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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 3 febbraio 2011

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 3 febbraio 2011 - Determinazioni in materia di credito ai consumatori. (11A01408) (GU n. 29 del 5-2-2011 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 3 febbraio 2011

Determinazioni in materia di credito ai consumatori. (11A01408)

Sezione I

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
Presidente del comitato interministeriale
per il credito ed il risparmio

Visto il Capo II («Credito ai consumatori») del Titolo VI del
decreto legislativo l° settembre 1993, n. 385 (di seguito, TUB), come
sostituito dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141 e, in
particolare:
a) l’art. 1121, comma 3, del TUB, che attribuisce alla Banca
d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, il compito di
stabilire le modalita’ di calcolo del TAEG;
b) l’art. 122, comma 4, del TUB, ave e’ previsto che alle dilazioni
di pagamento e alle altre modalita’ agevolate di rimborso di un
debito preesistente e, concordate tra le parti a seguito di un
inadempimento del consumatore, la disciplina del Capo II del TUB si
applica solo in parte, nei casi stabiliti dal CICR;
c) l’art. 123, comma 2, del TUB, secondo cui la Banca d’Italia, in
conformita’ alle deliberazioni del CICR, precisa le caratteristiche
delle informazioni da includere negli annunci pubblicitari e le
modalita’ della loro divulgazione;
d) l’art. 124, comma 7, del TUB, che affida alla Banca d’Italia, in
conformita’ alle deliberazioni del CICR, l’attuazione della
disciplina sugli obblighi precontrattuali dei finanziatori, con
riferimento alle caratteristiche delle informazioni precontrattuali,
ai chiarimenti adeguati da fornire al consumatore, nonche’ agli
obblighi specifici o derogatori da osservare in determinati casi;
e) l’art. 124-bis, comma 3, del TUB, che demanda alla Banca
d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, l’attuazione
delle disposizioni in materia di verifica del merito creditizio del
consumatore;
f) l’art. 125, comma l, del TUB, che prevede l’accesso dei
finanziatori degli Stati membri dell’Unione europea alle banche dati
sul credito a condizioni non discriminatorie rispetto a quelle
garantite ai finanziatori italiani e affida al CICR, sentito il
Garante per la protezione dei dati personali, l’individuazione delle
condizioni di accesso;
g) l’art. l25-bis del TUB, contenente la disciplina dei contratti
di credito e delle relative comunicazioni, il quale:
al comma 1 prevede che la Banca d’Italia, in conformita’ alle
deliberazioni del CICR, individui le informazioni e le condizioni da
includere nei contratti di credito;
al comma 4 stabilisce che la Banca d’Italia, in conformita’ alle
deliberazioni del CICR,
determina i contenuti e le modalita’ delle comunicazioni periodiche
al consumatore in merito allo svolgimento del rapporto di
finanziamento;
h) l’art. 125-septies, comma 2, del TUB, ove e’ prevista una
comunicazione al consumatore dell’avvenuta cessione del credito,
secondo le modalita’ definite dalla Banca d’Italia, in conformita’
alle deliberazioni del CICR;
i) l’art. 125-octies, comma 3, del TUB, che prevede, per il caso di
sconfinamento consistente che si protragga per oltre un mese, il
diritto del consumatore di ricevere una comunicazione sullo
sconfinamento e affida alla Banca d’Italia, in conformita’ alle
deliberazioni del CICR, la fissazione del termine di invio della
comunicazione e dei criteri per la determinazione della consistenza
dello sconfinamento;
j) l’art. 125-novies, comma 3, del TUB, che demanda al CICR la
disciplina dell’obbligo dell’intermediario del credito di comunicare
al finanziatore l’eventuale compenso dovutogli dal consumatore ai
fini del calcolo del TAEG;
Visti i Capi I («Operazioni e servizi bancari e finanziari») e III
(«Regole generali e controlli») del Titolo VI del TUE, come
sostituiti dal medesimo decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141 e,
in particolare:
a) l’art. 116, comma 3, del TUB, che attribuisce al CICR il potere
di dettare disposizioni in materia di pubblicita’ delle operazioni e
dei servizi;
b) l’art. 118, comma 2, del TUB, ove e’ previsto che nei rapporti
al portatore la comunicazione al cliente delle modifiche unilaterali
delle condizioni contrattuali e’ effettuata secondo le modalita’
stabilite dal CICR;
c) l’art. 119, comma 1, del TUB, che attribuisce al CICR il potere
di indicare il contenuto e le modalita’ delle comunicazioni
periodiche alla clientela;
d) l’art. l20-bis del TUB, che demanda al CICR l’individuazione dei
casi in cui al cliente puo’ essere chiesto un rimborso delle spese
relative a servizi aggiuntivi da lui richiesti in occasione del
recesso da un contratto a tempo indeterminato;
e) l’art. 127 del TUB, il quale:
al comma 1 attribuisce alle Autorita’ creditizie il potere di
dettare disposizioni in materia di organizzazione e controlli interni
al fine di promuovere la trasparenza delle condizioni contrattuali e
la correttezza dei rapporti con la clientela;
al comma l-bis prevede che le norme del titolo VI del TUB si
applichino ai confidi iscritti nell’elenco previsto dall’art. 112
secondo quanto stabilito dal CICR;
f) l’art. 127-bis del TUB, che demanda al CICR la definizione dei
limiti e delle con- dizioni in presenza dei quali nei contratti di
finanziamento la consegna di documenti personalizzati puo’ essere
subordinata al pagamento delle spese di istruttoria;
Vista la deliberazione del CICR del 4 marzo 2003, recante
«Disciplina della trasparenza delle condizioni contrattuali delle
operazioni e dei servizi bancari e finanziari»;
Considerata la necessita’ di dare attuazione alle nuove previsioni
del TUB in materia di credito ai consumatori, in conformita’ alla
direttiva 2008/48/CE,E. e di adeguare la disciplina di trasparenza
adottata nel 2003 alle innovazioni intervenute successivamente e alle
modifiche apportate dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141;
Ritenuto che l’obiettivo di assicurare l’organicita’ e la coerenza
della disciplina di trasparenza richiede il coordinamento delle
disposizioni di attuazione del Capo II del Titolo VI del TUB con
quelle adottate ai sensi degli altri Capi del medesimo Titolo VI;
Su proposta formulata dalla Banca d’Italia, d’intesa con la Consob;
Sentito il Garante per la protezione dei dati personali, con
riferimento all’attuazione dell’art. 25, comma l, del TUB;
Ritenuta l’urgenza di provvedere,e; ai sensi e per gli effetti di
cui all’art. 3, comma 2, TUB;

Decreta:

Art. 1

Finalita’ e principi generali

l. La presente sezione d’attuazione al Capo II del Titolo VI del
TUB. In armonia con le regole e gli obiettivi del diritto
comunitario, essa mira a promuovere la trasparenza e l’efficienza del
mercato del credito ai consumatori, la diffusione di pratiche
responsabili nella concessione del credito e ad assicurare un elevato
grado di tutela dei consumatori.
2. Le informazioni e le spiegazioni previste dalla presente sezione
sono rese in modo corretto, chiaro, completo e conciso, adeguato allo
strumento di comunicazione impiegato, alle caratteristiche del
contratto di credito e, quando personalizzate, alle esigenze del
consumatore, cosi’ da favorire il confronto tra le diverse offerte di
credito sul mercato e consentire al consumatore decisioni informate e
consapevoli in merito alla conclusione di un contratto di credito.
3. Quando le informazioni e le spiegazioni sono contenute in
documenti, questi sono redatti nel rispetto delle disposizioni
relative alla struttura e al contenuto previste dalla direttiva
2000/48/CEE, secondo modalita’ che assicurano leggibilita’ grafica,
semplicita’ sintattica, chiarezza lessicale, logicita’ di struttura,
e sono presentati in modo coerente con lo strumento di comunicazione
impiegato.

Sezione I

Art. 2

Ambito di applicazione

l. La presente sezione si applica ai contratti di credito ai
consumatori, come definiti dall’art. 121, comma l, lettera c), del
TUB e con le eccezioni previste dall’art. 122 del TUB (di seguito
«contratti di credito»).
2. Con riferimento alle carte di credito, la Banca d’Italia detta
disposizioni per coordinare l’applicazione della disciplina sul
credito ai consumatori con quella sui servizi di pagamento di cui
rispettivamente ai Capi II e II-bis del Titolo VI del TUB e
individuare le caratteristiche delle carte di credito che, svolgendo
unicamente funzioni di pagamento, sono assoggettate alla sola
disciplina sui servizi di pagamento.
3. La deroga prevista dall’art. 122, comma 4, del TUB si applica
alle dilazioni del pagamento e alle altre modalita’ agevolate di
rimborso di un debito preesistente, concordate tra le parti a seguito
di un inadempimento del consumatore, quando ricorrono entrambe le
seguenti condizioni:
a) l’accordo tra le parti offre al consumatore maggiori
probabilita’ di evitare procedimenti giudiziari relativi
all’inadempimento;
b) le condizioni dell’accordo non sono meno favorevoli per il
consumatore rispetto a quelle del contratto di credito iniziale.

Sezione I

Art. 3

Calcolo del TAEG

1. Ai sensi dell’art. 121, comma 3, del TUB, la Banca d’Italia
stabilisce le modalita’ di calcolo del TAEG in conformita’ dell’art.
121, comma 2, del TUB, dell’art. 19 e dell’allegato I della direttiva
2008/48/CE.

Sezione I

Art. 4

Annunci pubblicitari

1. La Banca d’Italia precisa le modalita’ di divulgazione degli
annunci pubblicitari relativi ai contratti di credito in conformita’
dell’art. 123 del TUB e dell’art. 4 della direttiva 2008/48/CE. Agli
annunci pubblicitari che non riportano il tasso di interesse o altre
cifre concernenti il costo del credito si applica l’art. 7 della
delibera del 4 marzo 2003.

Sezione I

Art. 5

Informativa precontrattuale

1. Ai sensi dell’art. 124 del TUB, la Banca d’Italia definisce, in
conformita’ degli articoli 5 e 6 della direttiva 2008/48/CE, l’elenco
delle informazioni che il consumatore ha il diritto di ricevere prima
della conclusione del contratto di credito.
2. Prima della conclusione del contratto di credito il finanziatore
assicura inoltre che il consumatore possa ottenere agevolmente e
gratuitamente chiarimenti che gli consentano di valutare se il
contratto proposto sia adatto alle proprie esigenze e alla propria
situazione finanziaria. La Banca d’Italia, attraverso disposizioni in
materia di organizzazione e controlli interni, disciplina modalita’ e
portata dell’assistenza da fornire in modo da assicurare che i
chiarimenti:
a) rispondano alle domande formulate dal consumatore sulla
documentazione precontrattuale fornitagli, le caratteristiche del
prodotto offerto, e gli effetti che possono derivargli a seguito
della conclusione del contratto;
b) possano essere ottenuti dal consumatore oralmente o comunque
attraverso tecniche di comunicazione a distanza che consentano
un’interazione individuale;
c) siano forniti da personale in possesso di un’adeguata e
aggiornata conoscenza dei contratti di credito offerti, dei diritti
dei consumatori e della disciplina adottata ai sensi della presente
sezione.
3. L’obbligo di fornire al consumatore chiarimenti relativi al
contratto di credito ai sensi del comma 2 non si applica alle
aperture di credito in conto corrente da rimborsare su richiesta
della banca o entro tre mesi dal prelievo, alle dilazioni di
pagamento non gratuite e alle altre modalita’ agevolate di rimborso
di un credito preesistente, concordate tra le parti a seguito di un
inadempimento del consumatore.
4. La Banca d’Italia definisce misure specifiche e aggiuntive di
assistenza al consumatore rispetto a quelle previste ai sensi dei
commi precedenti per il caso in cui il contratto di credito sia
offerto contestualmente a servizi accessori o ad altri contratti,
anche di credito, non collegati ai sensi dell’art. 121, comma 1,.
lettera d), del TUB; tali misure assicurano al consumatore
informazioni chiare sull’esistenza e sugli effetti della connessione
con altri contratti.
5. Per i contratti di credito commercializzati mediante telefonia,
la descrizione delle principali caratteristiche del servizio
finanziario prevista dall’art. 67-novies del Codice del Consumo
comprende almeno le informazioni previste dagli articoli 5, paragrafo
2, e 6, paragrafo 4, della direttiva 2008/48/CE.
6. Gli obblighi previsti dai commi precedenti si applicano ‘anche
nel caso di offerta attraverso intermediari del credito, secondo le
modalita’ stabilite dalla Banca d’Italia, che tengono conto delle
specificita’ organizzative e operative connesse all’impiego di
soggetti, diversi dagli agenti in attivita’ finanziaria e dai
mediatori creditizi, per i quali l’intermediazione del credito non
costituisce lo scopo principale della loro attivita’ commerciale o
professionale.

Sezione I

Art. 6

Verifica del merito creditizio del consumatore

l. Al fine di evitare comportamenti non prudenti e assicurare
pratiche responsabili nella concessione del credito, i finanziatori
assolvono all’obbligo di verificare il merito creditizio del
consumatore, previsto dall’art. l24-bis del TUB, applicando le
procedure, le metodologie e le tecniche relative alla valutazione e
al monitoraggio del merito creditizio dei clienti previste ai fini
della sana e prudente gestione dei soggetti vigilati dagli articoli
53, 67, 108, 109 e 114-quaterdecies del TUB e dalle relative
disposizioni di attuazione.

Sezione I

Art. 7

Banche dati

l. L’accesso su base non discriminatoria alle banche dati
contenenti informazioni nominative sul credito («banche dati»),
previsto dall’art. 125 del TUB, e’ consentito ai finanziatori degli
Stati membri dell’Unione Europea abilitati in conformita’ della
legislazione dello Stato membro di appartenenza o in cui comunque
operano («finanziatori»), i quali intendono acquisire informazioni su
un consumatore che abbia richiesto o ricevuto un finanziamento
disciplinato dalla direttiva 2008/48/CE o su soggetti col medesimo
coobbligati, anche in solido. Le informazioni cosi’ acquisite possono
essere utilizzate esclusivamente per la valutazione del merito di
credito del consumatore.
2. L’accesso alle banche dati da parte di finanziatori degli Stati
membri dell’Unione Europea diversi dall’Italia e’ consentito entro
limiti e a condizioni contrattuali non Discriminatori rispetto a
quelli previsti per i finanziatori aventi sede o comunque insediati
in Italia («finanziatori italiani»). In particolare sono praticate
condizioni equivalenti con riguardo ai costi e alla qualita’ del
servizio di accesso ai dati, alle modalita’ per la sua fruizione,
alla quantita’ e tipologia di informazioni fornite.
3. I gestori delle banche dati possono subordinare l’accesso dei
finanziatori di cui al comma 2 alla comunicazione,da parte di questi
ultimi, delle informazioni in loro possesso sul consumatore per cui
e’ stata interrogata la banca dati, nel rispetto della normativa in
materia di protezione dei dati personali. Sono fatte salve le
eventuali limitazioni previste dalla legislazione dello Stato di
appartenenza del finanziatore.

Sezione I

Art. 8

Contratti

1. Ai sensi dell’art. 125-bis, comma l, del TUB, la Banca d’Italia
specifica le informazioni e le condizioni da inserire nei contratti
di credito in conformita’ dell’art. 10 della direttiva 2008/48/CEE.

Sezione I

Art. 9

Comunicazioni periodiche

1. Ai sensi dell’art. l25-bis, comma 4, del TUB, nei contratti di
credito di durata il finanziatore fornisce al consumatore, con
periodicita’ almeno annuale, una comunicazione completa e chiara per
assicurare che il consumatore abbia un quadro periodicamente
aggiornato delle condizioni economiche applicate e dell’andamento del
rapporto.

Sezione I

Art. 10

Cessione dei crediti

1. Nei casi previsti dall’art. 125-septies del TUB, il consumatore
e’ informato della cessione del credito con una comunicazione
individuale con le modalita’ previste dalla Banca d’Italia. Sono
salvi i casi nei quali e’ consentita una comunicazione collettiva ai
sensi di legge.

Sezione I

Art. 11

Comunicazione dello sconfinamento

1. Ai sensi dell’art. 125-octies del TUB, la Banca d’Italia
stabilisce, per il caso in cui si sia verificato uno sconfinamento:
a) il termine di invio al consumatore della comunicazione sullo
sconfinamento, che non puo’ superare il terzo giorno lavorativo
successivo alla scadenza del mese di permanenza dello sconfinamento
medesimo;
b) le condizioni in presenza delle quali lo sconfinamento e’ da
reputarsi consistente, tenuto conto dell’ammontare delle somme
utilizzate o del complesso degli oneri che lo sconfinamento comporta
a carico del consumatore.

Sezione I

Art. 12

Intermediari del credito

l. Quando il consumatore deve versare un compenso all’intermediario
del credito per i suoi servizi, al sensi dell’art. 125-novies del
TUB, 1’intermediario del credito comunica al finanziatore l’importo
di tale compenso secondo le modalita’ tra loro stabilite, comunque in
tempo utile affinche’ il finanziatore possa tenerne conto nel calcolo
del TAEG.

Sezione I

Art. 13

Attuazione e abrogazioni

l. La Banca d’Italia detta disposizioni di attuazione della
presente sezione, anche al fine di coordinare la disciplina sul
credito ai consumatori con quella adottata ai sensi della delibera
del 4 marzo 2003, come modificata dall’art. 14.
2. Il decreto del Ministro del tesoro 8 luglio 1992, recante
«Disciplina e criteri di definizione del tasso annuo effettivo
globale per la concessione di credito al consumo», come modificato
dal decreto. del Ministro del tesoro del 6 maggio 2000, e’ abrogato a
decorrere dalla data di entrata in vigore della disciplina adottata
dalla Banca d’Italia ai sensi del comma l.
3. Fino all’entrata in vigore delle disposizioni della Banca
d’Italia previste dal comma I, continuano ad applicarsi le pertinenti
disposizioni della Banca d’Italia vigenti al momento dell’entrata in
vigore della presente sezione.
4. Ai contratti in corso al momento dell’entrata in vigore delle
disposizioni della Banca d’Italia previste dal comma I, le stesse si
applicano in conformita’ dell’art. 30 della direttiva 2008/48/CE e
nei limiti ivi previsti. Per i rimanenti aspetti, tali contratti
rimangono disciplinati dal decreto del Ministro del tesoro 8 luglio
1992 richiamato al comma 2 e dalle pertinenti disposizioni della
Banca d’Italia vigenti al momento dell’entratain in vigore della
presente sezione.

Sezione II

Art. 14

Modifiche alla delibera del 4 marzo 2003

l. Alla delibera del 4 marzo 2003 sono apportate le seguenti
modifiche:
a) all’art. l sono apportate le seguenti modifiche:
la rubrica e’ sostituita dalla seguente «Definizioni e ambito
di applicazione» al comma l, la lettera b), e’ sostituita dalla
seguente:
«b) “intermediari”, le banche e gli intermediari finanziari»;
dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti commi:
«l-bis. Salvo quanto previsto dal comma 1-ter, la presente
delibera si applica alle operazioni e ai servizi che,
alternativamente, sono:
a) disciplinati dal capo I del titolo VI del TUB;
b) commercializzati unitamente a quelli di cui alla lettera a),
nei casi e nei limiti disciplinati dalla Banca d’Italia, ferma
restando l’applicazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.
58, e successive modificazioni ai servizi e prodotti individuati
dall’art. 23, comma 4, del decreto legislativo medesimo, nonche’ ai
prodotti composti la cui finalita’ esclusiva o preponderante sia di
investimento;
c) disciplinati attraverso un rinvio a disposizioni del titolo
VI del TUB cui la presente delibera da’ attuazione.
1-ter. La sezione III-bis si applica anche alle operazioni e ai
servizi disciplinati dai capi II e II-bis del titolo VI del TUB.»;
b) all’art. 3, dopo il comma l, e’ inserito il seguente: «l-bis.
La Banca d’Italia puo’ stabilire che le disposizioni della presente
sezione non si applicano, in tutto o in parte, alle offerte
indirizzate a clienti non al dettaglio ovvero relative a operazioni e
servizi poco diffusi tra il pubblico»;
c) all’art. 4 sono apportate le seguenti modifiche:
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Documenti sui
diritti e sugli strumenti di tutela del cliente»;
2) le parole da «espongono» a «bancario» sono sostituite con le
seguenti: «mettono a disposizione dei clienti documenti informativi
sui principali diritti loro riconosciuti e sugli strumenti di
tutela»;
d) all’art. 5, comma l, dopo la parola «contenenti», sono
inserite le seguenti: «anche in documenti separati»;
e) all’art. 6:
le parole «l’avviso» sono sostituite dalle seguenti: «i
documenti»;
dopo il comma 2, e’ inserito il seguente: «2-bis. La Banca
d’Italia individua i casi in cui un intermediario deve pubblicare i
documenti e i fogli informativi su un sito internet».
f) all’art. 8, dopo il comma l, e’ inserito il seguente: «1-bis.
Nei contratti di finanziamento, quando la determinazione delle
condizioni economiche e’ effettuata sulla base di un’istruttoria, la
consegna al cliente di documenti personalizzati puo’ essere
subordinata al pagamento delle spese dell’istruttoria, secondo a
quanto stabilito dalla Banca d’Italia».
g) dopo l’art. 10, e’ inserito il seguente:
«Art. 10-bis (Recesso dai contratti a tempo indeterminato). –
l. Il rimborso agli intermediari delle spese sostenute in relazione a
servizi aggiuntivi chiesti dal cliente che recede da un contratto ai
sensi dell’art. 120-bis del TUB e’ possibile solo in relazione a
servizi non necessari per l’esercizio del recesso o, se necessari,
solo quando il servizio presuppone l’intervento di un soggetto terzo
e le relative spese sono state pubblicizzate e riportate nel
contratto.»
h) l’art. 11 e’ cosi’ sostituito:

«Art. 11.

Comunicazioni delle variazioni contrattuali nei rapporti al portatore

l. Nei rapporti al portatore, le modifiche unilaterali delle
condizioni contrattuali ai sensi dell’art. 118 del TUB sono
comunicate alla clientela con strumenti di comunicazione impersonale
facilmente accessibili presso le dipendenze dell’intermediario e sul
sito internet di quest’ultimo, ove esistente.»;
i) dopo la sezione III, e’ inserita la seguente:

«Sezione III-bis

Art. l2-bis.

Requisiti organizzativi

l. Gli intermediari adottano procedure organizzative e di controllo
interno per assicurare correttezza dei propri comportamenti in tutte
le fasi della relazione con la clientela e, in particolare:
la comprensibilita’ dei prodotti offerti da parte della clientela
cui sono destinati e la loro conformita’ alla legge;
la conformita’ della documentazione predisposta alle disposizioni
e ai principi previsti ai sensi del Titolo VI del TUB;
l’affidabilita’ delle pratiche di commercializzazione dei
prodotti, avendo riguardo anche alla professionalita’ e alla
struttura degli incentivi degli addetti alla rete vendita e
all’offerta contestuale di piu’ contratti;
la quantificazione dei corrispettivi, quando e’ previsto che essi
non possano superare le spese sostenute;
il rispetto delle iniziative di autoregolamentazione;
la tempestiva restituzione ai clienti delle somme indebitamente
percepite dall’intermediario;
l’efficace e tempestivo trattamento dei reclami.
2. La Banca d’Italia emana disposizioni attuative, tenendo anche
conto delle caratteristiche dei rapporti e delle esigenze di tutela
delle diverse fasce di clientela, e puo’ prevedere che esse non si
applichino, in tutto o in parte, agli intermediari che non hanno
un’organizzazione stabile nel territorio della Repubblica.»
j) all’art. 13 sono apportate le seguenti modifiche:
1) al comma 1 e’ soppresso il secondo periodo;
2) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «Le disposizioni
della presente delibera e quelle di attuazione si applicano agli
agenti in attivita’ finanziaria, ai mediatori creditizi e a Poste
Italiane s.p.a. per le sole attivita’ di bancoposta di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, in quanto
compatibili e tenendo conto delle specificita’ dell’attivita’ svolta
secondo quanto stabilito dalla Banca d’Italia. Le disposizioni della
sezione III-bis si applicano altresi’ agli istituti di moneta
elettronica e agli istituti di pagamento.»;
3) dopo il comma 2, e’ aggiunto il seguente: «2-bis. La Banca
d’Italia individua le disposizioni previste ai sensi del titolo VI
del TUB che si applicano ai confidi di cui all’art 112 del TUB,
tenendo conto delle specificita’ dell’attivita’ svolta e del
carattere accessorio delle garanzie prestate dai confidi rispetto a
finanziamenti assoggettati alla disciplina prevista ai sensi del
medesimo titolo VI»;
k) nell’allegato:
1) sono soppresse le seguenti voci: «obbligazioni»,
«certificati di deposito e buoni fruttiferi», «altri titoli di
debito», «emissione di moneta elettronica», «versamento e prelievo di
contante presso sportelli automatici», «intermediazione in cambi»,
«acquisto e vendita di valuta estera», «locazione di cassette di
sicurezza»;
2) dopo le parole «emissione e gestione di mezzi di pagamento»
sono inserite le seguenti: «che non configurano servizi o operazioni
di pagamento cui si applica il capo II-bis del titolo VI del TUB»;
3) dopo le parole «incassi e pagamenti» sono inserite le
seguenti: «che non non configurano servizi o operazioni di pagamento
cui si applica il capo II-bis del titolo VI del TUB».
3. Restano ferme, in quanto compatibili con il presente articolo,
le disposizioni della Banca d’Italia vigenti al momento dell’entrata
in vigore del presente decreto.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 3 febbraio 2011

Il Ministro: Tremonti

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 3 febbraio 2011

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