DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 7 - Attuazione della direttiva 2006/38/CE, che modifica la direttiva 1999/62/CE, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di alcune infrastrutture. (10G0021) (GU n. 32 del 9-2-2010 | Periti.info

DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 7 – Attuazione della direttiva 2006/38/CE, che modifica la direttiva 1999/62/CE, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture. (10G0021) (GU n. 32 del 9-2-2010

DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 7 - Attuazione della direttiva 2006/38/CE, che modifica la direttiva 1999/62/CE, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di alcune infrastrutture. (10G0021) (GU n. 32 del 9-2-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/02/2010

DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010 , n. 7

Attuazione della direttiva 2006/38/CE, che modifica la direttiva
1999/62/CE, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti
adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune
infrastrutture. (10G0021)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee, ed in particolare l’articolo 1, comma 3, e
l’Allegato B;
Vista la direttiva 2006/38/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 maggio 2006, che modifica la direttiva 1999/62/CE,
relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al
trasporto di merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 15 ottobre 2009;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 13 gennaio 2010;
Sulla proposta dei Ministri per le politiche europee e delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri degli
affari esteri, della giustizia e dell’economia e delle finanze;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Finalita’ e campo di applicazione

1. Il presente decreto detta disposizioni sui pedaggi e i diritti
di utenza gravanti sugli autoveicoli pesanti, adibiti al trasporto di
merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture, secondo le
definizioni di cui all’articolo 2.

N O T E
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di
legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– L’art. 1, comma 3, della legge 7 luglio 2009, n. 88,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2009, n. 161,
S.O., cosi’ recitano:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1.-2. (Omissis).
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato A, sono
trasmessi, dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti
dalla legge, alla Camera dei deputati e al Senato della
Repubblica perche’ su di essi sia espresso il parere dei
competenti organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni
dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in
mancanza del parere. Qualora il termine per l’espressione
del parere parlamentare di cui al presente comma ovvero i
diversi termini previsti dai commi 4 e 8 scadano nei trenta
giorni che precedono la scadenza dei termini previsti ai
commi 1 o 5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati
di novanta giorni.».

Art. 2

Definizioni
(articolo 1, paragrafo 1, direttiva 2006/38/CE)

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «rete stradale transeuropea»: la rete stradale definita
all’allegato I, sezione 2, della decisione n. 1692/96/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 1996, sugli
orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei
trasporti, e successive modificazioni o integrazioni, ed illustrata
con le relative cartine che si riferiscono alle sezioni
corrispondenti menzionate nel dispositivo e/o nell’allegato II di
detta decisione;
b) «costi di costruzione»: i costi legati alla costruzione,
compresi eventualmente i costi di finanziamento, di infrastrutture
nuove o miglioramenti di infrastrutture nuove (comprese consistenti
riparazioni strutturali), o di infrastrutture o miglioramenti delle
infrastrutture (comprese consistenti riparazioni strutturali),
ultimati non piu’ di trenta anni prima del 10 giugno 2008 laddove
siano gia’ istituiti sistemi di pedaggio al 10 giugno 2008, o
ultimati non piu’ di trenta anni prima dell’istituzione di un nuovo
sistema di pedaggio introdotto dopo il 10 giugno 2008; possono essere
presi in considerazione come costi di costruzione anche i costi
concernenti infrastrutture o miglioramenti di infrastrutture ultimati
anteriormente a tali termini, laddove:
1) sia istituito un sistema di pedaggio che prevede il recupero
di detti costi mediante un contratto stipulato con un operatore di un
sistema di pedaggio o altri atti giuridici di effetto equivalente
entrato in vigore anteriormente al 10 giugno 2008;
2) sia possibile dimostrare che i motivi della costruzione
delle infrastrutture in questione sono da ricondurre al fatto che
queste hanno una durata di vita predeterminata superiore a 30 anni;
3) in ogni caso la percentuale dei costi di costruzione da
prendere in considerazione non deve eccedere la durata di vita
predeterminata dei componenti delle infrastrutture restante al 10
giugno 2008 o, se successiva, alla data di introduzione del nuovo
sistema di pedaggio;
4) i costi concernenti infrastrutture o miglioramenti di
infrastrutture possono includere tutte le spese specifiche per le
infrastrutture destinate a ridurre il disturbo connesso al rumore o a
migliorare la sicurezza stradale e i pagamenti effettivi da parte del
gestore dell’infrastruttura corrispondenti ad elementi ambientali
obiettivi, quali la protezione contro la contaminazione del terreno;
c) «costi di finanziamento»: gli interessi sui prestiti e/o la
remunerazione dell’eventuale capitale apportato dagli azionisti;
d) «consistenti riparazioni strutturali»: le riparazioni
strutturali ad eccezione di quelle che, al momento, non recano piu’
alcun beneficio agli utenti della strada, ad esempio laddove i lavori
di riparazione sono stati sostituiti da un ulteriore rifacimento del
manto stradale o da altri lavori di costruzione;
e) «pedaggio»: il pagamento di una somma determinata per un
autoveicolo che effettua un tragitto ben definito su una delle
infrastrutture di cui all’articolo 3, comma 1, basata sulla distanza
percorsa e sul tipo di autoveicolo;
f) «pedaggio medio ponderato»: gli importi totali percepiti
attraverso i pedaggi in un determinato periodo divisi per i
chilometri per autoveicolo in una determinata rete oggetto del
pedaggio durante tale periodo, dove gli importi percepiti e i
chilometri per autoveicolo sono calcolati per gli autoveicoli ai
quali si applicano i pedaggi;
g) «diritti di utenza»: il pagamento di una somma determinata che
da’ il diritto all’utilizzo da parte di un autoveicolo, per una
durata determinata, delle infrastrutture di cui all’articolo 3, comma
1;
h) «autoveicolo»: un veicolo a motore o un insieme di
autoarticolati, adibito o usato esclusivamente per il trasporto su
strada di merci e che abbia un peso totale a pieno carico autorizzato
superiore a 3,5 tonnellate;
i) «autoveicolo della categoria Euro 0, Euro I, Euro II, Euro
III, Euro IV, Euro V, EEV»: un autoveicolo conforme ai limiti di
emissione indicati nell’allegato I;
l) «tipo di autoveicolo»: categoria nella quale un autoveicolo e’
classificato sulla base del numero di assi, delle sue dimensioni o
del suo peso o altri criteri di classificazione dell’autoveicolo in
base al danno arrecato alla strada, secondo il sistema di
classificazione di cui all’allegato II, a condizione che il sistema
di classificazione seguito sia basato su caratteristiche
dell’autoveicolo ricavabili dai documenti dell’autoveicolo o
dall’aspetto dello stesso;
m) «contratto di concessione»: la concessione di lavori pubblici
o la concessione di servizi ai sensi dell’articolo 3, commi 11 e 12,
del decreto legislativo n. 163 del 2006, e successive modificazioni;
n) «pedaggio in concessione»: il pedaggio applicato da un
concessionario ai sensi di un contratto di concessione.

Note all’art. 2:
– La decisione 1692/96/CE e’ pubblicata nella G.UC.E. 9
settembre 1996, n. L 228.
– L’art. 3, commi 11 e 12, del decreto legislativo n.
163 del 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio
2006, n. 100, S.O., cosi’ recita:
«11. Le “concessioni di lavori pubblici” sono contratti
a titolo oneroso, conclusi in forma scritta, aventi ad
oggetto, in conformita’ al presente codice, l’esecuzione,
ovvero la progettazione esecutiva e l’esecuzione, ovvero la
progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e
l’esecuzione di lavori pubblici o di pubblica utilita’, e
di lavori ad essi strutturalmente e direttamente collegati,
nonche’ la loro gestione funzionale ed economica, che
presentano le stesse caratteristiche di un appalto pubblico
di lavori, ad eccezione del fatto che il corrispettivo dei
lavori consiste unicamente nel diritto di gestire l’opera o
in tale diritto accompagnato da un prezzo, in conformita’
al presente codice.
12. La “concessione di servizi” e’ un contratto che
presenta le stesse caratteristiche di un appalto pubblico
di servizi, ad eccezione del fatto che il corrispettivo
della fornitura di servizi consiste unicamente nel diritto
di gestire i servizi o in tale diritto accompagnato da un
prezzo, in conformita’ all’art. 30.».

Art. 3

Pedaggi e diritti d’utenza
(articolo 1, paragrafo 2, direttiva 2006/38/CE)

1. L’introduzione o il mantenimento di pedaggi e diritti di utenza
sulla rete stradale transeuropea sono disciplinati dalle disposizioni
di cui ai successivi commi; pedaggi e diritti di utenza possono
essere applicati anche a strade che non fanno parte della rete
stradale transeuropea, quali strade parallele ovvero in diretta
concorrenza con alcune parti di tale rete, nonche’ ad altri tipi di
veicoli a motore diversi da quelli definiti all’articolo 2, lettera
h), nel rispetto dei principi di non discriminazione e di libera
concorrenza.
2. Pedaggi e diritti di utenza possono essere introdotti, ovvero
mantenuti, soltanto su alcuni tratti della rete stradale transeuropea
qualora cio’ si renda necessario in relazione all’introduzione di un
nuovo sistema di pedaggio, ovvero in ragione dell’isolamento o del
basso livello di congestione e inquinamento dei tratti esentati; le
esenzioni in tal modo stabilite non debbono determinare alcuna
discriminazione nei confronti del traffico internazionale.
3. Fino al 31 dicembre 2011, possono essere introdotti, ovvero
mantenuti, pedaggi e diritti di utenza limitatamente agli autoveicoli
aventi un peso totale a pieno carico autorizzato di almeno 12
tonnellate; qualora, in tale periodo, l’applicazione di pedaggi e
diritti di utenza venga estesa agli autoveicoli al di sotto di tale
limite di peso, si applicano le disposizioni di cui al presente
decreto.
4. Pedaggi e diritti di utenza si applicano a tutti gli
autoveicoli, cosi’ come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera
h), a partire dal 1° gennaio 2012; gli autoveicoli di peso inferiore
a 12 tonnellate possono tuttavia essere esentati dall’applicazione di
pedaggi e diritti di utenza qualora essa determini rilevanti
conseguenze negative sulla libera circolazione del traffico,
sull’ambiente, sui livelli di inquinamento acustico, sulla
congestione del traffico o sulla salute, ovvero comporti costi
amministrativi superiori del 30 per cento alle entrate addizionali
generate.
5. Per l’utilizzo di uno stesso tratto stradale non possono essere
imposti cumulativamente per una determinata categoria di autoveicoli
pedaggi e diritti d’utenza; tuttavia possono essere applicati anche
pedaggi per l’utilizzo di ponti, gallerie e valichi di montagna su
reti in cui sono riscossi diritti d’utenza.
6. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 373 del
decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495,
possono essere previste aliquote dei pedaggi ridotte, diritti di
utenza ridotti o esoneri dall’obbligo di pagare il pedaggio o il
diritto di utenza per gli autoveicoli esentati dall’obbligo di
installare e utilizzare l’apparecchio di controllo a norma del
regolamento (CE) n. 3821/85 del Consiglio, del 20 dicembre 1985,
relativo all’apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su
strada, nei seguenti casi:
a) autoveicoli del Ministero della difesa, della protezione
civile, dei servizi antincendio e degli altri servizi di pronto
intervento, delle Forze dell’ordine, nonche’ agli autoveicoli adibiti
alla manutenzione stradale;
b) autoveicoli che circolano solo occasionalmente sulla pubblica
via del territorio nazionale e che sono utilizzati da persone fisiche
o giuridiche la cui attivita’ principale non e’ il trasporto di
merci, a condizione che i trasporti effettuati da tali veicoli non
comportino distorsioni di concorrenza e previo accordo con la
Commissione europea.
7. Agli utenti abituali possono essere concessi sconti o riduzioni
sui pedaggi a condizione che:
a) siano soddisfatte le prescrizioni di cui al comma 10;
b) sconti o riduzioni siano inseriti in una struttura tariffaria
lineare, proporzionata e disponibile a tutti gli utenti in condizioni
di parita’ e non comportino costi aggiuntivi trasferiti ad altri
utenti sotto forma di pedaggi piu’ elevati;
c) l’importo dello sconto, o delle riduzioni, non superi, sulla
rete stradale transeuropea, il 13 per cento del pedaggio pagato dagli
autoveicoli equivalenti cui lo sconto o la riduzione non e’
applicabile. Tutti i piani di sconto o riduzione relativi alla rete
stradale transeuropea devono essere comunicati alla Commissione
europea che ne verifica la conformita’ e li approva secondo la
procedura di cui all’articolo 7, paragrafo 4-quater, della direttiva
1999/62/CE, come modificata dalla direttiva 2006/38/CE.
8. I dispositivi per la riscossione dei pedaggi e dei diritti
d’utenza non devono comportare maggiori oneri per gli utenti non
abituali della rete stradale; qualora pedaggi e diritti d’utenza
siano riscossi esclusivamente mediante sistemi che comportino l’uso
di unita’ poste a bordo degli autoveicoli, si opera in conformita’ di
quanto previsto dalla direttiva 2004/52/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull’interoperabilita’ dei sistemi
di telepedaggio stradale nella Comunita’, e dalle relative
disposizioni di attuazione.
9. I pedaggi si fondano sul principio del recupero dei soli costi
d’infrastruttura; in particolare, i pedaggi medi ponderati sono in
funzione dei costi di costruzione, nonche’ dei costi di esercizio,
manutenzione e sviluppo della rete di infrastrutture di cui trattasi;
i pedaggi medi ponderati possono comprendere anche la remunerazione
del capitale o un margine di profitto in base alle condizioni di
mercato.
10. Fatti salvi i pedaggi medi ponderati di cui al comma 9, le
aliquote dei pedaggi riscossi possono essere differenziate, al fine,
fra l’altro, di lottare contro i danni ambientali e la congestione,
ridurre al minimo i danni alle infrastrutture, ottimizzare l’uso
dell’infrastruttura interessata o promuovere la sicurezza stradale, a
condizione che la differenziazione:
a) sia proporzionale all’obiettivo perseguito;
b) sia trasparente e non discriminatoria, segnatamente riguardo
alla cittadinanza del trasportatore, il paese o luogo di stabilimento
del trasportatore o di immatricolazione dell’autoveicolo, oppure
l’origine o la destinazione del trasporto;
c) non sia finalizzata a generare ulteriori introiti da pedaggio
tali da comportare pedaggi medi ponderati non conformi al comma 9;
gli aumenti degli introiti non intenzionali sono controbilanciati
mediante modifiche della struttura della differenziazione che devono
essere attuate entro due anni dalla fine dell’anno finanziario in cui
gli introiti da pedaggio addizionali sono stati generati;
d) rispetti le soglie di massima flessibilita’ fissate al comma
11.
11. Fatte salve le condizioni di cui al comma 10, le aliquote dei
pedaggi possono essere differenziate in funzione:
a) della categoria di emissione EURO di cui all’allegato I,
inclusi i livelli di PM e di NOx, purche’ nessun pedaggio sia
superiore del 100 per cento al pedaggio richiesto per autoveicoli
equivalenti che ottemperano alle norme di emissione piu’ rigorose,
e/o;
b) dell’ora, del giorno o della stagione, purche’ nessun pedaggio
sia superiore del 100 per cento rispetto al pedaggio imposto durante
l’ora, il giorno o la stagione meno costosi; o qualora il periodo
meno costoso sia a tariffa zero, la penalita’ per l’ora, il giorno o
la stagione piu’ cari non sia superiore del 50 per cento del livello
di pedaggio che sarebbe altrimenti applicabile all’autoveicolo in
questione.
12. Le aliquote dei pedaggi sono differenziate conformemente alla
lettera a), del comma 11 entro il 31 dicembre 2010 o, nel caso di
contratti di concessione, quando la concessione e’ rinnovata; puo’
tuttavia derogarsi a tale obbligo, previa notifica alla Commissione,
quando:
a) cio’ pregiudichi la coerenza dei sistemi di pedaggio sul
territorio;
b) l’introduzione di tale differenziazione non risulti
tecnicamente applicabile allo specifico sistema di pedaggio in
questione;
c) tale misura comporti la deviazione del traffico degli
autoveicoli piu’ inquinanti dalla rete stradale transeuropea, con
conseguenti ripercussioni sulla sicurezza stradale e sulla salute
pubblica.
13. Fatte salve le condizioni di cui al comma 10, nel caso di
progetti specifici di rilevante interesse europeo, le aliquote dei
pedaggi possono essere assoggettate ad altre forme di
differenziazione, al fine di garantire la redditivita’ commerciale di
detti progetti, qualora gli stessi siano esposti alla concorrenza
diretta con altri modi di trasporto per autoveicoli; la struttura
tariffaria risultante e’ lineare, proporzionata, resa pubblica,
disponibile a tutti gli utenti in condizioni di parita’ e non
comporta costi aggiuntivi trasferiti ad altri utenti sotto forma di
pedaggi piu’ elevati; le determinazioni relative all’applicazione
della struttura tariffaria sono comunicate alla Commissione europea
che ne verifica la congruita’.
14. In casi eccezionali, riguardanti infrastrutture situate in
regioni montane e previa comunicazione alla Commissione, e’ possibile
applicare una maggiorazione ai pedaggi per specifici tratti stradali
che soffrono di una acuta congestione che ostacola la libera
circolazione degli autoveicoli, o il cui utilizzo da parte degli
autoveicoli causa significativi danni ambientali, a condizione che:
a) gli introiti generati dalla maggiorazione siano investiti in
progetti di interesse europeo identificati nell’Allegato II della
decisione n. 884/2004/CE, che contribuiscono direttamente a ridurre
la congestione o il danno ambientale di cui trattasi e che siano
situati nel medesimo corridoio della sezione stradale in cui e’
applicata la maggiorazione;
b) la maggiorazione che puo’ essere applicata ai pedaggi
differenziati in conformita’ del comma 10 non superi il 15 per cento
dei pedaggi medi ponderati calcolati in conformita’ del comma 9,
tranne quando gli introiti generati siano investiti in sezioni
transfrontaliere di progetti prioritari di interesse comunitario
riguardanti infrastrutture in regioni montane, nel qual caso la
maggiorazione non puo’ essere superiore al 25 per cento;
c) l’applicazione della maggiorazione non si traduca in un
trattamento del traffico commerciale non equo rispetto a quello
riservato ad altri utenti della strada;
d) siano presentati alla Commissione, prima dell’applicazione
maggiorata, piani finanziari per l’infrastruttura interessata della
maggiorazione ed un’analisi dei costi e dei benefici per il nuovo
progetto di infrastruttura;
e) il periodo di applicazione della maggiorazione sia definito e
circoscritto anticipatamente e corrisponda, in termini di aumento
degli introiti stimati, ai piani finanziari ed all’analisi dei costi
e dei benefici presentati; l’applicazione delle disposizioni del
presente comma e’ soggetta a verifica di congruita’ da parte della
Commissione europea, secondo la procedura prevista dall’articolo 7,
paragrafo 11, della direttiva 1999/62/CE, come modificata dalla
direttiva 2006/38/CE; nel caso di nuovi progetti transfrontalieri e’
richiesto, altresi’, l’accordo degli Stati membri interessati.
15. Qualora, in caso di controllo, un conducente non sia in grado
di fornire documenti dell’autoveicolo necessari per verificare le
informazioni di cui al comma 11, lettera a), e il tipo di
autoveicolo, il pedaggio imposto puo’ raggiungere il livello piu’
alto applicabile.

Note all’art. 3:
L’art. 373 del decreto del Presidente della Repubblica
16 dicembre 1992, n. 495, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 28 dicembre 1992, n. 303, S.O., cosi’ recita:
«Art. 373 (Art. 176 Cod. Str. – Pedaggi). – 1. Al
pagamento del pedaggio, quando esso e’ dovuto, e degli
oneri di accertamento previsti dall’art. 372 sono obbligati
solidalmente sia il conducente che il proprietario del
veicolo. Per il recupero degli importi dovuti all’ente
proprietario dell’autostrada si applicano le norme del
Testo Unico approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n.
639 e successive integrazioni e modificazioni.
2. Sono esentati dal pagamento del pedaggio:
a) i veicoli della Polizia di Stato targati «Polizia»
e dell’A.N.A.S. muniti di segni contraddistintivi;
b) i veicoli dell’Arma dei carabinieri con targa E.I.
muniti di libretto di circolazione del Ministero della
difesa con annotazione di carico all’Arma dei carabinieri;
c) i veicoli con targa C.R.I., nonche’ i veicoli
delle associazioni di volontariato e degli organismi
similari non aventi scopo di lucro, adibiti al soccorso
nell’espletamento del relativo specifico servizio e
provvisti di apposito contrassegno approvato con decreto
del Ministro dei trasporti e della navigazione e del
Ministro dei lavori pubblici;
d) i veicoli con targa V.F., nonche’ quelli in
dotazione al Corpo permanente dei vigili del fuoco delle
province autonome di Trento e Bolzano;
e) i veicoli con targa G.d.F.;
f) i veicoli con targa C.F.S.;
g) i veicoli con targa POLIZIA PEN;
h) i veicoli delle Forze armate adibiti a soccorso
(autoambulanze, autosoccorso, etc.) nell’espletamento del
servizio o al seguito di autocolonne;
i) i veicoli delle Forze armate negli interventi di
emergenza e in occasione di pubbliche calamita’, nonche’ i
veicoli civili, con targa italiana o estera, che,
nell’ambito di enti o organizzazioni formalmente
riconosciuti dai rispettivi Stati di appartenenza,
effettuano, a seguito di calamita’ naturali o di eventi
bellici, trasporti di beni di prima necessita’ in soccorso
delle popolazioni colpite, purche’ muniti di specifica
attestazione delle competenti autorita’;
l) i veicoli dei funzionari del Ministero
dell’interno, dell’A.N.A.S., della Direzione generale della
M.C.TC., dell’Ispettorato generale per la circolazione e la
sicurezza stradale, del Ministero dei lavori pubblici,
autorizzati al servizio di polizia stradale.
3. Sulle autostrade in concessione, i veicoli e i
trasporti eccezionali, oltre agli eventuali indennizzi per
l’eccezionale usura ed alle spese di cui all’art. 10, comma
10, del codice, devono corrispondere i pedaggi relativi
alla tariffa della classe di appartenenza.
4. Durante la permanenza sull’autostrada a pagamento,
il conducente e’ tenuto a conservare accuratamente il
titolo di transito evitando nel modo piu’ assoluto di
piegarlo o, comunque, di danneggiarlo.».
– Il regolamento (CE) n. 3821/85 e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 31 dicembre 1985, n. L 370.
– La direttiva 2004/52/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
30 aprile 2004, n. L 166.
– La decisione 884/2004/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
7/6/2004 n. L 201.

Art. 4

Determinazione dei pedaggi
(articolo 1, paragrafo 3, direttiva 2006/38/CE)

1. I pedaggi sono determinati conformemente all’articolo 3; nella
determinazione dei livelli di pedaggio medi ponderati applicabili
alla rete di infrastrutture o ad una parte chiaramente definita di
detta rete, si tiene conto dei vari costi di cui all’articolo 3,
comma 9; i costi considerati riguardano la rete o parte della rete su
cui gravano i pedaggi e gli autoveicoli soggetti al pedaggio; puo’
stabilirsi di non procedere al recupero di tali costi attraverso la
riscossione dei pedaggi o di recuperarne solo una percentuale.
2. I costi per i nuovi sistemi di pedaggio, diversi da quelli che
comportano pedaggi in concessione istituiti dopo il 10 giugno 2008,
sono calcolati utilizzando un metodo fondato sui principi
fondamentali di calcolo di cui all’allegato III; per i nuovi pedaggi
in concessione istituiti dopo il 10 giugno 2008 il livello piu’ alto
di pedaggio e’ equivalente o inferiore al livello risultante
dall’applicazione di un metodo basato sui principi fondamentali di
calcolo di cui all’allegato III; la valutazione di tale equivalenza
deve essere effettuata in base ad un periodo di riferimento
ragionevolmente lungo, adatto alla natura di un contratto di
concessione; non sono soggetti agli obblighi di cui al presente comma
i sistemi di pedaggio gia’ istituiti al 10 giugno 2008 o per i quali,
a seguito di una procedura di appalto pubblico, siano state ricevute
offerte o risposte ad inviti a negoziare prima del 10 giugno 2008;
l’esenzione si estende a tutto il periodo di applicazione di detti
sistemi a condizione che gli stessi non subiscano modifiche
sostanziali.
3. Almeno quattro mesi prima dell’attuazione di un nuovo sistema di
pedaggio sono comunicate alla Commissione europea, ai fini del parere
di cui all’articolo 7-bis, paragrafo 6, primo periodo, della
direttiva 1999/62/CE, introdotto dall’articolo 1 della direttiva
2006/38/CE, le seguenti informazioni:
a) per quanto concerne i sistemi di pedaggio che non comportano
pedaggi in concessione:
1) i valori unitari e gli altri parametri necessari per il
calcolo dei vari elementi di costo;
2) informazioni sugli autoveicoli soggetti al loro sistema di
pedaggio e sull’estensione geografica della rete, o parte di essa,
usata per il calcolo di ciascun costo e sulla percentuale dei costi
da recuperare;
b) per quanto concerne i sistemi di pedaggio che comportano
pedaggi in concessione:
1) i contratti di concessione ed eventuali modifiche rilevanti
degli stessi;
2) gli elementi fondamentali su cui il concedente ha sviluppato
il bando relativo alla concessione, come previsto nell’allegato IX B
del decreto legislativo n. 163 del 2006; tali elementi riguardano, in
particolare, i costi stimati, quali definiti all’articolo 3, comma 9,
previsti nell’ambito della concessione, il traffico preventivato
diviso per tipo di autoveicoli, i livelli di pedaggio previsti e
l’estensione geografica della rete cui si applica il contratto di
concessione.
4. Almeno quattro mesi prima della loro attuazione, le nuove
disposizioni in materia di pedaggi applicabili alle strade parallele
su cui il traffico puo’ essere deviato dalla rete stradale
transeuropea e che sono in diretta concorrenza con alcune parti della
rete su cui viene imposto il pedaggio, sono comunicate alla
Commissione europea, ai fini dell’acquisizione del parere di cui
all’articolo 7-bis, paragrafo 6, secondo periodo, della direttiva
1999/62/CE, introdotto dall’articolo 1 della direttiva 2006/38/CE;
tali informazioni riguardano l’estensione geografica della rete
coperta dal pedaggio, gli autoveicoli interessati dal pedaggio e i
livelli di pedaggio previsti, unitamente ad una relazione sul sistema
di determinazione del livello del pedaggio.
5. Qualora si applichino le disposizioni di cui all’articolo 3,
comma 14, ai sistemi di pedaggio gia’ vigenti al 10 giugno 2008, sono
comunicate alla Commissione europea le informazioni che dimostrino
che il pedaggio ponderato medio applicato all’infrastruttura in
questione e’ conforme all’articolo 2, comma 1, lettera b, e
all’articolo 3, commi 9, 10, 11, 12 e 13.

Art. 5

Attuazione e controlli
(articolo 1, paragrafo 6, direttiva 2006/38/CE)

1. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvede con
propri decreti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze per gli aspetti di cui al comma 3, all’attuazione degli
articoli 3 e 4.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti esercita il
controllo del funzionamento del sistema dei pedaggi e dei diritti di
utenza in modo da garantire l’osservanza dei principi di trasparenza
e non discriminazione.
3. I decreti di cui al comma 1 dovranno garantire l’equilibrio
economico finanziario complessivo delle concessionarie, nel rispetto
di quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 7.

Art. 6

Relazione alla Commissione europea
(articolo 1, paragrafo 9, direttiva 2006/38/CE)

1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti trasmette
entro il 10 dicembre 2010 le informazioni necessarie per la relazione
che la Commissione europea deve presentare al Parlamento europeo e al
Consiglio sull’attuazione e sugli effetti della direttiva 2006/38/CE,
tenendo conto degli sviluppi in campo tecnologico e dell’evoluzione
della densita’ della circolazione, compreso l’uso di autoveicoli di
piu’ di 3,5 e di meno di 12 tonnellate, e valutando il relativo
impatto sul mercato interno, anche nelle regioni insulari, prive di
sbocchi al mare e periferiche della Comunita’, i livelli di
investimento nel settore e il contributo al raggiungimento degli
obiettivi di una politica dei trasporti sostenibile.

Art. 7

Disposizioni finali e copertura finanziaria

1. Gli allegati, che costituiscono parte integrante del presente
decreto, sono aggiornati con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, in conformita’ alle modalita’
tecniche rese necessarie dal progresso ovvero a quelle introdotte a
livello comunitario.
2. Dal presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri
a carico della finanza pubblica.

Art. 8

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 25 gennaio 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Ronchi, Ministro per le politiche europee

Matteoli, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Frattini, Ministro degli affari esteri

Alfano, Ministro della giustizia

Tremonti, Ministro dell’economia e delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Alfano

Allegato I

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato II

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato III

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato IV

Parte di provvedimento in formato grafico

DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 7 – Attuazione della direttiva 2006/38/CE, che modifica la direttiva 1999/62/CE, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture. (10G0021) (GU n. 32 del 9-2-2010

Periti.info