MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 28 settembre 2011 | Periti.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 28 settembre 2011

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 28 settembre 2011 - Individuazione degli Stati extracomunitari e dei territori stranieri che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva 2005/60/CE, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita' criminose e di finanziamento del terrorismo e che prevedono il controllo rispetto a tali obblighi. (11A13067) - (GU n. 232 del 5-10-2011 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 28 settembre 2011

Individuazione degli Stati extracomunitari e dei territori stranieri
che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva
2005/60/CE, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema
finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’
criminose e di finanziamento del terrorismo e che prevedono il
controllo rispetto a tali obblighi. (11A13067)

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Vista la Direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 26 ottobre 2005 relativa alla prevenzione dell’uso del
sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’
criminose e di finanziamento del terrorismo;
Vista la Direttiva 2006/70/CE della Commissione del 1° agosto 2006
recante misure di esecuzione della Direttiva 2005/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la definizione
di «persone politicamente esposte» e i criteri tecnici per le
procedure semplificate di adeguata verifica della clientela e per
l’esenzione nel caso di un’attivita’ finanziaria esercitata in modo
occasionale o su scala molto limitata;
Visto il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 di attuazione
della Direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo
del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di
attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo nonche’ della
Direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione e, in
particolare, l’art. 25, comma 2, nonche’ l’art. 25, comma 1, lettera
c) del medesimo decreto legislativo;
Vista la Sezione IV del Capo I del Titolo II del decreto
legislativo 21 novembre 2007, n. 231 di attuazione della Direttiva
2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema
finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’
criminose e di finanziamento del terrorismo nonche’ della Direttiva
2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione;
Visto l’accordo tra gli Stati membri sugli Stati extracomunitari e
territori stranieri da considerare equivalenti, raggiunto a margine
della riunione del 15 giugno 2011 del Comitato per la prevenzione del
riciclaggio e del finanziamento del terrorismo previsto dall’art. 41,
paragrafo 1 della Direttiva 2005/60/CE;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 12
agosto 2008 e la necessita’ di modificarlo a seguito del citato
accordo raggiunto a margine della riunione del 15 giugno 2011 del
Comitato per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del
terrorismo;
Rilevato che l’inclusione nell’elenco degli Stati extracomunitari e
territori stranieri da considerare equivalenti non preclude la
necessita’ di operare in base all’approccio basato sul rischio e
costituisce una presunzione confutabile per l’applicazione delle
misure semplificate di adeguata verifica della clientela nei rapporti
con enti aventi sede in detti Stati e territori;
Considerato altresi’ che, nonostante l’inclusione nell’elenco degli
Stati extracomunitari e territori stranieri da considerare
equivalenti e’ ribadito l’obbligo di cui all’art. 13 della Direttiva
2005/60/CE di applicare obblighi rafforzati di adeguata verifica
della clientela, sulla base della valutazione del rischio esistente,
nelle situazioni che per loro natura possono presentare un rischio
piu’ elevato di riciclaggio o finanziamento del terrorismo nei
rapporti con enti, che siano clienti, ed abbiano sede in detti Stati
e territori;
Vista la necessita’ di assicurare l’uniformita’ dell’elenco degli
Stati extracomunitari e territori stranieri da considerare
equivalenti redatto a margine della riunione del 15 giugno 2011 del
Comitato per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del
terrorismo e la rilevanza a tale fine della concertazione con gli
Stati membri e con la Commissione europea anche nell’ipotesi prevista
dal successivo art. 3 del presente decreto;
Viste le informazioni disponibili a livello internazionale, le
informazioni risultanti dai rapporti di valutazione dei sistemi
nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del
terrorismo adottati dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale
(GAFI), dai gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI, dal
Fondo monetario internazionale o dalla Banca mondiale sulla base
delle Raccomandazioni e della Metodologia GAFI riviste nel 2003,
nonche’ le ulteriori informazioni aggiornate fornite dagli Stati
interessati;
Considerato che gli Stati appartenenti all’Area economica europea
(Islanda, Liechtenstein e Norvegia) sono destinatari della Direttiva
2005/60/CE e a questi fini non sono considerati «terzi»;
Considerato che la Commissione non ha finora adottato alcuna
decisione ai sensi dell’art. 40, paragrafo 4 della citata Direttiva
2005/60/CE ove si prevede che la Commissione europea, qualora rilevi
che uno Stato extracomunitario non soddisfa le condizioni di cui
all’art. 11, paragrafo 1 o 2, all’art. 28, paragrafi 3, 4 o 5, o alle
misure definite a norma del paragrafo 1, lettera b) dell’art. 40 o
dell’art. 16, paragrafo 1, lettera b) della Direttiva stessa o che la
legislazione di tale Stato extracomunitario non consente
l’applicazione delle misure richieste all’art. 31, paragrafo 1, primo
comma della Direttiva, adotti una decisione di accertamento di tale
situazione, secondo la procedura di cui all’art. 41, paragrafo 2
della Direttiva medesima;
Considerato che l’art. 33 della citato decreto legislativo 21
novembre 2007, n. 231 prevede che, quando la Commissione adotta una
decisione a norma dell’art. 40, paragrafo 4, della Direttiva
2005/60/CE, i destinatari del decreto non possano ricorrere a
soggetti terzi dello Stato extracomunitario oggetto della decisione
per l’assolvimento degli obblighi di cui all’art. 18, comma 1,
lettere a), b), e c) del medesimo decreto;
Considerato che l’art. 25, comma 1 del citato decreto legislativo
21 novembre 2007, n. 231 prevede che gli enti creditizi e finanziari
situati in Stati extracomunitari ritenuti equivalenti saranno
assoggettati a obblighi semplificati di identificazione e che l’art.
25, comma 4 del medesimo decreto legislativo dispone che, anche in
tal caso gli enti e le persone soggetti al decreto raccolgano
comunque informazioni sufficienti per stabilire se il cliente possa
beneficiare di misure semplificate;
Considerato che l’art. 11, comma 4 del citato decreto legislativo
21 novembre 2007, n. 231 prevede l’obbligo per le succursali italiane
degli intermediari finanziari aventi sede in uno Stato estero di cui
all’art. 11, comma 1, lettera n), e comma 2, lettera d), di osservare
gli obblighi di adeguata verifica della clientela e di conservazione
anche attraverso misure e procedure equivalenti a quelle stabilite
dal decreto prevedendo altresi’ l’obbligo, per tali soggetti, di dare
notizia all’autorita’ di vigilanza di settore, qualora la
legislazione dello Stato estero non consenta l’applicazione di misure
equivalenti;
Considerato che l’art. 29 del citato decreto legislativo 21
novembre 2007, n. 231, al fine di evitare il ripetersi delle
procedure di adeguata verifica della clientela di cui all’art. 18,
consente ai soggetti destinatari degli obblighi di fare affidamento
sull’assolvimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela
effettuato da terzi e che responsabili finali dell’assolvimento di
tali obblighi continuano a essere gli enti e le persone soggetti al
decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 che ricorrono a terzi;
Considerato che l’art. 32 del citato decreto legislativo 21
novembre 2007, n. 231 stabilisce che per «terzi» devono intendersi
gli enti o le persone enumerati nell’art. 2 della Direttiva
2005/60/CE o enti e persone equivalenti situati in uno Stato
extracomunitario, a condizione che siano soggetti a registrazione
professionale obbligatoria, riconosciuta dalla legge; che applichino
misure di adeguata verifica della clientela e obblighi di
conservazione dei documenti conformi o equivalenti a quelli previsti
dalla direttiva e che siano soggetti alla sorveglianza intesa a
garantire il rispetto dei requisiti della direttiva secondo il Capo
V, Sezione 2, della direttiva medesima o siano situati in uno Stato
extracomunitario che imponga obblighi equivalenti a quelli previsti
dal citato decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231;
Sentito il Comitato di sicurezza finanziaria nella seduta del 6
luglio 2011;

Decreta:

Art. 1

Gli Stati extracomunitari che sono attualmente considerati come
stati che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla
Direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26
ottobre 2005 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema
finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’
criminose e di finanziamento del terrorismo e che prevedono il
controllo del rispetto di tali obblighi sono:
1. Australia;
2. Brasile;
3. Canada;
4. Hong Kong;
5. India;
6. Giappone;
7. Repubblica di Corea;
8. Messico;
9. Federazione Russa;
10. Singapore;
11. Stati Uniti d’America;
12. Repubblica del Sudafrica;
13. Svizzera.

Art. 2

La lista di cui all’articolo precedente include, con i medesimi
effetti indicati nell’articolo detto, altresi’ i seguenti territori:
1. Mayotte;
2. Nuova Caledonia;
3. Polinesia francese;
4. Saint-Pierre e Miquelon;
5. Wallis e Futuna;
6. Aruba;
7. Curacao;
8. Sint Maarten;
10. Bonaire;
11. Sint Eustatius;
12. Saba.

Art. 3

L’elenco di Stati extracomunitari e territori stranieri di cui agli
articoli 1 e 2 sara’ soggetta a revisione periodicamente, sulla base
delle informazioni disponibili a livello internazionale, delle
informazioni risultanti dai rapporti di valutazione dei sistemi
nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del
terrorismo adottati dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale
(GAFI), dai Gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI, dal
Fondo monetario internazionale o dalla Banca mondiale, nonche’ delle
ulteriori informazioni aggiornate fornite dagli Stati interessati.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 28 settembre 2011

Il Ministro: Tremonti

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 28 settembre 2011

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