MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 6 ottobre 2011 | Periti.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 6 ottobre 2011

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 6 ottobre 2011 - "Regionalizzazione orizzontale" del patto di stabilita' interno 2011 di cui all'articolo 1, commi 141 e 142 della legge 13 dicembre 2010, n. 220. (11A13521) - (GU n. 243 del 18-10-2011 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 6 ottobre 2011

“Regionalizzazione orizzontale” del patto di stabilita’ interno 2011
di cui all’articolo 1, commi 141 e 142 della legge 13 dicembre 2010,
n. 220. (11A13521)

IL RAGIONIERE GENERALE
DELLO STATO

Visto il comma 87, dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010,
n. 220 (legge di stabilita’ 2011), in cui e’ previsto che le province
e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti concorrono alla
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio
2011-2013 nel rispetto delle disposizioni di cui ai commi da 88 a 124
del medesimo articolo 1, che costituiscono principi fondamentali di
coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117,
terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione;
Visto il comma 88, dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010,
n. 220, che introduce il nuovo meccanismo di determinazione del saldo
obiettivo, che prevede l’applicazione, alla media della spesa
corrente registrata nel triennio 2006-2008, come desunta dai conti
consuntivi, delle percentuali indicate nel medesimo comma e distinte
per province e comuni;
Visto il comma 89, dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010,
n. 220, che fa riferimento al saldo finanziario tra le entrate finali
e le spese finali, calcolato in termini di competenza mista e pari
alla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra
accertamenti ed impegni, per la parte corrente, e dalla differenza
fra incassi e pagamenti, per la parte in conto capitale, al netto,
rispettivamente, delle entrate derivanti dalle riscossioni di crediti
e delle spese derivanti dalle concessioni di crediti, considerando
come valori di riferimento quelli risultanti dai conti consuntivi;
Visto il comma 91, dell’articolo 1, della citata legge n. 220 del
2010, che prevede, ai fini del concorso al contenimento dei saldi di
finanza pubblica, che gli enti soggetti al patto di stabilita’
interno devono conseguire, per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013,
un saldo finanziario in termini di competenza mista non inferiore al
valore individuato ai sensi del richiamato comma 88 diminuito
dell’importo pari alla riduzione dei trasferimenti di cui al comma 2
dell’articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
Visto il decreto del Ministero dell’interno del 9 dicembre 2010,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 2010, con
cui e’ stata operata, per l’anno 2011, la riduzione dei
trasferimenti, ai sensi del comma 2 dell’articolo 14 del decreto
legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122;
Visto il comma 92, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010,
che, prevede, per il solo anno 2011, che il saldo finanziario di cui
al predetto comma 91 e’ ridotto di una misura pari al 50 per cento
della differenza tra l’obiettivo di saldo determinato ai sensi del
comma 91 e quello previsto dall’articolo 77-bis del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, se la differenza
risulta positiva e che tale saldo e’ incrementato nella stessa misura
del 50 per cento se la differenza risulta negativa;
Visto il comma 93, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, il
quale prevede che, in sede di prima applicazione del nuovo patto di
stabilita’ interno, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
d’intesa con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, possono
essere stabilite misure correttive dello stesso per il solo anno
2011, anche al fine di tenere conto delle spese per gli interventi
necessari in ragione di impegni internazionali e al fine di
distribuire in modo equo il contributo degli enti alla manovra e le
differenze positive e negative della variazione della regola e che
possono derivare effetti negativi in termini di indebitamento netto,
per l’anno 2011, non superiori a 480 milioni di euro;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 marzo
2011 emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali,
in attuazione del citato comma 93 dell’articolo 1, della legge n. 220
del 2010, che stabilisce, per il solo anno 2011, misure correttive
degli obiettivi del patto di stabilita’ interno per un importo
complessivo di 480 milioni di euro;
Visto il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n.
69882 del 2011 con cui e’ stato definito il prospetto dimostrativo
dell’obiettivo determinato per ciascun ente ai sensi dell’articolo 1,
commi 91, 92 e 93, della citata legge n. 220 del 2010;
Visto il comma 109, dell’articolo 1, della legge 13 dicembre
2019,pk220, in cui e’ previsto che le province e i comuni con
popolazione superiore a 5.000 abitanti trasmettono al Ministero
dell’economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale
dello Stato, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il
patto di stabilita’ interno nel sito
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it, il prospetto dimostrativo degli
obiettivi programmatici e quello del monitoraggio semestrale delle
risultanze;
Visto il citato comma 109, terzo periodo, dell’articolo 1, della
legge 13 dicembre 2010, n. 220, che prevede che la mancata
trasmissione del prospetto dimostrativo degli obiettivi programmatici
al Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, entro quarantacinque giorni dalla
pubblicazione del suddetto decreto nella Gazzetta Ufficiale
costituisce inadempimento al patto di stabilita’ interno;
Visto il comma 110, dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010,
n. 220, che prevede la trasmissione della certificazione del rispetto
del patto al Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento
della Ragioneria Generale dello Stato e stabilisce che la mancata
trasmissione della stessa, entro il termine perentorio del 31 marzo,
costituisce inadempimento al patto di stabilita’ interno;
Visti l’articolo 14, comma 3, del decreto legge n. 78 del 2010,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010 e
l’articolo 1, commi 119 e 120, della legge n. 220 del 2010, che
stabiliscono le sanzioni a carico degli enti inadempienti al patto di
stabilita’ interno relativo agli anni 2010 e successivi;
Visto il comma 122, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010,
che autorizza la riduzione degli obiettivi annuali degli enti locali,
in base ai criteri definiti con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze di concerto con il Ministro dell’interno e d’intesa con
la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, nella misura pari
alla differenza, registrata nell’anno precedente a quello di
riferimento, tra l’obiettivo programmatico assegnato e il saldo
conseguito dagli enti inadempienti al patto di stabilita’ interno;
Visto il comma 141, dell’articolo 1, della legge n. 220/2010, che
prevede, a decorrere dall’anno 2011, che le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano possono, per gli enti locali del
proprio territorio, integrare le regole e modificare gli obiettivi
posti dal legislatore nazionale, in relazione alla diversita’ delle
situazioni finanziarie esistenti, fermi restando le disposizioni
statali in materia di monitoraggio e di sanzioni e l’importo
dell’obiettivo complessivamente determinato in applicazione dei commi
da 87 a 124 per gli enti locali della regione e che tali disposizioni
sono attuate sulla base dei criteri stabiliti con decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza
unificata;
Visto il comma 142, con il quale si dispone che, ai fini
dell’applicazione del citato comma 141, ogni regione definisce e
comunica agli enti locali del proprio territorio il nuovo obiettivo
annuale del patto di stabilita’ interno, determinato anche sulla base
dei criteri stabiliti in sede di Consiglio delle Autonomie Locali,
nonche’ comunica, al Ministero dell’economia e delle finanze, entro
il termine perentorio del 30 giugno di ogni anno, con riferimento a
ciascun ente locale, gli elementi informativi occorrenti per la
verifica del mantenimento dei saldi di finanza pubblica; per
l’esercizio 2011, il predetto termine per la comunicazione e’ fissato
al 31 ottobre 2011;
Ravvisata l’opportunita’ di procedere – al fine di dare attuazione
alle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 141 e 142, della legge
13 dicembre 2010, n. 220 – all’emanazione del decreto ministeriale
recante i criteri e le modalita’ per la modifica degli obiettivi
posti dal legislatore nazionale;
Vista l’intesa acquisita nella seduta della Conferenza unificata
del 22 settembre 2011:

Decreta:

Art. 1

Acquisizione delle informazioni

1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono
modificare gli obiettivi del patto di stabilita’ interno dei singoli
enti locali del proprio territorio, in senso peggiorativo o in senso
migliorativo, nel rispetto degli obiettivi aggregati e in relazione
alla diversita’ delle situazioni finanziarie esistenti.
2. Il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, fornisce alle regioni che intendono
operare la rimodulazione degli obiettivi dei propri enti locali le
informazioni relative agli obiettivi, posti dal Legislatore
nazionale, di ciascun ente locale ricadente nel territorio regionale,
secondo le modalita’ di cui all’allegato A.
3. I comuni e le province che prevedono di conseguire, nell’anno di
riferimento, un differenziale positivo rispetto all’obiettivo
previsto dalla normativa nazionale, comunicano alle regioni e alle
province autonome di Trento e Bolzano, nonche’ all’ANCI e all’UPI
regionali, entro il 15 ottobre, l’entita’ degli spazi finanziari che
sono disposti a cedere nell’esercizio in corso e le modalita’ di
recupero dei medesimi spazi nel biennio successivo.
4. I comuni e le province che prevedono di conseguire, nell’anno di
riferimento, un differenziale negativo rispetto all’obiettivo
previsto dalla normativa nazionale, comunicano alle regioni e alle
province autonome di Trento e Bolzano, nonche’ all’ANCI e all’UPI
regionali, entro il 15 ottobre, l’entita’ degli spazi finanziari di
cui necessitano nell’esercizio in corso e le modalita’ di cessione
dei medesimi spazi nel biennio successivo.
5. Le comunicazioni di cui ai commi 3 e 4 sono facoltative.
6. Gli enti locali che non comunicano alle regioni e alle province
autonome di Trento e Bolzano, nei termini previsti, le richieste di
rimodulazione dell’obiettivo, sono esclusi dalla compensazione.
7. Gli enti che a fine esercizio conseguono un saldo superiore a un
valore percentuale, definito in sede di Consiglio delle autonomie
locali, sentite l’ANCI e l’UPI regionali, ovvero, nelle more della
costituzione del Consiglio delle autonomie locali, con l’ANCI e l’UPI
regionali, rispetto al saldo obiettivo determinato in base ai commi
da 87 a 93 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e
che non hanno provveduto a comunicare alle regioni e alle province
autonome di Trento e Bolzano la cessione dei propri spazi finanziari
di cui al comma 3 dell’articolo 1, non beneficiano, nell’anno
successivo, delle disposizioni del presente decreto.

Art. 2

Rimodulazione degli obiettivi

1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
attribuiscono gli spazi finanziari di cui al comma 3 dell’articolo 1
in base ai criteri stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie
locali, sentite l’ANCI e l’UPI regionali, ovvero, nelle more della
costituzione del Consiglio delle autonomie locali, con l’ANCI e l’UPI
regionali. I criteri privilegiano le spese in conto capitale, le
spese inderogabili e quelle che incidono positivamente sul sistema
economico di riferimento. Nel biennio successivo all’esercizio in
corso, l’attribuzione degli spazi finanziari tiene prioritariamente
conto di quanto disposto dal comma 1 dell’articolo 3.
2. Qualora l’entita’ delle richieste pervenute dagli enti di cui al
comma 4 dell’articolo 1, superi l’ammontare degli spazi finanziari
resi disponibili dagli enti di cui al comma 3 dell’articolo 1, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono alla
attribuzione secondo i criteri di cui al comma 1.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non
autorizzano la rimodulazione degli obiettivi agli enti, di cui al
comma 4 dell’articolo 1, se finalizzata alla realizzazione di spesa
corrente di carattere discrezionale.

Art. 3

Recupero degli spazi finanziari ceduti

1. Agli enti di cui al comma 3 dell’articolo 1, e’ riconosciuta,
nel biennio successivo all’anno in cui cedono gli spazi finanziari,
una modifica migliorativa del loro obiettivo, commisurata al valore
degli spazi finanziari ceduti, fermo restando l’obiettivo complessivo
a livello regionale.
2. Agli enti di cui al comma 4 dell’articolo 1, nel biennio
successivo all’anno in cui acquisiscono maggiori spazi finanziari,
sono attribuiti saldi obiettivi peggiorati per un importo
complessivamente pari alla quota acquisita.
3. La somma dei maggiori spazi finanziari concessi e quelli
attribuiti deve risultare, per ogni anno di riferimento, pari a zero.

Art. 4

Comunicazione dei nuovi obiettivi

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro
il 31 ottobre, comunicano agli enti locali interessati dalla
rimodulazione, nonche’ all’ANCI e all’UPI regionali, l’obiettivo
dell’anno di riferimento, rideterminato ai sensi dell’articolo 2, e
gli obiettivi del biennio successivo all’anno di riferimento,
rideterminati ai sensi dell’articolo 3.
2. Entro il termine perentorio del 31 ottobre, le regioni
comunicano, al Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento
della Ragioneria Generale dello Stato, gli obiettivi rideterminati
per ciascun ente e per ciascun anno del triennio di riferimento,
secondo le modalita’ di cui all’allegato B che costituisce parte
integrante del presente decreto.
3. Entro il termine del 31 ottobre, le regioni a statuto speciale e
le Province autonome di Trento e Bolzano che esercitano le funzioni
in materia di finanza locale comunicano l’obiettivo complessivo
rideterminato al Ministero dell’economia e delle finanze,
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.
4. In caso di mancata comunicazione entro i termini stabiliti e
secondo le modalita’ previste al comma 2, non opera la rimodulazione
degli obiettivi.
5. Gli enti locali che, ai sensi del presente decreto rideterminano
i propri obiettivi sulla base delle comunicazioni di cui al comma 1,
provvedono a trasmettere i nuovi obiettivi, utilizzando
esclusivamente il sistema web appositamente previsto per il patto di
stabilita’ interno nel sito
“http://www.pattostabilita.rgs.tesoro.it”, entro 15 giorni dalla loro
rideterminazione.

Art. 5

Monitoraggio e certificazione

1. Ai fini della definizione dei criteri di cui all’articolo 2, le
regioni possono richiedere, agli enti locali ricadenti nel proprio
territorio, informazioni aggiuntive a quelle che i medesimi enti
forniscono al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ai
sensi dei commi 109 e 110, dell’articolo 1, della legge 13 dicembre
2010, n. 220.
2. Il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, fornisce alle regioni che applicano
il presente decreto le informazioni, di cui ai commi 109 e 110
dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, utili alla
valutazione dei risultati degli enti locali ricadenti nel territorio
regionale, secondo le modalita’ di cui all’allegato A.

Art. 6

Disposizioni finali

1. Gli allegati al presente decreto possono essere aggiornati dal
Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato – a seguito di successivi interventi
normativi volti a modificare le regole vigenti di riferimento,
dandone comunicazione alla Conferenza unificata, all’ANCI e all’UPI.
2. Nel rispetto dell’autonomia regionale le regioni possono
adottare gli allegati di cui al comma 1, previo confronto in sede CAL
e parere dell’ANCI e dell’UPI regionale.
3. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
Bolzano che esercitano le funzioni in materia di finanza locale
perseguono le finalita’ del presente decreto con riferimento agli
enti locali del loro territorio nel rispetto dei relativi statuti
speciali e delle correlate norme attuative.
4. Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 6 ottobre 2011

Il Ragioniere generale dello Stato: Canzio

Allegato A

Accesso al sistema informativo della RGS

Al fine di consentire l’acquisizione delle informazioni utili per la
rimodulazione degli obiettivi prevista dai commi 141 e 142
dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010 (Patto “orizzontale”),
il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, consente l’accesso, da parte delle
regioni che intendono dar seguito a quanto disposto dal presente
decreto, a una partizione del proprio sistema informativo. L’accesso
e’ finalizzato all’acquisizione da parte di ogni regione e provincia
autonoma, per ciascun ente locale ricadente nel proprio territorio
regionale, delle informazioni relative: 1) ai singoli obiettivi,
determinati in base alla normativa statale vigente; 2) alle
risultanze del monitoraggio semestrale previsto dall’articolo 1,
comma 109, della legge n. 220 del 2010; 3) ai risultati conseguiti
rispetto gli obiettivi desunti dalla certificazione di cui
all’articolo 1, comma 110, della legge n. 220 del 2010.
Ai fini dell’accesso al sistema informativo della Ragioneria Generale
dello Stato – Data Warehouse RGS – e’ necessario che la regione o
provincia autonoma interessata invii una richiesta, mediante casella
e-mail istituzionale, all’indirizzo pattostab@tesoro.it. A seguito
della richiesta verra’ rilasciata l’utenza e la password mediante le
quali sara’ possibile accedere al sistema di cui sopra. E’ previsto
il rilascio di una sola utenza e password per regione richiedente.

Allegato B

Prospetto da compilare e regole per la trasmissione

La regione comunica, al Ministero dell’economia e delle finanze,
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, gli obiettivi
rideterminati per ciascun ente e per ciascun anno del triennio di
riferimento, secondo il prospetto e le modalita’ descritte nel
presente allegato.
Ciascuna regione accede all’applicazione web predisposta dal
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, mediante le
credenziali acquisite con le modalita’ descritte nell’allegato A, e
inserisce, nell’apposito prospetto “Patto orizzontale”, le
informazioni relative ai singoli obiettivi rideterminati, ai sensi
del presente decreto, per ciascun ente interessato. Il prospetto, una
volta compilato in tutte le sue parti e stampato con le funzionalita’
della medesima applicazione, e’ spedito a mezzo raccomandata con
avviso di ricevimento al Ministero dell’economia e delle finanze,
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato. Ai fini della
verifica del rispetto del termine di invio, la data e’ comprovata dal
timbro apposto dall’ufficio postale accettante.

Il prospetto “Patto orizzontale”

Il prospetto “Patto orizzontale” si compone di 3 tabelle, una per
ciascun anno del triennio di riferimento, a loro volta composta da 3
sezioni: la sezione anagrafica, la sezione relativa alla cessione o
acquisizione degli spazi finanziari e la sezione relativa al calcolo
del nuovo obiettivo rideterminato in virtu’ del patto regionalizzato
orizzontale.
Nella prima sezione sono inseriti, relativamente a ciascun ente
locale che partecipa alla regionalizzazione orizzontale, nella
colonna (a) la denominazione dell’ente e nella colonna (b) il tipo di
ente locale (provincia o comune).
Nella seconda sezione sono inserite le quote di obiettivo che gli
enti, nell’anno di riferimento, intendono cedere o acquisire dal
comparto degli enti locali della regione di appartenenza. I valori
della seconda sezione sono inseriti sempre con segno positivo.
Infine, nell’ultima sezione sono automaticamente calcolati i nuovi
obiettivi attribuiti a ciascun ente locale in virtu’
dell’applicazione del patto regionalizzato orizzontale.
L’applicazione inserisce, automaticamente, nella colonna (e)
l’obiettivo determinato in base ai commi da 89 a 93, dell’articolo 1,
della legge n. 220 del 2010. Piu’ precisamente nella colonna (e) sono
riportati, per le province, i valori indicati nella cella denominata
(af) nel prospetto per la definizione degli obiettivi OB/ll /P e per
i comuni i valori indicati nella cella denominata (ab) nel prospetto
OB/11/C.
Nella colonna (f) e’ riportata la variazione dell’obiettivo che
coinvolge ciascun ente in base a quanto disposto dal presente decreto
e infine, nella colonna (g) e’ evidenziato l’obiettivo rideterminato
ottenuto come somma dell’obiettivo originario (colonna (e)) e la
variazione apportata (colonna (f)).
Si segnala che il totale delle quote cedute ed il totale delle quote
acquisite devono risultare uguali, quindi, il totale degli importi
indicati nella colonna (c) deve risultare uguale al totale di quelli
indicati nella colonna (d). Conseguentemente, anche il totale delle
variazioni, riportate nella colonna (f), e’ uguale a zero e il totale
dell’obiettivo rideterminato, indicato nella colonna (g), e’ uguale
al totale dell’obiettivo iniziale, indicato della colonna (e).
L’applicazione informatica verifica la congruenza dei dati inseriti
evidenziando eventuali errori. La verifica avviene tramite il
controllo dell’uguaglianza degli importi complessivamente ceduti ed
acquisiti (totale delle colonne (c) e (d)). Il totale delle quote
obiettivo che gli enti locali cedenti hanno messo a disposizione,
peggiorando il proprio saldo finanziario, deve risultare uguale al
totale delle quote ripartite fra gli enti che beneficiano di un
miglioramento dell’obiettivo. In caso di incongruenza il sistema di
acquisizione si blocca sino a quando l’incongruenza non e’ rimossa.

Aggiornamento dei prospetti degli obiettivi (0B/11/P e OB/11/C)

Una volta inseriti i dati nell’allegato prospetto “Patto
orizzontale”, l’applicazione informatica aggiorna automaticamente la
casella (ah), per il 2011, (ah)’ per il 2012 e (ah)” per il 2013, del
prospetto per la determinazione degli obiettivi OB/11/P per le
province, e la casella (ad), per il 2011, (ad)’ per il 2012 e (ad)”
per il 2013, dell’analogo prospetto OB/11/C relativo ai comuni, con
le informazioni presenti nelle colonne (g) del prospetto “Patto
orizzontale” acquisite con il segno algebrico con cui sono iscritte
nelle colonne (g) medesime. L’applicazione aggiorna automaticamente
anche il dato relativo al patto regionalizzato “verticale”.
Conseguentemente ciascun ente locale trasmette, con le modalita’
indicate al comma 4 dell’articolo 4 del presente decreto, il dato
relativo all’obiettivo finale indicato nelle caselle (al), (am) e
(an) del prospetto OB/11/P relativo alle province, e nelle caselle
(af), (ag) e (ah) del prospetto OB/11/C relativo ai comuni.
Le regole per l’accesso all’applicazione web ed al suo utilizzo sono
consultabili all’indirizzo: www.pattostabilita.rgs.tesoro.it oppure
all’indirizzo http:pattostabilita.tesoro.it Patto.

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

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