MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DIRETTIVA 15 luglio 2011 | Periti.info

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DIRETTIVA 15 luglio 2011

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DIRETTIVA 15 luglio 2011 - Legge 11 agosto 1991, n. 266. Linee di indirizzo per la presentazione di progetti sperimentali di volontariato di cui all'art. 12, comma 1, lettera d), finanziati con il Fondo per il volontariato istituito ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della legge 11 agosto 1991, n. 266. (Annualita' 2011). (11A10869) (GU n. 192 del 19-8-2011 )

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

DIRETTIVA 15 luglio 2011

Legge 11 agosto 1991, n. 266. Linee di indirizzo per la presentazione
di progetti sperimentali di volontariato di cui all’art. 12, comma 1,
lettera d), finanziati con il Fondo per il volontariato istituito ai
sensi dell’articolo 12, comma 2, della legge 11 agosto 1991, n. 266.
(Annualita’ 2011). (11A10869)

IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO

Premessa
L’art. 12, comma 1, lettera d), della legge n. 266 dell’11 agosto
1991 prevede, tra i compiti dell’Osservatorio Nazionale per il
Volontariato, l’approvazione di progetti sperimentali elaborati e
proposti, anche in collaborazione con Enti pubblici territoriali, da
organizzazioni di volontariato e destinati a fronteggiare emergenze
sociali ed a favorire l’applicazione di metodologie di intervento,
particolarmente avanzate.
Tenuto conto di quanto previsto all’art. 12 della legge 7 agosto
1990 n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, il presente
provvedimento, unitamente al relativo allegato, definisce:
a) La tipologia degli interventi progettuali: ambiti, obiettivi e
metodologie;
b) I requisiti soggettivi;
c) Le modalita’ di presentazione della domanda di contributo, del
formulario progettuale e del relativo piano economico;
d) I costi ammissibili al contributo e partecipazione finanziaria
dell’organizzazione proponente e/o di altri soggetti;
e) I motivi di inammissibilita’;
f) La procedura, i criteri e gli esiti della valutazione dei
progetti;
g) Le comunicazioni e gli adempimenti gestionali dei progetti
ammessi a contributo – modalita’ di erogazione dello stesso;
h) La fideiussione;
i) Il controllo ed il monitoraggio dei progetti finanziati.
Le disponibilita’ finanziarie complessive utilizzabili ai fini
dell’erogazione dei contributi, relativi alla realizzazione di
progetti sperimentali di volontariato, riguardanti i temi dell’Anno
Europeo delle attivita’ di volontariato che promuovono la
cittadinanza attiva, stabiliti dalla presente Direttiva, ammontano
per l’anno 2011 a circa Euro 2.300.000,00, salvo eventuali variazioni
dovute alla definizione del riparto del Fondo Nazionale per le
Politiche Sociali e alla conseguente assegnazione delle risorse sul
pertinente capitolo di bilancio il cui decreto e’ in corso di
perfezionamento e salvo eventuali interventi correttivi volti alla
diminuzione degli importi di cui sopra per effetto di normativa
primaria motivata da esigenze di stabilita’ finanziaria o emergenze
nazionali e internazionali; l’ammontare esatto sara’ comunque reso
noto sul sito istituzionale del Ministero, dovendosi ritenere tale
forma di comunicazione come utilmente effettuata nei confronti dei
soggetti interessati alla procedura.
SEZIONE A) Tipologia degli interventi progettuali: ambiti, obiettivi
e metodologie.
A. 1. Ambiti
In considerazione della proclamazione – con Decisione del
Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea n. n.15658/09/Ce del 24
novembre 2009 – del 2011 quale Anno europeo delle attivita’ di
Volontariato che promuovono la cittadinanza attiva, i progetti per
l’annualita’ 2011 dovranno riguardare gli ambiti d’azione, previsti
dalla suindicata Decisione europea, individuati tra i seguenti,
indicando eventualmente l’ambito prevalente:
Identificazione e prevenzione del disagio sociale;
Tutela e promozione dell’infanzia,dei giovani e dell’adolescenza
volta anche a sostenere la maternita’;
Individuazione, conoscenza e accompagnamento di soggetti a rischio
di esclusione sociale come ad esempio le persone senza dimora, i
migranti e le persone con disabilita’, tratta degli esseri umani, in
particolare delle donne e altre tipologie rientranti nell’esclusione
sociale;
Individuazione e accompagnamento al fine di rafforzare e diffondere
la visibilita’ e la conoscenza delle azioni e delle attivita’ rivolte
al contrasto delle poverta’, con particolare riferimento alle
seguenti aree tematiche: poverta’ alimentare, poverta’ derivante
dalla mancanza di reddito e quindi da lavoro, ecc;
Promozione di modelli riguardanti la partecipazione ed integrazione
sociale in particolare delle persone con disabilita’, delle persone
senza dimora, degli anziani e dei migranti; Individuazione e
promozione di azioni e modalita’ rivolte alla prevenzione del disagio
minorile e giovanile; Promozione e sviluppo della consapevolezza
dell’identita’ nazionale ed europea, delle iniziative, dei dibattiti
e delle riflessioni in materia di cittadinanza attiva europea e
democrazia dei valori condivisi, storia e cultura comuni, grazie alla
cooperazione all’interno delle organizzazioni di volontariato, di
Terzo settore e delle altre organizzazioni della societa’ civile;
Promozione di forme di volontariato che prevedano il coinvolgimento
dei giovani, sviluppando in tal modo esperienze educative e
formative, di partecipazione sociale e di integrazione giovanile, di
promozione della cittadinanza attiva e partecipata tra gli stessi
giovani.
A. 2. Obiettivi
Le singole attivita’ progettuali, negli ambiti d’azione prescelti
tra quelli di cui al punto 1.1., devono essere impostate puntando al
raggiungimento di uno o piu’ tra i seguenti obiettivi:
Creazione e consolidamento dei legami sociali al’interno di aree
urbane o extraurbane disgregate (ad esempio, per effetto di processi
di mobilita’ residenziale in uscita o in entrata);
Arricchimento e miglioramento delle condizioni individuali e
familiari di soggetti svantaggiati e vulnerabili, soggetti che vivono
in situazioni di marginalita’ ed esclusione sociale, persone senza
dimora, poverta’ estreme, sotto il profilo sociale personale,
relazionale e professionale;
Agevolazione nell’espletamento di attivita’ e nell’accesso e nella
fruizione di servizi;
Sviluppo di politiche di pari opportunita’, prevedendo azioni
finalizzate alla prevenzione e/o al superamento di tutte le forme di
discriminazione o maltrattamento anche in ambito familiare;
Promozione di iniziative di volontariato che prevedano anche
attraverso il coinvolgimento delle altre organizzazioni di Terzo
Settore, delle amministrazioni pubbliche, delle istituzioni
scolastiche ed universitarie localmente attive, la partecipazione di
soggetti di eta’ compresa tra i 6 e i 28 anni;
Realizzazione di programmi di formazione e campagne di
sensibilizzazione e informazione sulle iniziative di cittadinanza
attiva e partecipata nelle quali sono coinvolti i giovani stessi.
A. 3. Metodologie
Gli obiettivi suindicati devono essere realizzati attraverso
metodologie di intervento pilota e sperimentali, finalizzate alla
messa a punto di modelli di intervento tali da poter essere
trasferiti e/o utilizzati in altri contesti territoriali.
SEZIONE B) Requisiti soggettivi
I progetti dovranno essere presentati da organizzazioni di
volontariato legalmente costituite da almeno due anni alla data di
pubblicazione della presente Direttiva nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana e, a pena di decadenza, per tutta la durata di
attuazione del progetto finanziato e regolarmente iscritte nei
registri regionali del volontariato, di cui all’art. 6 della legge 11
agosto 1991, n. 266 e alle leggi e delibere regionali e provinciali
attuative della predetta legge quadro.
I progetti possono essere presentati da:
1. Singole organizzazioni di volontariato;
2. Piu’ organizzazioni di volontariato congiuntamente.
In entrambe le ipotesi tutte le organizzazioni di volontariato
devono:
Essere legalmente costituite da almeno due anni alla data di
pubblicazione della presente Direttiva nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana;
Essere iscritte nei Registri Regionali del Volontariato, in
ottemperanza a quanto previsto nella legge n. 266 del 1991;
Indicare, qualora il progetto proposto venga ammesso a contributo,
l’organizzazione capofila alla quale le organizzazioni co-attuatrici
conferiscano la rappresentanza ai fini del progetto mediante atto di
procura legale.
In caso di collaborazioni con enti pubblici o con altri soggetti,
rimane in capo all’organizzazione proponente la responsabilita’ del
progetto.
Si precisa, in ogni caso, che ai sensi dell’art. 7 della legge n.
266/1991, l’Amministrazione non potra’ stipulare convenzioni con le
organizzazioni di volontariato iscritte da meno di sei mesi nei
registri di cui all’art. 6 della stessa legge.
SEZIONE C) Modalita’ di presentazione della domanda di contributo,
del formulario progettuale e del relativo piano economico
La domanda di contributo, il connesso formulario e il piano
economico, di cui alla presente direttiva, devono essere compilati in
carta semplice, secondo lo schema riportato all’interno dell’Allegato
n. 1.
Sulla busta di spedizione devono essere apposte le dizioni:
“Progetto Sperimentale volontariato – Direttiva 2011; il plico deve
essere indirizzato e spedito tramite raccomandata con avviso di
ricevimento o mediante corrieri privati o agenzie di recapito
debitamente autorizzate, all’Osservatorio Nazionale per il
Volontariato – Ministero del lavoro e delle politiche sociali –
Direzione generale per il Volontariato, l’Associazionismo e le
Formazioni Sociali – Divisione III Volontariato – Via Fornovo, n. 8 –
00192 Roma.
Le domande spedite devono pervenire al predetto indirizzo entro le
ore 12.00 del 4 ottobre 2011.
Il plico puo’ essere, altresi’, presentato a mano presso la
Direzione Generale per il Volontariato, l’Associazionismo e le
Formazioni Sociali, Divisione III, al medesimo indirizzo, entro e non
oltre le ore 12 del giorno di scadenza del predetto termine. In tale
ultimo caso verra’ rilasciata apposita ricevuta nelle giornate non
festive dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
La data di acquisizione delle domande e’ stabilita e comprovata,
nel caso di spedizione, dal timbro a data apposto dalla Divisione III
della Direzione Generale del Volontariato e nel caso di presentazione
diretta, dalla ricevuta rilasciata dalla suddetta Divisione con
l’indicazione della data e dell’ora di consegna.
Rimane a rischio dell’organizzazione l’eventuale ritardo nella
spedizione postale o tramite corriere; l’inoltro del plico e’ infatti
ad esclusivo rischio del mittente, essendo l’Amministrazione
ricevente esonerata da ogni responsabilita’ per gli eventuali ritardi
di recapito, anche se dovute a cause di forze maggiori.
E’ facoltativo l’inoltro del progetto anche in formato elettronico
all’indirizzo e-mail: progetti [email protected]
SEZIONE D) Costi ammissibili al contributo e partecipazione
finanziaria dell’organizzazione proponente e/o di altri soggetti
Il costo complessivo di ciascun progetto, a pena di
inammissibilita’, non deve superare l’ammontare totale di Euro
40.000,00.
Il costo complessivo comprende la quota di contributo ministeriale
(90%) – erogato ai sensi della presente Direttiva – e la quota che e’
posta a carico dell’organizzazione proponente (10%).
Il costo complessivo del progetto non comprende, invece,
l’eventuale co-finanziamento pubblico e/o privato, il quale, in ogni
caso, non puo’ costituire ne’ la quota di contributo ministeriale
(90%), ne’ la quota parte dell’organizzazione proponente (10%).
L’organizzazione di volontariato proponente deve concorrere – in
quota parte – in misura pari al 10% del costo complessivo del
progetto, specificando dettagliatamente le fonti da cui derivano le
risorse stesse (quote associative, donazioni, quote di ammortamento
delle strutture e delle attrezzature, valorizzazione delle attivita’
di volontariato).
Tale specifico obbligo, deve essere precisato nella domanda di
contributo e quindi riprodotto nel piano economico, a pena di
inammissibilita’, a conferma della concreta capacita’
dell’organizzazione di sostenere l’impegno economico connesso alla
realizzazione del progetto proposto.
Con riferimento in particolare alla valorizzazione delle attivita’
di volontariato si precisa che l’attivita’ di volontariato – come e’
espressamente indicato all’art. 2 della legge n. 266/1991 – e’ quella
prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite
l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro
anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarieta’.
L’attivita’ del volontariato non puo’ essere retribuita in alcun modo
nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto
rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese
effettivamente sostenute per l’attivita’ prestata, entro limiti
preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse. La qualita’ di
volontario e’ incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro
subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto
patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.
Pertanto, le attivita’ svolte dai volontari non costituiscono un
costo, ma la stima figurativa del corrispondente costo reale che puo’
essere soggetta solo ed esclusivamente a valorizzazione.
La valorizzazione delle attivita’ dei volontari svolta nel progetto
non deve superare:
per le prestazioni ordinarie, i tetti massimi delle tariffe
tabellari previste dal CCNL delle cooperative sociali;
per le prestazioni professionali altamente qualificate o comunque
non previste dal CCNL delle cooperative sociali, i tetti massimi
delle tariffe specifiche previste dagli albi professionali e dalle
rispettive tabelle per le prestazioni professionali.
L’attivita’ svolta dai volontari – agli effetti di quanto indicato
nel progetto descrittivo e nel piano economico – e’ valorizzabile, a
pena di inammissibilita’, esclusivamente all’interno della quota del
10% a carico dell’organizzazione proponente.
Il legale rappresentante dell’organizzazione proponente o, nel caso
in cui il progetto sia presentato congiuntamente ad altre
organizzazioni, dell’organizzazione capofila deve sotto la propria
responsabilita’:
dichiarare che il progetto non e’ stato gia’ oggetto di contributo
da parte di altri fondi pubblici;
indicare l’eventuale co-finanziamento pubblico e/o privato, cosi’
come sopra specificato.
Nell’ambito dei costi previsti per le risorse umane, che si prevede
di impegnare effettivamente nella realizzazione del progetto, ivi
incluse le spese di progettazione, potranno essere ricompresi:
Personale dipendente;
Collaboratori e/o consulenti esterni;
Personale addetto alle pulizie;
Rimborsi spese del personale interno ed esterno.
I suddetti costi non devono, a pena di inammissibilita’, in ogni
caso superare il 25% del costo complessivo del progetto.
Le spese per l’acquisto e/o noleggio per attrezzature, materiale
didattico e beni strumentali devono essere, a pena di
inammissibilita’, contenute entro l’importo massimo 30% del costo
complessivo del progetto.
Rimane comunque esclusa dai costi finanziari ogni spesa non
riconducibile ad attivita’ previste nel progetto; non sono in ogni
caso ammissibili costi finalizzati all’acquisto ed alla
ristrutturazione di beni immobili.
I costi generali (affitto, acqua, luce, telefono, ecc.), che
costituiscono spese per il contributo dell’intera struttura potranno
essere imputati al progetto soltanto in quota parte (e non per
l’intero costo sostenuto), attraverso una modalita’ di ripartizione
percentuale commisurata all’utilizzazione della struttura per il
progetto.
SEZIONE E) Motivi di inammissibilita’
La richiesta di ammissione al contributo ed il relativo progetto
devono, a pena di inammissibilita’:
1) Essere presentati da parte di una organizzazione che abbia i
requisiti soggettivi indicati alla sezione B;
2) Essere redatti e compilati in conformita’ agli schemi di cui
all’Allegato n. 1 della presente Direttiva (allegato che ne
costituisce parte integrante e sostanziale) ed essere sottoscritti
dal legale rappresentante del soggetto o dei soggetti proponenti,
nella consapevolezza delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del
DPR n. 445/2000, in caso di falsita’ in atti o dichiarazioni mendaci
rispetto alle dichiarazioni ed ai requisiti con essi attestati;
3) Prevedere una durata delle attivita’ progettuali non superiore a
dodici mesi;
4) Non riguardare le materie/attivita’ della protezione civile,
della cooperazione internazionale allo sviluppo di cui alla legge n.
49/1987 e ne’ del servizio civile sostitutivo di cui alla legge 15
dicembre 1972, n. 772 e successive modifiche;
5) Non prevedere un costo complessivo del progetto superiore ad
€ 40.000,00, ed all’interno di questo, rispettare la percentuale
massima riconoscibile pari al 25% del costo complessivo del progetto
per le spese relative alle risorse umane, ivi comprese le spese di
progettazione e la percentuale massima del 30% dello stesso ammontare
complessivo relativamente all’acquisto e/o noleggio di attrezzature,
beni strumentali e materiale didattico;
6) Non prevedere l’acquisto e la ristrutturazione di beni immobili;
7) Essere corredati dal curriculum dell’organizzazione di
volontariato proponente ed i curricula degli eventuali partner e/o
reti di collegamento non istituzionali indicati e coinvolti nel
progetto;
8) Essere corredati da copia conforme dell’atto costitutivo e dello
statuto dell’organizzazione, comprensivi di eventuali integrazioni e
redatti conformemente all’art. 3, comma 3, legge n. 266/1991;
9) Copia conforme all’originale dell’ultimo bilancio consuntivo
approvato (secondo le modalita’ previste dallo statuto
dell’organizzazione) con il relativo verbale di approvazione del
medesimo bilancio;
10) Pervenire, in plico chiuso, entro e non oltre le ore 12.00 del
4 ottobre 2011.
Costituiscono ulteriori motivi di inammissibilita’:
10) La presentazione di piu’ di un progetto da parte della stessa
organizzazione, sia in forma singola che associata;
11) La mancata presentazione – entro i termini previsti – da
parte dell’organizzazione delle relazioni finali e/o rendicontazioni
relative a progetti gia’ finanziati con il Fondo Nazionale del
Volontariato.
Saranno inoltre escluse le domande di contributo proposte da
organizzazioni che abbiano ricevuto contestazioni in via
amministrativa e/o giudiziaria da parte della Direzione Generale per
il volontariato, l’associazionismo e le formazioni sociali –
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, formalizzate mediante
atti di autotutela amministrativa o attraverso procedure di natura
giudiziaria.
SEZIONE F) Procedura, criteri ed esiti della valutazione dei progetti
La valutazione dei progetti ai fini dell’ammissibilita’ al
contributo verra’ compiuta da una apposita Commissione, nominata con
decreto del Direttore Generale entro il termine di acquisizione delle
domande stabilite alla sezione C.
Le domande ed i plichi pervenuti verranno esaminate prima sotto il
profilo di ammissibilita’ e successivamente si procedera’ alla
valutazione dei progetti dichiarati ammissibili. I criteri sono
individuati nella seguente scheda di valutazione:

Parte di provvedimento in formato grafico

La Commissione provvedera’ alla stesura della graduatoria finale
che verra’ approvata dall’Osservatorio Nazionale per il Volontariato.
La graduatoria verra’ riportata in un provvedimento del Direttore
Generale che sara’ pubblicato sul sito internet del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali.
La predetta graduatoria contiene l’elenco dei progetti nell’ordine
del punteggio decrescente, attribuito dalla Commissione di
valutazione, finanziabili fino ad assorbimento delle risorse previste
dalla presente Direttiva.
Non saranno ritenuti idonei, e quindi si riterranno non
finanziabili, i progetti che riportino un punteggio inferiore a 40.
Le organizzazioni di volontariato per:
1. La presentazione dei progetti e/o la compilazione online del
formulario unico (Allegato 2); per il quale si precisa che la
compilazione del formulario online consente il controllo automatico
su tutti i vincoli formali previsti nel presente avviso pubblico;
2. La predisposizione degli atti formali necessari all’avvio del
progetto;
3. L’assistenza tecnica nel corso della esecuzione dei progetti
ammessi a contributo;
4. La predisposizione delle relazioni intermedie, finali e delle
rendicontazioni dei progetti;
potranno usufruire della consulenza gratuita dei Centri di Sevizio
per il Volontariato (di cui al D.M. dell’8 ottobre 1997). Al fine di
rendere piu’ efficace l’accompagnamento alle organizzazioni di
volontariato nello svolgimento di tali attivita’, sara’ mantenuto uno
stretto collegamento, individuando le opportune forme organizzative,
tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed il
Coordinamento dei Centri di servizio per il Volontariato – CSVnet ed
i restanti centri e i Comitati di gestione del Fondo speciale per il
volontariato presso ciascuna Regione.
SEZIONE G) Comunicazioni e adempimenti gestionali riguardanti i
progetti ammessi a contributo – modalita’ di erogazione dello stesso.
G.1. Comunicazioni e adempimenti gestionali riguardanti i progetti
ammessi a contributo
L’Amministrazione inviera’, successivamente alla registrazione da
parte degli organi di controllo del decreto direttoriale di impegno,
apposita comunicazione circa l’esito della valutazione e della
ammissione/non ammissione a contributo.
Le organizzazioni di volontariato ammesse a contributo dovranno,
entro e non oltre 35 giorni dalla data di ricevimento della suddetta
comunicazione, inviare a mezzo raccomandata, con ricevuta di ritorno,
la seguente documentazione:
Copia conforme all’originale dell’atto di iscrizione nel Registro
Regionale o Provinciale di cui all’art. 6 della legge n. 266/1991
dell’organizzazione di volontariato proponente e delle eventuali
organizzazioni di volontariato partner e relativa dichiarazione del
legale rappresentante da cui risulti il permanere – alla data di
presentazione della domanda di contributo – dell’iscrizione al
suddetto Registro ove ha sede l’organizzazione;
Copia conforme dell’atto da cui risulti il conferimento dei poteri
al legale rappresentante;
Dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’organizzazione
dalla quale risulti che il progetto ammesso a contributo, non e’ e
ne’ e’ stato oggetto di altri finanziamenti/contributi con risorse
pubbliche dirette o indirette;
Dichiarazione, resa dal legale rappresentante dell’organizzazione
di volontariato, in cui viene indicata la parte del progetto
eventualmente co-finanziata da altre organizzazioni di volontariato,
da cooperative sociali, IPAB, Fondazioni, Enti pubblici territoriali
o altri soggetti, che non e’ cumulabile con il costo totale del
progetto e non puo’ costituire la quota parte dell’ente proponente e
capofila;
Dichiarazione del legale rappresentante relativa alla natura e alle
origini delle risorse a carico dell’organizzazione proponente;
Originale del certificato penale e del certificato relativo a
eventuali carichi pendenti del rappresentante legale
dell’organizzazione che ha ottenuto il contributo;
Composizione dell’attuale organo rappresentativo
dell’organizzazione;
Codice fiscale dell’organizzazione;
Estremi del conto corrente bancario/postale comprensivo: dei codici
CAB, ABI, CIN e IBAN ;
Copia conforme all’originale dell’ultimo bilancio consuntivo
dell’ente approvato secondo le modalita’ previste dallo statuto
dell’organizzazione) con il relativo verbale di approvazione del
medesimo bilancio;
Documentazione inerente l’assicurazione contro gli infortuni e le
malattie connesse allo svolgimento delle attivita’, nonche’ per la
responsabilita’ civile verso terzi dei volontari e degli eventuali
destinatari che prenderanno parte alle attivita’ progettuali che
dovra’ contenere l’elenco specifico dei volontari che prenderanno
parte alle attivita’ progettuali;
Copia conforme all’originale del libro soci dei volontari
dell’organizzazione di volontariato proponente e di tutti i volontari
che svolgono attivita’ presso la medesima struttura organizzativa;
Prospetto nominativo dei volontari che prenderanno parte alle
attivita’ progettuali, specificando il periodo di riferimento dello
svolgimento di tali attivita’, il profilo professionale, le attivita’
in cui saranno impegnati;
Nel caso in cui il progetto venga realizzato da piu’ organizzazioni
congiuntamente, o con enti pubblici e/o soggetti privati,
dichiarazione attestante il ruolo e/o la funzione svolti da ciascuna
di esse nella realizzazione del progetto, nonche’ l’indicazione
dell’organizzazione capofila alla quale le organizzazioni
co-attuatrici conferiranno la rappresentanza mediante formale atto di
procura legale;
Il curriculum dell’organizzazione di volontariato
capofila/proponente e i curricula degli eventuali partner non
istituzionali indicati e coinvolti nel progetto;
Attestazioni e/o adesioni rese dal legale rappresentante di altre
organizzazioni e/o enti pubblici e privati per i quali e’ previsto un
coinvolgimento nella realizzazione del progetto, con la specifica del
ruolo che si intende svolgere.
Le suddette dichiarazioni e copie conformi dovranno essere rese ai
sensi del DPR n. 445/2000.
Il mancato invio o l’invio anche parziale della documentazione
richiesta entro il termine sopra indicato, comportera’ la decadenza
dal diritto al contributo.
In entrambi i casi, potra’ subentrare nel diritto al contributo il
progetto immediatamente successivo nella graduatoria di quelli
dichiarati ammissibili dalla Commissione di valutazione.
Ai fini della stipula della convenzione, in osservanza a quanto
previsto dall’art. 7 della legge n. 266/1991, e’ necessario che
l’organizzazione di volontariato sia iscritta da almeno sei mesi nei
Registri regionali di cui all’art. 6 della stessa legge.
L’avvio delle attivita’ progettuali avviene a seguito della
sottoscrizione della convenzione predisposta dall’Amministrazione e
comunque entro 35 giorni dal ricevimento di apposita comunicazione da
parte dell’Amministrazione.
Ogni eventuale e motivata richiesta di differimento di tale termine
deve essere espressamente autorizzata dalla Divisione III
Volontariato della Direzione Generale per il volontariato,
l’associazionismo e le formazioni sociali. Le specifiche condizioni
ed i termini fondamentali connessi alla concessione del contributo ed
alla realizzazione delle attivita’ progettuali risulteranno
disciplinati dalla suddetta convenzione.
Il legale rappresentante dell’organizzazione (o dell’organizzazione
capofila) deve inviare esplicita dichiarazione recante l’indicazione
della effettiva data di inizio delle attivita’ nel rispetto delle
modalita’ indicate dall’Amministrazione, intendendosi per tali anche
le attivita’ propedeutiche e, contestualmente, un nuovo calendario
delle stesse, qualora esso differisca da quanto previsto nel progetto
iniziale.
L’organizzazione potra’ anche iniziare le attivita’ prima
dell’avvenuta ricezione della convenzione sottoscritta da entrambi i
contraenti, dandone preventiva comunicazione alla Divisione III
Volontariato della Direzione Generale; in tale circostanza, laddove
per qualsiasi motivo la convenzione non dovesse essere perfezionata
rimarranno a carico dell’organizzazione le spese eventualmente
sostenute per le attivita’ gia’ svolte, senza alcun diritto di
rivalsa o risarcimento nei confronti dell’Amministrazione.
Ogni eventuale modifica del progetto, inerente sia gli obiettivi da
raggiungere, le metodologie, i tempi, le fasi, la durata, sia le
eventuali variazioni nonche’ compensazioni tra le voci di spesa
previste nel piano economico, dovra’ essere argomentata e formulata
in maniera tale da non stravolgere o alterare l’architettura e le
finalita’ del progetto approvato e comunque dovra’ essere presentata
entro e non oltre l’inizio dell’ultimo trimestre precedente la
chiusura dell’attivita’ progettuale. Tali modifiche dovranno essere
preventivamente autorizzate dietro una formale richiesta presentata
alla Divisione III Volontariato.
In caso di presentazione congiunta del progetto, all’organizzazione
capofila, nei trentacinque giorni successivi al ricevimento della
comunicazione di ammissione al contributo, deve essere attribuita
mediante formale atto di procura notarile, la rappresentanza legale
ed il potere di incassare, in nome e per conto delle altre
associazioni partner dell’iniziativa.
Attivita’ di promozione e comunicazione pubblica del progetto. E’
fatto obbligo alle organizzazioni beneficiarie di citare in ogni
materiale approntato per la realizzazione del progetto la circostanza
che il medesimo e’ realizzato con il contributo del Fondo nazionale
per il volontariato – Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Affidamento a soggetti esterni. La realizzazione di progetti
finanziati secondo quanto stabilito dalla presente Direttiva non puo’
essere in alcun modo affidata a soggetti esterni, salvo il caso di
specifiche attivita’ che l’organizzazione non e’ in grado di svolgere
per mancanza di professionalita’ interne. Tali attivita’ non devono
in alcun modo riguardare le funzioni di direzione, coordinamento e
gestione.
L’affidamento a soggetti esterni di specifiche attivita’ puo’
essere previsto sin dalla definizione del progetto per il quale si
presenta domanda di contributo. In tal caso, all’atto dell’effettiva
realizzazione del progetto e’ necessario presentare documentazione
appropriata che illustri nel dettaglio (sia dal punto di vista
amministrativo che contabile) le attivita’ che si intendono affidare
all’esterno.
Qualora l’esigenza di affidare a soggetti esterni alcune specifiche
attivita’ insorga in corso di realizzazione del progetto, e’
necessario inoltrare all’Amministrazione motivata richiesta di
autorizzazione, nel rispetto delle condizioni e modalita’ sopra
indicate e di quanto previsto al riguardo nella convenzione.
G.2. Modalita’ di erogazione del contributo
Il contributo verra’ erogato in due fasi:
La prima quota, su richiesta del beneficiario e comunque fino ad un
massimo del 70% dell’ammontare del contributo complessivo concesso,
verra’ versato previa presentazione di apposita garanzia fideiussoria
di cui alla successiva sezione, tenuto conto della disponibilita’ di
cassa sul competente capitolo di bilancio;
La seconda quota, pari al saldo, verra’ versata al termine della
realizzazione del progetto e a seguito dell’esito positivo
dell’accertamento da parte dell’Amministrazione della relazione
finale sui risultati conseguiti in relazione agli obiettivi
programmati, nonche’ della verifica della rendicontazione delle spese
sostenute per l’intero progetto corredata delle relative fatture e/o
giustificativi di spesa.
L’effettiva erogazione del saldo riconosciuto deve avvenire entro
12 mesi a far data dal positivo esito della verifica
amministrativo-contabile, tenuto conto delle disponibilita’ di cassa
sul competente capitolo di bilancio.
Il Ministero si riserva la facolta’ di effettuare verifiche e
controlli, nonche’ di disporre eventuali atti di autotutela di revoca
e/o recupero, totale e/o parziale, del contributo gia’ concesso e/o
erogato, anche in itinere.
Il Ministero si riserva altresi’ la facolta’ di recuperare
attraverso l’escussione della garanzia fideiussoria di cui al
successivo punto 8, il contributo gia’ erogato in tutti i casi di
irregolarita’ o di mancato rispetto delle disposizioni stabilite in
via amministrativa.
SEZIONE H) Fideiussione
Le organizzazioni beneficiarie dei contributi devono stipulare
apposita fideiussione (bancaria o assicurativa) a garanzia
dell’anticipo percepito (pari al 70% del contributo ministeriale al
progetto).
La fideiussione, che costituisce costo imputabile al progetto,
deve:
a. Essere presentata contestualmente alla richiesta di anticipo,
secondo il fac-simile predisposto dall’Amministrazione e pubblicato
sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
b. Essere rilasciata da parte di Istituti bancari e da parte di
intermediari finanziari non bancari iscritti negli elenchi previsti
dal decreto legislativo n. 385/1993 e, specificamente:
Elenco speciale vigilato dalla Banca d’Italia (art. 107),
consultabile sul sito www.bancaditalia.it;
Elenco delle imprese autorizzate da ISVAP all’esercizio nel
ramo cauzione, consultabile sul sito www.isvap.it;
c. Contenere la clausola della rinuncia alla preventiva escussione
del debitore principale di cui all’art. 1944, secondo comma, del
codice civile e la clausola del pagamento a semplice richiesta
scritta da parte dell’Amministrazione che rilevi a carico
dell’organizzazione inadempienze nella realizzazione dell’iniziativa
o del progetto o rilevi che alcune spese non sono giustificate
correttamente dai giustificativi prodotti;
d. Contenere l’esplicita dichiarazione della permanenza della sua
validita’, in deroga all’art. 1957 del codice civile, fino a
ventiquattro mesi successivi alla data di presentazione al Ministero
del lavoro e delle politiche sociali della rendicontazione finale,
desumibile dalla convenzione o da eventuale successiva determinazione
ministeriale e, comunque, fino al rilascio di apposita dichiarazione
di svincolo in forma scritta da parte dell’Amministrazione.
SEZIONE I) Controllo e monitoraggio dei progetti finanziati
La Divisione III della Direzione Generale per il Volontariato
effettuera’ attivita’ di controllo e monitoraggio, secondo la
normativa nazionale di riferimento, nei confronti delle
organizzazioni i cui progetti saranno finanziati.
Potranno essere formulati quesiti direttamente alla Direzione
Generale, la quale provvedera’ a diffonderne la conoscenza nei casi
ritenuti di interesse generale.
L’Osservatorio Nazionale per il Volontariato viene coinvolto nella
attivita’ di monitoraggio dei progetti ammessi a contributo.
Le organizzazioni di volontariato sono tenute ad inviare una
relazione intermedia a meta’ della realizzazione delle attivita’
progettuali, ossia una relazione sullo stato di avanzamento del
progetto accompagnata da un prospetto riepilogativo delle spese
sostenute e degli impegni assunti nel periodo di riferimento, da
predisporsi nei termini indicati nella convenzione (Allegato n. 2) e
secondo modelli e formulari che saranno pubblicati sul sito di questo
Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
In caso di accertamento di motivi che inducano a ritenere non
realizzabile la prosecuzione del progetto, ovvero di un uso del
contributo erogato non conforme alle finalita’ della presente
Direttiva e, quindi, del progetto approvato, il Ministero potra’, in
qualsiasi momento, anche in ragione delle risultanze delle verifiche
amministrativo-contabili della rendicontazione trasmessa dal
beneficiario, anche in loco, disporre l’interruzione del progetto con
conseguente revoca del contributo gia’ erogato.
In caso di mancata realizzazione dell’intero progetto o di parte di
esso o di mancata incompleta rendicontazione a saldo delle spese e
degli impegni, il Ministero potra’ revocare il contributo gia’
concesso ed erogato in ragione delle attivita’ non eseguite e/o delle
spese ed impegni non regolarmente rendicontati. Resta fermo che il
Ministero potra’ comunque procedere alla revoca totale del contributo
gia’ concesso nonostante la documentata realizzazione e
rendicontazione di singole attivita’ di progetto, allorche’ queste
ultime appaiono inidonee e/o insufficienti a garantire, da sole,
l’effettivo perseguimento e/o raggiungimento degli obiettivi e dei
risultati previsti dal progetto.
Entro 30 giorni dal termine delle attivita’ progettuali le
organizzazioni di volontariato invieranno alla Divisione III della
Direzione Generale per il Volontariato la relazione finale, nonche’
il rendiconto amministrativo contabile sul costo complessivo delle
spese sostenute, per la verifica di competenza da parte del Ministero
del lavoro e delle politiche sociali.
A conclusione della verifica amministrativo-contabile,
l’Amministrazione provvedera’ ad erogare la rimanente quota parte del
contributo e rilascera’ la dichiarazione di svincolo per la polizza
fideiussoria.
La presente Direttiva, con i relativi allegati, sara’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul sito
internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Roma, 15 luglio 2011

Il Sottosegretario di Stato: Musumeci

Registrato alla Corte dei conti il 1° agosto 2011
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 10, foglio n. 252

Allegato n. 1

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato n. 2

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DIRETTIVA 15 luglio 2011

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