MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 7 giugno 2011 | Periti.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 7 giugno 2011

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 7 giugno 2011 - Obiettivi programmatici relativi al Patto di stabilita' interno 2011-2013 delle province e dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. (11A08542) - (GU n. 148 del 28-6-2011 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 7 giugno 2011

Obiettivi programmatici relativi al Patto di stabilita’ interno
2011-2013 delle province e dei comuni con popolazione superiore a
5.000 abitanti. (11A08542)

IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO

Visto l’art. 1, comma 109, della legge 13 dicembre 2010, n. 220
(legge di stabilita’ 2011), in cui e’ previsto che le Province e i
Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti trasmettono al
Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, utilizzando il sistema web
appositamente previsto per il patto di stabilita’ interno nel sito
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it, il prospetto dimostrativo
dell’obiettivo determinato per ciascun ente, ai sensi dei commi 91,
92 e 93 dell’art. 1 della legge n. 220/2010, la cui definizione e
modalita’ di trasmissione sono definite con decreto del predetto
Ministero, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali;
Visto l’art. 1, comma 109, terzo periodo, della legge n. 220/2010,
che prevede che la mancata trasmissione del prospetto dimostrativo
degli obiettivi programmatici al Ministero dell’economia e delle
finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, entro
quarantacinque giorni dalla pubblicazione del suddetto decreto nella
Gazzetta Ufficiale costituisce inadempimento al patto di stabilita’
interno;
Visto il comma 89 dell’art. 1 della legge n. 220/2010 che fa
riferimento al saldo finanziario tra le entrate finali e le spese
finali, calcolato in termini di competenza mista e pari alla somma
algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti
ed impegni, per la parte corrente e dalla differenza fra incassi e
pagamenti, per la parte in conto capitale, al netto, rispettivamente,
delle entrate derivanti dalle riscossioni di crediti e delle spese
derivanti dalle concessioni di crediti, considerando come valori di
riferimento quelli risultanti dai conti consuntivi;
Visto il comma 88, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che
introduce il nuovo meccanismo di determinazione del saldo obiettivo,
che prevede l’applicazione alla media della spesa corrente registrata
nel triennio 2006-2008, come desunta dai conti consuntivi, delle
percentuali indicate nel medesimo comma e distinte per province e
comuni;
Visto il comma 91, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che
prevede che, ai fini del concorso al contenimento dei saldi di
finanza pubblica, gli enti soggetti al patto di stabilita’ interno
devono conseguire, per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, un
saldo finanziario in termini di competenza mista non inferiore al
valore individuato ai sensi del richiamato comma 88 diminuito
dell’importo pari alla riduzione dei trasferimenti di cui al comma 2
dell’art. 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 9 dicembre 2010,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 2010, con
cui e’ stata operata, per l’anno 2011, la riduzione dei
trasferimenti, ai sensi del comma 2 dell’art. 14 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122;
Visto il comma 92, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che,
prevede, per il solo anno 2011, che il saldo finanziario di cui al
comma 91 e’ ridotto di una misura pari al 50 per cento della
differenza tra l’obiettivo di saldo determinato ai sensi del comma 91
e quello previsto dall’art. 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, e successive modificazioni, se la differenza risulta positiva;
tale saldo e’ incrementato nella stessa misura del 50 per cento se la
differenza risulta negativa;
Visto il comma 93, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che
prevede che, in sede di prima applicazione del nuovo patto di
stabilita’ interno, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
d’intesa con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, da
emanare entro il 31 gennaio 2011, possono essere stabilite misure
correttive dello stesso, per il solo anno 2011, anche al fine di
tenere conto delle spese per gli interventi necessari in ragione di
impegni internazionali e al fine di distribuire in modo equo il
contributo degli enti alla manovra e le differenze positive e
negative della variazione della regola; dal presente comma possono
derivare effetti negativi in termini di indebitamento netto, per
l’anno 2011, non superiori a 480 milioni di euro;
Visto il comma 122, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che
prevede che il Ministro dell’economia e delle finanze, con apposito
decreto, emanato di concerto con il Ministro dell’interno e d’intesa
con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, autorizza la
riduzione degli obiettivi annuali degli enti soggetti al patto di
stabilita’ interno in base ai criteri definiti con il medesimo
decreto e che l’importo della riduzione complessiva per comuni e
province e’ pari alla differenza, registrata nell’anno precedente a
quello di riferimento, tra l’obiettivo programmatico assegnato e il
saldo conseguito, rispettivamente, da comuni e province inadempienti
al patto di stabilita’ interno;
Visto il comma 138 dell’art. 1, della legge n. 220/2010 che prevede
che, a decorrere dall’anno 2011, le regioni, escluse la regione
Trentino-Alto Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano,
possono autorizzare gli enti locali del proprio territorio a
peggiorare il loro saldo programmatico attraverso un aumento dei
pagamenti in conto capitale e contestualmente e per lo stesso importo
procedono a rideterminare il proprio obiettivo programmatico in
termini di cassa o di competenza;
Visto il comma 138-bis dell’art. 1 della legge n. 220/2010, come
introdotto dall’art. 2, comma 33, lett. d), del decreto-legge 29
dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2011, n. 10, che prevede che, ai fini dell’applicazione del
richiamato comma 138, le Regioni definiscono criteri di virtuosita’ e
modalita’ operative previo confronto in sede di Consiglio delle
autonomie locali e, ove non istituito, con i rappresentanti regionali
delle autonomie locali;
Visto il comma 140, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, come
sostituito dall’art. 2, comma 33, lett. e), del decreto-legge n. 225
del 2010, che prevede che, ai fini dell’applicazione del comma 138,
gli enti locali dichiarano all’ANCI, all’UPI e alle Regioni, entro il
15 settembre di ogni anno, l’entita’ dei pagamenti che possono
effettuare nel corso dell’anno e che le stesse regioni, entro il 31
ottobre, comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze, con
riferimento a ciascun ente beneficiario, gli elementi informativi
occorrenti per la verifica del mantenimento dell’equilibrio dei saldi
di finanza pubblica;
Visto il comma 141, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che
prevede, a decorrere dall’anno 2011, che le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano possono, per gli enti locali del
proprio territorio, integrare le regole e modificare gli obiettivi
posti dal legislatore nazionale, in relazione alla diversita’ delle
situazioni finanziarie esistenti, fermi restando le disposizioni
statali in materia di monitoraggio e di sanzioni e l’importo
dell’obiettivo complessivamente determinato in applicazione dei commi
da 87 a 124 per gli enti locali della regione e che tali disposizioni
sono attuate sulla base dei criteri stabiliti con decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza
unificata;
Visto il comma 142, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che
prevede che, ai fini dell’applicazione del comma 141, ogni Regione
definisce e comunica agli enti locali il nuovo obiettivo annuale del
patto di stabilita’ interno, determinato anche sulla base dei criteri
stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali e comunica,
altresi’, al Ministero dell’economia e delle finanze, con riferimento
a ciascun ente locale, gli elementi informativi occorrenti per la
verifica del mantenimento dell’equilibrio dei saldi di finanza
pubblica;
Visto il comma 113, dell’art. 1, della stessa legge n. 220/2010 che
prevede, per gli enti locali istituiti a decorrere dall’anno 2008,
l’assoggettamento alle regole del patto di stabilita’ interno a
partire dal terzo anno successivo a quello della loro istituzione
assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le
risultanze dell’anno successivo all’istituzione medesima e che gli
enti locali istituiti negli anni 2006 e 2007, adottino, come base di
calcolo su cui applicare le regole, rispettivamente, le risultanze
medie del biennio 2007-2008 e le risultanze dell’anno 2008;
Visto il comma 114, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che
prevede che gli enti locali commissariati ai sensi dell’art. 143 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL) e successive
modificazioni, sono soggetti alle regole del patto di stabilita’
interno dall’anno successivo a quello della rielezione degli organi
istituzionali;
Visto l’art. 1, comma 109, della legge 13 dicembre 2010, n. 220
che, all’ultimo periodo, dispone che la mancata comunicazione al
sistema web della situazione di commissariamento ai sensi dell’art.
143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali,
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, determina per
l’ente inadempiente l’assoggettamento alle regole del patto di
stabilita’ interno;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 marzo
2011 emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali,
in attuazione del comma 93, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, che
stabilisce, per il solo anno 2011, misure correttive degli obiettivi
del patto di stabilita’ interno – anche al fine di tenere conto delle
spese per gli interventi necessari in ragione di impegni
internazionali e al fine di distribuire in modo equo il contributo
degli enti alla manovra e le differenze positive e negative della
variazione della regola – per un importo complessivo di 480 milioni
di euro;
Ravvisata l’opportunita’ di procedere, al fine di dare attuazione
alle disposizioni di cui all’art. 1, comma 109, secondo periodo,
della legge n. 220/2010, all’emanazione del decreto ministeriale
concernente il prospetto dimostrativo dell’obiettivo determinato per
ciascun ente ai sensi dei commi 91, 92 e 93 del suddetto art. 1;
Sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali che ha
espresso parere favorevole nella seduta del 31 maggio 2011;

Decreta:

Articolo unico

1. Le Province e i Comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti trasmettono al Ministero dell’economia e delle finanze,
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, le informazioni
concernenti gli obiettivi programmatici del patto di stabilita’
interno per il triennio 2011-2013, ai sensi del comma 109, dell’art.
1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, secondo i prospetti e le
modalita’ contenuti nell’allegato A al presente decreto.
2. I prospetti devono essere trasmessi – utilizzando esclusivamente
il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilita’
interno nel sito «http://www.pattostabilita.rgs.tesoro.it» – entro
quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del presente
decreto nella Gazzetta Ufficiale.
3. Gli enti locali che, ai sensi dei commi 138, 138-bis, 140, 141 e
142, dell’art. 1, della legge n. 220/2010, rideterminano i propri
obiettivi, provvedono a trasmettere i nuovi obiettivi, secondo le
modalita’ di cui al comma 2, entro 15 giorni dalla loro
rideterminazione.
4. Le Province e i Comuni con popolazione superiore ai 5.000
abitanti che non provvedono ad inviare il prospetto dimostrativo
degli obiettivi programmatici nei modi e nei tempi precedentemente
indicati sono considerati, ai sensi del citato comma 109, dell’art.
1, della legge n. 220/2010, inadempienti al patto di stabilita’
interno.
5. Terminato l’anno di riferimento non e’ piu’ consentito acquisire
l’obiettivo o variare le voci determinanti l’obiettivo del medesimo
anno. Per l’anno 2011, pertanto, eventuali acquisizioni, rettifiche o
variazioni possono essere apportate esclusivamente tramite il sistema
web di cui al comma 2 entro e non oltre il 31dicembre 2011.
6. Il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, provvede all’aggiornamento
dell’allegato al presente decreto a seguito di nuovi interventi
normativi volti a modificare le regole di calcolo dell’obiettivo,
dandone comunicazione alla Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali, all’ANCI e all’UPI.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 7 giugno 2011

Il Ragioniere Generale dello Stato: Canzio

Allegato A

Il presente allegato risulta strutturato secondo il seguente schema

1. LE NUOVE REGOLE PER L’INDIVIDUAZIONE DELL’OBIETTIVO
2. DEFINIZIONE DEL SALDO FINANZIARIO
3. DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI PER GLI ANNI 2011,
2012 E 2013

3.1 Fase 1: Determinazione del saldo obiettivo come percentuale della
spesa media
3.2 Fase 2: Determinazione del saldo obiettivo al netto dei
trasferimenti
3.3 Fase 3: Determinazione del saldo obiettivo con applicazione del
fattore di correzione
3.4 Fase 4: Rideterminazione del saldo obiettivo 2011 con le misure
correttive (comma 93)
3.5 Fase 5: Determinazione del saldo obiettivo 2011 rideterminato
(patto regionale)

4. COMUNICAZIONE DELL’OBIETTIVO
5. ENTI COMMISSARIATI AI SENSI DELL’ART. 143 DEL TUEL
6. ENTI DI NUOVA ISTITUZIONE
7. ELENCO PROSPETTI ALLEGATI

1. LE NUOVE REGOLE PER L’INDIVIDUAZIONE DELL’OBIETTIVO

I commi da 87 a 124 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n.
220 (legge di stabilita’ 2011) disciplinano il nuovo patto di
stabilita’ interno per il triennio 2011-2013.
La novita’ piu’ significativa, contenuta nei commi da 87 a 93 del
citato articolo 1 della legge di stabilita’ 2011, e’ rappresentata
dall’introduzione di una regola di carattere generale, definita nel
comma 90, che consiste nel conseguimento, da parte di ciascun ente
locale, del saldo finanziario espresso in termini di competenza mista
pari a zero, e l’introduzione di una regola specifica per la
determinazione del concorso di ciascun ente al contenimento dei saldi
di finanza pubblica.
La regola di carattere generale non si applica quando, per esigenze
di finanza pubblica e’ richiesto un contributo specifico al comparto
degli enti locali. In tal caso, opera la regola di carattere
specifico, di cui al comma 91. Quindi, per gli anni 2011, 2012 e 2013
la disposizione del comma 90 e’ assorbita da quanto previsto dal
comma 91 e successivi.
La regola specifica, introdotta dal successivo comma 91, prevede
l’individuazione dell’obiettivo di ciascun ente in base alla spesa
corrente media sostenuta nel periodo 2006-2008. Non considerare, come
parametro per l’individuazione dell’obiettivo, la spesa finale rende
meno onerosa la manovra per gli enti che registrano una maggiore
incidenza di spesa in conto capitale. Ogni ente dovra’ conseguire,
quindi, un saldo di competenza mista non inferiore al valore della
propria spesa corrente media, sostenuta nel periodo citato, rilevata
in termini di impegni, cosi’ come desunta dai conti consuntivi,
moltiplicata per una percentuale fissata per ogni anno del triennio
2011- 2013.
Il riferimento ad un periodo piu’ ampio del singolo anno consente di
ridurre sensibilmente il fenomeno, riscontrato negli scorsi anni, di
obiettivi troppo ambiziosi, legati a fatti gestionali di natura
straordinaria accaduti nel singolo anno assunto a riferimento.
Al fine di evitare che il maggior sforzo sia sostenuto dagli enti
maggiormente dipendenti dai trasferimenti statali, ovvero, dagli enti
tendenzialmente piu’ “deboli”, l’obiettivo, definito come quota della
spesa corrente media 2006-2008, e’ corretto per annullare gli effetti
peggiorativi connessi alla riduzione dei trasferimenti introdotti dal
comma 2 dell’articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Ogni ente dovra’ conseguire, quindi, un saldo calcolato in termini di
competenza mista non inferiore al valore cosi’ determinato, diminuito
dell’importo pari alla riduzione dei trasferimenti applicata ai sensi
dell’articolo 14, comma 2, del decreto legge n. 78 del 2010 (comma
91).
Il nuovo meccanismo di calcolo (comma 92), per l’anno 2011, prevede,
inoltre, un fattore di correzione finalizzato a ridurre la distanza
fra i nuovi obiettivi e quelli calcolati in base alla previgente
normativa (articolo 77-bis del decreto legge n. 112 del 2008).
Il successivo comma 93 prevede, inoltre, misure correttive del patto
di stabilita’ interno, finalizzate a tenere conto delle spese per gli
interventi necessari in ragione di impegni internazionali e a
distribuire in modo equo il contributo degli enti alla manovra e le
differenze positive e negative della variazione della regola. Il
comma dispone che le misure correttive ivi previste possono
determinare effetti negativi in termini di indebitamento netto, per
l’anno 2011, non superiori a 480 milioni di euro. Il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 23 marzo 2011 , emanato, in
attuazione del comma 93, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, di intesa con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali, ha ripartito la citata somma di 480 milioni, destinando 130
milioni di euro all’esclusione dal patto di stabilita’ interno delle
spese sostenute per la realizzazione degli interventi connessi
all’Expo’ 2015 dal comune e dalla provincia di Milano, 40 milioni di
euro alla redistribuzione del contributo delle province alla manovra
e i restanti 310 milioni di euro alla redistribuzione del contributo
dei comuni. Nel successivo paragrafo 3.3, sono indicate le modalita’
di riparto di tali somme tra gli enti locali beneficiari.

2. DEFINIZIONE DEL SALDO FINANZIARIO

Ai fini della determinazione dello specifico obiettivo programmatico,
la nuova disciplina (comma 89) ripropone, quale parametro di
riferimento del patto di stabilita’ interno, il saldo finanziario tra
entrate finali e spese finali (al netto delle riscossioni e
concessioni di crediti), calcolato in termini di competenza mista
(assumendo, cioe’, per la parte corrente, gli accertamenti e gli
impegni e, per la parte in conto capitale, gli incassi e i
pagamenti). Tra le operazioni finali non sono considerate ne’
l’avanzo (o disavanzo) di amministrazione ne’ il fondo (o deficit) di
cassa. Infatti, l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione,
nell’ambito del saldo del patto di stabilita’ interno, non e’
consentito in quanto, in base alle regole europee della competenza
economica, gli avanzi di amministrazione e/o le economie di bilancio
che si sono realizzati in esercizi precedenti non sono conteggiati ai
fini dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, al
contrario delle correlate spese effettuate nell’anno di riferimento.

3. DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI PER GLI ANNI 2011
2012 E 2013

Secondo le nuove disposizioni del patto di stabilita’ interno, ogni
ente dovra’, quindi, conseguire un saldo di competenza mista non
inferiore al valore della propria spesa corrente media registrata
negli anni 2006-2008 moltiplicata per una percentuale fissata per
ogni anno del triennio. Tale valore e’ ulteriormente rettificato, sia
per evitare che il maggior sforzo sia sostenuto dagli enti
maggiormente dipendenti dai trasferimenti statali, sia per ridurre la
distanza fra i nuovi obiettivi (previsti dalla legge di stabilita’
2011) e quelli calcolati in base alla previgente normativa (art.
77-bis del D.L. 112/2008), al fine di non alterare eccessivamente la
programmazione finanziaria pluriennale in essere.
La procedura per la determinazione del saldo obiettivo per l’anno
2011 e’ costituita da cinque fasi, di seguito elencate e
schematizzate negli Allegati OB/11/P e OB/11/C relativi,
rispettivamente, alle province ed ai comuni con popolazione superiore
a 5.000 abitanti.
I dati necessari alla determinazione del saldo obiettivo di ciascun
ente sono automaticamente valorizzati dalla procedura informatica.

3.1. Fase 1: Determinazione del saldo obiettivo come percentuale
della spesa media
Il comma 88, lettere a) e b), prevede che, per ciascuno degli anni
2011, 2012 e 2013, gli enti soggetti al patto di stabilita’ interno
applicano alla media degli impegni della propria spesa corrente
registrata nel triennio 2006-2008, cosi’ come desunta dai certificati
di conto consuntivo, le percentuali summenzionate e schematicamente
riportate nella tabella sottostante:

|==============|===========|===========|===========|
| | Anno 2011 | Anno 2012 | Anno 2013 |
| Province | 8,3% | 10,7% | 10,7% |
|————–|———–|———–|———–|
|Comuni con | | | |
|pop. superiore| 11,4% | 14,0% | 14,0% |
|a 5.000 | | | |
|abitanti | | | |
|==============|===========|===========|===========|

Nelle celle indicate con le lettere (a), (b) e (c) dei richiamati
allegati, e’, quindi, inserito l’importo degli impegni di spesa
corrente registrato, rispettivamente, negli anni 2006, 2007 e 2008.
Sulla base degli impegni annuali di spesa corrente l’applicazione,
automaticamente, determinera’ i saldi obiettivi “provvisori” per
ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, effettuando il calcolo del
valore medio della spesa corrente e applicando a quest’ultimo le
percentuali di cui sopra.
Si segnala che, ai fini della determinazione dell’obiettivo per
l’anno 2011 e seguenti, la normativa vigente prevede che sia
considerata la spesa registrata nei conti consuntivi senza alcuna
esclusione (ad esempio, dalle spese sostenute dall’ente capofila non
e’ esclusa la quota di spesa gestita per conto degli altri enti
locali). Inoltre, poiche’ le percentuali indicate sono tali da
garantire il concorso alla manovra degli enti locali per il triennio
2011-2013 nella misura quantificata dall’articolo 14, comma 1, del
citato decreto legge n. 78/2010, al fine di salvaguardare i saldi
obiettivo di finanza pubblica, non possono essere prese in
considerazione richieste di rettifica di eventuali errori di
contabilizzazione effettuati nei documenti di bilancio di anni
passati (2006, 2007, 2008) e, quindi, anche nei relativi certificati
di conto consuntivo, che abbiano effetti sul calcolo del saldo
obiettivo. E’, infine, da escludere la possibilita’ di modificare i
dati riportati nei certificati di bilancio gia’ presentati che devono
restare conformi ai dati di cui ai relativi atti di bilancio.

3.2. Fase 2: Determinazione del saldo obiettivo al netto dei
trasferimenti
Il successivo comma 91 dispone che il valore annuale, determinato
secondo la procedura della Fase 1, e’ ridotto, per ogni anno di
riferimento, di un valore pari alla riduzione dei trasferimenti
erariali disposta dal comma 2, dell’articolo 14, del decreto legge
n.78 del 2010. Il calcolo dell’obiettivo, sterilizzato degli effetti
della riduzione dei trasferimenti, e’ effettuato automaticamente
dalla procedura e visualizzato nelle celle (p), (q) e (r). Si ottiene
cosi’ il saldo obiettivo al netto dei trasferimenti.
In proposito, occorre segnalare che il citato comma 2 prevede che le
riduzioni dei trasferimenti per le province ed i comuni siano
ripartite secondo criteri e modalita’ stabiliti in sede di Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali e recepiti con decreto annuale del
Ministro dell’interno.
Per l’anno 2011 la riduzione dei trasferimenti e’ stata attuata con
il decreto del Ministro dell’interno 9 dicembre 2010, pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale n.292 del 15 dicembre 2010, mentre per il
2012 – non essendo ancora noti i criteri da adottare per la riduzione
delle risorse da operare, anche in considerazione di quanto disposto
dal decreto legislativo n. 23 del 2011, recante “Disposizioni sul
federalismo fiscale municipale”, in base al quale muta l’assetto
delle risorse a disposizione di ciascun ente attraverso la
soppressione dei trasferimenti erariali – non e’ ancora possibile
determinare l’ammontare delle riduzioni che saranno operate per
ciascun ente a valere sulla manovra di riduzione complessiva
prevista.
Cio’ posto, al fine di simulare gli obiettivi 2012-2013, unicamente
per scopi conoscitivi e programmatori, le riduzioni che saranno
attuate nel 2012 e nel 2013 sono stimate secondo un criterio di
proporzionalita’, ossia applicando alla riduzione dei trasferimenti
operata per l’anno 2011 la percentuale di incremento del 67% desunta
dal rapporto fra la riduzione dei trasferimenti disposta per il 2012
e quella disposta per il 201 1; in termini numerici la percentuale e’
ottenuta rapportando 2.500 a 1.500, per i comuni e 500 a 300, per le
province.
In definitiva, ai fini dell’applicazione del comma 91 si fa
riferimento, allo stato attuale, alla riduzione dei trasferimenti
definiti per l’anno 2011 dal citato decreto ministeriale e a quella
ipotizzata con riferimento agli anni 2012 e 2013. Naturalmente, ove
intervengano ulteriori modifiche al quadro normativo relativo alle
entrate dei comuni e delle province, saranno diramate apposite
istruzioni integrative.

3.3. Fase 3: Determinazione del saldo obiettivo con applicazione del
fattore di correzione
Il nuovo metodo di calcolo puo’ determinare, per alcuni enti, un
peggioramento dell’obiettivo 2011 calcolato ai sensi dell’articolo
77-bis del decreto legge n. 112 del 2008 (ossia applicando ai saldi
di competenza mista registrati nel 2007 le percentuali previste dal
comma 3 del medesimo articolo), tale da rendere arduo il
conseguimento e richiedere, conseguentemente, una significativa
rideterminazione della programmazione finanziaria pluriennale. Per il
solo anno 2011, ai fini del calcolo del valore del saldo obiettivo
finale, e’ stato, pertanto, introdotto un fattore di correzione
(comma 92) che opera in base al seguente assunto: gli enti che, a
seguito dell’applicazione del nuovo metodo di calcolo, riscontrano un
obiettivo peggiore (maggiore) rispetto a quello ottenuto applicando
le regole della legislazione previgente, lo migliorano (riducono) per
un importo pari alla meta’ della distanza fra l’obiettivo “nuovo” e
l’obiettivo “vecchio”; viceversa, per gli enti che, in base alla
nuova normativa, riscontrano un obiettivo migliore (inferiore)
rispetto a quello calcolato secondo le regole previgenti, lo
peggiorano (incrementano) per un importo pari alla meta’ della
distanza fra l’obiettivo “nuovo” e l’obiettivo “vecchio”.
Si rappresenta di seguito, a titolo esemplificativo, come opera la
suddetta correzione:

1) se un ente, sulla base del vecchio metodo di calcolo, aveva per il
2011 un obiettivo pari a 100 e, sulla base del nuovo metodo di
calcolo, avrebbe dovuto conseguire, per il medesimo anno, un
obiettivo di 150, si ha che la distanza fra i due obiettivi e’ pari a
_150-100_=50 e l’obiettivo finale dell’ente e’, quindi, pari a 150 –
(50/2)=125;
2) se un ente, sulla base del vecchio metodo di calcolo, aveva per
il 2011 un obiettivo pari a 100 e, sulla base del nuovo metodo di
calcolo, avrebbe dovuto conseguire, per il medesimo anno, un
obiettivo di 50, si ha che: la distanza fra i due obiettivi e’ pari
a _50-100_=50 e l’obiettivo finale dell’ente e’, quindi, pari a 50
+ (50/2) =75.(1 )
Nella cella indicata con la lettera (s), e’ riportato l’obiettivo
calcolato per l’anno 2011 in sede di comunicazione dell’obiettivo
2010 alla Ragioneria Generale dello Stato(2 ). La procedura
visualizza automaticamente il valore del fattore di correzione
(cella (t)) e, quindi, l’obiettivo finale per l’anno 2011 (cella
(u)).
Al riguardo, occorre segnalare che la determinazione dell’obiettivo
– essendo quest’ultimo espresso in migliaia di euro – incorpora il
principio dell’arrotondamento alla migliaia piu’ prossima.
L’applicativo web della Ragioneria Generale dello Stato procede,
quindi, arrotondando i numeri inferiori alle migliaia.
Agli enti che non hanno un obiettivo “vecchio”, ossia gli enti di
nuova istituzione o gli enti che partecipano per la prima volta al
patto, tale fase non si applica. Pertanto, per tali enti
l’obiettivo 2011 e’ calcolato applicando la percentuale, indicata
nella cella (e), alla media della spesa corrente degli anni
2006-2008 al netto dei trasferimenti erariali.
——–
(1 ) Negli Allegati OB/11/P e OB/11/C l’obiettivo finale, ottenuto
come riduzione/incremento dell’obiettivo transitorio, e’ calcolato
automaticamente sulla base della seguente formula: (u)=
(p)-[(p)-(s)]/2 dove (u) e’ l’obiettivo finale, (p) e’ il saldo
obiettivo al netto dei trasferimenti (calcolato nella Fase 2) e (s)
e’ il saldo obiettivo previgente.
——–
(2 ) Come e’ noto, i prospetti per la comunicazione degli obiettivi
contengono informazioni che consentono agli enti di calcolare non
solo l’obiettivo dell’anno di riferimento ma anche quelli dei due
anni successivi. Pertanto, in fase di calcolo dell’obiettivo 2010,
effettuato mediante l’applicativo web appositamente previsto per il
patto di stabilita’ interno nel sito web
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it, l’ente ha gia’ calcolato e
comunicato anche l’obiettivo 2011 (indicato nella cella
contrassegnata con la lettera (i) dei prospetti All. B/10/C, All.
C/10/C, All. D/10/C e All. E/10/C per i comuni e nella cella (i) dei
prospetti All. B/10/P, All. C/10/P, All. D/10/P e All. E/10/P per le
province).

3.4. Fase 4: Rideterminazione del saldo obiettivo 2011 con le
misure correttive (comma 93)
Come premesso, il comma 93 dispone che le misure correttive ivi
previste possano determinare effetti negativi in termini di
indebitamento netto, per l’anno 2011, non superiori a 480 milioni
di euro.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 marzo 2011
, attuativo del citato comma 93, emanato di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali, ripartisce i suddetti 480 milioni
di euro destinandone 130 milioni all’esclusione dal patto di
stabilita’ interno delle spese sostenute per la realizzazione degli
interventi connessi all’Expo’ 2015 dal comune di Milano (110
milioni) e dalla provincia di Milano (20 milioni), 40 milioni alla
redistribuzione del contributo delle province alla manovra e 310
milioni alla redistribuzione del contributo dei comuni. Il decreto
stabilisce che, per l’anno 2011, solo le province per le quali
l’incidenza percentuale della riduzione dei trasferimenti, operata
con decreto del Ministro dell’interno 9 dicembre 2010, sulla media
delle spese correnti registrate nel triennio 2006-2008 sia
superiore al 7,0 per cento, possono ridurre il proprio saldo
obiettivo di un importo pari alla somma dell’incidenza della
propria popolazione e l’incidenza della propria superficie
territoriale, sulla popolazione e sulla superficie territoriale
delle province in parola, moltiplicata per 20 milioni di euro(3 ).
In merito alla quota di 310 milioni di euro destinata alla
redistribuzione del contributo dei comuni, il decreto prevede un
metodo di riparto interno differenziato per fascia demografica.
Pertanto, gli enti per i quali l’incidenza percentuale dell’importo
del saldo finanziario di cui al comma 92, sulla media triennale
2006-2008 delle spese correnti, risulti superiore ad una
determinata soglia, considerano, come saldo obiettivo del patto di
stabilita’ interno, l’importo corrispondente alla soglia medesima.
In particolare, le soglie previste, evidenziate nella cella (aa)
del prospetto OB/11/C, sono:

a) per i comuni con popolazione sino a 9.999 abitanti, il 5,4 per
cento della media triennale 2006-2008 delle spese correnti;
b) per i comuni con popolazione compresa tra 10.000 e 200.000
abitanti (estremi inclusi), il 7,0 per cento della media triennale
2006-2008 delle spese correnti;
c) per i comuni con popolazione superiore a 200.000 abitanti, il
10,5 per cento della media triennale 2006-2008 delle spese
correnti.
In particolare, per i comuni, l’applicazione calcola, nella cella
indicata con la lettera (v) del prospetto OB/11/C, l’incidenza
percentuale del saldo obiettivo sulle spese correnti medie
2006-2008. Qualora questa percentuale risulti superiore a quella
indicata nella cella (aa), l’ente assume come obiettivo il
risultato del prodotto delle spese medie correnti con la
percentuale di cui alla cella (aa). Se il valore e’ inferiore,
l’obiettivo resta invariato.
Per le province, l’applicazione informatica calcola, nella cella
indicata con la lettera (v) del prospetto OB/11/P, l’incidenza
percentuale della riduzione dei trasferimenti (indicati nella cella
(m)) sulle spese correnti medie 2006-2008. Qualora questa
percentuale risulti superiore al 7,0 per cento, l’obiettivo
dell’ente e’ ridotto di un importo ottenuto come somma di due
valori. Il primo valore, riportato nella cella (ab), e’ ottenuto
moltiplicando la popolazione residente al 31 dicembre 2009 per una
costante pari a 1,963. Il secondo valore, riportato nella cella
(ae), e’ ottenuto moltiplicando la superficie territoriale della
provincia, espressa in chilometri quadrati, per una costante pari a
248. Entrambi i valori ottenuti sono divisi per 1.000 per
ricondurre le cifre in dati espressi in migliaia di euro. Quindi il
nuovo obiettivo e’ quello calcolato nella cella (af). La
popolazione di riferimento e’ quella rilevata dall’ISTAT al
31/12/2009 e la superficie territoriale e’ quella relativa al
01/01/2010 pubblicata sul sito dell’ISTAT. I valori delle due
variabili sono riportati nell’allegato “Province Dati ISTAT” che
costituisce parte integrante del presente decreto.
Qualora la percentuale di cui alla richiamata cella (v) risulti
inferiore al 7,0 per cento l’obiettivo resta invariato e pari a
quello indicato nella cella (u).
——–
(3 ) Cio’ equivale ad applicare alla propria popolazione e
superficie territoriale un coefficiente moltiplicativo costante che
e’ pari a, rispettivamente, 1,963 e 248 (il risultato e’ diviso per
mille per esprimere i dati in migliaia di euro).

3.5 Fase 5: Determinazione del saldo obiettivo 2011 rideterminato
(patto regionale)
L’obiettivo indicato nelle celle (ab) del prospetto OB/11/C, per i
comuni, e (af) del prospetto OB/11/P, per le province, e’ definitivo
soltanto nel caso in cui l’ente non sia coinvolto dalle variazioni
previste dalle norme afferenti al Patto Regionale che puo’ introdurre
rimodulazioni dei singoli obiettivi disposte ai sensi dei commi da
138 a 143. Nel dettaglio, la normativa contempla due tipologie di
Patto Regionale: il patto regionale “verticale” e il patto regionale
“orizzontale”.
La prima tipologia (c.d. Patto regionale “verticale”) – disciplinata
dai commi 138, 138-bis, 139, 140 e 143 – prevede che la regione possa
riconoscere maggiori spazi di spesa ai propri enti locali
compensandoli con un peggioramento del proprio obiettivo in termini
di competenza o di cassa. I maggiori spazi di spesa si concretizzano,
per gli enti locali, in un aumento dei pagamenti in conto capitale;
contestualmente le regioni rideterminano il proprio obiettivo di
cassa e di competenza attraverso una riduzione dei pagamenti finali
in conto capitale e una riduzione degli impegni di parte corrente
soggetti ai limiti del patto. A tal fine, ai sensi del comma 138 bis,
come introdotto dall’articolo 2, comma 33, lett. d) del decreto legge
29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2011, n.10, le regioni definiscono i criteri di
virtuosita’ e modalita’ operative previo confronto in sede di
Consiglio delle autonomie locali e, ove non istituito, con i
rappresentanti regionali delle autonomie locali. Ai sensi del comma
140, come sostituito dall’articolo 2, comma 33, lett. e) del decreto
legge n. 225 del 2010, gli enti locali dovranno, quindi, comunicare
all’ANCI, all’UPI, alle regioni e alle province autonome, entro il 15
settembre di ciascun anno, l’entita’ dei pagamenti che possono
effettuare nel corso dell’anno. Le regioni e le province autonome,
entro il termine perentorio del 31 ottobre, comunicano al Ministero
dell’economia, con riguardo a ciascun ente beneficiario, gli elementi
informativi occorrenti per la verifica del mantenimento
dell’equilibrio dei saldi di finanza pubblica. Entro lo stesso
termine la regione comunica i nuovi obiettivi agli enti locali
interessati dalla compensazione verticale.
In favore delle regioni che peggiorano il proprio obiettivo, e’
autorizzato lo svincolo di destinazione delle somme statali alle
stesse spettanti purche’ non esistano obbligazioni sottostanti gia’
contratte ovvero non si tratti di somme relative ai livelli
essenziali delle prestazioni, per le quali rimane l’obbligo a carico
delle regione di farvi fronte. Le risorse svincolate sono utilizzate,
nei limiti fissati dal patto di stabilita’ interno, solo per spese
d’investimento. Del loro utilizzo e’ data comunicazione
all’amministrazione statale che ha erogato le somme (comma 143).
Infine, le regioni e le province autonome, in sede di certificazione
(comma 145), dovranno dichiarare che la rideterminazione del proprio
obiettivo di cassa e’ stata realizzata attraverso una riduzione dei
pagamenti finali in conto capitale soggetti ai limiti del Patto, e
che la rideterminazione del proprio obiettivo di competenza e’ stata
realizzata attraverso una riduzione degli impegni correnti soggetti
ai limiti del Patto.
La seconda tipologia (c.d. “Patto regionale orizzontale”) –
disciplinata dai commi 141 e 142 – prevede, invece, che, a partire
dal 2011, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza unificata,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono, a
favore degli enti locali del proprio territorio, integrare le regole
e modificare gli obiettivi posti dal legislatore nazionale, in
relazione alle diverse situazioni finanziarie esistenti, ferme
restando le disposizioni statali in materia di monitoraggio e di
sanzioni e l’importo dell’obiettivo complessivamente determinato per
gli enti locali della regione. A tal fine, ogni regione definisce e
comunica ai propri enti locali il nuovo obiettivo annuale del patto
di stabilita’ interno, determinato anche sulla base dei criteri
stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali. La regione
comunica altresi’ al Ministero dell’economia e delle finanze, entro
il termine perentorio fissato al 31 ottobre, con riferimento a
ciascun ente locale, gli elementi informativi occorrenti per la
verifica del mantenimento dell’equilibrio dei saldi di finanza
pubblica. Entro gli stessi termini la regione comunica i nuovi
obiettivi agli enti locali interessati dalla compensazione
orizzontale.
Il saldo obiettivo 2011 da considerare sara’, dunque, quello
risultante dalla somma fra saldo obiettivo finale e la variazione
dell’obiettivo determinata in base al Patto regionale, verticale e/o
orizzontale.
L’applicazione calcolera’ automaticamente il valore obiettivo per il
2011, rideterminato in virtu’ del citato Patto regionale, sulla base
dei dati comunicati da ciascuna regione al Ministero dell’economia e
delle finanze, inerenti alle variazioni dell’obiettivo definite ai
sensi dei commi 138 e 141 (per le province, celle (ag) e (ah)
dell’Allegato OB/11/P e, per i comuni, celle (ac) e (ad)
dell’Allegato OB/11/C). Il saldo obiettivo 2011, cosi’ rideterminato,
verra’ indicato nella cella (af) dell’allegato OB/11/C, per i comuni
e nella cella (al) dell’allegato OB/11/P, per le province.

4. COMUNICAZIONE DELL’OBIETTIVO

Le province e i comuni soggetti al patto di stabilita’ interno
trasmettono al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento
della Ragioneria Generale dello Stato – le informazioni concernenti
gli obiettivi programmatici del patto di stabilita’ interno per il
triennio 2011-2013 con le modalita’ ed i prospetti definiti nel
presente decreto. La mancata trasmissione via web degli obiettivi
programmatici entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione del
predetto decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sulla
Gazzetta Ufficiale costituisce inadempimento al patto di stabilita’
interno (terzo periodo del comma 109).
L’obiettivo e’ comunicato utilizzando il sistema web appositamente
previsto per il patto di stabilita’ interno all’indirizzo
http://www.pattostabilita.rgs.tesoro.it, oppure all’indirizzo
http://pattostabilita.tesoro.it/Patto.
Si comunica che dal 1 gennaio 2012 il sistema web sara’ chiuso e,
quindi, non sara’ piu’ possibile acquisire gli obiettivi 2011 o
apportare variazioni ai dati gia’ acquisiti.
Gli enti locali che, ai sensi dei commi 138, 138-bis, 140, 141 e 142
rideterminano i propri obiettivi, provvedono a trasmettere i nuovi
obiettivi entro 15 giorni dalla loro rideterminazione.
Il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, provvede all’aggiornamento degli
allegati al presente decreto a seguito di nuovi interventi normativi
volti a modificare le regole di calcolo dell’obiettivo, dandone
comunicazione alla Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali,
all’ANCI e all’UPI.
Si ribadisce, infine, che terminato l’anno di riferimento, non e’
piu’ consentito variare le voci determinanti l’obiettivo del medesimo
anno. Per l’anno 2011, quindi, eventuali rettifiche o variazioni
possono essere apportate – esclusivamente tramite il sistema web
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it, (oppure all’indirizzo
http://pattostabilita.tesoro.it/Patto) – entro e non oltre il 31
dicembre 2011.

5. ENTI COMMISSARIATI AI SENSI DELL’ART. 143 DEL TUEL

Il comma 114 dell’articolo 1 della legge n. 220/2010 dispone che gli
enti commissariati ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo
n. 267/2000 (TUEL) – cioe’, a seguito di scioglimento dei consigli
comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di
condizionamento di tipo mafioso o similare – sono soggetti alle
regole del patto di stabilita’ interno dall’anno successivo a quello
della rielezione degli organi istituzionali. Ai fini della
determinazione dell’obiettivo programmatico, tali enti assumono, come
base di riferimento, la spesa corrente media sostenuta nel periodo
2006-2008.
Si segnala che la mancata comunicazione, al richiamato sistema web
appositamente previsto per il patto di stabilita’ interno, della
situazione di commissariamento ai sensi del summenzionato articolo
143 del TUEL determina, per l’ente inadempiente, l’assoggettamento
alle regole del patto (comma 109).

6. ENTI DI NUOVA ISTITUZIONE

Il comma 113 stabilisce che gli enti locali istituiti a decorrere
dall’anno 2008 sono soggetti alle regole del patto di stabilita’
interno dal terzo anno successivo a quello della loro istituzione.
Pertanto, se l’ente e’ stato istituito nel 2008, sara’ soggetto alle
regole del patto di stabilita’ interno nell’anno 2011.
Ai fini della determinazione dell’obiettivo programmatico tali enti
assumono, come base di riferimento, le risultanze dell’anno
successivo a quello dell’istituzione. Quindi, l’ente istituito nel
2008 assumera’ a base di riferimento le spese correnti registrate nel
2009.
Gli enti istituiti negli anni 2006 e 2007 adottano come base di
riferimento su cui applicare le regole per la determinazione degli
obiettivi, rispettivamente, le risultanze medie del biennio 2007-2008
e le risultanze dell’anno 2008.

7 ELENCO PROSPETTI ALLEGATI

Nei prospetti allegati sono definite le modalita’ di calcolo per la
determinazione del concorso alla manovra per le province e per i
comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
-Allegati Allegati OB/11/P (per le province) e OB/11/C (per i
comuni), in cui sono riportati le informazioni inerenti la spesa
media corrente 2006-2008 e che evidenziano la procedura di calcolo
degli obiettivi programmatici;
-Allegato Allegato Province – dati ISTAT in cui sono indicati i
valori della popolazione di riferimento, rilevata dall’ISTAT al
31/12/2009, e della superficie territoriale, relativa al 01/01/2010
pubblicata sul sito dell’ISTAT.

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 7 giugno 2011

Periti.info