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MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 17 Ottobre 2007

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 17 Ottobre 2007 - Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (ZSC) e a Zone di protezione speciale (ZPS). (GU n. 258 del 6-11-2007 )

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

DECRETO 17 Ottobre 2007

Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione
relative a Zone speciali di conservazione (ZSC) e a Zone di
protezione speciale (ZPS).

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Vista la direttiva n. 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979
concernente la conservazione degli uccelli selvatici;
Vista la direttiva n. 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992
relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e
della flora e della fauna selvatiche;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive
modificazioni, “Norme per la protezione della fauna selvatica
omeoterma e per il prelievo venatorio”;
Vista la deliberazione del 2 dicembre 1996 del Comitato per le aree
naturali protette pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17
giugno 1997;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997,
n. 357, e successive modificazioni, “Regolamento recante attuazione
della direttiva n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli
habitat naturali e seminaturali, nonche’ della flora e della fauna
selvatiche”;
Visto il decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio del 3 settembre 2002, “Linee guida per la gestione dei
siti Natura 2000” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 24
settembre 2002;
Visto il regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio del 29
settembre 2003 che stabilisce norme comuni relative al regime di
sostegno diretto nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC);
Visto il regolamento (CE) n. 796/2004 della Commissione del 21
aprile 2004, recante modalita’ di applicazione della condizionalita’,
della modulazione del sistema integrato di gestione e controllo di
cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 e successive modifiche e
integrazioni;
Visto il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio del 20
settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo
europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);
Visto il regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio del 21
dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento
sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e recante
modifica del regolamento (CEE) n. 2847/1993 e che abroga il
regolamento (CE) n. 1626/94;
Vista la legge 6 febbraio 2006, n. 66 “Adesione della repubblica
italiana all’accordo sulla conservazione degli uccelli migratori
dell’Africa-Eurasia, con Allegati e Tabelle, fatto a L’Aja il 15
agosto 1996” e in particolare l’art. 1: “Piena ed intera esecuzione
e’ data all’Accordo di cui all’art. 1, a decorrere dalla data della
sua entrata in vigore, in conformita’ con quanto disposto dall’art.
XIV dell’Accordo stesso” e l’art. 4.1.4. dell’Allegato 3
dell’Accordo, che costituisce parte integrante della legge: “Le Parti
contraenti si impegnano a sopprimere l’utilizzazione del piombo per
la caccia nelle zone umide entro il 2000”;
Tenuto conto che la valutazione d’incidenza, di cui all’art. 5 del
decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e
successive modificazioni, costituisce una misura preventiva di tutela
legata ai piani o ai progetti cui devono necessariamente aggiungersi
le misure di conservazione opportune al mantenimento o al ripristino,
in uno stato di conservazione soddisfacente, delle specie e degli
habitat dei siti natura 2000;
Considerata altresi’ la necessita’ che nel definire le misure di
conservazione da applicare ai siti della rete Natura 2000, a far data
dalla loro designazione, sia garantita la coerenza ecologica della
rete e la conservazione adeguata dei medesimi;
Considerato che la Commissione europea, in data 28 giugno 2006, ha
emesso nei confronti dello Stato italiano, nell’ambito della
procedura d’infrazione n. 2006/2131, avviata per non conformita’ al
diritto comunitario della normativa italiana di recepimento della
direttiva 79/409/CEE, un parere motivato nel quale contesta la
violazione, fra gli altri, degli artt. 2, 3 e 4 della direttiva
79/409/CEE che prevedono l’obbligo di adottare, ai sensi dell’art. 3
“le misure necessarie per preservare, mantenere o ristabilire per
tutte le specie di cui all’allegato 1, una varieta’ ed una superficie
di habitat”, nonche’, ai sensi dell’art. 4 “per le specie elencate
nell’allegato 1, misure speciali di conservazione per quanto riguarda
l’habitat”;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante “Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale pluriennale dello Stato (legge
Finanziaria 2007)” e in particolare l’art. 1, comma 1226, che, al
fine di prevenire ulteriori procedure d’infrazione, demanda ad un
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, l’individuazione di criteri minimi uniformi sulla base dei
quali le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano debbono
adottare le misure di conservazione di cui agli artt. 4 e 6 del
decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e
successive modificazioni;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del
20 settembre 2007;

Decreta:

Art. 1.

F i n a l i t a’

Il presente decreto integra la disciplina afferente la gestione dei
siti che formano la rete Natura 2000 in attuazione delle direttive n.
79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 e n. 92/43/CEE del
Consiglio del 21 maggio 1992, dettando i criteri minimi uniformi
sulla cui base le regioni e le province autonome adottano le misure
di conservazione o all’occorrenza i piani di gestione per tali aree,
in adempimento dell’art. 1, comma 1226, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296.
I criteri minimi uniformi garantiscono la coerenza ecologica della
rete Natura 2000 e l’adeguatezza della sua gestione sul territorio
nazionale.
L’individuazione dei criteri minimi uniformi e’ altresi’ tesa ad
assicurare il mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino in
uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat di interesse
comunitario e degli habitat di specie di interesse comunitario,
nonche’ a stabilire misure idonee ad evitare la perturbazione delle
specie per cui i siti sono stati designati, tenuto conto degli
obiettivi delle direttive n. 79/409/CEE e n. 92/43/CEE.
Per ragioni connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza
pubblica o relative a conseguenze positive di primaria importanza per
l’ambiente, si puo’ provvedere all’autorizzazione di interventi o
progetti eventualmente in contrasto con i criteri indicati nel
presente atto, in ogni caso previa valutazione di incidenza,
adottando ogni misura compensativa atta a garantire la coerenza
globale della rete Natura 2000.

Art. 2.

Definizione delle misure di conservazione per le Zone speciali di
conservazione (ZSC)

1. I decreti del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare di designazione delle ZSC, adottati d’intesa
con ciascuna regione e provincia autonoma interessata, secondo quanto
previsto dall’art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni,
indicano il riferimento all’atto con cui le regioni e le province
autonome adottano le misure di conservazione necessarie a mantenere
in uno stato di conservazione soddisfacente gli habitat e le specie
per i quali il sito e’ stato individuato, conformemente agli
indirizzi espressi nel decreto del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio 3 settembre 2002 “Linee guida per la gestione
dei siti Natura 2000” e alle disposizioni del presente decreto,
assicurando la concertazione degli attori economici e sociali del
territorio coinvolto.
Eventuali modifiche alle misure di conservazione, che si rendessero
necessarie sulla base di evidenze scientifiche, sono adottate dalle
regioni e dalle province autonome e comunicate entro i trenta giorni
successivi al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare.
2. Le misure di conservazione previste nei rispettivi decreti di
designazione per le ZSC o per le loro porzioni ricadenti all’interno
di aree naturali protette o di aree marine protette di rilievo
nazionale istituite ai sensi della legislazione vigente, sono
individuate ad eventuale integrazione delle misure di salvaguardia
ovvero delle previsioni normative definite dai rispettivi strumenti
di regolamentazione e pianificazione esistenti.
3. Entro sei mesi dalla designazione delle ZSC le regioni e le
province autonome adottano le relative misure di conservazione,
provvedendo altresi’ a comunicare al Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare il soggetto affidatario della
gestione di ciascuna ZSC. Per le ZSC o per le loro porzioni ricadenti
all’interno di aree naturali protette o di aree marine protette di
rilievo nazionale istituite ai sensi della legislazione vigente, la
gestione rimane affidata all’ente gestore dell’area protetta.
4. Le misure di cui ai commi precedenti del presente articolo sono
stabilite sulla base dei seguenti criteri minimi uniformi, da
applicarsi a tutte le ZSC:
a) divieto di bruciatura delle stoppie e delle paglie, nonche’
della vegetazio…

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