MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 3 agosto 2011 | Periti.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 3 agosto 2011

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 3 agosto 2011 - Disposizioni nazionali in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e loro associazioni, di fondi di esercizio e programmi operativi. (11A13883) - (GU n. 251 del 27-10-2011 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 3 agosto 2011

Disposizioni nazionali in materia di riconoscimento e controllo delle
organizzazioni di produttori ortofrutticoli e loro associazioni, di
fondi di esercizio e programmi operativi. (11A13883)

Titolo I Definizioni

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli;
Visto il regolamento (UE) di esecuzione n. 543/2011, della
Commissione del 7 giugno 2011 recante modalita’ di applicazione del
regolamento (CE) n.1234/2007 nei settori degli ortofrutticoli freschi
e degli ortofrutticoli trasformati, che ha abrogato il regolamento
(CE) n. 1580/2007, della Commissione del 21 dicembre 2007;
Considerato che, ai sensi dell’art. 149 del citato regolamento (UE)
di esecuzione n. 543/2011, i riferimenti in altri atti al regolamento
(CE) n. 1580/2007, si intendono fatti al regolamento (UE) di
esecuzione n. 543/2011, secondo la tavola di concordanza, di cui
all’allegato XIX di quest’ultimo regolamento;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alla Comunita’ europea ed in particolare l’art 4, che consente di
adottare con decreto, provvedimenti amministrativi direttamente
conseguenti a norme comunitarie di settore;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 e successive
modifiche, concernente orientamento e modernizzazione del settore
agricolo;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, che detta
norme in materia di regolazione dei mercati, ed in particolare l’art.
3, comma 1 relativo alle forme giuridiche societarie che le
organizzazioni di produttori devono assumere, ai fini del
riconoscimento;
Visto il decreto ministeriale 25 settembre 2008, n. 3417, con il
quale e’ stata adottata la Strategia Nazionale per il 2009-2013, in
materia di programmi operativi sostenibili sul mercato
ortofrutticolo, aggiornata con decreto ministeriale 30 settembre 2010
n. 8446;
Visto il decreto ministeriale 25 settembre 2008, n. 3413, con il
quale l’AGEA e’ stata designata unica autorita’ competente incaricata
delle comunicazioni con la Commissione UE, riguardanti le
organizzazioni di produttori ortofrutticoli, le loro associazioni e i
gruppi di produttori, nonche’ autorita’ nazionale incaricata della
gestione, della sorveglianza e della valutazione della Strategia
nazionale, ai sensi dell’art. 99, paragrafo 1 e dell’allegato VII,
punto 4 del regolamento (CE) n. 1580/2007;
Visto il decreto ministeriale 11 maggio 2009, n. 3932, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2009, con il quale
sono state fissate le disposizioni nazionali in materia di
riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori
ortofrutticoli e loro associazioni, di fondi di esercizio e di
programmi operativi;
Visti i decreti ministeriali 30 settembre 2010, n. 8445, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6 dicembre 2010 e 20 dicembre
2010 n. 10388 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 43 del 22
febbraio 2011, con i quali e’ stato sostituito l’allegato al decreto
ministeriale 11 maggio 2009, n. 3932;
Visto il decreto ministeriale 30 giugno 2011, n. 4659, con il quale
e’ stato aggiornato l’allegato al decreto ministeriale 11 maggio
2009, n. 3932, relativamente alle disposizioni relative alle misure
di prevenzione e gestione delle crisi;
Ritenuto necessario adeguare al regolamento (UE) di esecuzione n.
543/2011 della Commissione del 7 giugno 2011, le disposizioni
nazionali adottate con il decreto ministeriale 11 maggio 2009, n.
3932 e successive modifiche;
Considerato che l’art. 27 del regolamento (UE) di esecuzione n.
543/2011 della Commissione del 7 giugno 2011, consente allo Stato
membro di adottare norme complementari a quelle del regolamento
stesso, per quanto riguarda l’ammissibilita’ delle misure, delle
azioni o delle spese nell’ambito dei programmi operativi;
Considerato che il termine del 15 settembre di ogni anno stabilito
dagli articoli 63 e 65 del regolamento (UE) di esecuzione n. 543/2011
per la presentazione dei programmi operativi e delle loro modifiche
per gli anni successivi, coincide con un periodo di intensa attivita’
delle organizzazioni di produttori e, che pertanto e’ necessario
differire il predetto termine al 30 settembre di ogni anno, in
conformita’ a quanto previsto dagli stessi articoli 63 e 65 del
regolamento (UE) di esecuzione n. 543/2011;
Considerato che il differimento dal 15 al 30 settembre di ogni anno
per la presentazione dei programmi operativi e delle loro modifiche
per gli anni successivi, comporta la necessita’ di differire anche il
termine a disposizione delle Regioni e delle Province autonome per
adottare le decisioni di competenza dal 15 dicembre al 31 dicembre,
in conformita’ a quanto stabilito dagli articoli 64 e 65 del
regolamento (UE) di esecuzione n. di ogni anno 543/2011;
Considerato che per esigenze di chiarezza e’ opportuno abrogare i
decreti ministeriali 25 settembre 2008, n. 3413 e 11 maggio 2009, n.
3932 e le sue successive modifiche ed adottare un nuovo decreto
ministeriale;
Acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti fra
lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano,
nella seduta del 27 luglio 2011;

Decreta:

Art. 1

Definizioni

1. Le definizioni contenute nell’art. 19 del regolamento (UE) di
esecuzione n. 543/2011 della Commissione del 7 giugno 2011, sono
adottate mutatis mutandis per gli scopi del presente decreto.
2. Ad integrazione delle definizioni richiamate al comma 1, si
adottano le seguenti ulteriori definizioni:
a) “Ministero”: il Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali;
b) “AGEA”: l’Organismo di coordinamento ai sensi del regolamento
(CE) n. 1290/2005;
c) ” Regione”: la Regione o la Provincia autonoma competenti per
territorio;
d) “Organismo pagatore”: l’Organismo pagatore competente per
territorio, riconosciuto ai sensi delle vigenti norme nazionali;
e) “OP”, “AOP”, “GP”: rispettivamente le organizzazioni di
produttori riconosciute, le associazioni di organizzazioni di
produttori riconosciute e i gruppi di produttori prericonosciuti;
f) “regolamento”: il regolamento (UE) di esecuzione n. 543/2011
della Commissione del 7 giugno 2011;
g) “VPC”: il valore della produzione commercializzata determinato
conformemente all’art. 50 del regolamento (UE) di esecuzione n.
543/2011 della Commissione del 7 giugno 2011.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 2

Riconoscimento di organizzazioni di produttori

1. Le Regioni riconoscono, su specifica richiesta, le OP per
prodotto o gruppi di prodotti di cui all’art. 1, paragrafo 1, lettera
i) del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, e/o per prodotti
destinati esclusivamente alla trasformazione.
2. La richiesta di riconoscimento e’ presentata da ciascuna OP, a
firma del proprio legale rappresentante, alla Regione nel cui
territorio l’OP ha la propria sede legale e in cui realizza la
produzione allo stato fresco che concorre a formare il maggior valore
di produzione commercializzata, cosi’ come definita all’art. 24 del
regolamento. La domanda di riconoscimento deve essere
contemporaneamente anche inserita nel sistema informativo di cui
all’art. 21.
3. La richiesta di riconoscimento per prodotti o gruppi di prodotto
destinati esclusivamente alla trasformazione deve essere accompagnata
dall’impegno dell’OP a gestire tali prodotti nell’ambito di un
sistema di contratti di fornitura, ovvero di impegni di conferimento
definiti dallo statuto e/o dal regolamento dell’OP per il prodotto
trasformato dall’OP direttamente o per il tramite di soci produttori.
4. Le OP per poter presentare la richiesta di riconoscimento,
devono assumere una delle seguenti forme giuridiche societarie:
a) societa’ di capitali aventi per oggetto sociale la
commercializzazione dei prodotti agricoli, il cui capitale sociale
sia sottoscritto da imprenditori agricoli o da societa’ costituite
dai medesimi soggetti o da societa’ cooperative agricole e loro
consorzi;
b) societa’ cooperative agricole e loro consorzi;
c) societa’ consortili di cui all’art. 2615-ter del codice
civile, costituite da imprenditori agricoli o loro forme societarie.
5. Le Regioni eseguono l’istruttoria in conformita’ alle procedure
di cui all’art. 24 del presente decreto e comunicano il
riconoscimento contestualmente alle OP, al Ministero e all’Organismo
pagatore.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 3

Dimensione minima delle organizzazioni di produttori

1. Ai fini del riconoscimento delle OP, il numero minimo di soci
produttori e’ fissato a cinque e la composizione della compagine
sociale, associata alla data di presentazione della domanda di
riconoscimento, e’ comunicata su base informatizzata, utilizzando il
sistema informativo di cui all’art. 21, comma 1. Entro il 15 febbraio
di ogni anno le OP comunicano alle Regioni e all’Organismo pagatore
l’aggiornamento al 1° gennaio della composizione della compagine
sociale. I dati cosi’ comunicati costituiscono l’unico riferimento
ufficiale.
2. Il valore minimo di produzione commercializzata per prodotto o
gruppi di prodotti, determinato secondo i criteri definiti agli
articoli 50 e 51 del regolamento, e’ stabilito nelle procedure di cui
all’art. 24 del presente decreto.
3. Le Regioni, nel rispetto delle procedure di cui all’art. 24 del
presente decreto, possono stabilire il valore minimo di produzione
commercializzata ad un livello piu’ elevato, secondo criteri
autonomamente definiti e ne informano il Ministero e l’Agea.
4. Le OP possono includere nel valore della produzione
commercializzata, il valore dei “sotto-prodotti”, ottenuti dai
prodotti conferiti dai soci, come definiti all’art. 19, paragrafo 1,
lettera i) del regolamento.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 4

Vendita diretta della produzione

1. Ai sensi dell’art. 125-bis, paragrafo 2, lettera a) del
regolamento (CE) n. 1234/2007, i soci produttori aderenti all’OP,
previa autorizzazione della stessa e nel rispetto delle condizioni da
essa stabilite con norma statutaria o con regolamento interno,
possono vendere direttamente al consumatore, per il suo fabbisogno
personale, presso la propria azienda e/o altrove, una percentuale non
superiore al 15% della loro produzione ortofrutticola oggetto del
riconoscimento dell’OP.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 5

Riconoscimento delle associazioni di organizzazioni
di produttori

1. Per le AOP, la richiesta di riconoscimento, ai sensi delle
presenti disposizioni e in conformita’ con l’art. 125-quater del
regolamento (CE) n. 1234/2007, e’ presentata alla Regione nel cui
territorio l’AOP ha la propria sede legale e in cui l’insieme delle
OP aderenti realizza la produzione allo stato fresco che concorre a
formare il maggior valore di produzione commercializzata, cosi’ come
definito all’art. 24 del regolamento. La domanda di riconoscimento
deve essere contemporaneamente anche inserita nel sistema informativo
di cui all’art. 21.
2. Le AOP, devono assumere una delle forme societarie di cui
all’art. 2, comma 4, e sono costituite da almeno due OP riconosciute
ai sensi del regolamento (CE) 1234/2007.
3. Le AOP sono riconosciute per i medesimi prodotti o gruppi di
prodotto oggetto del riconoscimento delle OP socie.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 6

Esternalizzazione

1. Le OP e le AOP, in conformita’ con l’art. 27 del regolamento e
secondo le procedure di cui all’art. 24 del presente decreto, possono
esternalizzare a soggetti terzi, soci produttori e filiali, una parte
delle loro attivita’.
2. L’attivita’ di commercializzazione relativa ai prodotti oggetto
del riconoscimento, puo’ essere esternalizzata entro il limite del
40% del valore della produzione commercializzata nell’anno
precedente.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 7

Membri non produttori

1. Una persona fisica o giuridica che non sia un socio produttore,
come definito dall’art. 19, paragrafo 1, lettera b), del regolamento,
puo’ essere accolta come aderente ad una OP, nel rispetto delle
condizioni stabilite dall’art. 30, paragrafo 3 del regolamento.
2. I soci non produttori non possono possedere, complessivamente,
piu’ del 10% delle quote sociali con diritto di voto dell’OP. Tale
disposizione deve essere statutariamente prevista.
In ogni caso, i soci non produttori non possono partecipare al voto
per le decisioni relative al fondo di esercizio e non devono svolgere
attivita’ concorrenziali con quelle dell’OP.
3. Una persona fisica o giuridica che non sia riconosciuta come OP
puo’ essere socia di una AOP, con i limiti di cui all’art. 34,
paragrafo 2 del regolamento. Le predette persone fisiche o
giuridiche, in ogni caso, non possono detenere, complessivamente,
piu’ del 10% delle quote sociali con diritto di voto dell’AOP.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 8

Controllo democratico delle organizzazioni di produttori e delle loro
associazioni

1. Le OP e le AOP assicurano ai soci produttori il controllo
democratico delle decisioni da attuare in materia di gestione e
funzionamento, in conformita’ con la legislazione societaria vigente.
A tal fine, nel caso di OP, un unico socio produttore non puo’
detenere piu’ del 35% dei diritti di voto. Mentre nel caso di AOP,
una unica OP non puo’ detenere piu’ del 50% dei diritti di voto.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 9

Periodo minimo di adesione

1. La durata minima dell’adesione di un socio produttore ad una OP
non puo’ essere inferiore ad un anno. Tuttavia, in caso di
presentazione di un programma operativo, nessun aderente all’OP puo’
liberarsi dagli obblighi derivanti da detto programma per l’intero
periodo della sua attuazione, salvo autorizzazione dell’OP.
2. Il recesso dell’aderente viene comunicato per iscritto all’OP,
nei sei mesi antecedenti la chiusura dell’esercizio finanziario ed ha
decorrenza dalla chiusura dell’esercizio finanziario stesso. L’OP che
accoglie il recesso, rilascia su richiesta del socio e in tempo
utile, la documentazione necessaria a consentire l’eventuale adesione
del socio ad altra OP.
3. La richiesta di recesso puo’ essere limitata anche a uno o piu’
prodotti tra quelli per cui il socio aderisce all’OP, qualora sia
consentito dallo statuto dell’OP o dal regolamento interno.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 10

Fusioni

1. Ai sensi dell’art. 29 del regolamento, per fusione tra OP si
intende l’unificazione in una unica entita’, nella forma ritenuta
piu’ idonea dai due o piu’ soggetti interessati, in conformita’ alle
procedure di cui all’art. 24 del presente decreto e sulla base di una
delle seguenti opzioni:
a) scioglimento e contestuale ricostituzione di un nuovo
soggetto. In questo caso, le OP che si fondono perdono il
riconoscimento e il nuovo soggetto deve essere riconosciuto ex novo;
b) fusione per incorporazione. In questo caso l’OP incorporata
perde il riconoscimento, che viene mantenuto dall’OP incorporante.
La nuova entita’ subentra nei diritti e negli obblighi delle
organizzazioni di produttori che si sono fuse.
2. Il comma 1 si applica mutatis mutandis alle fusioni di Gruppi di
produttori.

Titolo II Riconoscimento e controllo delle organizzazioni
di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni

Art. 11

Elenco nazionale

1. Il Ministero pubblica e aggiorna sul proprio sito web, l’elenco
nazionale delle OP, delle AOP e dei GP.

Titolo III Gestione dei fondi di esercizio delle OP e
dei programmi operativi

Art. 12

Programmi operativi delle OP

1. La domanda per l’approvazione del programma operativo, e’
presentata alla Regione ove l’OP risulta riconosciuta e ha la sede
legale, entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello di
realizzazione del programma stesso, completa degli allegati tecnici.
Entro la medesima data la domanda deve essere anche inserita nel
sistema informativo di cui all’art. 21.
2. Le Regioni, svolte le opportune verifiche in conformita’ alle
procedure di cui all’art. 24 del presente decreto, assumono specifica
decisione in merito ai programmi operativi, rigettandoli o
approvandoli, eventualmente previo loro adeguamento e comunicano
entro il 31 dicembre la decisione in questione all’OP e all’Organismo
pagatore, anche via fax o via e-mail certificata, unitamente
all’entita’ esatta del fondo di esercizio approvato per l’anno
successivo.
3. I programmi operativi pluriennali e gli esecutivi annuali,
possono essere sottoposti a modifiche ai sensi degli articoli 65 e 66
del regolamento, in conformita’ alle procedure di cui all’art. 24 del
presente decreto. Le relative domande devono anche essere inserite
nel sistema informativo di cui all’art. 21.
4. Per motivi debitamente giustificati, le Regioni possono chiedere
al Ministero di rinviare dal 31 dicembre fino al 20 gennaio dell’anno
successivo, il termine per l’approvazione dei programmi operativi e
delle loro modifiche per l’anno successivo, dandone comunicazione
alle OP.
5. La rendicontazione annuale dei programmi operativi, con la
richiesta di aiuto a saldo, e’ presentata all’Organismo pagatore
entro il 15 febbraio dell’anno successivo a quello di realizzazione
del programma.
6. L’erogazione degli aiuti e’ effettuata dall’Organismo pagatore
competente in base alla Regione che ha approvato il programma
operativo, in conformita’ alle procedure di cui all’art. 24 del
presente decreto.

Titolo III Gestione dei fondi di esercizio delle OP e
dei programmi operativi

Art. 13

Fondo di esercizio e valore della produzione commercializzata

1. Il fondo di esercizio previsto dall’art. 103-ter del regolamento
(CE) n. 1234/2007 e’ gestito mediante un conto corrente dedicato, in
conformita’ alle procedure di cui all’art. 24 del presente decreto e
nel rispetto di quanto stabilito dalla legge 13 agosto 2010, n. 103.
Il conto corrente dedicato, destinato esclusivamente a tutte le
operazioni finanziarie inerenti il programma operativo, consente
all’OP di non ricorrere alla certificazione di revisori esterni, di
cui all’art. 52 del regolamento.
2. Il VPC, che rappresenta la base di calcolo per la determinazione
del valore del fondo di esercizio, e’ determinato in conformita’ alle
procedure di cui all’art. 24 del presente decreto ed e’ riferito alla
platea sociale dell’OP inserita sul sistema informativo di cui
all’art. 21, comma 1, alla data di presentazione del programma
operativo o della sua modifica annuale per l’anno successivo.
3. Il periodo di riferimento per il calcolo del VPC e’ stabilito
dalla Regione, su proposta di ciascuna OP, secondo uno dei criteri
previsti all’art. 51 del regolamento. Il periodo di riferimento non
puo’ in ogni caso prendere in considerazione un periodo di tempo
successivo al 1° agosto dell’anno precedente a quello in cui il
programma operativo viene attuato.
4. Ai sensi dell’art. 50 paragrafo 9 del regolamento, il valore
della produzione commercializzata puo’ essere calcolato nella fase di
uscita dalla filiale, purche’ almeno il 90% del capitale della
filiale appartenga a OP e/o ad AOP.
A tal fine e a decorrere dal 1° gennaio 2012, il valore della
produzione commercializzata proveniente dalla OP e/o AOP che
controllano la filiale, deve essere maggioritario rispetto al valore
della produzione commercializzata proveniente da soggetti diversi
dalle stesse OP e/o AOP.
5. In caso di applicazione del comma 4, al controllo del 90% della
filiale possono concorrere, previo consenso della Regione, i soci
produttori della OP e/o della AOP, sempreche’ cio’ contribuisca al
conseguimento degli obiettivi elencati agli articoli 122 lettera c),
punti i, ii e iii e 125-ter, paragrafo 1, lettera a) del regolamento
(CE) n. 1234/2007.

Titolo III Gestione dei fondi di esercizio delle OP e
dei programmi operativi

Art. 14

Programmi operativi delle AOP

1. Le AOP sono autorizzate a presentare e realizzare un programma
operativo su delega delle OP aderenti e in conformita’ all’art. 62
del regolamento. La presentazione della domanda segue la stessa
procedura prevista per le OP.
2. Il programma operativo di una AOP puo’ assumere la forma di
programma totale, quando la delega delle OP riguarda l’intero
programma operativo, o di programma parziale, quando la delega delle
OP e’ relativa solo a talune azioni, in ogni caso, la AOP deve
dimostrare per ogni OP associata il rispetto degli obiettivi ed i
limiti previsti all’art. 103 quater del Regolamento (CE) n.
1234/2007.
3. Il programma operativo parziale e’ composto da azioni
identificate ma non eseguite da due o piu’ OP associate nell’ambito
del loro programma operativo.
4. Il programma operativo totale riporta, in sezioni distinte, gli
obiettivi, le misure, le azioni e gli interventi relativi a ciascuna
OP aderente.
5. I programmi operativi delle AOP sono soggetti alle stesse norme
degli altri programmi operativi e sono esaminati insieme ai programmi
operativi delle OP associate.
6. Per la realizzazione del programma operativo, l’AOP utilizza il
fondo di esercizio messo a disposizione da ciascuna OP e lo gestisce
tramite un conto corrente dedicato.
7. L’AOP che realizza un programma operativo, provvede anche a
presentare le domande di aiuto e riscuotere le relative somme in nome
proprio e per conto delle OP aderenti, nonche’ a presentare le
domande di modifica sia per l’anno in corso che per quelli
successivi.

Titolo III Gestione dei fondi di esercizio delle OP e
dei programmi operativi

Art. 15

Aiuto finanziario nazionale

1. Le Regioni, ove la produzione ortofrutticola commercializzata
dalle organizzazioni di produttori e’ inferiore al 20% dell’intera
produzione ortofrutticola regionale, possono chiedere al Ministero,
secondo le procedure di cui all’art. 24 del presente decreto,
l’attivazione della procedura per l’autorizzazione della Commissione
UE alla concessione dell’aiuto finanziario nazionale di cui all’art.
103-sexies del regolamento (CE) n. 1234/2007, da aggiungere al fondo
di esercizio delle OP.
2. L’aiuto e’ concesso alle OP che ne fanno richiesta, in
conformita’ alle procedure di cui all’art. 24 del presente decreto.
3. Le OP che hanno delegato la realizzazione totale del programma
operativo ad una AOP, chiedono l’aiuto per il tramite della AOP.

Titolo III Gestione dei fondi di esercizio delle OP e
dei programmi operativi

Art. 16

Programmi operativi che proseguono sotto il regime del regolamento
(CE) n. 2200/96

1. I programmi operativi approvati con regolamento (CE) n. 2200/96,
che sono stati autorizzati a proseguire fino alla loro scadenza
programmata a condizione che rispettino le norme in vigore prima del
1° gennaio 2008, possono essere modificati in corso d’anno
conformemente a quanto stabilito nelle ” Disposizioni nazionali
2007″.
2. Per ogni annualita’, l’importo del contributo comunitario non
potra’ superare l’importo approvato per la stessa annualita’ nel
programma operativo pluriennale.
3. Ogni modifica del contenuto del programma che richiede una
approvazione da parte delle Regione ha, come conseguenza, il
passaggio alla nuova regolamentazione.

Titolo IV Misure di prevenzione e gestione delle crisi
previste nei programmi operativi

Art. 17

Misure applicabili

1. Al fine di prevenire e gestire le crisi che sopravvengono sui
mercati ortofrutticoli, le OP e le AOP, in conformita’ alle procedure
di cui all’art. 24 del presente decreto, possono inserire nei
programmi operativi una o piu’ delle seguenti misure:
a) ritiro dal mercato;
b) raccolta prima della maturazione o mancata raccolta degli
ortofrutticoli;
c) promozione e comunicazione;
d) assicurazione del raccolto.

Titolo IV Misure di prevenzione e gestione delle crisi
previste nei programmi operativi

Art. 18

Destinazione dei ritiri dal mercato

1. I prodotti ritirati, possono avere le seguenti destinazioni:
a) distribuzione gratuita ai sensi dell’art. 103 quinquies,
paragrafo 4 lettere a) e b) del regolamento (CE) n. 1234/2007;
b) realizzazione di biomasse;
c) alimentazione animale;
d) distillazione in alcool;
e) trasformazione industriale no food;
f) biodegradazione o compostaggio. Queste due destinazioni sono
consentite solo qualora non sia possibile il ricorso a nessuna delle
altre destinazioni sopra indicate
2. Le disposizioni applicative del comma 1 sono definite nelle
procedure di cui all’art. 24 del presente decreto.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 19

Controlli

1. Le Regioni, in conformita’ alle procedure di cui all’art. 24 del
presente decreto, effettuano i controlli per:
a) accertare i requisiti per il riconoscimento delle OP e delle
AOP;
b) verificare il corretto funzionamento e il mantenimento dei
requisiti del riconoscimento delle OP, delle AOP e dei GP;
c) verificare l’ammissibilita’ dei programmi operativi e delle
loro modifiche.
2. L’Agea con propri provvedimenti, adottati in conformita’ alle
disposizioni recate dalla Strategia Nazionale definisce i criteri per
l’effettuazione dei controlli di competenza degli Organismi pagatori,
in particolare, quelli previsti alla sezione 2, Capo V del
regolamento.
3. Qualora l’esito dei controlli in loco sull’attuazione dei
programmi operativi comporti una riduzione di spesa, l’Organismo
pagatore, sulla base di quanto previsto dal paragrafo 4 dell’art. 117
del regolamento, procede alla conseguente riduzione del fondo di
esercizio approvato e all’eventuale riduzione dell’aiuto,
conformemente ai paragrafi 2 e 3 del medesimo articolo.
4. Le Regioni e gli Organismi pagatori si comunicano a vicenda,
anche attraverso il SIAN i controlli disposti e gli esiti dei
controlli svolti in applicazione delle rispettive competenze.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 20

Autorita’ incaricata delle comunicazioni

1. In attuazione dell’art. 146, paragrafo 1, del regolamento,
l’AGEA e’ designata quale unica autorita’ responsabile
dell’adempimento degli obblighi di comunicazione verso la Commissione
Europea, con riguardo ai seguenti aspetti:
a) le informazioni previste dall’art. 97 del regolamento,
concernenti le organizzazioni di produttori, associazioni di
organizzazioni di produttori e gruppi di produttori;
b) i prezzi alla produzione degli ortofrutticoli sul mercato
interno, rilevati ai sensi dell’art. 98 del regolamento;
c) i prezzi e i quantitativi dei prodotti importati da paesi
terzi e commercializzati sui mercati d’importazione rappresentativi,
rilevati ai sensi dell’art. 134 del regolamento.
2. L’AGEA trasmette alla Commissione Europea le informazioni di cui
al comma 1, nonche’ le comunicazioni disposte per il comparto
ortofrutticolo ai sensi del regolamento (CE) n. 1234/2007, nel
rispetto dei termini indicati dai regolamenti e in conformita’ alle
procedure richiamate all’art. 146 dello stesso regolamento.
3. Le Regioni e Province autonome comunicano all’AGEA, secondo le
modalita’ e i termini definiti dalla medesima in conformita’ alle
disposizioni recate dalla Strategia Nazionale, le informazioni di
propria competenza necessarie all’adempimento degli obblighi di
comunicazione verso la Commissione Europea.
4. L’AGEA trasmettera’ copia delle comunicazioni di cui al comma 1,
lettera a), al Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, alle Regioni e alle Province autonome.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 21

Informatizzazione delle informazioni

1. Le informazioni relative all’applicazione della Strategia
Nazionale adottata con decreto ministeriale 25 settembre 2008, n.
3417, e successive modifiche ed integrazioni, sono rese disponibili
utilizzando le funzionalita’ disponibili nel SIAN ed accessibili agli
Organismi pagatori, alle Regioni, al Ministero, alle OP/AOP e loro
organismi di rappresentanza, per quanto di rispettiva competenza.
2. Mediante apposite funzionalita’ informatiche, sono inserite,
dalle organizzazioni di produttori e dalle associazioni delle
organizzazioni di produttori, per via telematica nel sistema
informativo:
a) le domande di riconoscimento inviate alle Regioni;
b) le domande di approvazione dei programmi operativi e delle
loro modifiche, inviate alle Regioni;
c) le domande di aiuto inviate agli Organismi pagatori.
Per le domande di cui alle lettera b) e c) e’ disponibile, nei
sistemi informativi degli Organismi pagatori, una scheda
riepilogativa. Per le AOP che presentano il programma operativo
totale, sono disponibili schede riferite a ciascuna OP, nonche’ la
scheda riepilogativa della stessa AOP.
L’AGEA definisce, con propri provvedimenti in conformita’ alla
Strategia nazionale, il contenuto informativo delle schede
riepilogative.
3. Per quanto riguarda il contenuto delle domande:
a) fermi restando i requisiti minimi stabiliti agli articoli 2 e
3 del presente decreto, le Regioni possono definire ulteriori
informazioni necessarie per la presentazione delle domande di cui
alla lettera a) del comma 2;
b) fermi restando gli elementi minimi previsti dall’art. 59 del
regolamento, le Regioni possono definire ulteriori informazioni
necessarie per la presentazione delle domande di cui alla lettera b)
del comma 2;
c) fermo restando quanto stabilito al precedente comma 2, il
contenuto e le modalita’ di presentazione delle domande di cui al
comma 2, lettera c), sono definiti dall’Organismo pagatore
competente.
4. Sono rigettate le domande presentate successivamente alla
decorrenza dei termini prescritti. Rientrano in tale ambito anche le
domande ancora non completate alla decorrenza dei termini medesimi.
5. Le Regioni e gli Organismi pagatori sono tenuti ad inserire nel
SIAN, per quanto di rispettiva competenza, le informazioni inerenti
il riconoscimento delle OP e delle AOP, l’approvazione dei programmi
operativi e delle loro modifiche, nonche’ l’importo degli aiuti
approvati, rendicontati, ammessi ed erogati.
6. I dati e le informazioni nel portale SIAN, richiesti dalla
normativa comunitaria per la redazione del rapporto annuale, da
trasmettere alla Commissione a cura dell’AGEA, quale autorita’
competente di cui al DM. 3417 del 25 settembre 2008, sono resi
disponibili dalle OP, dalle AOP, dalle Regioni e dagli Organismi
pagatori, per quanto di rispettiva competenza.
7. L’inserimento nel SIAN delle informazioni in possesso delle
Regioni e degli Organismi pagatori che utilizzano un proprio sistema
informativo e’ effettuato per mezzo di apposite procedure di
interscambio dei dati. In ogni caso tale inserimento e’ completato
negli stessi termini di cui ai commi precedenti.
8. Le funzionalita’ telematiche del SIAN e le relative modalita’ di
implementazione e aggiornamento sono definite dall’AGEA con propri
provvedimenti, in accordo con il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, le regioni e le province autonome.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 22

Autorita’ nazionale incaricata della gestione, della sorveglianza e
della valutazione della Strategia Nazionale
1. In attuazione dell’art. 55 e dell’allegato VII, punto 4, del
regolamento, l’AGEA e’ designata quale autorita’ nazionale incaricata
della gestione, della sorveglianza e della valutazione della
Strategia Nazionale e della Disciplina ambientale, in essa
incorporata, adottate dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti fra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano e applicabili ai programmi operativi presentati dalle
organizzazioni di produttori ortofrutticoli.
2. Le disposizioni attuative del comma 1 sono emanate dall’AGEA con
propri provvedimenti, concordati in conformita’ alle disposizioni
recate dalla medesima Strategia Nazionale con il Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali e le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 23

Sanzioni

1. Fatte salve le eventuali sanzioni nazionali da irrogare ai sensi
dell’art. 144 del regolamento, le modalita’ applicative delle
disposizioni sanzionatorie previste dal Capo V – Sezione 3, del
regolamento, sono definite dall’AGEA.
2. Qualora non risultino rispettate le prescrizioni di cui all’art.
103-quater, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1234/2007, l’OP non
ha diritto a ricevere l’aiuto e gli eventuali acconti o anticipazioni
sono recuperati.
3. Fatti salvi i criteri stabiliti dalla regolamentazione
comunitaria, le spese che non rispettano i vincoli di equilibrio tra
le misure, definiti nella Strategia Nazionale, sono ammesse a
contributo nell’ambito di una tolleranza del 3%. Per accertate cause
di forza maggiore l’Organismo pagatore puo’ elevare tale percentuale
al 10%. In tal caso ne da debita motivazione nel provvedimento di
determinazione del contributo finale.
4. Se un programma operativo annuale viene realizzato ad un livello
inferiore al 50% della spesa approvata, l’OP non ha diritto ad alcun
pagamento ed eventuali anticipazioni e acconti erogati per gli
investimenti, vengono recuperati.
5. Qualora un programma operativo venga interrotto volontariamente
dall’OP, anche per un anno, o in conseguenza del ritiro del
riconoscimento, gli aiuti erogati sono recuperati.
Gli aiuti non sono recuperati qualora il programma operativo venga
interrotto a seguito di modifica autorizzata della durata, di fusione
con altre OP o per cause non imputabili all’organizzazione di
produttori.
6. Per ogni giorno di ritardo nella presentazione della richiesta
delle agevolazioni totali o a saldo, con allegata la rendicontazione
completa delle spese sostenute, gli Organismi pagatori dovranno
applicare una riduzione dell’1% sull’aiuto riconosciuto. In casi
eccezionali e senza pregiudizio per il rispetto dei termini di
liquidazione, gli Organismi pagatori possono non applicare la
penalizzazione. In tal caso ne danno debita motivazione nel
provvedimento di determinazione del contributo finale.
7. I controlli eseguiti e le conseguenti determinazioni assunte
sono annotati in un registro redatto secondo i criteri definiti
dall’AGEA, anche in funzione delle informazioni richieste
dall’allegato XIV al regolamento.
8. Gli errori palesi contenuti in qualsiasi comunicazione, domanda
o richiesta presentata da una OP, AOP o GP, possono essere corretti
in qualsiasi momento, se riconosciuti come tali dalla Regione o
dall’Organismo pagatore.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 24

Procedure di attuazione

1. Le procedure attuative per l’applicazione delle disposizioni del
presente decreto, sono riportate in allegato, che costituisce parte
integrante del decreto.
2. I successivi aggiornamenti e integrazioni delle procedure di cui
al primo comma sono disposti con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, acquisita l’intesa della Conferenza
Stato-Regioni. La predetta intesa, in caso di motivate situazioni di
urgenza, puo’ non essere richiesta.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 25

Norme transitorie

1. L’art. 21 si applica successivamente alla realizzazione e messa
a disposizione delle OP, delle AOP e delle Regioni, delle specifiche
procedure informatiche.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 26

Abrogazioni

1. I decreti ministeriali 25 settembre 2008 n. 3413, 11 maggio 2009
n. 3932, 30 settembre 2010 n. 8445 e 20 dicembre 2010 n. 10388 sono
abrogati e le relative disposizioni sono sostituite da quelle
contenute nel presente decreto. Tuttavia l’allegato al decreto
ministeriale 20 dicembre 2010 n. 10388 continua ad applicarsi per i
programmi operativi attuati nel 2011.

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione e
disposizioni transitorie

Art. 27

Clausola di invarianza finanziaria

1. Senza pregiudizio delle determinazioni da assumere ai sensi del
regolamento (CE) n. 1234/2007, dall’attuazione delle disposizioni
contenute nel presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.
Il presente decreto e’ inviato all’Organo di controllo per gli
adempimenti di competenza ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 3 agosto 2011

Il Ministro: Romano

Registrato alla Corte dei conti il 1° settembre 2011
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 7, foglio n. 50

Titolo V Controlli, sanzioni, procedure di attuazione
e disposizioni transitorie

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 3 agosto 2011

Periti.info