MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 27 Settembre 2007 | Periti.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 27 Settembre 2007

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 27 Settembre 2007 - Disposizioni per la certificazione del materiale di moltiplicazione dei funghi coltivati. (GU n. 278 del 29-11-2007 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 27 Settembre 2007

Disposizioni per la certificazione del materiale di moltiplicazione
dei funghi coltivati.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la legge 23 agosto 1993, n. 352, recante le norme quadro in
materia di raccolta e di commercializzazione dei funghi epigei
freschi e conservati;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n.
376, con il quale e’ stato adottato il regolamento concernente la
disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi
epigei freschi e conservati;
Visto il regolamento CE n. 2200/96 del Consiglio del 28 ottobre
1996 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore degli
ortofrutticoli e successive modifiche ed integrazioni;
Visto il regolamento CE n. 1433/2003 della Commissione
dell’11 agosto 2003 recante modalita’ di applicazione del regolamento
CE n. 2200/96 del Consiglio riguardo ai fondi di esercizio, ai
programmi operativi ed all’aiuto finanziario e successive modifiche
ed integrazioni;
Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante
“Modifica del titolo V della parte seconda, della Costituzione” che,
attribuendo alle regioni “la potesta’ legislativa in riferimento ad
ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello
Stato” (art. 117), conferisce alle regioni la potesta’ legislativa
esclusiva in materia di agricoltura;
Vista la legge 7 marzo 2003, n. 38, recante disposizioni in materia
di agricoltura;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, recante
“Attuazione della direttiva n. 2002/89/CE concernente le misure di
protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunita’ di
organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali”;
Considerato che la coltivazione dei funghi e’ una attivita’
tradizionale e rappresenta una attivita’ agricola significativa dal
punto di vista economico;
Considerato che la qualita’ dei funghi coltivati e’ strettamente
legata a quella del materiale di moltiplicazione utilizzato nei
processi di coltivazione e che l’utilizzo di micelio di scarsa
qualita’ sotto il profilo igienico sanitario determina gravi danni
alla produzione di funghi coltivati;
Ritenuta la necessita’ di stabilire regole sulla qualita’ e la
certificazione del materiale di moltiplicazione dei funghi coltivati,
al fine di consentire ai produttori di funghi coltivati di disporre
di un prodotto identificato di qualita’ certificata;
Ritenuto opportuno, da parte delle regioni, garantire la tutela
giuridica prevista dall’art. 120, comma 2, della Costituzione, e
questo in particolare in relazione alle caratteristiche della materia
in oggetto, alla necessita’ di istituire, congiuntamente tra
Ministero e regioni, un servizio nazionale di certificazione del
materiale di moltiplicazione dei funghi coltivati, all’esigenza di
assicurare a detti materiali di moltiplicazione la certificazione
nazionale e all’opportunita’ di affidare alcune funzioni e attivita’
a specifici organi nazionali di riferimento;
Acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, espresso nella seduta del 1° agosto 2007;

Decreta:

Art. 1.

Campo di applicazione

1. Il presente decreto ha per oggetto la produzione e
commercializzazione del materiale di moltiplicazione delle specie
fungine di cui all’allegato I, dei loro ibridi intergenerici,
interspecifici o intervarietali che hanno il medesimo utilizzo,
impiegato direttamente o indirettamente per la produzione di funghi
mediante coltivazione.

Art. 2.

Deroghe al campo di applicazione

1. Il presente decreto non si applica ai materiali di
moltiplicazione destinati a:
a) prove a fini scientifici;
b) lavori di selezione;
c) misure dirette alla conservazione delle diversita’ genetiche;
d) esportazione verso Paesi terzi, qualora siano correttamente
identificati come tali e sufficientemente isolati.

Art. 3.

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) “materiale di moltiplicazione”: micelio del fungo con
capacita’ di riprodursi e di completare tutte le fasi del ciclo
biologico della specie;
b) “ceppo fungino”: insieme di materiale fungino della medesima
origine genetica, ottenuto dalla riproduzione vegetale a partire da
uno stesso materiale di moltiplicazione iniziale (coltura madre);
c) “fornitore”: qualsiasi persona fisica o giuridica che esercita
professionalmente almeno una delle seguenti attivita’ riguardanti i
materiali di moltiplicazione dei funghi: moltiplicazione, produzione,
conservazione, condizionamento, immagazzinamento e
commercializzazione;
d) “produttore”: fornitore che moltiplica o produce materiale di
moltiplicazione;
e) “commercializzazione”: tenuta a disposizione o di scorta,
esposizione o offerta alla vendita, vendita o consegna a un’altra
persona, sotto qualunque forma, di materiali di moltiplicazione;
f) “laboratorio”: entita’ di diritto pubblico o privato,
accreditato ai sensi dell’art. 9 del presente decreto, che effettua
analisi e stabilisce diagnosi esatte che consentono al produttore di
controllare la qualita’ della produzione;
g) “lotto”: quantita’ determinata di elementi di un unico
prodotto di materiale di moltiplicazione, identificabile per
l’omogeneita’ della sua composizione, della sua origine e della sua
produzione;
h) “confezionamento”: operazione di chiusura dei recipienti che
contengono il materiale di moltiplicazione e apposizione delle
etichette previste dal presente decreto, in modo che sia impossibile
aprirli senza deteriorarne la chiusura o senza lasciare segni di
alterazioni o di sostituzione del contenuto o dell’identita’;
i) “organismo ufficiale responsabile”: il Servizio fitosanitario
nazionale di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214;
l) “ispezione ufficiale”: ispezione effettuata dall’organismo
ufficiale responsabile competente per territorio;
m) “centro aziendale”: unita’ produttiva autonoma stabilmente
costituita, presso la quale sono tenuti i registri e i documenti
previsti.

Art. 4.

Categorie dei materiali di moltiplicazione

1. Agli effetti del presente decreto si definiscono le seguenti
categorie dei materiali di moltiplicazione dei funghi coltivati:
a) “materiale iniziale” (coltura madre): il materiale di
moltiplicazione che:
costituisce l’unita’ di partenza dalla quale si produce il
materiale di moltiplicazione di un ceppo della specie trattata;
corrisponde alla specie o alla varieta’ e soddisfa le
condizioni previste dal presente decreto per il materiale iniziale;
viene prodotto e conservato in condizioni che assicurino il
mantenimento dell’identita’ specifica e della prevenzione di
malattie;
e’ destinato alla produzione di materiale certificato;
sottoposto a ispezione ufficiale, ha dimostrato di soddisfare
tutte le condizioni previste;
b) “materiale certificato”: il materiale di moltiplicazione che:
e’ stato ottenuto vegetativamente, in modo diretto o in un
determinato numero di fasi, a partire dal materiale iniziale (coltura
madre);
soddisfa le condizioni previste dal presente decreto per il
materiale certificato;
sottoposto a ispezione ufficiale, ha dimostrato di soddisfare
tutte le condizioni previste.

Art. 5.

Origine dei materiali di moltiplicazione

1. Il materiale di moltiplicazione certificato proviene dal
materiale iniziale, cosi’ come definito all’art. 4, lettera a).
2. I produttori di materiale certificato hanno l’obbligo di
provvedere alla registrazione del materiale iniziale; se acquistato
da soggetti terzi occorre altresi’ annotare gli estremi dei documenti
di consegna e delle fatture.

Art. 6.

Requisiti di commercializzazione

1. Il materiale di moltiplicazione deve essere, almeno all’esame
visivo, sostanzialmente privo di organismi nocivi o malattie
pregiudizievoli della qualita’, nonche’ di loro sintomi, che limitino
la possibilita’ di utilizzarlo come tale, ed in particolare di quelli
elencati nell’allegato II del presente decreto, per quanto concerne i
generi e le specie ivi considerati.
2. Nel caso in cui il fornitore riscontri, sulla base dei controlli
effettuati conformemente all’art. 7, la presenza di uno o piu’
organismi nocivi di cui al comma precedente, dovra’ immediatamente
informare l’organismo ufficiale responsabile, e sottoporre
immediatamente il materiale ad appropriato trattamento, compreso, se
del caso, la sua distruzione.
3. Il materiale di moltiplicazione certificato deve avere una
purezza di specie del 100% e non deve manifestare presenza di tessuto
estraneo.

Art. 7.

Obblighi del fornitore

1. Il fornitore accreditato ai sensi del presente decreto deve:
a) rendersi personalmente disponibile o designare un’altr…

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