DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 165 - Attuazione della direttiva 2009/18/CE che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo e che modifica le direttive 1999/35/CE e 2002/59/CE. (11G0206) - (GU n. 233 del 6-10-2011 | Periti.info

DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 165 – Attuazione della direttiva 2009/18/CE che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo e che modifica le direttive 1999/35/CE e 2002/59/CE. (11G0206) – (GU n. 233 del 6-10-2011

DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 165 - Attuazione della direttiva 2009/18/CE che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo e che modifica le direttive 1999/35/CE e 2002/59/CE. (11G0206) - (GU n. 233 del 6-10-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/10/2011

DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011 , n. 165

Attuazione della direttiva 2009/18/CE che stabilisce i principi
fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del
trasporto marittimo e che modifica le direttive 1999/35/CE e
2002/59/CE. (11G0206)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009, e in particolare,
gli articoli da 1 a 5, e l’allegato B;
Vista la direttiva 2009/18/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 aprile 2009, che stabilisce i principi fondamentali
in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto
marittimo e che modifica la direttiva 1999/35/CE del Consiglio e la
direttiva 2002/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
Visti gli articoli 2 e 94 della Convenzione delle Nazioni Unite sul
diritto del mare (UNCLOS) firmata a Montego Bay il 10 dicembre 1982,
di cui alla legge 2 dicembre 1994, n. 689;
Vista la regola I/21 della Convenzione internazionale per la
salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS) firmata a Londra il 1°
novembre 1974, di cui alla legge 23 maggio 1980, n. 313;
Visto l’articolo 12 della Convenzione internazionale per la
prevenzione dell’inquinamento da navi (MARPOL), firmata a Londra il 2
novembre 1973, di cui alla legge 29 settembre 1980, n. 662;
Visto l’articolo 23 della Convenzione internazionale sulle linee di
massimo carico (LOAD LINE), firmata a Londra il 5 aprile 1966, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1968, n. 777;
Visto il codice della navigazione, approvato con regio decreto 30
marzo 1942, n. 327;
Visto il regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione
(Navigazione marittima), approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 2008,
n. 211, recante la riorganizzazione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti;
Visto l’articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196,
recante attuazione della direttiva 2002/59/CE relativa
all’istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di
informazione sul traffico navale;
Visti il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 28, recante
attuazione della direttiva 1999/35/CE relativa a un sistema di visite
obbligatorie per l’esercizio in condizioni di sicurezza di traghetti
roll-on/roll-off e di unita’ veloci da passeggeri adibiti a servizi
di linea, nonche’ disciplina delle procedure di indagine sui sinistri
marittimi, ed in particolare gli articoli 14 e 15;
Visto il decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice
della nautica da diporto;
Visto il Codice IMO per le inchieste sui sinistri e sugli incidenti
marittimi adottato con risoluzione A.849(20) dall’assemblea dell’IMO
in data 27 novembre 1997, nella versione aggiornata con la
risoluzione MSC.255(84) del Comitato per la sicurezza marittima
dell’IMO che adotta il Codice degli standard internazionali e delle
raccomandazioni per le inchieste sui sinistri marittimi e gli
incidenti marittimi (Codice delle inchieste sui sinistri) in data 16
maggio 2008;
Vista la Risoluzione A.996(25) dell’Assemblea dell’IMO del 29
novembre 2007 (Codice per l’attuazione degli strumenti obbligatori
dell’IMO);
Vista la Risoluzione A.861(20) dell’Assemblea dell’IMO del 27
novembre 1997 e la Risoluzione MSC.163(78) del Comitato per la
sicurezza marittima dell’IMO del 17 maggio 2004 che dettano norme
tecniche sui registratori dei dati di viaggio a bordo delle navi
(VDR);
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante Codice
in materia di protezione dei dati personali;
Visto il regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 27 giugno 2002, che istituisce un’Agenzia europea per
la sicurezza marittima e, in particolare, l’articolo 2, lettera e);
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 16 giugno 2011;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 28 luglio 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle
finanze, dell’interno, della salute e dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Finalita’

1. Il presente decreto ha come obiettivo il miglioramento della
sicurezza della navigazione marittima e della prevenzione
dell’inquinamento causato dalle navi, mediante inchieste di sicurezza
sui sinistri ed incidenti marittimi, affidate ad una struttura
investigativa in grado di assicurare, in autonomia ed indipendenza di
giudizio, l’efficace esecuzione delle attivita’ di investigazione
tecnica di sicurezza e la corretta analisi delle cause e delle
circostanze che hanno determinato i sinistri e gli incidenti
marittimi, allo scopo di ridurre, in tal modo, potenziali analoghi
rischi futuri.
2. Nel rispetto delle finalita’ di cui al comma 1, il presente
decreto determina le procedure e le metodologie di esecuzione delle
inchieste di sicurezza, prevedendone la tempistica e le relazioni tra
tutte le parti coinvolte ovvero interessate nonche’ le modalita’ a
cui attenersi per lo studio e lo sviluppo delle tecniche
investigative e di valorizzazione delle risultanze delle indagini, al
fine di delineare proposte di modifica della normativa tecnica
rivolte ad accrescere e a migliorare le condizioni generali di
sicurezza della navigazione, di salvaguardia della vita umana in mare
nonche’ di protezione dell’ambiente marino e costiero.
3. Le inchieste, svolte sulla base della disciplina contenuta nel
presente decreto, non riguardano la determinazione di
responsabilita’. L’organismo investigativo di cui all’articolo 4,
riferisce all’autorita’ competente circostanze ed elementi rilevanti
sulle cause del sinistro o dell’incidente marittimo qualora, dai
risultati delle attivita’ di investigazione tecnica di sicurezza, si
possano desumere responsabilita’.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Si riporta, di seguito,il testo degli articoli da 1 a
5 e dell’allegato B della legge 4 giugno 2010, n. 96,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146,
S.O.:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro il termine di recepimento indicato in
ciascuna delle direttive elencate negli allegati A e B, i
decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare
attuazione alle medesime direttive. Per le direttive
elencate negli allegati A e B, il cui termine di
recepimento sia gia’ scaduto ovvero scada nei tre mesi
successivi alla data di entrata in vigore della presente
legge, il Governo e’ delegato ad adottare i decreti
legislativi di attuazione entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della medesima legge. Per le direttive
elencate negli allegati A e B, che non prevedono un termine
di recepimento, il Governo e’ delegato ad adottare i
decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche europee e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate nell’allegato B,
nonche’, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali,
quelli relativi all’attuazione delle direttive elencate
nell’allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli
altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati
e al Senato della Repubblica affinche’ su di essi sia
espresso il parere dei competenti organi parlamentari.
Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i
decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora
il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui
al presente comma ovvero i diversi termini previsti dai
commi 4 e 8 scadano nei trenta giorni che precedono la
scadenza dei termini previsti dai commi 1 o 5 o
successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta
giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive che comportino conseguenze
finanziarie sono corredati della relazione tecnica di cui
all’art. 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Su di essi e’ richiesto anche il parere delle Commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari. Il
Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni
formulate con riferimento all’esigenza di garantire il
rispetto dell’art. 81, quarto comma, della Costituzione,
ritrasmette alle Camere i testi, corredati dei necessari
elementi integrativi di informazione, per i pareri
definitivi delle Commissioni parlamentari competenti per i
profili finanziari, che devono essere espressi entro venti
giorni.
5. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in
vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma
1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati
dalla presente legge, il Governo puo’ adottare, con la
procedura indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal
comma 6.
6. I decreti legislativi, relativi alle direttive
elencate negli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’art.
117, quinto comma, della Costituzione, nelle materie di
competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome, si applicano alle condizioni e secondo le
procedure di cui all’art. 11, comma 8, della legge 4
febbraio 2005, n. 11.
7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in
cui una o piu’ deleghe di cui al comma 1 non risultino
esercitate alla scadenza del termine previsto, trasmette
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione che da’ conto dei motivi addotti a
giustificazione del ritardo dai Ministri con competenza
istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le
politiche europee, ogni sei mesi, informa altresi’ la
Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sullo
stato di attuazione delle direttive da parte delle regioni
e delle province autonome nelle materie di loro competenza,
secondo modalita’ di individuazione delle stesse da
definire con accordo in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano.
8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B,
ritrasmette con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni i testi alla Camera dei deputati e al Senato
della Repubblica. Decorsi venti giorni dalla data di
ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di
nuovo parere.
Art. 2 (Principi e criteri direttivi generali della
delega legislativa). – 1. Salvi gli specifici principi e
criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui ai
capi II e III, e in aggiunta a quelli contenuti nelle
direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all’art.
1 sono informati ai seguenti principi e criteri direttivi
generali:
a) le amministrazioni direttamente interessate
provvedono all’attuazione dei decreti legislativi con le
ordinarie strutture amministrative, secondo il principio
della massima semplificazione dei procedimenti e delle
modalita’ di organizzazione e di esercizio delle funzioni e
dei servizi;
b) ai fini di un migliore coordinamento con le
discipline vigenti per i singoli settori interessati dalla
normativa da attuare, sono introdotte le occorrenti
modificazioni alle discipline stesse, fatti salvi i
procedimenti oggetto di semplificazione amministrativa
ovvero le materie oggetto di delegificazione;
c) al di fuori dei casi previsti dalle norme penali
vigenti, ove necessario per assicurare l’osservanza delle
disposizioni contenute nei decreti legislativi, sono
previste sanzioni amministrative e penali per le infrazioni
alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,
nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a 150.000
euro e dell’arresto fino a tre anni, sono previste, in via
alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni
ledono o espongono a pericolo interessi costituzionalmente
protetti. In tali casi sono previste: la pena dell’ammenda
alternativa all’arresto per le infrazioni che espongono a
pericolo o danneggiano l’interesse protetto; la pena
dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che recano un danno di particolare gravita’.
Nelle predette ipotesi, in luogo dell’arresto e
dell’ammenda, possono essere previste anche le sanzioni
alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del decreto
legislativo 28 agosto 2000, n. 274, e la relativa
competenza del giudice di pace. La sanzione amministrativa
del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non
superiore a 150.000 euro e’ prevista per le infrazioni che
ledono o espongono a pericolo interessi diversi da quelli
indicati nei periodi precedenti. Nell’ambito dei limiti
minimi e massimi previsti, le sanzioni indicate nella
presente lettera sono determinate nella loro entita’,
tenendo conto della diversa potenzialita’ lesiva
dell’interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in
astratto, di specifiche qualita’ personali del colpevole,
comprese quelle che impongono particolari doveri di
prevenzione, controllo o vigilanza, nonche’ del vantaggio
patrimoniale che l’infrazione puo’ recare al colpevole
ovvero alla persona o all’ente nel cui interesse egli
agisce. Entro i limiti di pena indicati nella presente
lettera sono previste sanzioni identiche a quelle
eventualmente gia’ comminate dalle leggi vigenti per
violazioni omogenee e di pari offensivita’ rispetto alle
infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle
materie di cui all’art. 117, quarto comma, della
Costituzione, le sanzioni amministrative sono determinate
dalle regioni;
d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e
che non riguardano l’attivita’ ordinaria delle
amministrazioni statali o regionali possono essere previste
nei decreti legislativi recanti le norme necessarie per
dare attuazione alle direttive, nei soli limiti occorrenti
per l’adempimento degli obblighi di attuazione delle
direttive stesse; alla relativa copertura, nonche’ alla
copertura delle minori entrate eventualmente derivanti
dall’attuazione delle direttive, in quanto non sia
possibile farvi fronte con i fondi gia’ assegnati alle
competenti amministrazioni, si provvede a carico del fondo
di rotazione di cui all’art. 5 della legge 16 aprile 1987,
n. 183;
e) all’attuazione di direttive che modificano
precedenti direttive gia’ attuate con legge o con decreto
legislativo si procede, se la modificazione non comporta
ampliamento della materia regolata, apportando le
corrispondenti modificazioni alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f) nella predisposizione dei decreti legislativi si
tiene conto delle eventuali modificazioni delle direttive
comunitarie comunque intervenute fino al momento
dell’esercizio della delega;
g) nella predisposizione dei decreti legislativi,
relativi alle direttive elencate negli allegati A e B, si
tiene conto delle esigenze di coordinamento tra le norme
previste nelle direttive medesime e quanto stabilito dalla
legislazione vigente, con particolare riferimento alla
normativa in materia di lavoro e politiche sociali, per la
cui revisione e’ assicurato il coinvolgimento delle parti
sociali interessate, ai fini della definizione di eventuali
specifici avvisi comuni e dell’acquisizione, ove richiesto
dalla complessita’ della materia, di un parere delle stesse
parti sociali sui relativi schemi di decreto legislativo;
h) quando si verificano sovrapposizioni di competenze
tra amministrazioni diverse o comunque sono coinvolte le
competenze di piu’ amministrazioni statali, i decreti
legislativi individuano, attraverso le piu’ opportune forme
di coordinamento, rispettando i principi di sussidiarieta’,
differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione e le
competenze delle regioni e degli altri enti territoriali,
le procedure per salvaguardare l’unitarieta’ dei processi
decisionali, la trasparenza, la celerita’, l’efficacia e
l’economicita’ nell’azione amministrativa e la chiara
individuazione dei soggetti responsabili;
i) quando non sono di ostacolo i diversi termini di
recepimento, sono attuate con un unico decreto legislativo
le direttive che riguardano le stesse materie o che
comunque comportano modifiche degli stessi atti normativi.
Art. 3 (Delega al Governo per la disciplina
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie (1)
). – 1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle
norme comunitarie nell’ordinamento nazionale, il Governo,
fatte salve le norme penali vigenti, e’ delegato ad
adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali
o amministrative per le violazioni di obblighi contenuti in
direttive comunitarie attuate in via regolamentare o
amministrativa, ai sensi delle leggi comunitarie vigenti, o
in regolamenti comunitari pubblicati alla data di entrata
in vigore della presente legge, per i quali non sono gia’
previste sanzioni penali o amministrative.
2. La delega di cui al comma 1 e’ esercitata con
decreti legislativi adottati ai sensi dell’art. 14 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri o del Ministro per le politiche
europee e del Ministro della giustizia, di concerto con i
Ministri competenti per materia. I decreti legislativi si
informano ai principi e criteri direttivi di cui all’art.
2, comma 1, lettera c).
3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al
presente articolo sono trasmessi alla Camera dei deputati e
al Senato della Repubblica per l’espressione del parere da
parte dei competenti organi parlamentari con le modalita’ e
nei termini previsti dai commi 3 e 8 dell’art. 1.
Art. 4 (Oneri relativi a prestazioni e a controlli). –
1. In relazione agli oneri per prestazioni e per controlli,
si applicano le disposizioni dell’art. 9, commi 2 e 2-bis,
della legge 4 febbraio 2005, n. 11.
Art. 5 (Delega al Governo per il riordino normativo
nelle materie interessate dalle direttive comunitarie). –
1. Il Governo e’ delegato ad adottare, senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con le
modalita’ e secondo i principi e criteri direttivi di cui
all’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni, entro ventiquattro mesi dalla data di
entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di
cui all’art. 1, comma 1, della presente legge, testi unici
o codici di settore delle disposizioni dettate in
attuazione delle deleghe conferite dalla presente legge per
il recepimento di direttive comunitarie, al fine di
coordinare le medesime con le altre norme legislative
vigenti nelle stesse materie. Qualora i testi unici o i
codici di settore riguardino principi fondamentali nelle
materie di cui all’art. 117, terzo comma, della
Costituzione o in altre materie di interesse delle regioni,
i relativi schemi di decreto legislativo sono sottoposti al
parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano nonche’ al parere della Commissione parlamentare
per le questioni regionali.
2. I testi unici e i codici di settore di cui al comma
1 riguardano materie o settori omogenei. Le disposizioni
contenute nei testi unici o nei codici di settore non
possono essere abrogate, derogate, sospese o comunque
modificate, se non in modo esplicito mediante l’indicazione
puntuale delle disposizioni da abrogare, derogare,
sospendere o modificare.».
«Allegato B
(Articolo 1, commi 1 e 3)
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 febbraio 2008, che modifica la direttiva 97/67/CE per
quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno
dei servizi postali comunitari;
2008/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, concernente una procedura comunitaria
sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale
industriale di gas e di energia elettrica (rifusione);
2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (Versione
codificata);
2008/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla gestione della sicurezza delle
infrastrutture stradali;
2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla tutela penale dell’ambiente;
2008/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel
sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei
gas a effetto serra;
2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia
interinale;
2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, relativa a standard di qualita’
ambientale nel settore della politica delle acque, recante
modifica e successiva abrogazione delle direttive del
Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e
86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio;
2008/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica la direttiva 2004/49/CE
relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie;
2008/112/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica le direttive del Consiglio
76/768/CEE, 88/378/CEE, 1999/13/CE e le direttive del
Parlamento europeo e del Consiglio 2000/53/CE, 2002/96/CE e
2004/42/CE, allo scopo di adeguarle al regolamento (CE) n.
1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura
e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele;
2008/114/CE del Consiglio, dell’8 dicembre 2008,
relativa all’individuazione e alla designazione delle
infrastrutture critiche europee e alla valutazione della
necessita’ di migliorarne la protezione;
2008/122/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto
riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprieta’,
dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo
termine e dei contratti di rivendita e di scambio;
2009/4/CE della Commissione, del 23 gennaio 2009, sulle
contromisure volte a prevenire e rilevare la manipolazione
delle registrazioni dei tachigrafi, che modifica la
direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE)
n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a
disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti
su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del
Consiglio;
2009/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2009, che
modifica l’allegato III della direttiva 2006/22/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per
l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n.
3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia
sociale nel settore dei trasporti su strada;
2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, concernente i diritti aeroportuali;
2009/13/CE del Consiglio, del 16 febbraio 2009, recante
attuazione dell’accordo concluso dall’Associazione armatori
della Comunita’ europea (ECSA) e dalla Federazione europea
dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul
lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva
1999/63/CE;
2009/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, recante modifica della direttiva
94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi per
quanto riguarda il livello di copertura e il termine di
rimborso;
2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato
di approdo (rifusione);
2009/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, recante modifica della direttiva 2002/59/CE
relativa all’istituzione di un sistema comunitario di
monitoraggio del traffico navale e d’informazione;
2009/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che stabilisce i principi fondamentali in
materia di inchieste sugli incidenti nel settore del
trasporto marittimo e che modifica la direttiva 1999/35/CE
del Consiglio e la direttiva 2002/59/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio;
2009/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al rispetto degli obblighi dello
Stato di bandiera;
2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da
fonti rinnovabili, recante modifica e successiva
abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;
2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario
per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto
serra;
2009/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 98/70/CE per
quanto riguarda le specifiche relative a benzina,
combustibile diesel e gasolio nonche’ l’introduzione di un
meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di
gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE del
Consiglio per quanto concerne le specifiche relative al
combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione
interna e abroga la direttiva 93/12/CEE;
2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di
biossido di carbonio e recante modifica della direttiva
85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento
europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE,
2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio;
2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa alla promozione di veicoli puliti
e a basso consumo energetico nel trasporto su strada;
2009/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 maggio 2009, che modifica la direttiva 98/26/CE
concernente il carattere definitivo del regolamento nei
sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli e
la direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia
finanziaria per quanto riguarda i sistemi connessi e i
crediti;
2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sulla sicurezza dei giocattoli;
2009/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 78/660/CEE e
83/349/CEE del Consiglio per quanto riguarda taluni
obblighi di comunicazione a carico delle societa’ di medie
dimensioni e l’obbligo di redigere conti consolidati;
2009/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 2001/82/CE e
2001/83/CE per quanto concerne le modifiche dei termini
delle autorizzazioni all’immissione in commercio dei
medicinali;
2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione
delle acque minerali naturali;
2009/69/CE del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema
comune d’imposta sul valore aggiunto in relazione
all’evasione fiscale connessa all’importazione;
2009/71/EURATOM del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare
degli impianti nucleari;
2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva
2003/54/CE;
2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva
2003/55/CE;
2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure
per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di
forniture e di servizi nei settori della difesa e della
sicurezza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica
delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;
2009/90/CE della Commissione, del 31 luglio 2009, che
stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, specifiche tecniche per
l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle
acque;
2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, intesa a coordinare, per renderle
equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati
membri, alle societa’ a mente dell’art. 48, secondo comma,
del trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei
terzi;
2009/102/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, in materia di diritto delle societa’,
relativa alle societa’ a responsabilita’ limitata con un
unico socio (Versione codificata);
2009/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, recante modifica della direttiva
98/8/CE, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi,
per quanto riguarda l’estensione di determinati periodi di
tempo;
2009/111/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, che modifica le direttive 2006/48/CE,
2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti
creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi
dei fondi propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza
e la gestione delle crisi;
2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, che
stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un
livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di
prodotti petroliferi;
2009/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, che modifica la direttiva 2005/35/CE
relativa all’inquinamento provocato dalle navi e
all’introduzione di sanzioni per violazioni;
2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per
l’elaborazione di specifiche per la progettazione
ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia
(rifusione);
2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre 2009, che
modifica l’allegato VII della direttiva 2008/57/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario;
2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle
attivita’ di assicurazione e di riassicurazione
(solvibilita’ II) (rifusione);
2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i
rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il
lavoro (Versione codificata);
2009/149/CE della Commissione, del 27 novembre 2009,
che modifica la direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio per quanto riguarda gli indicatori comuni
di sicurezza e i metodi comuni di calcolo dei costi
connessi agli incidenti;
2010/12/UE del Consiglio, del 16 febbraio 2010, recante
modifica delle direttive 92/79/CEE, 92/80/CEE e 95/59/CE
per quanto concerne la struttura e le aliquote delle accise
che gravano sui tabacchi lavorati e della direttiva
2008/118/CE.».
– La Direttiva 2009/18/CE, e’ pubblicata G.U.U.E. 28
maggio 2009, n. L 131.
– Il testo degli articoli 2 e 94 della Convenzione
delle Nazioni Unite sul diritto del mare e’ il seguente:
«Art. 2 (Regime giuridico del mare territoriale, dello
spazio aereo soprastante il mare territoriale, del relativo
fondo marino e del suo sottosuolo). – 1. La sovranita’
dello Stato costiero si estende, al di la’ del suo
territorio e delle sue acque interne e, nel caso di uno
Stato-arcipelago, delle sue acque arcipelagiche, a una
fascia adiacente di mare, denominata mare territoriale.
2. Tale sovranita’ si estende allo spazio aereo
soprastante il mare territoriale come pure al relativo
fondo marino e al suo sottosuolo.
3. La sovranita’ sul mare territoriale si esercita alle
condizioni della presente Convenzione e delle altre norme
del diritto internazionale.».
«Art. 94 (Obblighi dello Stato di bandiera). – 1. Ogni
Stato esercita efficacemente la propria giurisdizione e il
proprio controllo su questioni di carattere amministrativo,
tecnico e sociale sulle navi che battono la sua bandiera.
2. In particolare ogni Stato:
a) tiene un registro delle navi che contenga i nomi e
le caratteristiche delle navi che battono la sua bandiera,
ad esclusione di quelle che, in virtu’ di norme
internazionali generalmente accettate, per effetto delle
loro modeste dimensioni ne sono esenti; e
b) esercita la propria giurisdizione conformemente
alla propria legislazione, su tutte le navi che battono la
sua bandiera, e sui rispettivi comandanti, ufficiali ed
equipaggi, in relazione alle questioni di ordine
amministrativo, tecnico e sociale di pertinenza delle navi.
3. Ogni Stato adotta, per le navi che battono la sua
bandiera, tutte le misure necessarie a salvaguardare la
sicurezza in mare, con particolare riferimento a:
a) costruzione, attrezzature e navigabilita’ delle
navi;
b) composizione, condizioni di lavoro e addestramento
degli equipaggi, tenendo conto degli appropriati strumenti
internazionali;
c) impiego dei segnali, buon funzionamento delle
comunicazioni e prevenzione degli abbordi.
4. Tali misure includono le norme necessarie a
garantire che:
a) ogni nave, prima dell’immatricolazione e dopo, a
intervalli opportuni, sia ispezionata da un ispettore
marittimo qualificato, e abbia a bordo le carte e le
pubblicazioni nautiche, nonche’ la strumentazione e le
apparecchiature atte a salvaguardare la sicurezza della
navigazione;
b) ogni nave sia affidata a un comandante e a
ufficiali che posseggano i necessari titoli professionali,
con particolare riferimento alla capacita’ marinaresca,
alla condotta della navigazione, alle comunicazioni e
all’ingegneria navale; e abbia un equipaggio adeguato, nel
numero e nella specializzazione dei suoi componenti, al
tipo, alle dimensioni, ai macchinari e alle apparecchiature
della nave;
c) il comandante, gli ufficiali e, nella misura
appropriata, i membri dell’equipaggio conoscano
perfettamente e abbiano l’ordine di rispettare le
pertinenti norme internazionali relative alla salvaguardia
della vita umana in mare, alla prevenzione degli abbordi,
alla prevenzione, riduzione e controllo dell’inquinamento
marino, e al buon funzionamento delle radiocomunicazioni.
5. Nell’adottare le misure di cui ai numeri 3 e 4, ogni
Stato e’ tenuto sia ad attenersi alle norme, alle procedure
e alle pratiche internazionali generalmente accettate, sia
ad assumere qualsiasi iniziativa che si renda necessaria
per garantirne l’osservanza.
6. Qualunque Stato che abbia fondati motivi per
ritenere che su una nave non sono stati esercitati la
giurisdizione e i controlli opportuni, puo’ denunciare tali
omissioni allo Stato di bandiera.
Nel ricevere la denuncia, lo Stato di bandiera apre
un’inchiesta e, se vi e’ luogo a procedere, intraprende le
azioni necessarie per sanare la situazione.
7. Ogni Stato apre un’inchiesta che sara’ condotta da o
davanti una o piu’ persone debitamente qualificate, su ogni
incidente in mare o di navigazione nell’alto mare, che
abbia coinvolto una nave battente la sua bandiera e abbia
causato la morte o lesioni gravi a cittadini di un altro
Stato, oppure abbia provocato danni seri a navi o
installazioni di un altro Stato o all’ambiente marino. Lo
Stato di bandiera e l’altro Stato cooperano allo
svolgimento di inchieste aperte da quest’ultimo su uno
qualunque di tali incidenti.».
– La legge 2 dicembre 1994, n. 689 (Ratifica ed
esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sul
diritto del mare, con allegati e atto finale, fatta a
Montego Bay il 10 dicembre 1982, nonche’ dell’accordo di
applicazione della parte XI della convenzione stessa, con
allegati, fatto a New York il 29 luglio 1994), e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 19 dicembre 1994, n.
295, S.O.
– La legge 23 maggio 1980, n. 313 (Adesione alla
convenzione internazionale del 1974 per la salvaguardia
della vita umana in mare, con allegato, aperta alla firma a
Londra il 1° novembre 1974, e sua esecuzione), e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 12 luglio 1980, n.
190, S.O.
– La legge 29 settembre 1980, n. 662 (Ratifica ed
esecuzione della Convenzione internazionale per la
prevenzione dell’inquinamento causato da navi e del
protocollo d’intervento in alto mare in caso di
inquinamento causato da sostanze diverse dagli idrocarburi,
con annessi, adottati a Londra il 2 novembre 1973), e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23 ottobre 1980, n.
292, S.O.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile
1968, n. 777 (Esecuzione della convenzione internazionale
sulla linea di massimo carico, adottata a Londra il 5
aprile 1966), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13
luglio 1968, n. 176, S.O.
– Il regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 ( Codice della
navigazione), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18
aprile 1942, n. 93, Ediz. Spec.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 15
febbraio 1952, n. 328, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 21 aprile 1952, n. 94, S.O.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre
2008, n. 211, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5
gennaio 2009, n. 3.
– Il testo dell’art. 11 del decreto legislativo 19
agosto 2005, n. 196, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23
settembre 2005, n. 222, cosi’ recita:
«Art. 11 (Indagini sui sinistri). – 1. Fatto salvo
quanto previsto dal Capo II del decreto legislativo 2
febbraio 2001, n. 28, le indagini sui sinistri e sugli
incidenti marittimi in cui sia rimasta coinvolta una nave
oggetto del presente decreto vengono eseguite osservando le
disposizioni del codice IMO in materia di inchieste sugli
incidenti e i sinistri marittimi.
2. L’amministrazione collabora alle indagini sui
sinistri e sugli incidenti marittimi condotte all’estero,
allorche’ e’ coinvolta una nave italiana.».
– Il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 28, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° marzo 2001, n. 50.
– Il decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 agosto 2005, n. 202,
S.O.
– Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 luglio 2003, n. 174,
S.O.
– Il regolamento (CE) n. 1406/2002, e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 5 agosto 2002, n. L 208.
– Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106,
S.O.

Art. 2

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto si applica ai sinistri ed agli incidenti
marittimi che coinvolgono navi di bandiera nazionale ovunque si
trovino ovvero si verificano nel mare territoriale o nelle acque
marittime interne dello Stato, quali definite nell’UNCLOS ovvero
incidono su altri interessi rilevanti dello Stato.
2. Il presente decreto non si applica ai sinistri ed agli incidenti
marittimi che interessano soltanto:
a) navi militari o destinate al trasporto truppe o altre navi di
proprieta’ o gestite dagli Stati che siano utilizzate esclusivamente
per servizi governativi non commerciali;
b) navi senza mezzi di propulsione meccanica;
c) navi in legno di costruzione primitiva;
d) navi ed imbarcazioni da diporto non adibite al traffico
commerciale, salvo che siano dotate di equipaggio e trasportino piu’
di 12 passeggeri a fini commerciali;
e) navi per la navigazione interna utilizzate nelle acque
interne;
f) navi da pesca di lunghezza inferiore a 15 metri;
g) unita’ fisse di perforazione.

Art. 3

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) codice IMO per le inchieste sui sinistri e sugli incidenti
marittimi: il codice per le inchieste sui sinistri e sugli incidenti
marittimi adottato con risoluzione A.849(20) dell’assemblea dell’IMO
del 27 novembre 1997;
b) sinistro grave: il sinistro di cui alla definizione contenuta
nella circolare MSC-MEPC.3/Circ.3 del comitato per la sicurezza
marittima e del comitato per la protezione dell’ambiente marino
dell’IMO del 18 dicembre 2008;
c) traghetto RO-RO: le navi di cui alla definizione contenuta
nell’articolo 1 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 28,
attuativo della direttiva 1999/35/CE;
d) unita’ veloce da passeggeri: le unita’ veloci di cui alla
definizione contenuta nell’articolo 1 del decreto legislativo 2
febbraio 2001, n. 28, attuativo della direttiva 1999/35/CE;
e) registratore dei dati di viaggio (VDR): il registratore di cui
alla definizione contenuta nella risoluzione A.861(20) dell’assemblea
dell’IMO e nella risoluzione MSC.163(78) del comitato per la
sicurezza marittima dell’IMO;
f) raccomandazione in materia di sicurezza: qualsiasi proposta
formulata, anche ai fini di registrazione e controllo:
1) dall’organismo inquirente di cui all’articolo 4, o
dall’organismo inquirente dello Stato estero che in forza di
preventivi accordi con l’Amministrazione svolge o dirige l’inchiesta
di sicurezza in base alle informazioni derivanti da tale inchiesta;
2) dalla Commissione in base ad una analisi astratta dei dati e
ai risultati delle inchieste di sicurezza realizzate;
g) organismo investigativo: l’organismo investigativo sui
sinistri marittimi, istituito presso il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti di cui all’articolo 4 del presente
decreto;
h) investigatore: persona fisica, appartenente all’Organismo
investigativo preposta all’organizzazione, allo svolgimento e al
controllo di un’indagine o di parte di essa;
i) consulente: persona fisica non appartenente all’organismo
investigativo, iscritto all’elenco degli esperti di cui all’articolo
4, comma 4, dotato di specifica esperienza nel settore marittimo, di
cui puo’ avvalersi l’organismo investigativo.
2. Ai fini del presente decreto, le seguenti espressioni, vanno
intese secondo le definizioni contenute nel codice IMO per le
inchieste sui sinistri e sugli incidenti marittimi:
a) sinistro marittimo;
b) sinistro molto grave;
c) incidente marittimo;
d) inchiesta di sicurezza sul sinistro o incidente marittimo;
e) Stato che dirige l’inchiesta;
f) Stato titolare di interessi rilevanti.

Note all’art. 3:
– Il testo dell’art. 1 del decreto legislativo n. 28
del 2001, citato nelle note alle premesse, cosi’ recita:
«Art. 1 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
decreto e dei suoi allegati, si intende per:
a) “traghetto ro-ro”: una nave marittima da
passeggeri avente dispositivi che consentono di caricare e
scaricare direttamente i veicoli (stradali o ferroviari) e
che trasporta piu’ di dodici passeggeri;
b) “unita’ veloce da passeggeri”: un’unita’ veloce
come definita dalla regola I del capitolo X della
“Convenzione Solas del 1974”, che trasporti piu’ di dodici
passeggeri (2);
c) “passeggero”: qualsiasi persona che non sia:
1) il comandante, ne’ un membro dell’equipaggio,
ne’ altra persona impiegata o occupata in qualsiasi
qualita’ a bordo di una nave per i suoi servizi,
2) un bambino di eta’ inferiore a un anno;
d) “Convenzione Solas del 1974”: la convenzione
internazionale per la salvaguardia della vita umana in
mare, firmata a Londra nel 1974 e resa esecutiva con la
legge 23 maggio 1980, n. 313, e con la legge 4 giugno 1982,
n. 438, che ha approvato il successivo protocollo del 17
febbraio 1978, e successivi emendamenti in vigore alla data
del 29 aprile 1999;
e) “codice per le unita’ veloci (HSC Code)”: il
codice internazionale di sicurezza per le unita’ veloci
(International Code for Safety of High Speed Craft)
adottato dal comitato della sicurezza marittima dell’IMO
con risoluzione MSC 36(63) del 20 maggio 1994, nel testo
modificato alla data del 29 aprile 1999;
f) “servizio di linea”: una serie di collegamenti
effettuati da un traghetto ro-ro o da un’unita’ veloce da
passeggeri in modo da assicurare il traffico fra gli stessi
due o piu’ porti, oppure una serie di viaggi da e verso lo
stesso porto senza scali intermedi:
1) in base ad un orario pubblicato;
oppure
2) con collegamenti tanto regolari o frequenti da
Costituire una serie sistematica evidente;
g) “certificati”:
1) con riferimento ai traghetti ro-ro e alle unita’
veloci da passeggeri che effettuano viaggi internazionali,
i certificati di sicurezza emessi a norma della convenzione
Solas del 1974, unitamente ai pertinenti elenchi dotazioni
e, se del caso, ai certificati di esenzione e alle
autorizzazioni all’esercizio;
2) con riferimento ai traghetti ro-ro e alle unita’
veloci da passeggeri che effettuano viaggi nazionali i
certificati di sicurezza emessi a norma del decreto
legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, unitamente ai
pertinenti elenchi dotazioni e, se del caso, ai certificati
di esenzione e alle autorizzazioni all’esercizio;
h) “certificato di esenzione”: qualsiasi certificato
emesso a norma del capitolo I regola B/12, lettera a),
punto VI), della “convenzione Solas del 1974”;
i) “amministrazione”: il Ministero dei trasporti e
della navigazione – Comando generale del Corpo delle
Capitanerie di porto;
l) “autorita’ marittima”: gli uffici locali di cui
all’art. 17 del codice della navigazione secondo funzioni
delegate con direttive del Comando generale del Corpo delle
Capitanerie di porto;
m) “amministrazione dello Stato di bandiera”: le
autorita’ competenti dello Stato la cui bandiera il
traghetto ro-ro o l’unita’ veloce e’ autorizzata a battere;
n) “Stato ospite”. lo Stato membro dell’Unione
europea dal cui porto, o verso il cui porto un traghetto
ro-ro o un’unita’ veloce da passeggeri effettua un servizio
di linea;
o) “viaggio nazionale”: un viaggio effettuato in
tratti di mare da e verso lo stesso porto nazionale o tra
due porti nazionali;
p) “organismo riconosciuto”: “organismo riconosciuto
a norma dell’art. 4 della direttiva 94/57/CE del Consiglio
del 22 novembre 1994;
q) “societa’”: una societa’ che gestisce uno o piu’
traghetti ro-ro per i quali e’ stato rilasciato un
documento di conformita’ a norma dell’art. 5, paragrafo 2,
del regolamento (CE) n. 3051/95 del Consiglio, dell’8
dicembre 1995, come modificato dal Regolamento CE n.179/98
della Commissione, sulla gestione della sicurezza dei
traghetti passeggeri roll-on/roll-off (traghetto roro), o
una societa’ che gestisce unita’ veloci da passeggeri alla
quale e’ stato rilasciato un documento di conformita’ ai
sensi della regola IX/4 della convenzione Solas del 1974,
ovvero ogni altra impresa di navigazione esercente unita’
veloci da passeggeri in navigazione nazionale;
r) “visita specifica”: una visita effettuata ai sensi
degli articoli 6 e 8;
s) “ispettore qualificato”: ufficiale del Corpo delle
Capitanerie di Porto avente i requisiti di cui all’allegato
V;
t) “I.MO.”: Organizzazione Internazionale Marittima;
u) “I.L.O.”: Organizzazione Internazionale del
Lavoro.».
– Per la direttiva 1999/35/CE, si veda nelle note alle
premesse.

Art. 4

Organismo investigativo

1. La commissione centrale d’indagine sui sinistri marittimi di cui
all’articolo 466-bis del regolamento per la navigazione marittima,
viene posta alle dirette dipendenze del Ministro ed assume il ruolo e
la denominazione di organismo investigativo ai sensi e per gli
effetti del presente decreto. L’Organismo investigativo sui sinistri
marittimi, dotato di indipendenza sul piano organizzativo, giuridico
e decisionale da qualsiasi soggetto i cui interessi possono entrare
in conflitto con il compito affidatogli opera, quale organo di
investigazione tecnica di sicurezza per l’accertamento e la verifica
delle cause e delle circostanze relative ai sinistri ed incidenti
marittimi di cui all’articolo 2, comma 1. L’Organismo svolge,
altresi’, funzioni di osservatorio per la raccolta e analisi dei dati
relativi alla sicurezza marittima, nonche’ un’attivita’ di studio e
ricerca per lo sviluppo delle tecniche investigative e di
valorizzazione delle risultanze delle indagini al fine di delineare
nuove proposte di previsioni tecniche rivolte ad accrescere e
migliorare le condizioni generali di sicurezza della navigazione e
del trasporto marittimo.
2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvede, con
proprio decreto, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, a stabilire la struttura
organizzativa e la composizione dell’Organismo investigativo,
utilizzando unita’ di personale gia’ in servizio e strutture gia’
esistenti nell’ambito del Ministero, fermo restando il numero massimo
degli uffici dirigenziali di livello generale e non generale del
Ministero, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
3. L’Organismo investigativo e’ costituito da personale in possesso
di conoscenze operative e di esperienza pratica nelle materie
attinenti i compiti investigativi. Il personale preposto alle
funzioni ispettive non puo’ avere interessi diretti o indiretti,
anche di tipo professionale, o di consulenza, con imprese o soggetti
pubblici o privati che operano nel settore della navigazione.
4. L’Organismo investigativo puo’ avvalersi, nei limiti delle
risorse disponibili a legislazione vigente, anche dei corpi tecnici
dello Stato e di altre organizzazioni pubbliche specializzate, sulla
base di apposite convenzioni. L’Organismo investigativo istituisce un
elenco di esperti, sia sul piano tecnico che sul piano della
disciplina, in materia di sicurezza della navigazione marittima,
adeguatamente qualificati e competenti nel settore dei sinistri ed
incidenti marittimi, indipendenti dalle industrie navali e dalle
imprese armatoriali, anche esterni all’Amministrazione, che, in caso
di sinistri marittimi, possano essere individuati per svolgere il
ruolo di consulente.
5. Nella conduzione delle inchieste l’Organismo investigativo
procede in conformita’ alle norme ed ai principi stabiliti nel Codice
IMO per le inchieste sui sinistri e gli incidenti marittimi adottato
con risoluzione A.849 dell’assemblea IMO, in data 27 novembre 1997.
Nell’ambito delle attivita’ investigative di competenza, si conforma
alle procedure comuni di indagine sui sinistri e sugli incidenti
marittimi sviluppate ai sensi dell’articolo 2, lettera e), del
Regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 27 giugno 2002. La predetta procedura puo’ essere derogata in
casi specifici ove risulti necessario, sulla base di valutazioni di
ordine tecnico e dell’esperienza maturata, e sia richiesto per
raggiungere gli obiettivi dell’inchiesta.
6. L’Organismo investigativo, agisce senza ritardo non appena ha
notizia del sinistro.
7. L’Organismo investigativo e’ responsabile della tenuta e del
costante aggiornamento della banca dati europea sui sinistri
marittimi ove vanno inserite, per ogni sinistro o incidente marittimo
ricadente nell’ambito di applicazione del presente decreto, le
informazioni di cui all’allegato II nonche’ della banca dati sui
sinistri ed incidenti marittimi inserita nel sistema globale
integrato di informazione dell’IMO (Global Integrated Shipping
Information System – GISIS).

Note all’art. 4:
– Il testo dell’art. 446-bis del Regolamento per la
navigazione marittima, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 15 febbraio 1952, n.328, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1952, n. 94, S.O., cosi’
recita:
«Art. 466-bis (Commissione centrale di indagine sui
sinistri marittimi). – 1. E’ istituita presso il Ministero
dei trasporti e della navigazione – Comando Generale del
Corpo delle Capitanerie di Porto – la commissione centrale
di indagine sui sinistri marittimi, con il compito di
monitorare i sinistri, la fine di proporre interventi di
modifica delle regole tecniche o normative che risultino
necessari o opportuni per il costante miglioramento delle
condizioni della sicurezza della navigazione, di
salvaguardia della vita umana in mare e di tutela
dell’ambiente marino; per tale ultima finalita’, la
composizione della commissione centrale e’ integrata da un
esperto dotato di specifica professionalita’ e comprovata
esperienza in materia, designato dal Ministero
dell’ambiente.
2. All’attivita’ della commissione centrale di indagine
sui sinistri marittimi possono partecipare i rappresentanti
di altri Stati membri dell’Unione europea che siano
sostanzialmente interessati alle indagini.
3. La commissione centrale di indagine sui sinistri
marittimi e’ nominata con decreto interdirigenziale dal
Capo del Dipartimento della navigazione marittima ed
interna e dal Comandante Generale del Corpo delle
Capitanerie di Porto ed e’ composta come segue:
a) un ufficiale ammiraglio del Corpo delle
Capitanerie di Porto, presidente;
b) due ufficiali superiori del Corpo delle
Capitanerie di Porto, membri;
c) due dirigenti del Dipartimento della navigazione
marittima ed interna, membri;
d) un esperto designato dal Ministero dell’ambiente;
e) un ufficiale inferiore del Corpo delle Capitanerie
di Porto; segretario.
4. Con le stesse modalita’ sono nominati i supplenti
della medesima commissione.
5. La Commissione centrale di indagine sui sinistri
marittimi:
a) riceve dalla Direzione marittima competente le
notizie di sinistri marittimi, ed e’ costantemente
informata dalla stessa in merito all’attivita’ di indagine
in corso;
b) riceve e, se del caso, valuta le istanze di
partecipazione e collaborazione alle indagini degli Stati
interessati ed effettua con tempestivita’ le necessarie
consultazioni con gli stessi per il raggiungimento di un
accordo operativo;
c) riceve e valuta il rapporto finale della
commissione di inchiesta formale e lo trasmette agli Stati
interessati, assegnando un termine di trenta giorni per la
formulazione di eventuali osservazioni;
d) nei trenta giorni successivi allo scadere del
termine di cui alla lettera c):
1. qualora vengano formulate dagli Stati
interessati osservazioni in merito al rapporto, modifica il
rapporto stesso in modo da includere la sostanza dei
commenti ovvero vi allega le osservazioni formulate;
2. diversamente provvede direttamente ai sensi
della lettera e);
e) invia il rapporto definitivo all’IMO, all’ILO ed
alla Commissione europea;
f) qualora in relazione a sinistri per i quali si e’
gia’ conclusa un’indagine, siano state presentate nuove
prove che possono alterare la definizione delle circostanze
per le quali il sinistro si era verificato, e
conseguentemente le conclusioni, ne valuta la rilevanza e,
se del caso, dispone la riapertura delle indagini,
comunicandolo agli Stati interessati;
g) cura i rapporti con l’IMO e l’ILO anche ai fini
della collaborazione e partecipazione dello Stati italiano
alle indagini sui sinistri marittimi;
h) trasmette tempestivamente il rapporto finale al
Ministro dei trasporti e della navigazione ed al Ministro
dell’ambiente;
i) assicura la partecipazione e la collaborazione
dell’Italia, laddove interessata, alle indagini effettuate
da altro Stato.
6. All’organizzazione ed al funzionamento della
commissione centrale di indagine sui sinistri marittimi,
che si avvale di una segreteria permanente, si provvede
nell’ambito delle attuali dotazioni organiche del Ministero
del trasporti e della navigazione. All’applicazione del
presente comma, nonche’ del comma 3, lettera d) e del
successivo comma 10, si fa fronte senza oneri aggiuntivi a
carico del bilancio dello Stato.
7. Nell’espletamento dei lavori la commissione centrale
di indagine sui sinistri marittimi procede a un’analisi
completa delle circostanze delle cause del sinistro; a tal
fine ha accesso alle informazioni sulla sicurezza della
nave inclusi i rapporti di ispezioni effettuati dallo Stato
di bandiera, dagli armatori, dalle societa’ di classifica,
e tiene conto di ogni raccomandazione e di ogni strumento
legislativo pubblicato dall’IMO e dall’ILO, in particolare
quelli relativi al fattore umano e di ogni strumento o
raccomandazione adottata da altre pertinenti organizzazioni
internazionali. La commissione centrale si avvale inoltre
di tutti i dati registrati inerenti al sinistro, inclusi
quelli del registratore di rotta della o delle navi
coinvolte.
8. La commissione centrale di indagine sui sinistri
marittimi conclude i lavori entro un anno dalla data del
loro avvio.
9. Il rapporto finale sulle cause e le circostanze che
hanno determinato il sinistro, qualora non sia stato
possibile pervenire a concordi conclusioni, contiene anche
le osservazioni dei rappresentanti degli altri Stati
interessati oltreche’ le segnalazioni e le raccomandazioni
in materia di sicurezza della navigazione, di salvaguardia
della vita umana in mare e di tutela e dell’ambiente
marino.
10. Alla commissione centrale di indagine sui sinistri
marittimi si applicano gli articoli 469, 471, 472 e 474 del
presente regolamento.».
– Il testo dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n.
400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri), pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, S.O.,
cosi’ recita:
«Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;
e).
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il
Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti in materia, che si pronunciano
entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e
dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dall’entrata in vigore delle norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di “regolamento”, sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita’ eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita’
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali
generali.
4-ter. Con regolamenti da emanare ai sensi del comma 1
del presente articolo, si provvede al periodico riordino
delle disposizioni regolamentari vigenti, alla ricognizione
di quelle che sono state oggetto di abrogazione implicita e
all’espressa abrogazione di quelle che hanno esaurito la
loro funzione o sono prive di effettivo contenuto normativo
o sono comunque obsolete.».
– Il Regolamento (CE) n. 1406/2002 (Regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2002, che
istituisce un’Agenzia europea per la sicurezza marittima),
e’ pubblicato nella G.U.C.E. 5 agosto 2002, n. L 208.

Art. 5

Attivita’ investigativa

1. Nel rispetto delle esigenze di riservatezza e del segreto delle
attivita’ di indagine, le attivita’ investigative sono condotte
tempestivamente, senza pregiudizio per la celerita’ degli
accertamenti volti ad acquisire dati, notizie ed informazioni
rilevanti per l’inchiesta di sicurezza.
2. L’organismo investigativo puo’:
a) accedere liberamente a qualsiasi area pertinente o al luogo
del sinistro nonche’ a qualsiasi nave, relitto o struttura, ivi
compresi il carico, l’attrezzatura o i rottami;
b) stilare immediatamente l’elenco delle prove e provvedere alla
ricerca e alla rimozione controllate del relitto, dei rottami o di
altri elementi o sostanze a fini d’esame o analisi;
c) richiedere l’esame o l’analisi degli elementi di cui alla
lettera b) e avere libero accesso ai risultati di tali esami o
analisi;
d) accedere liberamente a qualsiasi pertinente informazione o
dato registrato, compresi i dati del VDR, che si riferiscano alla
nave, al viaggio, al carico, all’equipaggio o ad altre persone,
oggetti, situazioni o circostanze, farne copia e uso;
e) accedere liberamente ai risultati degli esami effettuati sui
corpi delle vittime o delle analisi eseguite su campioni prelevati
dai corpi delle vittime;
f) richiedere i risultati di esami sulle persone partecipanti
coinvolte nell’esercizio della nave o su altre persone interessate
nonche’ di analisi su campioni prelevati dalle stesse e accedere
liberamente agli stessi;
g) interrogare testimoni senza la presenza di persone i cui
interessi possano presumibilmente pregiudicare il corretto
svolgimento dell’inchiesta di sicurezza;
h) ottenere i verbali delle ispezioni e tutte le informazioni
pertinenti in possesso dello Stato di bandiera, degli armatori, delle
societa’ di classificazione o di altri soggetti pertinenti, sempre
che tali soggetti o i loro rappresentanti risiedano nello Stato
membro;
i) richiedere l’assistenza delle autorita’ competenti degli Stati
coinvolti, compresi gli ispettori dello Stato di bandiera e dello
Stato di approdo, i funzionari del servizio guardiacostiero e di
ricerca e soccorso, gli operatori del servizio di traffico marittimo,
i piloti o altro personale portuale o marittimo.
3. Nel caso di indagini penali in corso, l’organismo investigativo
svolge le attivita’ previste dal comma 2 in collaborazione con
l’autorita’ giudiziaria, la quale assicura che dette attivita’ non
siano indebitamente precluse, sospese o ritardate.
4. I rapporti di cui all’articolo 14, anche in relazione agli
accertamenti di fatto ivi contenuti ed alle conclusioni rappresentate
non costituiscono fonte di prova in un eventuale procedimento
amministrativo ovvero penale.

Art. 6

Regime delle inchieste di sicurezza

1. L’inchiesta di sicurezza sulle cause e circostanze tecniche di
sinistri ed incidenti marittimi, di cui all’articolo 3, indipendente
nelle finalita’ rispetto alle indagini di polizia giudiziaria o di
altro tipo, condotte parallelamente per determinare eventuali
responsabilita’ dell’evento, si svolge, nel medesimo contesto
operativo, senza risultare preclusa, sospesa o ritardata a causa
delle concomitanti attivita’ investigative, salvo che ricorrano
prioritarie esigenze correlate alla conduzione dell’indagini
giudiziarie.
2. Al fine di garantire il migliore conseguimento degli obiettivi
di cui all’articolo 1, nel rispetto della normativa vigente, il
personale preposto all’attivita’ investigativa ha obbligo di
segretezza in relazione ad ogni informazione assunta in occasione ed
agli effetti dell’inchiesta di sicurezza e, in particolare, sui
fatti, stati e condizioni di cui all’articolo 9.
3. L’organismo investigativo collabora con l’Autorita’ giudiziaria
e l’Autorita’ marittima nello svolgimento delle inchieste correlate
ai sinistri ed incidenti marittimi ed attiva a tal fine ogni
procedura diretta a garantire idonee forme di collaborazione con
dette autorita’ per rendere reciprocamente disponibili, nel contesto
delle rispettive attribuzioni, ogni elemento tecnico di cui si sia a
conoscenza, senza pregiudizio alcuno per il buon esito delle
rispettive indagini.

Art. 7

Obbligo di indagine

1. L’inchiesta di sicurezza e’ avviata obbligatoriamente quando un
sinistro marittimo molto grave presenti almeno una delle seguenti
caratteristiche:
a) si verifichi con il coinvolgimento di una nave battente la
bandiera nazionale, indipendentemente dal luogo del sinistro;
b) si verifichi nel mare territoriale e nelle acque marittime
interne dello Stato quali definite nell’UNCLOS, indipendentemente
dalla bandiera della nave o delle navi coinvolte nel sinistro;
c) incida su un rilevante interesse nazionale, indipendentemente
dal luogo in cui e’ avvenuto il sinistro e dalla bandiera della nave
o delle navi coinvolte.
2. In caso di sinistri gravi l’organismo investigativo effettua una
valutazione preliminare dei fatti e delle circostanze dell’evento
finalizzata a determinare l’attivazione formale di una inchiesta di
sicurezza. Qualora l’organismo investigativo ritenga di non avviare
un’inchiesta di sicurezza, le ragioni di tale decisione sono
registrate e notificate presso la banca dati europea per i sinistri
marittimi utilizzando, allo scopo, il modello di cui all’allegato II
del presente decreto. In caso di ogni altro sinistro ovvero incidente
marittimo l’organismo investigativo decide se debba essere avviata o
meno un’inchiesta di sicurezza con provvedimento motivato in base ai
criteri di cui al comma 4.
3. L’inchiesta di sicurezza e’ avviata entro il termine piu’ breve
possibile dal verificarsi del sinistro o dell’incidente marittimo e,
in ogni caso, entro i due mesi successivi.
4. Nelle decisioni di cui al comma 2 l’organismo investigativo
tiene conto della gravita’ del sinistro o dell’incidente marittimo,
del tipo di nave ovvero di carico interessato e della possibilita’
che i risultati dell’inchiesta di sicurezza siano tali da consentire
un’efficace attivita’ di prevenzione di analoghi futuri sinistri e
incidenti.
5. Fermo restando quanto previsto all’articolo 4, comma 7, ed
all’articolo 5, commi 1 e 2, l’Organismo investigativo sui sinistri
marittimi determina criteri e modalita’ pratiche dell’esecuzione
delle inchieste di sicurezza, cooperando con gli organi omologhi
degli altri Stati che possono vantare un fondato e motivato
interesse, sulla base di metodi in linea con le finalita’ proprie del
presente provvedimento ed all’esclusivo scopo di prevenire futuri
sinistri ed incidenti.

Art. 8

Coordinamento con organismi investigativi di altri Stati membri

1. Al fine di evitare che per uno stesso sinistro o incidente
marittimo siano avviate piu’ inchieste parallele da parte di diversi
Stati membri coinvolti l’organismo investigativo attiva specifiche
procedure di collaborazione gratuite per definire le modalita’ di
partecipazione di ogni altro Stato che sia titolare di interessi
rilevanti nonche’ per accordarsi sull’individuazione dello Stato
titolare dell’inchiesta.
2. Nel caso di inchieste che coinvolgono interessi di altri Stati
membri, l’organismo investigativo collabora con l’omologo organismo
investigativo, anche con riferimento allo scambio ed al conferimento
di ogni elemento probatorio connesso all’evento, assicurando la
massima cooperazione per agevolare l’accesso ad ogni fonte di prova
disponibile, anche con riguardo all’audizione di testimoni.
3. Qualora, sulla base della dinamica del sinistro ovvero in
relazione agli interessi coinvolti, e’ necessario, in via
eccezionale, attivare un’inchiesta parallela presso altro Stato
membro, l’organismo investigativo collabora strettamente con gli
omologhi organismi informando la Commissione europea delle ragioni
per le quali si e’ proceduto all’inchiesta parallela.
4. Fatti salvi gli obblighi di cui all’articolo 7, comma 1, del
presente decreto, l’organismo investigativo, in relazione alle
circostanze dell’evento, agli interessi coinvolti ovvero nelle
ipotesi in cui e’ opportuno per le finalita’ e l’efficacia
dell’inchiesta, puo’ delegare ad omologhi organismi degli Stati
membri la direzione dell’inchiesta o lo svolgimento di specifici atti
alla stessa connessi.
5. Qualora siano coinvolti interessi di altri Stati membri,
l’organismo investigativo procedente coinvolge le istituzioni
competenti dello Stato interessato attivando le piu’ idonee forme di
collaborazione finalizzate all’acquisizione di dati ed informazioni
utili per le finalita’ proprie dell’indagine nonche’ per esigenze di
conoscenza dirette dello Stato di bandiera della nave coinvolta
ovvero dello Stato sostanzialmente interessato alle relative
indagini.
6. L’organismo investigativo, nel caso di sinistro ovvero
d’incidente che coinvolge un traghetto ro-ro o un’unita’ veloce da
passeggeri nelle acque marittime interne o nel mare territoriale
ovvero in alto mare, qualora dette unita’ provengano dal proprio mare
territoriale o acque marittime interne, avvia il procedimento
d’inchiesta e ne e’ responsabile, salvo intervenuti accordi da parte
dell’Amministrazione con le corrispondenti Autorita’ straniere di
affidamento, in regime di delega, dell’attivita’ investigativa ad
altro Stato.
7. L’organismo investigativo puo’ richiedere assistenza e
collaborazione all’omologo organismo investigativo di uno Stato
membro non coinvolto accordandosi preventivamente sulle modalita’ di
rimborso delle spese sostenute dallo stesso nei limiti delle risorse
finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 9

Tutela della riservatezza

1. Fatto salvo il disposto dell’articolo 6 e nel rispetto delle
previsioni del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:
a) e’ vietato divulgare, per finalita’ diverse, atti e documenti
relativi all’inchiesta, quali:
1) le prove testimoniali e le altre dichiarazioni, relazioni e
annotazioni raccolte o ricevute dall’organismo investigativo;
2) i documenti da cui risulti l’identita’ delle persone che
hanno testimoniato nell’ambito dell’inchiesta;
3) i dati sensibili che riguardano persone coinvolte nel
sinistro o incidente marittimo;
b) nel corso dell’attivita’ d’inchiesta e fino alla conclusione
della stessa, i relativi atti e documenti, nonche’ il contenuto delle
relazioni non in versione definitiva, sono sottratti al diritto di
accesso di cui all’articolo 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
su di essi deve essere osservato il segreto d’ufficio.
2. Le deposizioni testimoniali relative al sinistro o incidente
marittimo, assunte dagli investigatori dell’organismo investigativo
nel quadro delle indagini, non possono essere utilizzate per scopi
diversi dalle inchieste di sicurezza e, in ogni caso, il loro
trattamento deve avvenire secondo modalita’ che escludano
l’identificazione degli autori al fine di assicurare la riservatezza.
3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in casi
eccezionali, con provvedimento motivato, puo’ derogare in tutto o in
parte dai vincoli di riservatezza stabiliti nel comma 1, qualora la
divulgazione si renda necessaria per l’attuazione di un interesse
pubblico dello Stato ritenuto prevalente rispetto alle finalita’
proprie del decreto.

Note all’art. 9:
– Il testo dell’art. 24 della legge 7 agosto 1990, n.
241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo
e di diritto di accesso ai documenti amministrativi),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192,
cosi’ recita:
«Art. 24 (Esclusione dal diritto di accesso). – 1. Il
diritto di accesso e’ escluso:
a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai
sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive
modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di
divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal
regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche
amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo;
b) nei procedimenti tributari, per i quali restano
ferme le particolari norme che li regolano;
c) nei confronti dell’attivita’ della pubblica
amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi,
amministrativi generali, di pianificazione e di
programmazione, per i quali restano ferme le particolari
norme che ne regolano la formazione;
d) nei procedimenti selettivi, nei confronti dei
documenti amministrativi contenenti informazioni di
carattere psicoattitudinale relativi a terzi.
2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le
categorie di documenti da esse formati o comunque
rientranti nella loro disponibilita’ sottratti all’accesso
ai sensi del comma 1.
3. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate
ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche
amministrazioni.
4. L’accesso ai documenti amministrativi non puo’
essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di
differimento.
5. I documenti contenenti informazioni connesse agli
interessi di cui al comma 1 sono considerati segreti solo
nell’ambito e nei limiti di tale connessione. A tale fine
le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di
documenti, anche l’eventuale periodo di tempo per il quale
essi sono sottratti all’accesso.
6. Con regolamento, adottato ai sensi dell’art. 17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo
puo’ prevedere casi di sottrazione all’accesso di documenti
amministrativi:
a) quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate
dall’art. 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla
loro divulgazione possa derivare una lesione, specifica e
individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale,
all’esercizio della sovranita’ nazionale e alla continuita’
e alla correttezza delle relazioni internazionali, con
particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati
e dalle relative leggi di attuazione;
b) quando l’accesso possa arrecare pregiudizio ai
processi di formazione, di determinazione e di attuazione
della politica monetaria e valutaria;
c) quando i documenti riguardino le strutture, i
mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni strettamente
strumentali alla tutela dell’ordine pubblico, alla
prevenzione e alla repressione della criminalita’ con
particolare riferimento alle tecniche investigative, alla
identita’ delle fonti di informazione e alla sicurezza dei
beni e delle persone coinvolte, all’attivita’ di polizia
giudiziaria e di conduzione delle indagini;
d) quando i documenti riguardino la vita privata o la
riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche,
gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento
agli interessi epistolare, sanitario, professionale,
finanziario, industriale e commerciale di cui siano in
concreto titolari, ancorche’ i relativi dati siano forniti
all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si
riferiscono;
e) quando i documenti riguardino l’attivita’ in corso
di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti
interni connessi all’espletamento del relativo mandato.
7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti
l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia
necessaria per curare o per difendere i propri interessi
giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili
e giudiziari, l’accesso e’ consentito nei limiti in cui sia
strettamente indispensabile e nei termini previsti
dall’art. 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.
196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e
la vita sessuale.».

Art. 10

Sistema di cooperazione permanente

1. L’organismo investigativo partecipa alla realizzazione di un
sistema di cooperazione permanente con i corrispondenti organismi
degli altri Stati membri al fine di individuare metodi e procedure
diretti a migliorare le attivita’ di investigazione, favorendo il
perseguimento degli obiettivi del presente decreto.
2. L’organismo investigativo, allo scopo di attuare il sistema di
cooperazione permanente, svolge la necessaria attivita’ di raccordo
con le istituzioni dell’UE e con i corrispondenti Organismi degli
altri Stati membri, in particolare per delineare le migliori
procedure e modalita’ per consentire:
a) la condivisione di impianti, di dispositivi e attrezzature per
l’indagine tecnica sui relitti e sull’attrezzatura delle navi o su
altri oggetti rilevanti ai fini dell’inchiesta di sicurezza nonche’
l’estrazione e la valutazione delle informazioni contenute nei VDR e
in altri dispositivi elettronici;
b) la cooperazione tecnica o lo scambio di conoscenze tecniche
per l’esecuzione di compiti specifici;
c) l’acquisizione e la condivisione di informazioni utili per
analizzare i dati relativi ai sinistri ed elaborare opportune
raccomandazioni in materia di sicurezza a livello comunitario;
d) la redazione di principi comuni per monitorare l’attuazione
delle raccomandazioni di sicurezza e per adeguare i metodi di
indagine al progresso tecnico e scientifico;
e) la fissazione di norme sulla riservatezza applicabili ai fini
della condivisione, nel rispetto delle norme nazionali, delle prove
testimoniali e del trattamento dei dati e degli altri documenti di
cui all’articolo 9, anche in relazioni con i Paesi terzi;
f) l’organizzazione, ove opportuno, di attivita’ di formazione
utili per gli inquirenti;
g) la promozione della cooperazione con gli organi inquirenti di
Paesi terzi e con le organizzazioni internazionali incaricate delle
inchieste sugli incidenti marittimi nei settori disciplinati dal
presente decreto;
h) la fornitura di tutte le informazioni pertinenti agli organi
inquirenti che conducono le inchieste di sicurezza;
i) l’uso adeguato degli avvisi urgenti di cui all’articolo 15,
comma 2.

Art. 11

Cooperazione con i Paesi terzi titolari di interessi rilevanti

1. Ai fini dello svolgimento delle inchieste l’organismo
investigativo coopera con i Paesi terzi, titolari di interessi
rilevanti, i quali, previo accordo, sono ammessi, in qualsiasi fase
del procedimento, a partecipare all’inchiesta condotta ai sensi del
presente decreto.
2. La cooperazione dell’organismo investigativo in un’inchiesta di
sicurezza svolta da un Paese terzo titolare di interessi rilevanti
lascia impregiudicato l’obbligo di svolgere l’inchiesta di sicurezza
e di redigere il relativo rapporto a norma del presente decreto. Ove
un Paese terzo titolare di interessi rilevanti stia conducendo
un’inchiesta di sicurezza che coinvolge unita’ ovvero interessi
nazionali, l’organismo investigativo puo’ decidere di non condurre
un’inchiesta di sicurezza parallela, a condizione che l’inchiesta di
sicurezza condotta dal Paese terzo sia conforme al codice IMO per le
inchieste sui sinistri e sugli incidenti marittimi.

Art. 12

Obbligo di collaborazione

1. E’ fatto obbligo agli armatori e comandanti di unita’ navali,
comprese quelle di bandiera estera, di non intralciare e di
collaborare con gli investigatori durante l’attivita’ d’indagine, di
rendere disponibile qualunque fonte di potenziale prova nonche’
favorire l’accesso a qualunque locale della nave ed al relativo
armamento.
2. Allo stesso obbligo soggiacciono:
a) gli interessati a qualunque titolo alla nave, al carico o al
viaggio;
b) il cantiere navale che ha costruito la nave;
c) le imprese che hanno realizzato o partecipato all’armamento
della nave;
d) i componenti l’equipaggio e gli eventuali passeggeri;
e) qualunque altro soggetto che, a giudizio dell’investigatore,
possa essere in possesso di informazioni utili all’inchiesta.

Art. 13

Protezione delle prove

1. Il comandante della nave, l’equipaggio e gli altri soggetti di
cui all’articolo 12, comma 2, nonche’ chiunque sia venuto a contatto
con fonti di prova rilevanti ai fini della individuazione delle cause
dell’evento, hanno l’obbligo, per quanto possibile secondo
l’ordinaria diligenza, di:
a) preservare le informazioni provenienti da carte nautiche,
libri di bordo, registrazioni elettroniche, magnetiche e cassette
video nonche’ le informazioni provenienti dai VDR e da altri
apparecchi elettronici, riguardanti il periodo precedente,
concomitante e successivo all’evento;
b) impedire che tali informazioni siano cancellate o, comunque,
alterate;
c) prevenire l’alterazione di qualsiasi altra dotazione,
attrezzatura, dispositivo o di locali della nave rilevanti ai fini
dell’inchiesta;
d) agire tempestivamente per raccogliere e conservare gli
elementi di prova o favorire la raccolta e la conservazione degli
elementi di prova da parte dell’investigatore.
2. L’Autorita’ marittima o consolare di cui all’articolo 578 del
codice della navigazione, quando abbia notizia di un sinistro o
incidente marittimo o valuti che sussistono ragionevoli motivi per
ritenere che una nave sia perduta o scomparsa, ne da’ immediato
avviso all’organismo investigativo, adottando i provvedimenti
occorrenti per impedire la dispersione degli elementi utili per gli
ulteriori accertamenti.
3. Copia del verbale di cui all’articolo 578 del codice della
navigazione e’ trasmessa all’organismo investigativo quanto prima e,
comunque, non oltre sessanta giorni dalla notizia del sinistro o
dell’incidente marittimo.

Note all’art. 13:
– Il testo dell’art. 578 del citato regio decreto n 327
del 1942 (Codice della navigazione), cosi’ recita:
«Art. 578 (Inchiesta sommatoria). – 1. Quando giunga
notizia di un sinistro, l’autorita’ marittima o consolare
deve procedere a sommarie indagini sulle cause e sulle
circostanze del sinistro stesso, e prendere i provvedimenti
occorrenti per impedire la dispersione delle cose e degli
elementi utili per gli ulteriori accertamenti.
2. Competente e’ l’autorita’ del luogo di primo approdo
della nave o dei naufraghi, o,se la nave e’ andata perduta
e tutte le persone imbarcate sono perite, l’autorita’ del
luogo nel quale si e’ avuta la prima notizia del fatto.
3. Nei luoghi ove non esistono autorita’ marittime,
l’autorita’ doganale compie le prime indagini e prende i
provvedimenti opportuni, dandone immediato avviso
all’autorita’ marittima piu’ vicina.
4. Dei rilievi fatti, dei provvedimenti presi per
conservare le tracce dell’avvenimento, nonche’ delle
indagini eseguite e’ compilato processo verbale, del quale
l’autorita’.».

Art. 14

Rapporti sugli incidenti

1. Le inchieste effettuate danno luogo alla pubblicazione di un
rapporto redatto secondo un modello conforme all’allegato I del
presente decreto.
2. Per le inchieste che non riguardano sinistri marittimi molto
gravi o, secondo il caso, gravi e i cui risultati potenzialmente non
incidono sulle finalita’ di prevenzione di cui al comma 2
dell’articolo 1, l’organismo investigativo procede, previa
valutazione dei presupposti, alla pubblicazione di un rapporto
semplificato.
3. L’organismo investigativo entro dodici mesi dalla data del
sinistro pubblica i rapporti di cui al comma 1, comprese le relative
conclusioni e le raccomandazioni a fini preventivi. Nel caso in cui
non sia possibile redigere il rapporto finale entro tale termine,
pubblica un rapporto provvisorio entro dodici mesi dalla data del
sinistro.
4. L’organismo investigativo invia alla Commissione europea una
copia del rapporto finale ovvero di quello provvisorio o
semplificato.
5. Senza che ne risultino inficiate le risultanze, al fine di
migliorare la qualita’ del rapporto in relazione alle finalita’
dell’attivita’ d’inchiesta, l’organismo investigativo tiene conto
delle osservazioni tecniche diffuse dalla Commissione europea sulle
modalita’ di redazione dei rapporti finali.

Art. 15

Attuazione delle raccomandazioni in materia di sicurezza e diffusione
di avvisi urgenti ai fini della prevenzione

1. L’organismo investigativo trasmette le proprie raccomandazioni
di sicurezza al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
affinche’ lo stesso adotti i provvedimenti necessari a garantire
l’osservanza delle citate raccomandazioni, ivi compresa l’emanazione
di avvisi urgenti per i fini di cui al comma 2.
2. Ferma restando la facolta’ del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti di emettere un avviso urgente destinato ai soggetti
nazionali interessati, l’organismo investigativo informa,
tempestivamente, la Commissione europea della necessita’ di emettere
un avviso urgente qualora ritenga necessaria, in qualsiasi fase
dell’inchiesta, l’adozione di misure urgenti a livello comunitario,
al fine di prevenire il rischio di ulteriori sinistri.

Art. 16

Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono
all’adempimento dei compiti derivanti dal presente decreto con le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente.

Art. 17

Sanzioni

1. Salvo che il fatto non costituisca reato, a chiunque
contravvenga ai divieti o non rispetti gli obblighi di riservatezza
di cui all’articolo 9, comma 1, e’ applicata la sanzione
amministrativa pecuniaria da 500 euro a 3.000 euro.
2. Salvo che il fatto non costituisca reato, a chiunque violi gli
obblighi di collaborazione di cui all’articolo 12 e’ applicata la
sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 10.000 euro.
3. Salvo che il fatto non costituisca reato, a chiunque
contravvenga agli obblighi di protezione delle prove di cui
all’articolo 13 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da
750 euro a 6.000 euro.
4. Le violazioni previste dai commi 1, 2 e 3 sono accertate
dall’organismo investigativo e le sanzioni irrogate dallo stesso
organismo in conformita’ a quanto previsto dalla legge 24 novembre
1981, n. 689.

Note all’art. 17:
– Per i riferimenti alla legge 24 novembre 1981, n.
689, si veda nelle note alle premesse.

Art. 18

Norme finali e transitorie

1. Fino all’emanazione del decreto di cui all’articolo 4, comma 2,
la commissione centrale d’indagine sui sinistri marittimi di cui
all’articolo 466-bis del regolamento per la navigazione marittima,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio
1952, n. 328, e successive modificazioni, opera con la composizione
individuata dall’articolo 466-bis, comma 3, del regolamento per la
navigazione marittima.
2. Alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo
4, comma 2, e’ abrogato il comma 3 dell’articolo 466-bis del
regolamento per la navigazione marittima, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, e successive
modificazioni.
3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
possono essere modificati ovvero integrati gli allegati, le
definizioni e i riferimenti agli atti comunitari e agli strumenti
dell’IMO contenuti nel presente decreto per adeguarli ai nuovi
provvedimenti dell’Unione europea o dell’IMO, di natura tecnica, che
siano nel frattempo entrati in vigore e che siano stati integrati
dalla Commissione europea nella direttiva 2009/18/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009.
4. L’articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196, e’
abrogato.
5. All’articolo 466-bis, il comma 2 ed i commi da 4 a 10, del
regolamento per la navigazione marittima, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, e successive
modificazioni, sono abrogati.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 6 settembre 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Matteoli, Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Palma, Ministro della giustizia

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Maroni, Ministro dell’interno

Fazio, Ministro della salute

Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del
mare

Visto, il Guardasigilli: Palma

Note all’art. 18:
– Per il testo dell’art. 466-bis del Regolamento per la
navigazione marittima, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, si veda nelle
note all’art. 4.
– Per i riferimenti alla direttiva 2009/18/CE, si veda
nelle note alle premesse.

Allegato I
(di cui all’articolo 14, comma 1)

CONTENUTO DEI RAPPORTI SULLE INCHIESTE DI SICUREZZA

Prefazione.
Questa parte individua l’obiettivo unico dell’inchiesta di
sicurezza e indica che una raccomandazione in materia di sicurezza
non deve originare in nessun caso una presunzione di responsabilita’
o di colpa e precisa che il rapporto non e’ stato redatto, per quanto
riguarda il suo contenuto e il suo stile, per essere utilizzato
nell’ambito di procedimenti giudiziari.
(Il rapporto non dovrebbe far riferimento a testimonianze ne’
stabilire nessi tra una persona in esso menzionata e una persona che
ha prodotto prove nel corso dell’inchiesta di sicurezza.)
1. Sintesi.
Questa parte espone i fatti essenziali riguardanti il sinistro o
l’incidente marittimo: che cosa e’ avvenuto, quando, dove e come e’
avvenuto il sinistro; indica inoltre se il sinistro ha causato
perdite di vite umane, feriti, danni alla nave, al carico, a terzi o
all’ambiente.
2. Dati oggettivi.
Questa parte comprende varie sezioni distinte, che forniscono
informazioni sufficienti, considerate oggettive dall’organo
inquirente, per fondare l’analisi e facilitare la comprensione.
Tali sezioni comprendono in particolare le seguenti informazioni.
2.1. Dati della nave:
Bandiera/registro d’immatricolazione
Identificazione
Caratteristiche principali
Proprieta’ e gestione
Dettagli di costruzione
Tabella minima di sicurezza
Merci trasportate autorizzate
2.2. Dati relativi al viaggio:
Scali
Tipo di viaggio
Informazioni sulle merci trasportate
Composizione dell’equipaggio
2.3. Informazioni sul sinistro o incidente marittimo:
Tipo di sinistro o incidente marittimo
Data e ora
Posizione e luogo del sinistro o incidente marittimo
Ambiente esterno e interno
Attivita’ della nave e parte del viaggio
Capacita’ a bordo
Dati relativi ai fattori umani
Conseguenze (per le persone, la nave, le merci trasportate,
l’ambiente, altro)
2.4. Intervento dell’autorita’ competente e misure d’urgenza:
Autori dell’intervento
Misure adottate
Velocita’ di reazione
Azioni intraprese
Risultati ottenuti
3. Descrizione.
Questa parte ricostruisce il sinistro o incidente marittimo
attraverso una sequenza di eventi, in ordine cronologico, che si sono
verificati prima, durante e dopo il sinistro o incidente e il ruolo
di ogni fattore (persone, materiale, ambiente, attrezzatura o agenti
esterni). Il periodo coperto dalla descrizione dipende dal momento in
cui si sono verificati i particolari eventi che hanno concorso
direttamente al verificarsi del sinistro o incidente marittimo.
Questa parte comprende altresi’ ogni pertinente dettaglio
dell’inchiesta di sicurezza condotta, compresi i risultati degli
esami o delle analisi.
4. Analisi.
Questa parte comprende varie sezioni distinte e fornisce
un’analisi di ciascun avvenimento collegato al sinistro accompagnato
da osservazioni sui risultati di qualsivoglia esame o analisi
pertinente effettuata nel corso dell’inchiesta di sicurezza e su
qualsiasi misura di sicurezza che sia stata gia’ adottata per
prevenire sinistri marittimi.
Tali sezioni devono in particolare riguardare i seguenti aspetti:
a) contesto e ambiente del sinistro,
b) omissioni ed errori umani, eventi che abbiano coinvolto
materiali pericolosi, effetti ambientali, avarie delle attrezzature e
fattori esterni,
c) fattori che hanno concorso all’evento connessi a funzioni
legate a una persona, alle operazioni a bordo, alla gestione a terra
o al rispetto delle norme.
L’analisi e le osservazioni consentono al rapporto di giungere a
conclusioni logiche, che espongono tutti i fattori rilevanti,
compresi quelli che comportano rischi per i quali gli strumenti di
protezione esistenti volti a prevenire un sinistro o a eliminarne o
attenuarne le conseguenze sono ritenuti inefficaci o inesistenti.
5. Conclusioni.
Questa parte riassume i fattori che hanno concorso all’evento e
gli strumenti di protezione (materiali, funzionali, simbolici o
procedurali) inefficaci o inesistenti per i quali e’ necessaria
l’adozione di misure di sicurezza per prevenire sinistri marittimi.
6. Raccomandazioni in materia di sicurezza.
Questa parte contiene, ove opportuno, alcune raccomandazioni in
materia di sicurezza che si basano sull’analisi e sulle conclusioni e
riguardano settori particolari, come la legislazione, la
progettazione, le procedure, l’ispezione, la gestione, la salute e la
sicurezza sul lavoro, la formazione, i lavori di riparazione, la
manutenzione, l’assistenza a terra e la reazione dei servizi di
emergenza.
Le raccomandazioni in materia di sicurezza sono rivolte a coloro
che si trovano nella situazione migliore per attuarle, come gli
armatori, i gestori, gli organismi riconosciuti, le autorita’
marittime, i servizi di gestione del traffico marittimo, gli organi
di soccorso, le organizzazioni marittime internazionali e le
istituzioni europee, allo scopo di prevenire sinistri marittimi.
Questa parte presenta inoltre eventuali raccomandazioni
provvisorie che possono essere state formulate in materia di
sicurezza o qualsiasi misura di sicurezza presa durante l’inchiesta
di sicurezza.
7. Appendici.
Il seguente elenco indicativo di informazioni viene,
all’occorrenza, accluso al rapporto in forma cartacea o elettronica:
a) fotografie, immagini video, registrazioni audio, mappe,
disegni;
b) norme applicabili;
c) termini tecnici e abbreviazioni usate;
d) studi di sicurezza specifici;
e) altre informazioni.

Allegato II
(di cui all’articolo 4, comma 7)

DATI DA FORNIRE SUI SINISTRI E SUGLI INCIDENTI MARITTIMI

(Parte della piattaforma europea d’informazione europea sui sinistri
marittimi)

1. Stato membro responsabile/persona di contatto
2. Stato membro incaricato dell’inchiesta
3. Ruolo svolto dallo Stato membro
4. Stato costiero interessato
5. Numero di Stati che hanno fondati interessi
6. Stati che hanno fondati interessi
7. Organo che notifica
8. Ora della notifica
9. Data della notifica
10. Nome della nave
11. Numero IMO/lettere distintive
12. Bandiera della nave
13. Tipo di sinistro o incidente marittimo
14. Tipo di nave
15. Data del sinistro o incidente marittimo
16. Ora del sinistro o incidente marittimo
17. Posizione – Latitudine
18. Posizione – Longitudine
19. Luogo del sinistro o incidente marittimo
20. Porto di partenza
21. Porto di destinazione
22. Dispositivo di separazione del traffico
23. Parte del viaggio
24. Operazioni della nave
25. Capacita’ a bordo
26. Perdite di vite umane:
a) Equipaggio
b) Passeggeri
c) Altri
27. Feriti gravi:
a) Equipaggio
b) Passeggeri
c) Altri
28. Inquinamento
29. Danni alla nave
30. Danni alle merci trasportate
31. Altri danni
32. Breve descrizione del sinistro o incidente marittimo
33. Breve descrizione delle ragioni per non avviare un’inchiesta
di sicurezza
Nota: Per i numeri: 10, 11, 12, 14, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26,
27, 28, 29, 30 e 32 occorre fornire dati per ogni nave se piu’ di una
nave e’ coinvolta nel sinistro o nell’incidente marittimo.

DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 165 – Attuazione della direttiva 2009/18/CE che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo e che modifica le direttive 1999/35/CE e 2002/59/CE. (11G0206) – (GU n. 233 del 6-10-2011

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