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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 12 novembre 2009

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 12 novembre 2009 - Posizione previdenziale dei lavoratori che hanno aderito a programmi di emersione da lavoro non regolare. (10A02207) (GU n. 43 del 22-2-2010 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 12 novembre 2009

Posizione previdenziale dei lavoratori che hanno aderito a programmi
di emersione da lavoro non regolare. (10A02207)

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

di concerto con

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE
E DELLE POLITICHE SOCIALI

Vista la legge 18 ottobre 2001, n. 383, e successive modificazioni,
che al capo I reca norme per incentivare l’emersione dell’economia
sommersa;
Visti gli art. 1, comma 1, e 1-bis della predetta legge n.
383/2001, che prevedono che gli imprenditori che hanno fatto ricorso
a lavoro irregolare, non adempiendo in tutto o in parte agli obblighi
previsti dalla normativa vigente in materia fiscale e previdenziale,
possono farlo emergere in via automatica tramite apposita
dichiarazione di emersione da presentare entro il 30 novembre 2002 o
attraverso un piano individuale di emersione e successiva
dichiarazione di emersione da presentare entro il 15 maggio 2003;
Visto l’art. 1, comma 2, lettere a) e b), della stessa legge n.
383/2001, che prevede per gli imprenditori e i lavoratori che si
impegnano nel programma di emersione un regime di incentivo fiscale
per il periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di
entrata in vigore della stessa legge n. 383/2001 e per i due periodi
successivi;
Visto l’art. 1, comma 3, della legge n. 383/2001, che prevede che
gli imprenditori possono proporre concordato tributario e
previdenziale per i periodi pregressi con il pagamento di un’imposta
sostitutiva dell’8 per cento delle imposte ordinariamente previste e
dei contributi previdenziali e premi assicurativi sul costo del
lavoro irregolare dichiarato;
Visto l’art. 1, comma 4, primo periodo, della ripetuta legge n.
383/2001, che prevede che i lavoratori delle imprese che aderiscono
ai programmi di emersione possono estinguere i loro debiti fiscali e
previdenziali, connessi alle prestazioni di lavoro irregolare, per
ciascuno degli anni che intendono regolarizzare, mediante il
pagamento di una contribuzione sostitutiva;
Visto l’art 1, comma 4, quarto periodo, della legge n. 383/2001,
che prevede che i lavoratori possono, a domanda, ricostruire la loro
posizione pensionistica relativamente ai periodi di lavoro pregressi
effettuati presso l’impresa che presenta la dichiarazione di
emersione alla quale appartengono alla data del 30 novembre 2002,
fino ad un massimo di sessanta mesi, con copertura di periodi
contributivi di venti mesi ogni dodici mesi di lavoro svolto;
Visto l’art. 1, comma 8, primo periodo, della predetta legge n.
383/2001, che prevede che le maggiori entrate, ad esclusione di
quelle contributive, derivanti dal recupero derivanti dal recupero di
base imponibile connessa ai programmi di emersione affluiscono al
fondo previsto dall’art. 5 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
istituito con la legge 17 ottobre 2008, n. 167, recante «Disposizioni
per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle
amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2008», con
stanziamento pari a 31.983.735 euro;
Visto l’art. 1, comma 8, secondo periodo, della stessa legge n.
383/2001, che prevede che con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, e’ determinata la quota delle anzidette entrate
destinata alla riduzione della pressione contributiva al netto delle
risorse destinate:
a) all’integrazione del contributo previdenziale dei lavoratori
che si impegnano nel programma di emersione ai sensi dell’art. 1,
comma 2, lettera b), della medesima legge n. 383/2001, in misura non
superiore al 66 per cento della quota residua rispetto alla
contribuzione previdenziale versata;
b) al concorso, in misura non superiore al 66 per cento, agli
oneri concernenti la ricostruzione della posizione previdenziale
pregressa dei lavoratori che si impegnano nei programmi di emersione;
nonche’ determinata la misura del trattamento previdenziale relativa
ai periodi oggetto della dichiarazione di emersione in proporzione
alle quote contributive versate, senza oneri aggiuntivi a carico
della finanza pubblica;
Ritenuto che la ricostruzione a domanda della posizione
pensionistica relativamente ai periodi di lavoro pregressi deve
avvenire ai sensi dell’art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338 e
del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184;
Viste le note dell’Istituto nazionale della previdenza sociale
concernenti i monti retributivi relativi alle posizioni dei
lavoratori emersi nonche’ la valutazione delle somme destinate al
riconoscimento dei periodi di mancata copertura assicurativa per
lavoro sommerso;
Considerato che l’art. 1, comma 2, lettera a), quarto periodo, e
lettera b) della legge n. 383/2001, prevede che sul maggiore
imponibile previdenziale relativo ai redditi di lavoro emersi
dichiarati, e conseguente alla dichiarazione di emersione, si
applica, a carico dell’imprenditore, una contribuzione sostitutiva,
dovuta in ragione di un’aliquota del 7 per cento per il primo
periodo, del 9 per cento per il secondo periodo e dell’11 per cento
per il terzo periodo;
Ritenuto di determinare la misura del trattamento previdenziale
relativa ai periodi oggetto della dichiarazione di emersione in
proporzione alle quote contributive versate mediante riduzione
proporzionale della retribuzione;
Considerato che l’entita’ delle risorse affluite al fondo di cui
all’art. 5 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 per effetto delle
disposizioni di cui agli articoli 1 e 1-bis della legge n. 383/2001,
non consente interventi di’ riduzione della pressione contributiva;

Decreta:

Art. 1

1. E’ stabilita nella percentuale del 45 per cento la misura
dell’integrazione della quota residua rispetto alla contribuzione
previdenziale versata per il periodo d’imposta successivo a quello in
corso alla data di entrata in vigore della legge n. 383/2001 e per i
due periodi successivi.
2. E’ conseguentemente ridotta la retribuzione ai fini della
determinazione della misura del trattamento previdenziale relativa ai
periodi oggetto di dichiarazione di emersione in proporzione alle
quote contributive versate.

Art. 2

1. E’ stabilita nella percentuale del 44 per cento la misura del
concorso agli oneri concernenti l’eventuale ricostruzione della
posizione previdenziale pregressa dei lavoratori che si impegnano nei
programmi di emersione.
2. La domanda di ricostruzione della posizione pensionistica
relativamente ai periodi di lavoro progressi deve essere prodotta
dagli interessati entro e non oltre novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.

Art. 3

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente decreto si
provvede, sulla base di apposita rendicontazione resa dall’Istituto
nazionale della previdenza sociale al Ministero dell’economia e delle
finanze, a valere sulle risorse iscritte nell’ambito della Missione
Politiche previdenziali – Programma previdenza obbligatoria e
complementare, sicurezza sociale – trasferimenti agli enti ed
organismi interessati – U.p.b. 18.1.2 nel conto dei residui del
capitolo 1589 dello stato di previsione della spesa del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno 2009.
Il presente decreto sara’ trasmesso ai competenti organi di
controllo e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana
Roma, 12 novembre 2009

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti
Il Ministro del lavoro, della salute
e delle politiche sociali
Sacconi
Registrato alla Corte dei conti il 20 gennaio 2010
Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 1
Economia e finanze, foglio n. 46

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