, compreso l’uso di
bacini di carenaggio, relativi alla costruzione,
manutenzione, riparazione, modificazione, trasformazione,
ass ernaggi allestimento, arredamento, locazione e noleggio
delle navi e degli aeromobili di cui alle lettere a), b) e
c), degli apparati motori e loro componenti e ricambi e
delle dotazioni di bordo, nonche’ le prestazioni di servizi
relativi alla demolizione delle navi di cui alle lettere a)
e b);
Le disposizioni del secondo e terzo comma dell’art. 8
si applicano, con riferimento all’ammontare complessivo dei
corrispettivi delle operazioni indicate nei precedente
comma, anche per gli acquisti di beni, diversi dai
fabbricati e dalle aree edificabili, e di servizi fatti dai
soggetti che effettuano le operazioni stesse nell’esercizio
dell’attivita’ propria dell’impresa .».
«Art. 9 (Servizi internazionali o connessi agli scambi
internazionali). – Costituiscono servizi internazionali o
connessi agli scambi internazionali non imponibili:
1) I trasporti di’ persone eseguiti in parte nel
territorio dello Stato e in parte in territorio estero in
dipendenza di unico contratto;
2) i trasporti relativi a beni in esportazione, in
transito o in importazione temporanea, nonche’ I trasporti
relativi a beni in importazione I cui corrispettivi sono
assoggettati all’imposta a norma del primo comma dell’art.
69;
3) i noleggi e le locazioni di navi, aeromobili,
autoveicoli, vagoni ferroviari, cabine-letto, containers e
carrelli, adibiti ai trasporti di cui al precedente n. 1),
ai trasporti di beni in esportazione, in transito o in
temporanea importazione nonche’ a quelli relativi a beni in
importazione sempreche’ i corrispettivi dei noleggi e delle
locazioni siano assoggettati all’imposta a norma del primo
comma dell’art. 69;
4) i servizi di spedizione relativi ai trasporti di
cui al precedente n. 1), ai trasporti di beni in
esportazione, in transito o in temporanea importazione
nonche’ al trasporti di beni in importazione sempreche’ i
corrispettivi del servizi di spedizione siano assoggettati
all’imposta a norma del primo comma dell’art. 69; i servizi
relativi alle operazioni doganali;
5) i servizi di carico, scarico, trasbordo,
manutenzione, stivaggio, disistivaggio, pesatura,
misurazione, controllo, refrigerazione, magazzinaggio,
deposito, custodia e simili, relativi ai beni in
esportazione, in transito o in importazione temporanea
ovvero relativi a beni in Importazione sempreche’ i
corrispettivi dei servizi stessi siano assoggettati ad
imposta a norma dei primo comma dell’art. 69;
6) i servizi prestati nel porti, autoporti, aeroporti
e negli scali ferroviari di confine che riflettono
direttamente il funzionamento e la manutenzione degli
impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto,
nonche’ quelli resi dagli agenti marittimi raccomandatari;
7) i servizi di intermediazione relativi a beni in
importazione, in esportazione o in transito, a trasporti
internazionali di persone o di beni, al noleggi e alle
locazioni di cui al n. 3, nonche’ quelli relativi ad
operazioni effettuate fuori del territorio della
Comunita’; le cessioni di licenze all’esportazione;
7-bis) i servizi di intermediazione resi in nome e
per conto di agenzie di viaggio di cui 74-ter, relativi a
prestazioni eseguite fuori del territorio degli Stati
membri della Comunita’ economica europea;
8) le manipolazioni usuali eseguite nei depositi
doganali a norma dell’art. 152, primo comma, del testo
unico approvato con D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43;
9) i trattamenti di cui all’art. 176 del testo unico
approvato con D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, eseguiti su
beni di provenienza estera non ancora definitivamente
importati, nonche’ su beni nazionali, nazionalizzati o
comunitari destinati ad essere esportati da o per conto del
prestatore di servizio o del committente non residente nel
territorio dello Stato;
10).
11).
12) (abrogato).
Le disposizioni del secondo e terzo comma dell’art. 8
si applicano, con riferimento all’ammontare complessivo del
corrispettivi delle operazioni indicate nel precedente
comma, anche per gli acquisti di beni, diversi dal
fabbricati e dalle aree edificabili, e di servizi fatti dal
soggetti che effettuano le operazioni stesse nell’esercizio
dell’attivita’ propria dell’impresa.».
«Art. 13 (Base imponibile). – 1. La base imponibile
delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi e’
costituita dall’ammontare complessivo dei corrispettivi
dovuti al cedente o prestatore secondo le condizioni
contrattuali, compresi gli oneri e le spese inerenti
all’esecuzione e i debiti o altri oneri verso terzi
accollati al cessionario o al committente, aumentato delle
integrazioni direttamente connesse con corrispettivi dovuti
da altri soggetti.
2. Agli effetti del comma 1 i corrispettivi sono
costituiti:
a) per le cessioni di beni e le prestazioni di
servizi dipendenti da atto della pubblica autorita’,
dall’indennizzo comunque denominato;
b) per i passaggi di beni dal committente al
commissionario o dal commissionario al committente, di cui
ai numero 3) del secondo comma dell’art. 2, rispettivamente
dai prezzo di vendita pattuito dai commissionario,
diminuito della provvigione, e dal prezzo di acquisto
pattuito dal commissionario, aumentato della provvigione;
per le prestazioni di servizi rese o ricevute dal mandatari
senza rappresentanza, di cui al terzo periodo dei terzo
comma dell’art. 3, rispettivamente dal prezzo di fornitura
del servizio pattuito dal mandatario, diminuito della
provvigione, e dal prezzo di acquisto del servizio ricevuto
dal mandatario, aumentato della provvigione;
c) per le cessioni indicate al numeri 4), 5) e 6) del
secondo comma dell’art. 2, dal a prezzo di acquisto o, in
mancanza, dai prezzo di costo dei beni o di beni simili,
determinati nel momento in cui si effettuano tali
operazioni; per le prestazioni di servizi di cui al primo e
al secondo periodo del terzo comma dell’art. 3, nonche’ per
quelle di cui al terzo periodo del terzo comma dell’art. 6,
dalle spese sostenute dal soggetto passivo per l’esecuzione
dei servizi medesimi;
d) per le cessioni e le prestazioni di servizi di cui
all’art. 11, dal valore normale del beni e del servizi che
formano oggetto di ciascuna di esse;
e) per le cessioni di beni vincolati ai regime della
temporanea importazione, dal corrispettivo della cessione
diminuito del valore accertato dall’ufficio doganale
all’atto della temporanea importazione.
3. In deroga al comma 1:
a) per le operazioni imponibili effettuate nei
confronti di un soggetto per li quale l’esercizio dei
diritto alla detrazione e’ limitato a norma del comma 5,
dell’art. 19, anche per effetto dell’opzione di cui
all’art. 36-bis, la base imponibile e’ costituita dal
valore normale del beni e del servizi se e’ dovuto un
corrispettivo inferiore a tale valore e se le operazioni
sono effettuate da societa’ che direttamente o
indirettamente controllano tale soggetto, ne sono
controllate o sono controllate dalla stessa societa’ che
controlla li predetto soggetto;
b) per le operazioni esenti effettuate da un soggetto
per li quale l’esercizio del diritto alla detrazione e’
limitato a norma del comma 5 dell’art. 19, la base
imponibile e’ costituita dal valore normale del beni e dei
servizi se e’ dovuto un corrispettivo inferiore a tale
valore e se le operazioni sono effettuate nei confronti di
societa’ che direttamente o indirettamente controllano tale
soggetto, ne sono controllate o sono controllate dalla
stessa societa’ che controlla il predetto soggetto;
c) per le operazioni Imponibili, nonche’ per quelle
assimilate agii effetti dei diritto alla detrazione,
effettuate da un soggetto per il quale l’esercizio dei
diritto alla detrazione e’ limitato a norma del comma 5
dell’art. 19, la base imponibile e’ costituita dai valore
normale del beni e del servizi se e’ dovuto un
corrispettivo superiore a tale valore e se le operazioni
sono effettuate nei confronti di societa’ che direttamente
o indirettamente, controllano tale soggetto, ne sono
controllate o sono controllate dalla stessa societa’ che
controlla il predetto soggetto;
d) per la messa a disposizione di veicoli stradali a
motore nonche’ delle apparecchiature terminali per il
servizio radiomobile pubblico terrestre di
telecomunicazioni e delle relative prestazioni di gestione
effettuata dal datore di lavoro nei confronti del proprio
personale dipendente la base imponibile e’ costituita dal
valore normale del servizi se e’ dovuto un corrispettivo
inferiore a tale valore.
4) Ai fini della determinazione della base imponibile i
corrispettivi dovuti e le spese e gli oneri sostenuti in
valuta estera sono computati secondo il cambio dei giorno
in cui e’ stata effettuata l’operazione e, in mancanza,
secondo li cambio del giorno antecedente piu’ prossimo.
5) Per le cessioni che hanno per oggetto beni per il
cui acquisto o importazione la detrazione e’ stata ridotta
ai sensi dell’art. 19-bis.1 o di altre disposizioni di
indetraibilita’ oggettiva, la base imponibile e’
determinata moltiplicando per la percentuale detraibile ai
sensi di tali disposizioni l’importo determinato al sensi
del commi precedenti.».
«Art. 17 (Soggetti passivi). – L’imposta e’ dovuta dai
soggetti che effettuano le cessioni di beni e le
prestazioni di servizi imponibili, i quali devono versarla
all’erario, cumulativamente per tutte le operazioni
effettuate e al netto della detrazione prevista nell’art.
19, nel modi e nel termini stabiliti nel titolo secondo.
Gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle
prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello
Stato da soggetti non residenti nei confronti di soggetti
passivi stabiliti nel territorio dello Stato, compresi i
soggetti indicati all’art. 7-ter, comma 2, lettere b) e c),
sono adempiuti dai cessionari o committenti.
Nel caso in cui gli obblighi o i diritti derivanti
dalla applicazione delle norme in materia di imposta sul
valore aggiunto sono previsti a carico ovvero a favore di
soggetti non residenti e senza stabile organizzazione nel
territorio dello Stato, i medesimi sono adempiuti od
esercitati, nel modi ordinari, dagli stessi soggetti
direttamente, se identificati ai sensi dell’art. 35-ter,
ovvero tramite un loro rappresentante residente nel
territorio dello Stato nominato nelle forme previste
dall’art. 1, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 10 novembre 1997, n. 441. il rappresentante
fiscale risponde in solido con il rappresentato
relativamente agli obblighi derivanti dall’applicazione
delle norme in materia di imposta sul valore aggiunto. La
nomina del rappresentante fiscale e’ comunicata all’altro
contraente anteriormente all’effettuazione dell’operazione.
Se gli obblighi derivano dall’effettuazione solo di
operazioni non imponibili di trasporto ed accessorie ai
trasporti, gli adempimenti sono limitati all’esecuzione
degli obblighi relativi alla fatturazione di cui all’art.
21.
Le disposizioni del secondo e del terzo comma non si
applicano per le operazioni effettuate da o nei confronti
di soggetti non residenti, qualora le stesse siano rese o
ricevute per il tramite di stabili organizzazioni nel
territorio dello Stato.
In deroga al primo comma, per le cessioni imponibili di
oro da investimento di cui all’art. 10, numero 11), nonche’
per le cessioni di materiale d’oro e per quelle di prodotti
semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi,
al pagamento dell’imposta e’ tenuto il cessionario, se
soggetto passivo d’imposta nel territorio dello Stato. La
fattura, emessa dal cedente senza addebito d’imposta, con
l’osservanza delle disposizioni di cui agli articoli 21 e
seguenti e con l’indicazione della norma di cui al presente
comma, deve essere integrata dal cessionario con
l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta e deve
essere annotata nel registro di cui agli articoli 23 o 24
entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente,
ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con
riferimento al relativo mese; Lo stesso documento, ai fini
della detrazione, e’ annotato anche nel registro di cui
all’art. 25.
Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano
anche:
a) alle prestazioni di servizi, compresa la
prestazione di manodopera, rese nei settore edile da
soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che
svolgono l’attivita’ di costruzione o ristrutturazione di
Immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o
di un altro subappaltatore. La disposizione non si applica
alle prestazioni di servizi rese nel confronti di un
contraente generale a cui venga affidata dai committente la
totalita’ dei lavori;
a-bis) alle cessioni di fabbricati o di porzioni di
fabbricato strumentali di cui alle lettere b) e d) del
numero 8-ter) dell’art. 10;
b) alle cessioni di apparecchiature terminali per il
servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni
soggette alla tassa sulle concessioni governative di cui
all’art. 21 della tariffa annessa al decreto dei Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, come sostituita,
da ultimo, dal decreto del Ministro delle finanze 28
dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303
del 30 dicembre 1995, nonche’ del loro componenti ed
accessori;
c) alle cessioni di personal computer e dei loro
componenti ed accessori;
d) alle cessioni di materiali e prodotti lapidei,
direttamente provenienti da cave e miniere.
Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano
alle ulteriori operazioni individuate dal Ministro
dell’economia e delle finanze, con propri decreti, in base
alla direttiva 2006/69/CE del Consiglio, del 24 luglio
2006, ovvero individuate con decreto emanato al sensi
dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
nelle ipotesi in cui necessita la preventiva autorizzazione
comunitaria prevista dalla direttiva 77/388/CEE del
Consiglio, del 17 maggio 1977.».
«Art. 19 (Detrazione). – 1. Per la determinazione
dell’imposta dovuta a norma del primo comma dell’art. 17 o
dell’eccedenza di cui al secondo comma dell’art. 30, e’
detraibile dall’ammontare dell’imposta relativa alle
operazioni effettuate, quello dell’imposta assolta o dovuta
dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo di rivalsa
in relazione ai beni ed al servizi importati o acquistati
nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, il diritto
alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi
acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta
diviene esigibile e puo’ essere esercitato, al piu’ tardi,
con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a
quello in cui il diritto alla detrazione e’ sorto ed alle
condizioni esistenti al momento della nascita del diritto
medesimo.
2. Non e’ detraibile l’imposta relativa all’acquisto o
all’importazione di beni e servizi afferenti operazioni
esenti o comunque non soggette all’imposta, salvo il
disposto dell’art. 19-bis2 in nessun caso e’ detraibile
l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di beni
o servizi utilizzati per l’effettuazione di manifestazioni
a premio.
3. La indetraibilita’ di cui al comma 2 non si applica
se le operazioni ivi indicate sono costituite da:
a) operazioni di cui agli articoli 6, 8-bis e 9 o a
queste assimilate dalla legge, ivi comprese quelle di cui
agli articoli 40 e 41 del decreto-legge 30 agosto 1993,
331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1993, n. 427;
a-bis) le operazioni di cui ai numeri da 1) a 4)
dell’art. 10, effettuate nei confronti di soggetti
stabiliti fuori dalla Comunita’ o relative a beni destinati
ad essere esportati fuori della Comunita’ stessa;
b) operazioni effettuate fuori dal territorio dello
Stato le quali, se effettuate nel territorio dello Stato,
darebbero diritto alla detrazione dell’imposta;
c) operazioni di cui all’art. 2, terzo comma, lettere
a), b), d) ed f);
d) cessioni di cui all’art. 10, numero 11),
effettuate da soggetti che producono oro da investimento o
trasformano oro in oro da investimento;
e) operazioni non soggette all’imposta per effetto
delle disposizioni di cui ai primo comma dell’art. 74,
concernente disposizioni relative a particolari settori.
4) Per i beni ed i servizi in parte utilizzati per
operazioni non soggette all’imposta la detrazione non e’
ammessa per la quota imputabile a tali utilizzazioni e
l’ammontare indetraibile e’ determinato secondo criteri
oggettivi, coerenti con la natura dei beni e servizi
acquistati. Gli stessi criteri si applicano per determinare
la quota d’imposta indetraibile relativa al beni e servizi
in parte utilizzati per fini privati o comunque estranei
all’esercizio dell’impresa, arte e professione.
5) Ai contribuenti che esercitano sia attivita’ che
danno luogo ad operazioni che conferiscono il diritto alla
detrazione sia attivita’ che danno luogo ad operazioni
esenti ai sensi dell’art. 10, il diritto alla detrazione
dell’imposta spetta in misura proporzionale alla prima
categoria di operazioni e il relativo ammontare e’
determinato applicando la percentuale di detrazione di cui
all’art. 19-bis. Nel corso dell’anno la detrazione e’
provvisoriamente operata con l’applicazione della
percentuale di detrazione dell’anno precedente, salvo
conguaglio alla fine dell’anno. I soggetti che iniziano
l’attivita’ operano la detrazione in base ad una
percentuale di detrazione determinata presuntivamente,
salvo conguaglio alla fine dell’anno.
5-bis. Per i soggetti diversi da quelli di cui alla
lettera d) del comma 3 la limitazione della detrazione di
cui ai precedenti commi non opera con riferimento
all’imposta addebitata, dovuta o assolta per gli acquisti,
anche intracomunitari, di oro da investimento, per gli
acquisti, anche intracomunitari, e per le importazioni di
oro diverso da quello da investimento destinato ad essere
trasformato in oro da investimento a cura degli stessi
soggetti o per loro conto, nonche’ per i servizi
consistenti in modifiche della forma, del peso o della
purezza dell’oro, compreso l’oro da investimento.».
«Art. 20 (Volume d’affari). – Per volume d’affari del
contribuente si intende l’ammontare complessivo delle
cessioni di beni e delle prestazioni di servizi dallo
stesso effettuate, registrate o soggette a registrazione
con riferimento a un anno solare a norma degli articoli 23
e 24, tenendo conto delle variazioni di cui all’art. 26.
Non concorrono a formare il volume d’affari le cessioni di
beni ammortizzabili, compresi quelli indicati nell’art.
2425, n. 3, del codice civile, nonche’ i passaggi di cui
all’ultimo comma dell’art. 36 e le prestazioni di servizi
rese a soggetti stabiliti in un altro Stato membro della
Comunita’, non soggette all’imposta ai sensi dell’art.
7-ter del presente decreto.
L’ammontare delle singole operazioni registrate o
soggette a registrazione, ancorche’ non imponibili o
esenti, e’ determinato secondo le disposizioni degli
articoli 13, 14 e 15. I corrispettivi delle operazioni
imponibili registrati a norma dell’art. 24 sono computati
al netto della diminuzione prevista nel quarto comma
dell’art. 27.».
«Art. 21 (Fatturazione delle operazioni). – 1. Per
ciascuna operazione imponibile il soggetto che effettua la
cessione del bene o la prestazione del servizio emette
fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e
simili, o, ferma restando la sua responsabilita’, assicura
che la stessa sia emessa dal cessionario o dal committente,
ovvero, per suo conto, da un terzo. L’emissione della
fattura, cartacea o elettronica, da parte del cliente o del
terzo residente in un Paese con il quale non esiste alcun
strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza
e’ consentita a condizione che ne sia data preventiva
comunicazione all’amministrazione finanziaria e purche’ il
soggetto passivo nazionale abbia iniziato l’attivita’ da
almeno cinque anni e nei suoi confronti non siano stati
notificati, nei cinque anni precedenti, atti impositivi o
di contestazione di violazioni sostanziali in materia di
imposta sul valore aggiunto. Con provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle entrate sono determinate le
modalita’, i contenuti e le procedure telematiche della
comunicazione. La fattura si ha per emessa all’atto della
sua consegna o spedizione all’altra parte ovvero all’atto
della sua trasmissione per via elettronica.
2. La fattura e’ datata e numerata in ordine
progressivo per anno solare e contiene le seguenti
indicazioni:
a) ditta, denominazione o ragione sociale, residenza
o domicilio dei soggetti fra cui e’ effettuata
l’operazione, del rappresentante fiscale nonche’ ubicazione
della stabile organizzazione per i soggetti non residenti
e, relativamente al cedente o prestatore, numero di partita
IVA. Se non si tratta di imprese, societa’ o enti devono
essere indicati, in luogo della ditta, denominazione o
ragione sociale, il nome e il cognome;
b) natura, qualita’ e quantita’ dei beni e dei
servizi formanti oggetto dell’operazione;
c) corrispettivi ed altri dati necessari per la
determinazione della base imponibile, compreso il valore
normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o
abbuono di cui all’art. 15, n. 2;
d) valore normale degli altri beni ceduti a titolo di
sconto, premio o abbuono;
e) aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile
con arrotondamento al centesimo di euro;
f) numero di partita IVA del cessionario del bene o
del committente del servizio qualora sia debitore
dell’imposta in luogo del cedente o del prestatore, con
l’indicazione della relativa norma;
f-bis) il numero di identificazione IVA attribuito
dallo Stato membro di stabilimento del cessionario o
committente, per le operazioni effettuate nei confronti di
soggetti stabiliti nel territorio di un altro Stato membro
della Comunita’;
g) data della prima immatricolazione o iscrizione in
pubblici registri e numero dei chilometri percorsi, delle
ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione
intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi, di cui
all’art. 38, comma 4, del decreto-legge 30 agosto 1993, n.
331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1993, n. 427;
h) annotazione che la stessa e’ compilata dal cliente
ovvero, per conto del cedente o prestatore, da un terzo.
3. Se l’operazione o le operazioni cui si riferisce la
fattura comprendono beni o servizi soggetti all’imposta con
aliquote diverse, gli elementi e i dati di cui al comma 2,
lettere b), c) ed e), devono essere indicati distintamente
secondo l’aliquota applicabile. Per le operazioni
effettuate nello stesso giorno nei confronti di un medesimo
destinatario puo’ essere emessa una sola fattura. In caso
di piu’ fatture trasmesse in unico lotto, per via
elettronica, allo stesso destinatario da parte di un unico
fornitore o prestatore, le indicazioni comuni alle diverse
fatture possono essere inserite una sola volta, purche’ per
ogni fattura sia accessibile la totalita’ delle
informazioni. La trasmissione per via elettronica della
fattura, non contenente macroistruzioni ne’ codice
eseguibile, e’ consentita previo accordo con il
destinatario. L’attestazione della data, l’autenticita’
dell’origine e l’integrita’ del contenuto della fattura
elettronica sono rispettivamente garantite mediante
l’apposizione su ciascuna fattura o sul lotto di fatture
del riferimento temporale e della firma elettronica
qualificata dell’emittente o mediante sistemi EDI di
trasmissione elettronica dei dati che garantiscano i
predetti requisiti di autenticita’ e integrita’. Le fatture
in lingua straniera devono essere tradotte in lingua
nazionale a richiesta dell’amministrazione finanziaria e
gli importi possono essere espressi in qualsiasi valuta
purche’ l’imposta sia indicata in euro.
4. La fattura e’ emessa al momento di effettuazione
dell’operazione determinata a norma dell’art. 6. La fattura
in formato cartaceo e’ compilata in duplice esemplare di
cui uno e’ consegnato o spedito all’altra parte. Per le
cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulti da
documento di trasporto o da altro documento idoneo a
identificare i soggetti tra i quali e’ effettuata
l’operazione ed avente le caratteristiche determinate con
decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n.
472, la fattura e’ emessa entro il giorno 15 del mese
successivo a quello della consegna o spedizione e contiene
anche l’indicazione della data e del numero dei documenti
stessi. In tale caso, puo’ essere emessa una sola fattura
per le cessioni effettuate nel corso di un mese solare fra
le stesse parti. In deroga a quanto disposto nel terzo
periodo la fattura puo’ essere emessa entro il mese
successivo a quello della consegna o spedizione dei beni
limitatamente alle cessioni effettuate a terzi dal
cessionario per il tramite del proprio cedente.
5. Nelle ipotesi di cui all’art. 17, secondo comma, il
cessionario o il committente deve emettere la fattura in
unico esemplare, ovvero, ferma restando la sua
responsabilita’, assicurarsi che la stessa sia emessa, per
suo conto, da un terzo.
6. La fattura deve essere emessa anche per le cessioni
relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti
a vigilanza doganale, non soggette all’imposta, a norma
dell’art. 7-bis, comma 1, e per le prestazioni di servizi
rese a committenti soggetti passivi stabiliti nel
territorio di un altro Stato membro della Comunita’, non
soggette all’imposta ai sensi dell’art. 7-ter nonche’ per
le operazioni non imponibili di cui agli articoli 8, 8-bis,
9 e 38-quater, per le operazioni esenti di cui all’art. 10,
tranne quelle indicate al n. 6), per le operazioni soggette
al regime del margine previsto dal decreto-legge 23
febbraio 1995, n, 41, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 marzo 1995, n. 85, nonche’ dall’art. 74-ter per le
operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo.
In questi casi la fattura, in luogo dell’indicazione
dell’ammontare dell’imposta, reca l’annotazione che si
tratta rispettivamente di operazione non soggetta, non
imponibile, esente ovvero assoggettata al regime del
margine, con l’indicazione della relativa norma.
7. Se viene emessa fattura per operazioni inesistenti,
ovvero se nella fattura i corrispettivi delle operazioni o
le imposte relativi sono indicate in misura superiore a
quella reale, l’imposta e’ dovuta per l’intero ammontare
indicato o corrispondente alle indicazioni della fattura.
8. Le spese di emissione della fattura e dei
conseguenti adempimenti e formalita’ non possono formare
oggetto di addebito a qualsiasi titolo.
«Art. 23 (Registrazione delle fatture). – Il
contribuente deve annotare entro quindici giorni le fatture
emesse, nell’ordine della loro numerazione e con
riferimento alla data della loro emissione, in apposito
registro. Le fatture di cui al quarto comma, seconda parte,
dell’art. 21, devono essere registrate entro il termine di
emissione e con il riferimento al mese di consegna o
spedizione del beni.
Per ciascuna fattura devono essere indicati il numero
progressivo e la data di emissione di essa, l’ammontare
imponibile dell’operazione o delle operazioni e l’ammontare
dell’imposta, distinti secondo l’aliquota applicata, e la
ditta, denominazione o ragione sociale del cessionario del
bene o dei committente del servizio, ovvero, nelle ipotesi
di cui al secondo comma dell’art. 17, del cedente o del
prestatore.
Se l’altro contraente non e’ un’impresa, societa’ o
ente devono essere indicati, in luogo della ditta,
denominazione o ragione sociale, il nome e il cognome. Per
le fatture relative alle operazioni non imponibili o esenti
di cui al sesto comma dell’art. 21 devono essere indicati,
in luogo dell’ammontare dell’imposta, il titolo di
inapplicabilita’ di essa e la relativa norma.
Nell’ipotesi di cui al quinto comma dell’art. 6 le
fatture emesse devono essere registrate anche dal soggetto
destinatario in apposito registro, bollato e numerato ai
sensi dell’art. 39, secondo modalita’ e termini stabiliti
con apposito decreto ministeriale.».
«Art. 24 (Registrazione dei corrispettivi). – I
commercianti al minuto e gli altri contribuenti di cui
all’art. 22, in luogo di quanto stabilito nell’articolo
precedente, possono annotare in apposito registro,
relativamente alle operazioni effettuate in ciascun giorno,
l’ammontare globale dei corrispettivi delle operazioni
imponibili e delle relative imposte, distinto secondo
l’aliquota applicabile, nonche’ l’ammontare globale del
corrispettivi delle operazioni non imponibili di cui
all’art. 21, sesto comma, e, distintamente, all’art.
38-quater e quello delle operazioni esenti ivi indicate.
L’annotazione deve essere eseguita, con riferimento al
giorno in cui le operazioni sono effettuate, entro il
giorno non festivo successivo.
Nella determinazione dell’ammontare giornaliero del
corrispettivi devono essere computati anche i corrispettivi
delle operazioni effettuate con emissione di fattura,
comprese quelle relative ad immobili e beni strumentali e
quelle indicate nel secondo comma dell’art. 17, includendo
nel corrispettivo anche l’imposta.
Per determinate categorie di commercianti al minuto,
che effettuano promiscuamente la vendita di beni soggetti
ad aliquote d’imposta diverse, il Ministro delle finanze
puo’ consentire, stabilendo le modalita’ da osservare, che
la registrazione del corrispettivi delle operazioni
imponibili sia fatta senza distinzione per aliquote e che
la ripartizione dell’ammontare del corrispettivi al fini
dell’applicazione delle diverse aliquote sia fatta in
proporzione degli acquisti.
I commercianti al minuto che tengono il registro di cui
al primo comma in luogo diverso da quello in cui svolgono
l’attivita’ di vendita devono eseguire le annotazioni
prescritte nel primo comma, nei termini ivi indicati, anche
in un registro di prima nota tenuto e conservato nel luogo
o in ciascuno dei luoghi in cui svolgono l’attivita’ di
vendita. Le relative modalita’ sono stabilite con decreto
del Ministro delle finanze.».
«Art. 25 (Registrazione degli acquisti). – Il
contribuente deve numerare in ordine progressivo le fatture
e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi
acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o
professione, comprese quelle emesse a norma del secondo
comma dell’art. 17 e deve annotarle in apposito registro
anteriormente alla liquidazione periodica, ovvero alla
dichiarazione annuale, nella quale e’ esercitato il diritto
alla detrazione della relativa imposta.
Dalla registrazione devono risultare la data della
fattura o bolletta, il numero progressivo ad essa
attribuito, la ditta, denominazione o ragione sociale del
cedente del bene o prestatore del servizio, ovvero il nome
e cognome se non si tratta di imprese, societa’ o enti,
nonche’ l’ammontare imponibile e l’ammontare dell’imposta
distinti secondo l’aliquota.
Per le fatture relative alle operazioni non imponibili
o esenti di cui al sesto comma dell’art. 21 devono essere
indicati, in luogo dell’ammontare dell’imposta, il titolo
di inapplicabilita’ di essa e la relativa norma.
La disposizione del comma precedente si applica anche
per le fatture relative a prestazioni di trasporto e per
quelle pervenute tramite spedizionieri o agenzie di viaggi,
quale ne sia l’importo.».
«Art. 30 (Versamento di conguaglio e rimborso
dell’eccedenza). – Se dalla dichiarazione annuale risulta
che l’ammontare detraibile di cui a n. 3) dell’art. 28,
aumentato delle somme versate mensilmente, e’ superiore a
quello dell’imposta relativa alle operazioni imponibili di
cui al n. 1) dello stesso articolo, il contribuente ha
diritto di computare l’importo dell’eccedenza in detrazione
nell’anno successivo, ovvero di chiedere il rimborso nelle
ipotesi di cui ai commi successivi e comunque in caso di
cessazione di attivita’.
Il contribuente puo’ chiedere in tutto o in parte il
rimborso dell’eccedenza detraibile, se di importo superiore
a lire cinque milioni, all’atto della presentazione della
dichiarazione:
a) quando esercita esclusivamente o prevalentemente
attivita’ che comportano l’effettuazione di operazioni
soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle
dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni,
computando a tal fine anche le operazioni effettuate a
norma dell’art. 17, quinto, sesto e settimo comma;
b) quando effettua operazioni non imponibili di cui
agli articoli 8, 8-bis e 9 per un ammontare superiore al 25
per cento dell’ammontare complessivo di tutte le operazioni
effettuate;
c) limitatamente all’imposta relativa all’acquisto o
all’importazione di beni ammortizzabili, nonche’ di beni e
servizi per studi e ricerche;
d) quando effettua prevalentemente operazioni non
soggette all’imposta per effetto degli articoli da 7 a
7-septies;
e) quando si trova nelle condizioni previste dal
terzo comma dell’art. 17.
Il contribuente anche fuori dei casi previsti nel
precedente terzo comma puo’ chiedere il rimborso
dell’eccedenza detraibile, risultante dalla dichiarazione
annuale, se dalle dichiarazioni dei due anni precedenti
risultano eccedenze detraibili; in tal caso il rimborso
puo’ essere richiesto per un ammontare comunque non
superiore al minore degli importi delle predette eccedenze.
Con decreto del Ministro delle finanze da pubblicare
nella Gazzetta Ufficiale saranno stabiliti gli elementi, da
indicare nella dichiarazione o in apposito allegato, che,
in relazione all’attivita’ esercitata, hanno determinato il
verificarsi dell’eccedenza di cui si richiede il rimborso.
Agli effetti della norma di cui all’art. 73, ultimo
comma, le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma
del presente articolo si intendono applicabili per i
rimborsi richiesti dagli enti e dalle societa’
controllanti.».
«Art. 35-ter (Identificazione al fini I.V.A. ed
obblighi contabili del soggetto non residente). – 1. I
soggetti non residenti nel territorio dello Stato, che, ai
sensi dell’art. 17, terzo comma, intendono assolvere gli
obblighi ed esercitare i diritti in materia di imposta sul
valore aggiunto direttamente, devono farne dichiarazione
all’Ufficio competente, prima dell’effettuazione delle
operazioni per le quali si vuole adottare il suddetto
sistema.
2. La dichiarazione deve contenere le seguenti
indicazioni:
a) per le persone fisiche, il cognome, il nome e la
eventuale ditta, il luogo e la data di nascita, il
domicilio fiscale nello Stato estero in cui l’attivita’ e’
esercitata;
b) per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la
denominazione, ragione sociale o ditta, la sede legale o,
in mancanza, amministrativa, nello Stato estero in cui
l’attivita’ e’ esercitata; gli elementi di cui alla lettera
a) per almeno una delle persone che ne hanno la
rappresentanza;
c) l’ufficio dell’amministrazione dello Stato estero
competente ad effettuare i controlli sull’attivita’ del
dichiarante, nonche’ il numero di identificazione
all’imposta sul valore aggiunto ovvero, in mancanza, il
codice identificativo fiscale attribuito dal medesimo
Stato;
d) il tipo e l’oggetto dell’attivita’ esercitata
nello Stato estero di stabilimento;
e) l’impegno ad esibire le scritture contabili entro
i termini stabiliti dall’amministrazione richiedente;
f) ogni altro elemento richiesto dal modello di
dichiarazione.
3. L’ufficio attribuisce al richiedente un numero di
partita I.V.A., in cui sia evidenziata anche la natura di
soggetto non residente identificato in Italia. il predetto
numero deve essere riportato nelle dichiarazioni e in ogni
altro atto, ove richiesto.
4. In caso di variazione dei dati di cui al comma 2, il
soggetto non residente presenta apposita dichiarazione
entro trenta giorni al competente ufficio dell’Agenzia
delle entrate. Le dichiarazioni di cui al presente articolo
sono redatte in conformita’ al modello stabilito con
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
5. Possono avvalersi dell’identificazione diretta
prevista dal presente articolo, i soggetti non residenti,
che esercitano attivita’ di impresa, arte o professione in
altro Stato membro della Comunita’ europea o in un Paese
terzo con il quale esistano strumenti giuridici che
disciplinano la reciproca assistenza in materia di
imposizione indiretta, analogamente a quanto previsto dalle
direttive del Consiglio n. 76/308/CEE del 15 marzo 1976 e
n. 77/799/CEE del 19 dicembre 1977 e dal regolamento (CEE)
n. 218/92 del Consiglio del 27 gennaio 1992.
6. Per quanto non espressamente previsto dal presente
articolo anche in materia di utilizzo del servizio di
collegamento telematico con l’Agenzia delle entrate per la
presentazione di documenti, atti e istanze, si fa rinvio,
in quanto applicabili, alle disposizioni dell’art. 35, come
modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 5
ottobre 2001, n. 404.
«Art. 56 (Notificazione e motivazione degli
accertamenti). – Le rettifiche e gli accertamenti sono
notificati ai contribuenti, mediante avvisi motivati, nei
modi stabiliti per le notificazioni in materia di imposte
sui redditi, da messi speciali autorizzati dagli uffici
dell’imposta sul valore aggiunto o dai messi comunali.
Negli avvisi relativi alle rettifiche di cui all’art.
54 devono essere indicati specificamente, a pena di
nullita’, gli errori, le omissioni e le false o inesatte
indicazioni su cui e’ fondata la rettifica e i relativi
elementi probatori. Per le omissioni e le inesattezze
desunte in via presuntiva devono essere indicati i fatti
certi che danno fondamento alla presunzione.
Negli avvisi relativi agli accertamenti induttivi
devono essere indicati, a pena di nullita’, l’imponibile
determinato dall’ufficio, l’aliquota o le aliquote e le
detrazioni applicate e le ragioni per cui sono state
ritenute applicabili le disposizioni del primo o del
secondo comma dell’art. 55.
Nelle ipotesi di cui al quarto comma dell’art. 54 e al
terzo comma dell’art. 55 devono essere inoltre indicate, a
pena di nullita’, le ragioni di pericolo per la riscossione
dell’imposta.
La motivazione dell’atto deve indicare i presupposti di
fatto e le ragioni giuridiche che lo hanno determinato. Se
la motivazione fa riferimento ad un altro atto non
conosciuto ne’ ricevuto dal contribuente, questo deve
essere allegato all’atto che lo richiama salvo che
quest’ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale.
L’accertamento e’ nullo se non sono osservate le
disposizioni di cui al presente comma.
I provvedimenti emanati ai sensi degli articoli
38-bis1, 38-bis2 e 38-ter possono essere notificati anche
tramite mezzi elettronici.».
«Art. 67 (Importazioni). – 1. Costituiscono
importazioni le seguenti operazioni aventi per oggetto beni
introdotti nel territorio dello Stato, che siano originari
da Paesi o territori non compresi nel territorio della
Comunita’ e che non siano stati gia’ immessi in libera
pratica in altro Paese membro della Comunita’ medesima,
ovvero che siano provenienti dai territori da considerarsi
esclusi dalla Comunita’ a norma dell’art. 7:
a) le operazioni di immissione in libera pratica, con
sospensione del pagamento dell’imposta qualora si tratti di
beni destinati a proseguire verso altro Stato membro della
Comunita’ economica europea;
b) le operazioni di perfezionamento attivo di cui
all’art. 2, lettera b), del regolamento CEE n. 1999/85 del
Consiglio dei 16 luglio 1985;
c) le operazioni di ammissione temporanea aventi per
oggetto beni, destinati ad essere riesportati tal quali,
che, in ottemperanza alle disposizioni della Comunita’
economica europea, non fruiscano della esenzione totale dai
dazi di importazione;
d) le operazioni di immissione in consumo relative a
beni provenienti dal Monte Athos, dalle Isole Canarie e dai
Dipartimenti francesi d’oltremare;
e) .
2. Sono altresi’ soggette all’imposta le operazioni di
reimportazione a scarico di esportazione temporanea fuori
della Comunita’ economica europea e quelle di
reintroduzione di beni precedentemente esportati fuori
della Comunita’ medesima.».
«Art. 71 (Operazioni con lo Stato della Citta’ del
Vaticano e con la Repubblica di San Marino). – Le
disposizioni degli articoli 8 e 9 si applicano alle
cessioni eseguite mediante trasporto o consegna dei beni
nel territorio dello Stato della Citta’ del Vaticano,
comprese le aree in cui hanno sede le istituzioni e gli
uffici richiamati nella convenzione doganale italo-vaticana
del 30 giugno 1930, e in quello della Repubblica di San
Marino, ed ai servizi connessi, secondo modalita’ da
stabilire preventivamente con decreti del Ministro per le
finanze in base ad accordi con i detti Stati.
Per l’introduzione nel territorio dello Stato di beni
provenienti dallo Stato della Citta’ del Vaticano, comprese
le aree di cui al primo comma, e della Repubblica di San
Marino i contribuenti dai quali o per conto dei quali ne e’
effettuata l’introduzione nel territorio dello Stato sono
tenuti al pagamento dell’imposta sul valore aggiunto a
norma del secondo comma dell’art. 17.
Per i beni di provenienza estera destinati alla
Repubblica di San Marino, l’imposta sul valore aggiunto
sara’ assunta in deposito dalla dogana e rimborsata al
detto Stato successivamente all’introduzione dei beni
stessi nel suo territorio, secondo modalita’ da stabilire
con il decreto previsto dal primo comma.».

Art. 2

Modifiche al decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.
1. Al decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 38, comma 5, lettera c-bis), le parole «articolo
7, secondo comma, terzo periodo» sono sostituite dalle seguenti:
«articolo 7-bis, comma 3»;
b) all’articolo 40:
1) al comma 3, le parole «all’articolo 7, secondo comma,» sono
sostituite dalle seguenti «all’articolo 7-bis»;
2) al comma 4, lettera a), le parole «dell’articolo 7, secondo
comma,» sono sostituite dalle seguenti «dell’articolo 7-bis, comma
1,»;
3) i commi 4-bis, 5, 6, 7 e 9 sono abrogati;
c) all’articolo 41, comma 4, sono soppresse le parole «nonche’ le
prestazioni di servizi indicate nell’articolo 40, comma 9, del
presente decreto,»;
d) all’articolo 44:
1) al comma 1 le parole «, gli acquisti intracomunitari e le
prestazioni di servizi.» sono sostituite dalle seguenti «e gli
acquisti intracomunitari.»;
2) comma 2, la lettera b) e’ abrogata;
3) al comma 3, il primo periodo e’ sostituito dal seguente «Se
le operazioni indicate nel comma 1 sono effettuate da un soggetto
passivo d’imposta non residente e senza stabile organizzazione nel
territorio dello Stato, gli obblighi e i diritti derivanti
dall’applicazione del presente decreto sono adempiuti o esercitati,
nei modi ordinari, mediante identificazione diretta ai sensi
dell’articolo 35-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, o da un rappresentante residente nel territorio
dello Stato, nominato ai sensi e per gli effetti del terzo comma
dell’articolo 17 del medesimo decreto.»;
4) al comma 4, le parole «secondo comma» sono sostituite dalle
seguenti «terzo comma»;
e) all’articolo 46:
1) al comma 1:
a) al primo periodo:
1) la parola «o committente» e’ soppressa;
2) le parole «o servizi acquistati» sono soppresse;
b) il secondo periodo e’ abrogato;
2) il primo periodo del comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«Per le cessioni intracomunitarie di cui all’articolo 41 deve essere
emessa fattura numerata a norma dell’articolo 21 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, con
l’indicazione, in luogo dell’ammontare dell’imposta, che trattasi di
operazione non imponibile, con la specificazione della relativa
norma.»;
3) il comma 5, e’ sostituito dal seguente «5. Il cessionario di
un acquisto intracomunitario di cui all’articolo 38, commi 2 e 3,
lettere b) e c), che non ha ricevuto la relativa fattura entro il
mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione deve
emettere entro il mese seguente, in unico esemplare, la fattura di
cui al comma 1 con l’indicazione anche del numero di identificazione,
attribuito agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, al cedente
dallo Stato membro di appartenenza; se ha ricevuto una fattura
indicante un corrispettivo inferiore a quello reale deve emettere
fattura integrativa entro il quindicesimo giorno successivo alla
registrazione della fattura originaria.»;
f) all’articolo 47, comma 1, le parole «e alle operazioni di cui
all’articolo 46, comma 1, secondo periodo,» sono soppresse;
g) all’articolo 49, il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. I
soggetti di cui all’articolo 4, quarto comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non soggetti
passivi d’imposta, che hanno effettuato acquisti intracomunitari per
i quali e’ dovuta l’imposta, salvo quanto disposto nel comma 3 del
presente articolo, devono presentare, in via telematica ed entro
ciascun mese, una dichiarazione relativa agli acquisti registrati nel
mese precedente, redatta in conformita’ al modello approvato con
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. Dalla
dichiarazione devono risultare l’ammontare degli acquisti, quello
dell’imposta dovuta e gli estremi del relativo attestato di
versamento.»;
h) all’articolo 50:
1) al comma 1, le parole «e le prestazioni di cui all’articolo
40, commi 4-bis, 5, e 6,» e le parole «e dei committenti» sono
soppresse;
2) al comma 3, le parole «o commette le prestazioni di cui
all’articolo 40, commi 4-bis, 5 e 6,» sono soppresse;
3) al comma 4, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente:
«La dichiarazione e’ presentata, in via telematica, anteriormente
all’effettuazione di ciascun acquisto; l’ufficio attribuisce il
numero di partita IVA a seguito di dichiarazione, redatta in
conformita’ ad apposito modello approvato con provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle entrate, resa dai soggetti interessati
al momento del superamento del limite di cui all’articolo 38, comma
5, lettera c), del presente decreto.»;
4) il comma 6 e’ sostituito dal seguente: «6. I contribuenti
presentano in via telematica all’Agenzia delle dogane gli elenchi
riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari,
nonche’ delle prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli
articoli 7-quater e 7-quinquies del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, rese nei confronti di soggetti
passivi stabiliti in un altro Stato membro della Comunita’ e quelle
da questi ultimi ricevute. I soggetti di cui all’articolo 7-ter,
comma 2, lettere b) e c), del decreto del Presidente della Repubblica
n. 633 del 1972, presentano l’elenco riepilogativo degli acquisti
intracomunitari di beni e delle prestazioni di servizi di cui al
comma 1 dello stesso articolo 7-ter, ricevute da soggetti passivi
stabiliti in un altro Stato membro della Comunita’. Gli elenchi
riepilogativi delle prestazioni di servizi di cui al primo ed al
secondo periodo non comprendono le operazioni per le quali non e’
dovuta l’imposta nello Stato membro in cui e’ stabilito il
destinatario.»;
5) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:
«6-bis. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente
disposizione, sono stabiliti le modalita’ ed i termini per la
presentazione degli elenchi di cui al comma 6, tenendo conto delle
richieste formulate dall’Istituto nazionale di statistica.
6-ter. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle dogane di
concerto con il Direttore dell’Agenzia delle entrate e d’intesa con
l’Istituto Nazionale di Statistica, da emanarsi entro novanta giorni
dall’entrata in vigore della presente disposizione, sono approvati i
modelli e le relative istruzioni applicative, le caratteristiche
tecniche per la trasmissione, nonche’ le procedure ed i termini per
l’invio dei dati all’Istituto Nazionale di Statistica.»;
i) all’articolo 50-bis, comma 6, le parole «terzo comma» sono
sostituite dalle seguenti «secondo comma»;
l) all’articolo 59, il comma 1 e’ abrogato.

Note all’art. 2:
– Si riporta il testo degli articoli 38, 40, 41, 44,
46, 47, 49, 50, 50-bis e 59 del decreto-legge 30 agosto
1993, n. 331 (Armonizzazione delle disposizioni in materia
di imposte sugli oli minerali, sull’alcole, sulle bevande
alcoliche, sui tabacchi lavorati e in materia di IVA con
quelle recate da direttive CEE e modificazioni conseguenti
a detta armonizzazione, nonche’ disposizioni concernenti la
disciplina dei centri autorizzati di assistenza fiscale, le
procedure dei rimborsi di imposta, l’esclusione dall’ILOR
dei redditi di impresa fino all’ammontare corrispondente al
contributo diretto lavorativo, l’istituzione per 1993 di
un’imposta erariale straordinaria su taluni beni ed altre
disposizioni tributarie), convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, come
modificati dal presente decreto:
«Art. 38 (Acquisti intracomunitari). – 1. L’imposta sul
valore aggiunto si applica sugli acquisti intracomunitari
di beni effettuati nel territorio dello Stato
nell’esercizio di imprese, arti e professioni o comunque da
enti, associazioni o altre organizzazioni di cui all’art.
4, quarto comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, soggetti passivi
d’imposta nel territorio dello Stato.
Costituiscono acquisti intracomunitari le acquisizioni,
derivanti da atti a titolo oneroso, della proprieta’ di
beni o di altro diritto reale di godimento sugli stessi,
spediti o trasportati nel territorio dello Stato da altro
Stato membro dal cedente, nella qualita’ di soggetto
passivo d’imposta, ovvero dall’acquirente o da terzi per
loro conto.
Costituiscono inoltre acquisti intracomunitari:
a);
b) la introduzione nel territorio dello Stato da
parte o per conto di un soggetto passivo d’imposta di beni
provenienti da altro Stato membro. La disposizione si
applica anche nel caso di destinazione nel territorio dello
Stato, per finalita’ rientranti nell’esercizio
dell’impresa, di beni provenienti da altra impresa
esercitata dallo stesso soggetto in altro Stato membro;
c) gli acquisti di cui al comma 2 da parte di enti,
associazioni ed altre organizzazioni di cui all’art. 4,
quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633 , non soggetti passivi d’imposta;
d) l’introduzione nel territorio dello Stato da parte
o per conto dei soggetti indicati nella lettera c) di beni
dagli stessi in precedenza importati in altro Stato membro;
e) gli acquisti a titolo oneroso di mezzi di
trasporto nuovi trasportati o spediti da altro Stato
membro, anche se il cedente non e’ soggetto d’imposta ed
anche se non effettuati nell’esercizio di imprese, arti e
professioni.
4. Agli effetti del comma 3, lettera e), costituiscono
mezzi di trasporto le imbarcazioni di lunghezza superiore a
7,5 metri, gli aeromobili con peso totale al decollo
superiore a 1.550 kg, e i veicoli con motore di cilindrata
superiore a 48 cc. o potenza superiore a 7,2 kW, destinati
al trasporto di persone o cose, esclusi le imbarcazioni
destinate all’esercizio di attivita’ commerciali o della
pesca o ad operazioni di salvataggio o di assistenza in
mare e gli aeromobili di’ cui all’art. 8-bis, primo comma,
lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633; i mezzi di trasporto non si
considerano nuovi alla duplice condizione che abbiano
percorso oltre seimila chilometri e la cessione sia
effettuata decorso il termine di sei mesi dalla data dei
provvedimento di prima immatricolazione o di iscrizione in
pubblici registri o di altri provvedimenti equipollenti,
ovvero navigato per oltre cento ore, ovvero volato per
oltre quaranta ore e la cessione sia effettuata decorso il
termine di tre mesi dalla data del provvedimento di prima
immatricolazione o di iscrizione in pubblici registri o di
altri provvedimenti equipollenti.
4-bis. Agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto,
costituiscono prodotti soggetti ad accisa l’alcole, le
bevande alcoliche, i tabacchi lavorati ed i prodotti
energetici, esclusi il gas fornito dai sistema di
distribuzione di gas naturale e l’energia elettrica, quali
definiti dalle disposizioni comunitarie in vigore.
5. Non costituiscono acquisti intracomunitari:
a) l’introduzione nei territorio dello Stato di beni
oggetto di operazioni di perfezionamento o di manipolazioni
usuali ai sensi, rispettivamente, dell’art. 1, comma 3,
lettera h), del Regolamento del Consiglio delle Comunita’
europee 16 luglio 1985, n. 1999, e dell’art. 18 del
Regolamento dello stesso Consiglio 25 luglio 1988, n. 2503,
se i beni sono successivamente trasportati o spediti al
committente, soggetto passivo d’imposta, nello Stato membro
di provenienza o per suo conto in altro Stato membro ovvero
fuori del territorio della Comunita’; l’introduzione nel
territorio dello Stato di beni temporaneamente utilizzati
per l’esecuzione di prestazioni o che, se importati,
beneficierebbero della ammissione temporanea in esenzione
totale dai dazi doganali;
b) l’introduzione nel territorio dello Stato, in
esecuzione di una cessione, di beni destinati ad essere ivi
installati, montati o assiemati dal fornitore o per suo
conto;
c) gli acquisti di beni, diversi dai mezzi di
trasporto nuovi e da quelli soggetti ad accisa, effettuati
dai soggetti indicati nel comma 3, lettera c), dai soggetti
passivi per i quali l’imposta e’ totalmente indetraibile a
norma dell’art. 19, secondo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n, 633, e dai
produttori agricoli di cui all’art. 34 dello stesso decreto
che non abbiano optato per l’applicazione dell’imposta nei
modi ordinari se l’ammontare complessivo degli acquisti
intracomunitari e degli acquisti di cui all’art. 40, comma
3, del presente decreto, effettuati nell’anno solare
precedente, non ha superato 10.000 euro e fino a quando,
nell’anno in corso, tale limite non e’ superato.
L’ammontare complessivo degli acquisti e’ assunto al netto
dell’imposta sul valore aggiunto e al netto degli acquisti
di mezzi di trasporto nuovi di cui al comma 4 del presente
articolo e degli acquisti di prodotti soggetti ad accisa;
c-bis) l’introduzione nel territorio del Stato di gas
mediante sistemi di gas naturale e di energia elettrica, di
cui all’art. 7-bis, comma 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
d) gli acquisti di beni se il cedente beneficia nel
proprio Stato membro dell’esonero disposto per le piccole
imprese.
6. La disposizione di cui al comma 5, lettera c), non
si applica ai soggetti ivi indicati che optino per
l’applicazione dell’imposta sugli acquisti intracomunitari,
dandone comunicazione all’ufficio nella dichiarazione, ai
fini dell’imposta sul valore aggiunto, relativa all’anno
precedente ovvero nella dichiarazione di inizio
dell’attivita’ o comunque anteriormente all’effettuazione
dell’acquisto. L’opzione ha effetto, se esercitata nella
dichiarazione relativa all’anno precedente, dal 1° gennaio
dell’anno in corso e, negli altri casi, dal momento in cui
e’ esercitata, fino a quando non sia revocata e, in ogni
caso, fino al compimento del biennio successivo all’anno
nel corso del quale e’ esercitata, sempreche’ ne permangano
i presupposti; la revoca deve essere comunicata all’ufficio
nella dichiarazione annuale ed ha effetto dall’anno in
corso. Per i soggetti di cui all’art. 4, quarto comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, non soggetti passivi d’imposta, la revoca deve essere
comunicata mediante lettera raccomandata entro il termine
di presentazione della dichiarazione annuale. La revoca ha
effetto dall’anno in corso.
7. L’imposta non e’ dovuta per l’acquisto
intracomunitario nel territorio dello Stato, da parte di
soggetto passivo d’imposta in altro Stato membro, di beni
dallo stesso acquistati in altro Stato membro e spediti o
trasportati nel territorio dello Stato a propri cessionari,
soggetti passivi d’imposta o enti di cui all’art. 4, quarto
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, assoggettati all’imposta per gli
acquisti intracomunitari effettuati, designati per il
pagamento dell’imposta relativa alla cessione.
8. Si considerano effettuati in proprio gli acquisti
intracomunitari da parte di commissionari senza
rappresentanza.».
«Art. 40 (Territorialita’ delle operazioni
intracomunitarie). – 1. Gli acquisti intracomunitari sono
effettuati nel territorio dello Stato se hanno per oggetto
beni, originari di altro Stato membro o ivi immessi in
libera pratica ai sensi degli articoli 9 e 10 del Trattato
istitutivo della Comunita’ economica europea, spediti o
trasportati dal territorio di altro Stato membro nel
territorio dello Stato.
2. L’acquisto intracomunitario si considera effettuato
nel territorio dello Stato quando l’acquirente e’ ivi
soggetto d’imposta, salvo che sia comprovato che l’acquisto
e’ stato assoggettato ad imposta in altro Stato membro di
destinazione del bene. E’ comunque effettuato senza
pagamento dell’imposta l’acquisto intracomunitario di beni
spediti o trasportati in altro Stato membro se i beni
stessi risultano ivi oggetto di successiva cessione a
soggetto d’imposta nel territorio di tale Stato o ad ente
ivi assoggettato ad imposta per acquisti intracomunitari e
se il cessionario risulta designato come debitore
dell’imposta relativa.
3. In deroga all’art. 7-bis, comma 1, del D.P.R. 26
ottobre 1972, n. 633, si considerano effettuate nel
territorio dello Stato le cessioni in base a cataloghi, per
corrispondenza e simili, di beni spediti o trasportati nel
territorio dello Stato dal cedente o per suo conto da altro
Stato membro nei confronti di persone fisiche non soggetti
d’imposta ovvero di cessionari che non hanno optato per
l’applicazione dell’imposta sugli acquisti intracomunitari
ai sensi dell’art. 38, comma 6, ma con esclusione in tal
caso delle cessioni di prodotti soggetti ad accisa. I beni
ceduti, ma importati dal cedente in altro Stato membro, si
considerano spediti o trasportati dal territorio di tale
ultimo Stato.
4. Le disposizioni del comma 3 non si applicano:
a) alle cessioni di mezzi ai trasporto nuovi e a
quelle di beni da installare, montare o assiemare al sensi
dell’art. 7-bis, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
b) alle cessioni di beni, diversi da quelli soggetti
ad accisa, effettuate nel territorio dello Stato, fino ad
un ammontare nel corso dell’anno solare non superiore a
35.000 euro e sempreche’ tale limite non sia stato superato
nell’anno precedente. La disposizione non opera per le
cessioni di cui al comma 3 effettuate da parte di soggetti
passivi in altro Stato membro che hanno ivi optato per
l’applicazione dell’imposta nel territorio dello Stato.
4-bis. (abrogato).
5. (abrogato).
6. (abrogato).
7. (abrogato).
8.
9. (abrogato).
«Art. 41 (Cessioni intracomunitarie non imponibili). –
1. Costituiscono cessioni non imponibili:
a) le cessioni a titolo oneroso di beni, trasportati
o spediti nel territorio di altro Stato membro, dal cedente
o dall’acquirente, o da terzi per loro conto, nei confronti
di cessionari soggetti di imposta o di enti, associazioni
ed altre organizzazioni indicate nell’art. 4, quarto comma,
del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, non soggetti passivi
d’imposta; i beni possono essere sottoposti per conto del
cessionario, ad opera del cedente stesso o di terzi, a
lavorazione, trasformazione, assiemaggio o adattamento ad
altri beni. La disposizione non si applica per le cessioni
di beni, diversi dai prodotti soggetti ad accisa, nei
confronti dei soggetti indicati nell’art. 38, comma 5,
lettera c), del presente decreto, i quali, esonerati
dall’applicazione dell’imposta sugli acquisti
intracomunitari effettuati nel proprio Stato membro, non
abbiano optato per l’applicazione della stessa; le cessioni
dei prodotti soggetti ad accisa sono non imponibili se il
trasporto o spedizione degli stessi sono eseguiti in
conformita’ degli articoli 6 e 8 del presente decreto;
b) le cessioni in base a cataloghi, per
corrispondenza e simili, di beni diversi da quelli soggetti
ad accisa, spediti o trasportati dal cedente o per suo
conto nel territorio di altro Stato membro nei confronti di
cessionari ivi non tenuti ad applicare l’imposta sugli
acquisti intracomunitari e che non hanno optato per
l’applicazione della stessa. La disposizione non si applica
per le cessioni di mezzi di trasporto nuovi e di beni da
installare, montare o assiemare ai sensi della lettera c).
La disposizione non si applica altresi’ se l’ammontare
delle cessioni effettuate in altro Stato membro non ha
superato nell’anno solare precedente e non supera in quello
in corso 100.000 euro, ovvero l’eventuale minore ammontare
al riguardo stabilito da questo Stato a norma dell’art. 34
della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre
2006. In tal caso e’ ammessa l’opzione per l’applicazione
dell’imposta nell’altro Stato membro dandone comunicazione
all’ufficio nella dichiarazione, ai fini dell’imposta sul
valore aggiunto, relativa all’anno precedente ovvero nella
dichiarazione di inizio dell’attivita’ o comunque
anteriormente all’effettuazione della prima operazione non
imponibile. L’opzione ha effetto, se esercitata nella
dichiarazione relativa all’anno precedente, dal 1° gennaio
dell’anno in corso e, negli altri casi, dal momento in cui
e’ esercitata, fino a quando non sia revocata e, in ogni
caso, fino al compimento del biennio successivo all’anno
solare nel corso del quale e’ esercitata; la revoca deve
essere comunicata all’ufficio nella dichiarazione annuale
ed ha effetto dall’anno in corso;
c) le cessioni, con spedizione o trasporto dal
territorio dello Stato, nel territorio di altro Stato
membro di beni destinati ad essere ivi installati, montati
o assiemati da parte del fornitore o per suo conto.
2. Sono assimilate alle cessioni di cui al comma 1,
lettera a):
a);
b) le cessioni a titolo oneroso di mezzi di trasporto
nuovi di cui all’art. 38, comma 4, trasportati o spediti in
altro Stato membro dai cedenti o dagli acquirenti, ovvero
per loro conto, anche se non effettuate nell’esercizio di
imprese, arti e professioni e anche se l’acquirente non e’
soggetto passivo d’imposta;
c) l’invio di beni nel territorio di altro Stato
membro, mediante trasporto o spedizione a cura del soggetto
passivo nel territorio dello Stato, o da terzi per suo
conto, in base ad un titolo diverso da quelli indicati nel
successivo comma 3 di beni ivi esistenti.
2-bis. Non costituiscono cessioni intracomunitarie le
cessioni di’ gas mediante sistemi di distribuzione di gas
naturale e le cessioni di energia elettrica, rese nei
confronti di soggetti di altro Stato membro nonche’ le
cessioni di beni effettuate dai soggetti che applicano,
agli effetti dell’imposta sui valore aggiunto, il regime di
franchigia.
3. La disposizione di cui al comma 2, lettera c), non
si applica per i beni inviati in altro Stato membro,
oggetto delle operazioni di perfezionamento o di
manipolazioni usuali indicate nell’art. 38, comma 5,
lettera a), o per essere ivi temporaneamente utilizzati per
l’esecuzione di prestazioni o che se fossero ivi importati
beneficerebbero della ammissione temporanea in totale
esenzione dai dazi doganali.
4. Agli effetti del secondo comma degli articoli 8,
8-bis e 9 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, le cessioni di cui ai precedenti
commi 1 e 2, sono computabili ai fini della determinazione
della percentuale e dei limiti ivi considerati.».
«Art. 44 (Soggetti passivi). – 1. L’imposta sulle
operazioni intracomunitarie imponibili di cui ai precedenti
articoli, e’ dovuta dai soggetti che effettuano le cessioni
di beni e gli acquisti intracomunitari.
L’imposta e’ determinata, liquidata e versata secondo
le disposizioni del presente decreto e del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
2. In deroga al comma 1, l’imposta e’ dovuta:
a) per le cessioni di cui al comma 7 dell’art. 38,
dal cessionario designato con l’osservanza degli
adempimenti di cui agli articoli 46, 47 e 50, comma 6;
b) (abrogata).
3. Se le operazioni indicate nel comma 1 sono
effettuate da un soggetto passivo d’imposta non residente e
senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato,
gli obblighi e i diritti derivanti dall’applicazione del
presente decreto sono adempiuti o esercitati, nei modi
ordinari, mediante identificazione diretta ai sensi
dell’art. 35-ter del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, o da un rappresentante
residente nel territorio dello Stato, nominato ai sensi e
per gli effetti del terzo comma dell’art. 17 del medesimo
decreto. Se sono effettuate solo operazioni non imponibili,
esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento
dell’imposta, la rappresentanza puo’ essere limitata
all’esecuzione degli obblighi relativi alla fatturazione
delle operazioni intracomunitarie di cui all’art. 46,
nonche’ alla compilazione, ancorche’ le operazioni in tal
caso non siano soggette all’obbligo di registrazione, degli
elenchi di cui all’art. 50, comma 6.
4. Per le operazioni effettuate nel territorio dello
Stato a norma dell’art. 40, comma 3, da soggetto residente
in altro Stato membro gli obblighi e i diritti derivanti
dall’applicazione dell’imposta devono essere adempiuti o
esercitati direttamente dal medesimo soggetto, identificato
ai sensi dell’art. 35-ter del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, o da un rappresentante
fiscale nominato ai sensi dell’art. 17, terzo comma, del
medesimo decreto.».
«Art. 46 (Fatturazione delle operazioni
intracomunitarie). – 1. La fattura relativa all’acquisto
intracomunitario deve essere numerata e integrata dal
cessionario con l’indicazione del controvalore in euro del
corrispettivo e degli altri elementi che concorrono a
formare la base imponibile dell’operazione, espressi in
valuta estera, nonche’ dell’ammontare dell’imposta,
calcolata secondo l’aliquota dei beni. Se trattasi di
acquisto intracomunitario senza pagamento dell’imposta o
non imponibile o esente, in luogo dell’ammontare
dell’imposta nella fattura deve essere indicato il titolo
unitamente alla relativa norma.
2. Per le cessioni intracomunitarie di cui all’art. 41
deve essere emessa fattura numerata a norma dell’art. 21
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, con l’indicazione, in luogo dell’ammontare
dell’imposta, che trattasi di operazione non imponibile,
con la specificazione della relativa norma. La fattura deve
inoltre contenere l’indicazione del numero di
identificazione attribuito, agli effetti dell’imposta sul
valore aggiunto, al cessionario o committente dallo Stato
membro di appartenenza, in caso di consegna del bene al
cessionario di questi in diverso Stato membro, dalla
fattura deve risultare specifico riferimento. La fattura
emessa per la cessione di beni, spediti o trasportati da
uno Stato membro in altro Stato membro, acquistati senza
pagamento dell’imposta a norma dell’art. 40, comma 2,
secondo periodo, deve contenere il numero dl
identificazione attribuito al cessionario dallo Stato
membro di destinazione dei beni e la designazione dello
stesso quale debitore dell’imposta.
3. La fattura di cui al comma 2, se trattasi di beni
spediti o trasportati dal soggetto passivo o per suo conto,
ai sensi dell’art. 41, comma 2, lettera c), nel territorio
di altro Stato membro, deve recare anche l’indicazione del
numero di identificazione allo stesso attribuito da tale
Stato; se trattasi di cessioni di beni in base a cataloghi,
per corrispondenza e simili, di cui all’art. 41, comma 1,
lettera b), non si applica la disposizione di cui al
secondo periodo del comma 2.
4. Se la cessione riguarda mezzi di trasporto nuovi di
cui all’art. 38, comma 4, nella fattura devono essere
indicati anche i dati di identificazione degli stessi; se
la cessione non e’ effettuata nell’esercizio di imprese,
arti e professioni tiene luogo della fattura l’atto
relativo alla cessione o altra documentazione equipollente.
5. Il cessionario di un acquisto intracomunitario di
cui all’art. 38, commi 2 e 3, lettere b) e c), che non ha
ricevuto la relativa fattura entro il mese successivo a
quello di effettuazione dell’operazione deve emettere entro
il mese seguente, in unico esemplare, la fattura di cui al
comma 1 con l’indicazione anche del numero di
identificazione, attribuito agli effetti dell’imposta sul
valore aggiunto, al cedente dallo Stato membro di
appartenenza; se ha ricevuto una fattura indicante un
corrispettivo inferiore a quello reale deve emettere
fattura integrativa entro il quindicesimo giorno successivo
alla registrazione della fattura originaria».
«Art. 47 (Registrazione delle operazioni
intracomunitarie). – 1. Le fatture relative agli acquisti
intracomunitari di cui all’art. 38, commi 2 e 3, lettera
b), previa integrazione a norma del primo periodo dello
stesso comma, devono essere annotate, entro il mese di
ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro
quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al
relativo mese, distintamente nel registro di cui all’art.
23 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, secondo l’ordine della numerazione, con
l’indicazione anche del corrispettivo delle operazioni
espresso in valuta estera. Le fatture di cui all’art. 46,
comma 5, devono essere annotate entro il mese di emissione.
Le fatture devono essere annotate distintamente, nei
termini previsti dai precedenti periodi, anche nel registro
di cui all’art. 25 del predetto decreto, con riferimento
rispettivamente al mese di ricevimento ovvero al mese di
emissione.
2. I contribuenti di cui all’art. 22 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
possono annotare le fatture di cui al comma 1 nel registro
di cui al successivo art. 24 anziche’ in quello delle
fatture emesse, ferme restando le prescrizioni in ordine ai
termini e alle modalita’ indicate nel comma 1.
3. I soggetti di cui all’art. 4, quarto comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, non soggetti passivi d’imposta, devono annotare,
previa loro progressiva numerazione, le fatture di cui al
comma 1 del presente articolo in apposito registro, tenuto
e conservato a norma dell’art. 39 dello stesso decreto n.
633 del 1972, entro mese successivo a quello in cui ne sono
venuti in possesso, ovvero nello stesso mese di emissione
per le fatture di cui all’art. 46, comma 5.
4. Le fatture relative alle operazioni intracomunitarie
di cui all’art. 46, comma 2, devono essere annotate
distintamente nel registro di cui all’art. 23 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
secondo l’ordine della numerazione e con riferimento alla
data della loro emissione.
5. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 4 non si
applicano alle operazioni relative ai mezzi di trasporto
nuovi, di cui all’art. 38, comma 4, delle quali non e’
parte contraente un soggetto passivo d’imposta nel
territorio dello Stato.».
«Art. 49 (Dichiarazione e versamento dell’imposta per
gli enti non commerciali e per i prodotti soggetti ad
accisa). – 1. I soggetti di cui all’art. 4, quarto comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, non soggetti passivi d’imposta, che hanno
effettuato acquisti intracomunitari per i quali e’ dovuta
l’imposta, salvo quanto disposto nel comma 3 del presente
articolo, devono presentare, in via telematica ed entro
ciascun mese, una dichiarazione relativa agli acquisti
registrati nel mese precedente, redatta in conformita’ al
modello approvato con provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle entrate. Dalla dichiarazione devono
risultare l’ammontare degli acquisti, quello dell’imposta
dovuta e gli estremi del relativo attestato di versamento.
2. Entro il termine di cui al comma 1 l’imposta deve
essere versata, a norma dell’art. 38 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
cumulativamente per tutti gli acquisti registrati nel mese.
3. L’imposta dovuta per gli acquisti intracomunitari di
prodotti soggetti ad accisa da parte dei soggetti indicati
nell’art. 38, comma 5, lettera c), non tenuti al pagamento
dell’imposta sugli acquisti intracomunitari, deve essere
assolta unitamente all’accisa.
4. Per gli acquisti intracomunitari effettuati
nell’esercizio dell’attivita’ non commerciale dagli enti,
associazioni o altre organizzazioni di cui all’art. 4,
quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, soggetti passivi d’imposta nel
territorio dello Stato, indicati nell’art. 38, comma 1, si
applicano le disposizioni del presente articolo, dell’art.
46, comma 5, e dell’art. 47, comma 3.».
«Art. 50 (Obblighi connessi agli scambi
intracomunitari). – 1. Le cessioni intracomunitarie di cui
all’art. 41, commi 1, lettera a), e 2, lettera c), sono
effettuate senza applicazione dell’imposta nei confronti
dei cessionari che abbiano comunicato il numero di
identificazione agli stessi attribuito dallo Stato membro
di appartenenza.
2. Agli effetti della disposizione del comma 1
l’ufficio, su richiesta degli esercenti imprese, arti e
professioni, e secondo modalita’ stabilite con decreto del
Ministro delle finanze, conferma la validita’ del numero di
identificazione attribuito al cessionario o committente da
altro Stato membro della Comunita’ economica europea,
nonche’ i dati relativi alla ditta, denominazione o ragione
sociale, e in mancanza, al nome e al cognome.
3. Chi effettua acquisti intracomunitari soggetti
all’imposta deve comunicare all’altra parte contraente il
proprio numero di partita IVA, come integrato agli effetti
delle operazioni intracomunitarie, tranne che per l’ipotesi
di acquisto di mezzi di trasporto nuovi da parte di persone
fisiche non operanti nell’esercizio di imprese, arti e
professioni.
4. I soggetti di cui all’art. 4, quarto comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, non soggetti passivi d’imposta, che non hanno optato
per l’applicazione dell’imposta sugli acquisti
intracomunitari a norma dell’art. 38, comma 6, del presente
decreto, devono dichiarare all’ufficio competente nei loro
confronti, a norma dell’art. 40 del suddetto decreto n. 633
del 1972, che effettuano acquisti intracomunitari soggetti
ad imposta. La dichiarazione e’ presentata in via
telematica, anteriormente all’effettuazione di ciascun
acquisto: l’ufficio attribuisce il numero di partita IVA a
seguito di dichiarazione redatta in conformita’ ad apposito
modello approvato con provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle entrate, resa dai soggetti interessati
al momento del superamento del limite di cui all’art. 38,
comma 5, lettera c), del presente decreto.
5. I movimenti relativi a beni spediti in altro Stato
della Comunita’ economica europea o da questo provenienti
in base ad uno dei titoli non traslativi di cui all’art.
38, comma 5, lettera a), devono essere annotati in apposito
registro, tenuto e conservato a norma dell’art. 39 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633.
6. I contribuenti presentano in via telematica
all’Agenzia delle dogane gli elenchi riepilogativi delle
cessioni e degli acquisti intracomunitari, nonche’ delle
prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli
articoli 7-quater e 7-quinquies del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, rese nei
confronti di soggetti passivi stabiliti in un altro Stato
membro della Comunita’ e quelle da questi ultimi ricevute.
I soggetti di cui all’art. 7-ter, comma 2, lettere b) e c),
del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del
1972, presentano l’elenco riepilogativo degli acquisti
intracomunitari dei beni e delle prestazioni di servizi di
cui al comma 1 dello stesso art. 7-ter, ricevute da
soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro della
Comunita’. Gli elenchi riepilogativi delle prestazioni di
servizi di cui al primo ed al secondo periodo non
comprendono le operazioni per le quali non e’
dovutal’imposta nello Stato membro in cui e’ stabilito il
destinatario.
6-bis. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, da emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in
vigore della presente disposizione, sono stabiliti le
modalita’ ed i termini per la presentazione degli elenchi
di cui al comma 6, tenendo conto delle richieste formulate
dall’Istituto nazionale di statistica.

6-ter. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia
delle dogane dl concerto con il Direttore dell’Agenzia
delle entrate e d’intesa con l’Istituto Nazionale di
Statistica, da emanarsi entro novanta giorni dall’entrata
in vigore della presente disposizione, sono approvati i
modelli e le relative istruzioni applicative, le
caratteristiche tecniche per la trasmissione nonche’ le
procedure ed i termini per l’invio dei dati all’Istituto
Nazionale di Statistica.
7. Le procedure intracomunitarie per le queli
anteriormente alla consegna o spedizione dei beni sia stata
emessa fattura o pagato in tutto o in parte
il corrispettivo devono essere comprese negli elenchi di
cui al comma 6 con riferimento al periodo nel corso del
quale e’ stata eseguita la consegna o spedizione dei beni
per l’ammontare complessivo delle operazioni stesse.
8. (Omissis).».
«Art. 50-bis (Depositi fiscali ai fini IVA). – 1. Sono
istituiti, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto,
speciali depositi fiscali, in prosieguo denominati
«depositi IVA», per la custodia dl beni nazionali e
comunitari che non siano destinati alla vendita al minuto
nei locali dei depositi medesimi. Sono abilitate a gestire
tali depositi le imprese esercenti magazzini generali
munite di autorizzazione doganale, quelle esercenti
depositi franchi e quelle operanti nei punti franchi. Sono
altresi’ considerati depositi IVA:
a) i depositi fiscali per i prodotti soggetti ad
accisa;
b) i depositi doganali, compresi quelli per la
custodia e la lavorazione delle lane di cui al decreto
ministeriale del 28 novembre 1934, relativamente ai beni
nazionali o comunitari che in base alle disposizioni
doganali possono essere in essi introdotti.
2. Su autorizzazione del direttore regionale delle
entrate ovvero del direttore delle entrate delle province
autonome di Trento e di Bolzano e della Valle d’Aosta,
possono essere abilitati a custodire beni nazionali e
comunitari in regime di deposito IVA altri soggetti che
riscuotono la fiducia dell’Amministrazione finanziaria. Con
decreto del Ministro delle finanze, da emanare entro il 1°
marzo 1997, sono dettati le modalita’ e i termini per il
rilascio dell’autorizzazione ai soggetti interessati.
L’autorizzazione puo’ essere revocata dal medesimo
direttore regionale delle entrate ovvero dal direttore
delle entrate delle province autonome di Trento e di
Bolzano e della Valle d’Aosta qualora siano riscontrate
irregolarita’ nella gestione del deposito e deve essere
revocata qualora vengano meno le condizioni per il
rilascio; in tal caso i beni giacenti nel deposito si
intendono estratti agli effetti del comma 6, salva
l’applicazione della lettera i) del comma 4. Se il deposito
e’ destinato a custodire beni per conto terzi,
l’autorizzazione puo’ essere rilasciata esclusivamente a
societa’ per azioni, in accomandita per azioni, a
responsabilita’ limitata, a societa’ cooperative o ad enti,
il cui capitale ovvero fondo di dotazione non sia inferiore
ad un miliardo di lire. Detta limitazione non si applica
per i depositi che custodiscono beni, spediti da soggetto
passivo identificato in altro Stato membro della Comunita’
europea, destinati ad essere ceduti al depositario; in tal
caso l’acquisto intracomunitario si considera effettuato
dal depositario, al momento dell’estrazione dei beni.
2-bis. I soggetti esercenti le attivita’ di cui ai
comma 1, anteriormente all’avvio della operativita’ quali
depositi IVA, presentano agli uffici delle dogane e delle
entrate, territorialmente competenti, apposita
comunicazione anche al fine della valutazione, qualora non
ricorrano i presupposti di cui al comma 2, quarto periodo,
della congruita’ della garanzia prestata in relazione alla
movimentazione complessiva delle merci.
3. Ai fini della gestione del deposito IVA deve essere
tenuto, ai sensi dell’art. 53, terzo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e
successive modificazioni, un apposito registro che evidenzi
la movimentazione dei beni. Il citato registro deve essere
conservato ai sensi dell’art. 39 del predetto decreto n.
633 del 1972; deve, altresi’, essere conservato, a norma
della medesima disposizione, un esemplare dei documenti
presi a base dell’introduzione e dell’estrazione dei beni
dal deposito e di quelli relativi agli scambi eventualmente
intervenuti durante la giacenza dei beni nel deposito
medesimo. Con decreto del Ministro delle finanze sono
indicate le modalita’ relative alla tenuta del predetto
registro, nonche’ quelle relative all’introduzione e
all’estrazione dei beni dai depositi.
4. Sono effettuate senza pagamento dell’imposta sul
valore aggiunto le seguenti operazioni:
a) gli acquisti intracomunitari di beni eseguiti
mediante introduzione in un deposito IVA;
b) le operazioni di’ ammissione in libera pratica di
beni non comunitari destinati ad essere introdotti in un
deposito IVA;
c) le cessioni di beni, nei confronti di soggetti
identificati in altro Stato membro della Comunita’ europea,
eseguite mediante introduzione in un deposito IVA;
d) le cessioni dei beni elencati nella tabella A-bis
allegata al presente decreto, eseguite mediante
introduzione in un deposito IVA, effettuate nei confronti
di soggetti diversi da quelli indicati nella lettera c);
e) le cessioni di beni custoditi in un deposito IVA;
f) le cessioni intracomunitarie di beni estratti da
un deposito IVA con spedizione in un altro Stato membro
della Comunita’ europea, salvo che si tratti di cessioni
intracomunitarie soggette ad imposta nel territorio dello
Stato;
g) le cessioni di beni estratti da un deposito IVA
con trasporto o spedizione fuori del territorio della
Comunita’ europea;
h) le prestazioni di servizi, comprese le operazioni
di perfezionamento e le manipolazioni usuali, relative a
beni custoditi in un deposito IVA, anche se materialmente
eseguite non nel deposito stesso ma nei locali limitrofi
sempreche’, in tal caso, le suddette operazioni siano di
durata non superiore a sessanta giorni;
i) il trasferimento dei beni in altro deposito IVA.
5. Il controllo sulla gestione dei depositi IVA e’
demandato all’ufficio doganale o all’ufficio tecnico di
finanza che gia’ esercita la vigilanza sull’impianto
ovvero, nei casi di cui al comma 2, all’ufficio delle
entrate indicato nell’autorizzazione. Gli uffici delle
entrate ed i comandi del Corpo della Guardia di finanza
possono, previa intesa con predetti uffici, eseguire
comunque controlli inerenti al corretto adempimento degli
obblighi relativi alle operazioni afferenti i beni
depositati.
6. L’estrazione dei beni da un deposito IVA ai fini
della loro utilizzazione o in esecuzione di atti di
commercializzazione nello Stato puo’ essere effettuata solo
da soggetti passivi d’imposta agli effetti dell’IVA e
comporta il pagamento dell’imposta; la base imponibile e’
costituita dal corrispettivo o valore relativo
all’operazione non assoggettata all’imposta per effetto
dell’introduzione ovvero, qualora successivamente i beni
abbiano formato oggetto di una o piu’ cessioni, dal
corrispettivo o valore relativo all’ultima di tali
cessioni, in ogni caso aumentato, se non gia’ compreso,
dell’importo relativo alle eventuali prestazioni di servizi
delle quali i beni stessi abbiano formato oggetto durante
la giacenza fino al momento dell’estrazione. L’imposta e’
dovuta dal soggetto che precede all’estrazione, a norma
dell’art. 17, secondo comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni; tuttavia, se i beni estratti sono stati
oggetto di precedente acquisto, anche intracomunitario,
senza pagamento dell’imposta, da parte del soggetto che
procede all’estrazione, questi deve provvedere alla
integrazione della relativa fattura, con la indicazione dei
servizi eventualmente resi e dell’imposta, ed alla
annotazione della variazione in aumento nel registro di cui
all’art. 23 del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 633 del 1972 entro quindici giorni
dall’estrazione e con riferimento alla relativa data; la
variazione deve, altresi’, essere annotata nel registro di
cui all’art. 25 del medesimo decreto entro il mese
successivo a quello dell’estrazione.
7. Nei limiti di cui all’art. 44, comma 3, secondo
periodo, i gestori dei depositi I.V.A. assumono la veste di
rappresentanti fiscali ai fini dell’adempimento degli
obblighi tributari afferenti le operazioni concernenti i
beni introdotti negli stessi depositi, qualora i soggetti
non residenti, parti di operazioni di cui al comma 4, non
abbiano gia’ nominato un rappresentante fiscale ovvero non
abbiano provveduto ad identificarsi direttamente ai sensi
dell’art. 35-ter del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. In relazione alle
operazioni di cui al presente comma, i gestori dei depositi
possono richiedere l’attribuzione di un numero di partita
I.V.A. unico per tutti i soggetti passivi d’imposta non
residenti da essi rappresentati.
8. Il gestore del deposito IVA risponde solidamente con
il soggetto passivo della mancata o irregolare applicazione
dell’imposta relativa all’estrazione, qualora non risultino
osservate le prescrizioni stabilite con il decreto di cui
al comma 3.».
«Art. 59 (Rimborsi a soggetti non residenti e controlli
all’esportazione). – 1. (Abrogato)
2. (Omissis)

Art. 3

Modifiche con decorrenza successiva al 1° gennaio 2010

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, a decorrere dal 1° gennaio 2011, l’articolo 7-quinquies, comma
1, e’ sostituito dal seguente: «1. In deroga a quanto stabilito
dall’articolo 7-ter, comma 1:
a) le prestazioni di servizi relativi ad attivita’ culturali,
artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili,
ivi comprese fiere ed esposizioni, le prestazioni di servizi degli
organizzatori di dette attivita’, nonche’ le prestazioni di servizi
accessorie alle precedenti rese a committenti non soggetti passivi,
si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando le
medesime attivita’ sono ivi materialmente svolte. La disposizione del
periodo precedente si applica anche alle prestazioni di servizi per
l’accesso alle manifestazioni culturali, artistiche, sportive,
scientifiche, educative, ricreative e simili, nonche’ alle relative
prestazioni accessorie;
b) le prestazioni di servizi per l’accesso a manifestazioni
culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative
e simili, ivi comprese fiere ed esposizioni, nonche’ le prestazioni
di servizi accessorie connesse con l’accesso, rese a committenti
soggetti passivi si considerano effettuate nel territorio dello Stato
quando ivi si svolgono le manifestazioni stesse.».
2. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, a decorrere dal 1° gennaio 2013, all’articolo 7-sexies, comma 1,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) la lettera e) e’ sostituita dalla seguente: «e) le prestazioni
di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, non a
breve termine, di mezzi di trasporto diversi dalle imbarcazioni da
diporto, quando il committente e’ domiciliato nel territorio dello
Stato o ivi residente senza domicilio all’estero e sempre che siano
utilizzate nel territorio della Comunita’. Le medesime prestazioni se
rese ad un soggetto domiciliato e residente al di fuori del
territorio della Comunita’ si considerano effettuate nel territorio
dello Stato quando sono ivi utilizzate;»;
b) dopo la lettera e) e’ aggiunta la seguente: «e-bis) le
prestazioni di cui alla lettera e) relative ad imbarcazioni da
diporto, sempre che l’imbarcazione sia effettivamente messa a
disposizione nel territorio dello Stato e la prestazione sia resa da
soggetti passivi ivi stabiliti e sia utilizzata nel territorio della
Comunita’. Le medesime prestazioni, se l’imbarcazione da diporto e’
messa a disposizione in uno Stato estero fuori della Comunita’ ed il
prestatore e’ stabilito in quello stesso Stato, si considerano
effettuate nel territorio dello Stato quando sono ivi utilizzate.
Alle medesime prestazioni, quando l’imbarcazione da diporto e’ messa
a disposizione in uno Stato diverso da quello di stabilimento del
prestatore, si applica la lettera e);».

Note all’art. 3:
– Per i riferimenti del d.P.R. n. 663 del 1972 si
vedano le note all’art. 1.

Art. 4

Disposizioni abrogative

1. A decorrere dal 1° gennaio 2010, sono abrogati:
a) l’articolo 6 del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75;
b) il secondo periodo del comma 1 dell’articolo 34 del
decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 marzo 1995, n. 85;
c) il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1999, n.
10;
d) il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2
agosto 2002;
e) il decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 2004, n.
190.

Note all’art. 4:
– Il testo del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16,
recante «Disposizioni in materia di imposte sui redditi,
sui trasferimenti di immobili di civile abitazione, di
termini per la definizione agevolata delle situazioni e
pendenze tributarie per la soppressione della ritenuta
sugli interessi, premi ed altri frutti derivanti da
depositi e conti correnti interbancari, nonche’ altre
disposizioni tributarie» e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale, 23 gennaio 1993, n. 18 e convertito in legge,
con modificazioni dalla legge 24 marzo 1993, n, 75,
riportata al n. A/LXXXV.
– Si riporta il testo dell’art. 34 del decreto-legge 23
febbraio 1995 n. 41, recante «Misure urgenti per il
risanamento della finanza pubblica e per l’occupazione
nelle aree depresse, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23
febbraio 1995, n. 45 e convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85 (Gazzetta
Ufficiale 23 marzo 1995, n. 69) come modificato
dal presente decreto:
«Art. 34 (Elenchi riepilogativi). – 1. Gli uffici
abilitati a ricevere gli elenchi riepilogativi ai sensi
dell’art. 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n.
331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1993, n. 427, e quelli incaricati del controllo degli
elenchi stessi, se rilevano omissioni, irregolarita’ od
inesattezze nella loro compilazione, provvedono
direttamente all’integrazione o alla correzione, dandone
notizia al contribuente; se rilevano la mancata
presentazione di tali elenchi ovvero non hanno la
disponibilita’ dei dati esatti, inviano richiesta scritta
al contribuente invitandolo a presentare entro un termine,
comunque non inferiore a trenta giorni, gli elenchi ad un
ufficio doganale abilitato ovvero a comunicare all’ufficio
richiedente i dati necessari per rimuovere le omissioni, le
irregolarita’ e le inesattezze riscontrate.
2-3. -.
4. Le sanzioni di cui ai commi precedenti sono irrogate
dall’ufficio dell’imposta sul valore aggiunto, previa
comunicazione da parte della Guardia di finanza o degli
altri uffici abilitati dell’Amministrazione finanziaria
delle violazioni da essi rilevate. Ai fini
dell’accertamento delle omissioni e delle irregolarita’ di
cui ai commi precedenti e per le relative controversie si
applicano le disposizioni previste dagli articoli 51, 52,
59, 63 e 64 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. Gli
uffici doganali possono altresi’ effettuare i controlli
necessari per l’accertamento delle anzidette violazioni
nonche’ delle altre infrazioni connesse rilevate nel corso
dei controlli medesimi, avvalendosi dei poteri di cui agli
articoli 51 e 52 del medesimo decreto. Le autorizzazioni
per le richieste di cui al numero 6-bis) e per l’accesso di
cui al numero 7) del secondo comma dell’art. 51 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
sono rilasciate, per l’Agenzia delle dogane, dal Direttore
regionale.
5. Per l’omissione o l’inesattezza dei dati di cui agli
articoli 21 e 23 del regolamento CEE n. 3330/91 del
Consiglio del 7 novembre 1991, si applicano le sanzioni
amministrative stabilite dall’art. 11 del decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322 , i cui limiti
edittali sono ridotti alla meta’ nei casi di ottemperanza
all’invito di cui al comma 1; si applicano le disposizioni
di cui all’ultimo periodo del comma 2 e agli ultimi due
periodi del comma 3 per i casi ivi previsti.
6. Sono abrogati il comma 7 dell’art.
54, decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, ed il
comma 4 dell’art. 6, decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16 ,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993,
n. 75.».
– Il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio
1999, n. 10, abrogato dal presente decreto, recava:
«Regolamento recante norme per la semplificazione di alcuni
oneri connessi alla fornitura di informazioni statistiche
da emanare ai sensi dell’art. 3 comma 136, della legge 23
dicembre 1996, n. 662.».
– Il decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio
2004, n. 190, abrogato dal presente decreto, recava:
«Regolamento concernente la rideterminazione del termine di
presentazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni e
degli acquisti intracomunitari di beni (modelli Intrastat)
di cui all’art. 6 del decreto-legge n. 16 del 1993,
relativi alle operazioni intracomunitarie effettuate nel
mese dl luglio.».

Art. 5

Decorrenza

1. Le disposizioni di cui all’articolo 1, con esclusione di quelle
di cui al comma 1, lettere t) ed u), quelle di cui all’articolo 2 e
all’articolo 4 si applicano alle operazioni effettuate dal 1° gennaio
2010. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1, lettera t), si
applicano alle richieste di rimborso presentate a partire dal 1°
gennaio 2010. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1, lettera
u), si applicano a partire dalla data fissata con provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle entrate.
2. Le disposizioni di cui all’articolo 7-quinquies, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come
sostituito dall’articolo 3, comma 1, si applicano alle operazioni
effettuate dal 1° gennaio 2011.
3. Le disposizioni di cui all’articolo 7-sexies, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come
modificato dall’articolo 3, comma 2, si applicano alle operazioni
effettuate dal 1° gennaio 2013.

Art. 6

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito di sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 11 febbraio 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri

Ronchi, Ministro per le
politiche europee

Tremonti, Ministro dell’economia
e delle finanze

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Alfano, Ministro della
giustizia

Visto, il Guardasigilli: Alfano

DECRETO LEGISLATIVO 11 febbraio 2010, n. 18 – Attuazione delle direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE che modificano la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto ai soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro, nonche’ il sistema comune dell’IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie. (10G0036) (GU n. 41 del 19-2-2010

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