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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 24 luglio 2009

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 24 luglio 2009 - Modalita' applicative all'articolo 1, commi 1088-1090, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), concernenti agevolazioni per la promozione del sistema agroalimentare italiano all'estero. (09A15611) (GU n. 3 del 5-1-2010 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 24 luglio 2009

Modalita’ applicative all’articolo 1, commi 1088-1090, della legge 27
dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), concernenti
agevolazioni per la promozione del sistema agroalimentare italiano
all’estero. (09A15611)

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

di concerto con

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2007) e, in particolare, il comma 1088 dell’art. 1 con il
quale e’ stato riconosciuto alle imprese che producono prodotti di
cui all’Allegato I del Trattato istitutivo della Comunita’ europea e
alle piccole e medie imprese che producono prodotti agroalimentari
non ricompresi nel predetto Allegato I, anche se costituite in forma
cooperativa o riunite in consorzi, nonche’ ai consorzi di tutela
riconosciuti ai sensi dell’art. 53 della legge 24 aprile 1998, n.
128, e successive modificazioni, e dell’art. 19 della legge 10
febbraio 1992, n. 164, per gli anni 2008 e 2009, un credito di
imposta nella misura del 50 per cento del valore degli investimenti
in attivita’ dirette in altri Stati membri o Paesi terzi intese ad
indurre gli operatori economici o i consumatori all’acquisto di un
determinato prodotto agricolo o agroalimentare di qualita’, ai sensi
dell’art. 32 del regolamento CE n. 1698/2005, anche se non compreso
nell’Allegato I, purche’ non rivolto al singolo marchio commerciale o
riferito direttamente ad un’impresa, in eccedenza rispetto alla media
degli analoghi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta
precedenti;
Visto il successivo comma 1089 dell’art. 1 della medesima legge n.
296 del 2006 che riconosce alle imprese diverse dalle piccole e medie
imprese di cui al comma 1088 che producono prodotti agroalimentari
non ricomprese nell’Allegato I del Trattato istitutivo della
Comunita’ europea il credito di imposta di cui al citato comma 1088
nei limiti regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15
dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del
trattato agli aiuti di importanza minore («de minimis»), pubblicato
nella G.U.U.E. del 28 dicembre 2006 n. L 379;
Visto, inoltre, il comma 1090 dell’art. 1 della stessa legge n. 296
del 2006 che demanda ad un decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, l’individuazione delle modalita’ applicative
dei commi da 1088 a 1090, nei limiti della somma di 25 milioni di
euro per l’anno 2007 e 40 milioni di euro per l’anno 2008 e 41
milioni di euro per l’anno 2009;
Visto l’art. 1 del decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 205,
recante modifiche all’art. 1, commi da 1088 a 1090, della legge 27
dicembre 2006, n. 296;
Visto il regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6
agosto 2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il
mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato
(regolamento generale di esenzione per categorie), pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 214/3 del 9 agosto 2008;
Visti gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel
settore agricolo e forestale 2007 – 2013, pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale dell’Unione europea n. C 319/01 del 27 dicembre 2006;
Visto il regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15
dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del
trattato agli aiuti di importanza minore («de minimis»), pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 379/5 del 28
dicembre 2006;
Visto il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio del 20
settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo
europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 277/1 del 21 ottobre
2005;
Visti i commi 421, 422 e 423 dell’art. 1 della legge 30 dicembre
2004, n. 311, recanti disposizioni per il recupero dei crediti di
imposta illegittimamente fruiti;
Visto l’art. 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, recante
disposizioni in tema di controlli e vigilanza sulle denominazioni
protette dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, recante norme
di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di
dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto, nonche’
di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni e, in
particolare l’art. 17 che prevede la compensabilita’ di crediti e
debiti tributari e previdenziali;
Visto l’art. 19 della legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante la
disciplina dei consorzi volontari di tutela;
Visto il testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle
imposte sui redditi;
Vista la decisione della Commissione europea n. C(2008)668 del 13
febbraio 2008 recante autorizzazione al regime di aiuti n. 451/2007;
Visti gli articoli 2 e 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, concernenti l’istituzione del Ministero dell’economia e delle
finanze ed il relativo trasferimento di funzioni gia’ attribuite al
Ministero delle finanze;
Visto l’art. 57 del medesimo decreto legislativo n. 300 del 1999, e
successive modificazioni che ha istituito le Agenzie fiscali;

Decreta:

Art. 1

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto, in attuazione dell’art. 1, commi da 1088 a
1090, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come modificati dal
decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, individua le modalita’
applicative del credito di imposta per investimenti in attivita’
dirette in altri Stati membri o Paesi terzi intese ad indurre gli
operatori economici o i consumatori all’acquisto di un determinato
prodotto agricolo o agroalimentare di qualita’, ai sensi dell’art. 32
del regolamento CE n. 1698/2005, anche se non compreso nell’Allegato
I del Trattato istitutivo della Comunita’ europea, purche’ non
rivolto al singolo marchio commerciale o riferito direttamente ad
un’impresa.

Art. 2

Ambito soggettivo

1. Possono fruire delle agevolazioni di cui all’art. 1, anche se
costituite in forme cooperativa:
a) le imprese che producono prodotti di cui all’Allegato I del
Trattato istitutivo della Comunita’ europea;
b) le piccole e medie imprese, come definite dal decreto del
Ministro delle attivita’ produttive del 18 aprile 2005, recante
recepimento della raccomandazione n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003,
che producono prodotti agroalimentari non ricompresi nel predetto
Allegato I, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in
consorzi, nonche’ ai consorzi di tutela riconosciuti ai sensi
dell’art. 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, e successive
modificazioni, e dell’art. 19 della legge 10 febbraio 1992, n. 164;
c) le imprese, diverse dalle piccole e medie imprese di cui alla
lettera precedente, anche organizzate in cooperative agricole, che
producono prodotti agroalimentari non ricompresi nel citato Allegato
I.
2. A partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al
31 dicembre 2007, per gli anni 2008 e 2009, e’ concesso nei limiti
delle risorse effettivamente disponibili sul capitolo n. 3884, dello
stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze,
iscritte ai sensi del comma 1090 dell’art. 1 della legge 27 dicembre
2006, n. 296:
a) ai soggetti di cui al comma 1, lettere a) e c), un credito di
imposta pari al 50 per cento dell’incremento degli investimenti di
cui alla lettera a) del comma 1 dell’art. 3 rispetto alla media degli
analoghi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta
precedenti; ai soggetti di cui al comma 1, lettera c), l’agevolazione
e’ riconosciuta nel rispetto dei limiti e delle condizioni del
regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre
2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato
agli aiuti di importanza minore («de minimis»).
b) ai soggetti di cui al comma 1, lettera b), un credito
d’imposta pari al 50 per cento delle spese di cui alla lettera b) del
comma 1 dell’art. 3 eccedenti la media delle analoghe spese sostenute
nei tre periodi di imposta precedenti.
3. L’incremento di cui al comma 2 e’ determinato con riguardo a
ciascun Paese estero in cui e’ realizzato l’investimento.

Art. 3

Ambito oggettivo

1. Sono agevolabili:
a) gli investimenti in attivita’ dirette in altri Stati membri o
Paesi terzi intese ad indurre gli operatori economici o i consumatori
all’acquisto di un determinato prodotto agricolo o agroalimentare di
qualita’ definito come prodotto che soddisfa i criteri dettati
dall’art. 32 del regolamento CE n. 1698/2005, anche se non compreso
nell’Allegato I del Trattato istitutivo della Comunita’ europea,
purche’ non rivolto al singolo marchio commerciale o riferito
direttamente ad un’impresa. Si considerano tali le campagne
pubblicitarie e di promozione attuate mediante l’utilizzo di mezzi di
comunicazione diretta, quali stampa, cartelloni pubblicitari,
televisione, ricette culinarie, organizzazione e partecipazione ad
eventi a scopo di promozione come fiere, manifestazioni, esposizioni,
forum con operatori economici delle filiere agroalimetari e altre
azioni di comunicazione diretta rivolte ai consumatori o agli
operatori stranieri attraverso l’utilizzo di mezzi di comunicazione
appropriati;
b) le spese sostenute per la locazione, installazione e gestione
dello stand nonche’ le spese sostenute per servizi forniti da
consulenti esterni per l’assistenza tecnica, con esclusione dei
servizi continuativi o periodici e connessi alle normali spese di
funzionamento dell’impresa, in occasione della prima partecipazione
ad una determinata fiera o esposizione.
2. Sono esclusi dall’agevolazione gli investimenti connessi
all’esportazione verso Paesi terzi o Stati membri o direttamente
collegati ai quantitativi esportati, alla costruzione e gestione di
una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse
all’attivita’ di esportazione se realizzati dai soggetti di cui alla
lettera c), comma 1, dell’art. 2.

Art. 4

Termine per la presentazione delle istanze

1. Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, i soggetti di
cui all’art. 2 inoltrano un’apposita istanza, consegnata a mano o
inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento al Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali, Direzione generale
per lo sviluppo agroalimentare, per la qualita’ e tutela del
consumatore – Ufficio Saco XI che ne attesta la data di avvenuta
presentazione. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali esamina le istanze secondo l’ordine cronologico di
presentazione, fino ad esaurimento dei fondi stanziati, come indicato
dall’art. 2, comma 2, e comunica, a mezzo raccomandata con ricevuta
di ritorno, entro sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza,
il riconoscimento del contributo ovvero il diniego del contributo per
carenza dei presupposti desumibili dall’istanza, o per l’esaurimento
dei fondi stanziati.
2. Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, e’ approvato entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto il modello da utilizzare per la redazione
dell’istanza e sono stabiliti i dati in esso contenuti, nonche’ i
termini di presentazione delle istanze medesime. Dell’avvenuto
esaurimento dei fondi stanziati e’ data notizia sempre con successivo
decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali.

Art. 5

Dichiarazione dei redditi e utilizzabilita’
del credito di imposta

1. L’ammontare complessivo del credito di imposta riconosciuto e
fruito nel periodo di imposta e’ indicato, a pena di decadenza, sia
nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel
corso del quale il beneficio e’ concesso, sia nelle dichiarazioni dei
redditi relative ai periodi d’imposta nei quali il credito e’
utilizzato. In caso di fruizione eccedente in tutto o in parte il
credito di imposta spettante, si rendono applicabili le norme in
materia di liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso
nonche’ le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi.
2. Il credito d’imposta e’ utilizzabile esclusivamente in
compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, successivamente alla comunicazione di avvenuto
riconoscimento del contributo in base alle disposizioni dell’art. 4.
3. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai
fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione agli
effetti dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive; non rileva
ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni.

Art. 6

Trasmissione degli elenchi dei soggetti

1. Con provvedimento dirigenziale del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali e dell’Agenzia delle entrate, da
emanare entro il termine di sessanta giorni dall’entrata in vigore
del presente decreto, sono stabiliti i termini e le modalita’ di
trasmissione, mediante procedure telematiche, all’Agenzia,
dell’elenco dei soggetti ammessi a fruire del credito di imposta
completo dei dati identificativi, ivi compreso il codice fiscale, la
data di approvazione delle pratiche, e i relativi importi, nonche’
l’ammontare del credito di imposta concesso nell’anno solare
precedente a quello di trasmissione dei dati stessi.

Art. 7

Controllo e monitoraggio

1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
qualora accerti, a seguito di eventuali controlli, successivi
all’invio degli elenchi di cui all’art. 6, che l’agevolazione sia in
tutto o in parte non spettante, revoca o ridetermina l’importo del
credito di imposta e comunica all’Agenzia delle entrate, con le
modalita’ previste all’art. 6, l’entita’ del credito di imposta
revocato o rideterminato per il successivo recupero. In tal caso,
l’Agenzia delle entrate procede al recupero, secondo le disposizioni
di cui all’art. 1, commi da 421 a 423, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in
cui il credito di imposta e’ revocato o rideterminato.
2. Su richiesta del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, l’Agenzia trasmette i dati concernenti il credito di
imposta revocato o rideterminato.
Il presente decreto munito del sigillo di Stato sara’ inserito
nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
osservare.
Roma, 24 luglio 2009

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti
Il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali
Zaia

Registrato alla Corte dei conti il 6 novembre 2009
Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 5
Economia e finanze, foglio n. 247

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 24 luglio 2009

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