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MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 6 ottobre 2009

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 6 ottobre 2009 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti di distribuzione di gas di petrolio liquefatto ad uso nautico. (09A12252) (GU n. 245 del 21-10-2009 )

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 6 ottobre 2009

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la
progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti di
distribuzione di gas di petrolio liquefatto ad uso nautico.
(09A12252)

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Visto il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante
riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell’art. 11 della
legge 29 luglio 2003, n. 229;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n. 37, concernente il regolamento recante disciplina dei procedimenti
relativi alla prevenzione incendi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, recante «Approvazione del regolamento concernente l’espletamento
dei servizi antincendi» e successive modificazioni;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 16 febbraio 1982,
recante «Modificazioni del decreto ministeriale 27 settembre 1965,
concernente la determinazione delle attivita’ soggette alle visite di
prevenzione incendi», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 aprile
1982, n. 98;
Ritenuto di disciplinare la normativa tecnica in materia di
sicurezza antincendio degli impianti di distribuzione di gas di
petrolio liquefatto per uso nautico;
Acquisito il parere favorevole del Comitato centrale tecnico
scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, come
modificato dall’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 10
giugno 2004, n. 200;
Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva
98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE;
Decreta:

Art. 1.

Campo di applicazione
1. Il presente decreto si applica agli impianti di distribuzione di
gas di petrolio liquefatto (GPL) ad uso nautico per l’alimentazione
di motori di imbarcazioni poste in acqua.

Art. 2.

Obiettivi
1. Ai fini della prevenzione degli incendi, allo scopo di garantire
le esigenze di sicurezza per la salvaguardia delle persone e la
tutela dei beni e dell’ambiente contro i rischi di incendio, gli
impianti di cui all’art. 1 sono realizzati e gestiti secondo la
regola tecnica di cui all’allegato al presente decreto, in modo da
garantire i seguenti obiettivi:
a) minimizzare le cause di rilascio accidentale di GPL, di
incendio e di esplosione;
b) limitare i danni in caso di evento incidentale;
c) permettere ai soccorritori di operare in condizioni di
sicurezza.

Art. 3.

Disposizioni tecniche
1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2 e’
approvata la regola tecnica allegata al presente decreto.

Art. 4.

Ubicazione dell’impianto
1. Gli impianti di distribuzione di gas di petrolio liquefatto ad
uso nautico non possono sorgere:
a) nella zona territoriale omogenea totalmente edificata,
individuata come zona A nel piano regolatore generale o nel programma
di fabbricazione ai sensi dell’art. 2 del decreto interministeriale 2
aprile 1968, n. 1444 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana 16 aprile 1968, n. 97 e, nei Comuni sprovvisti
dei predetti strumenti urbanistici, all’interno del perimetro del
centro abitato, delimitato a norma dell’art. 17, della legge 6 agosto
1967, n. 765, quando, nell’uno e nell’altro caso, la densita’ della
edificazione esistente, nel raggio di duecento metri dal perimetro
degli elementi pericolosi dell’impianto, come definiti al punto 3
dell’allegato al presente decreto, e dall’area di sosta
dell’autocisterna, risulti superiore a tre metri cubi per metro
quadrato;
b) nelle zone di completamento e di espansione dell’aggregato
urbano indicate nel piano regolatore generale o nel programma di
fabbricazione, nelle quali sia previsto un indice di edificabilita’
superiore a tre metri cubi per metro quadrato;
c) nelle aree, ovunque ubicate, destinate a verde pubblico.
2. Gli impianti di distribuzione di gas di petrolio liquefatto ad
uso nautico possono sorgere esclusivamente sulla terraferma, in
ambiti portuali o in fregio a vie navigabili, quali anche laghi,
fiumi o canali e similari.
3. L’area di pertinenza dell’impianto deve includere anche lo
specchio d’acqua antistante l’impianto stesso. Il perimetro in pianta
del suddetto specchio d’acqua e’ determinato, parallelamente alla
banchina, per l’intera lunghezza a terra dell’impianto e,
ortogonalmente ad essa, per una distanza minima di 5 metri misurata a
partire dal limite della superficie delle acque al livello di
guardia, ferma restando la distanza da tale limite dell’apparecchio
di distribuzione, indicata nella lettera e) del punto 12.3,
dell’allegato al presente decreto.
4. Sono fatti salvi tutti gli ulteriori vincoli o limitazioni
all’installazione dell’impianto derivanti dal rispetto di
regolamenti, concessioni, licenze, disposizioni o atti comunque
denominati, emanati dalle altre Autorita’ competenti.

Art. 5.

Commercializzazione CE
1. Nel campo d’applicazione disciplinato nel presente decreto sono
impiegati anche i prodotti regolamentati dalle disposizioni
comunitarie applicabili ed a queste conformi.
2. Gli estintori, disciplinati in Italia da apposita disposizione
nazionale, gia’ sottoposta con esito positivo alla procedura
d’informazione di cui alla direttiva 98/34/CE, come modificata dalla
direttiva 98/48/CE, che prevede apposita omologazione per la
commercializzazione sul territorio italiano e, a tale fine il mutuo
riconoscimento, sono impiegati nel campo di applicazione del presente
decreto, se conformi alla disposizione suddetta.
3. Le tipologie di prodotti non contemplati dai commi 1 e 2,
purche’ legalmente fabbricati o commercializzati in uno degli Stati
membri dell’Unione europea o dalla Turchia, in virtu’ di specifici
accordi internazionali stipulati con l’Unione europea, ovvero da uno
degli Stati aderenti all’Associazione europea di libero scambio
(EFTA) firmatari dell’accordo SEE, legalmente riconosciuti sulla base
di norme o regole tecniche applicate in tali Stati che permettono di
garantire un livello di protezione, ai fini della sicurezza
antincendio, equivalente a quello perseguito dalla presente
regolamentazione, sono impiegati nel campo di applicazione
disciplinato dal presente decreto.

Art. 6.

Disposizioni complementari e finali
1. Gli impianti disciplinati nel presente decreto rientrano nella
tipologia degli impianti di cui al punto 7 dell’allegato I al decreto
ministeriale 16 febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9
aprile 1982, n. 98.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla
data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 6 ottobre 2009
Il Ministro : Maroni

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