MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 4 maggio 2011 | Periti.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 4 maggio 2011

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 4 maggio 2011 - Modifica del decreto 13 novembre 2008, e successive modificazioni, recante il piano nazionale di ripartizione delle frequenze (PNRF). (11A08078) - (GU n. 143 del 22-6-2011 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 4 maggio 2011

Modifica del decreto 13 novembre 2008, e successive modificazioni,
recante il piano nazionale di ripartizione delle frequenze (PNRF).
(11A08078)

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156;
Visto il codice delle comunicazioni elettroniche, approvato con
decreto legislativo 1° agosto 2003 n. 259;
Visto il testo unico della radiotelevisione approvato con decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come modificato dal decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 44, recante il testo unico dei servizi
di media audiovisivi e radiofonici ed, in particolare, l’art. 42,
comma 3;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 luglio 2006, n. 233, recante
“Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri”, con il quale
e’ stato istituito, tra l’altro, il Ministero dello sviluppo
economico;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, recante
“Disposizioni per l’adeguamento delle strutture di governo in
applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre
2007, n. 244”, con il quale sono state trasferite al Ministero dello
sviluppo economico, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali
e di personale, le funzioni gia’ attribuite al Ministero del
commercio internazionale e al Ministero delle comunicazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2008,
n. 197, recante il “Regolamento di organizzazione del Ministero dello
sviluppo economico”;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24
giugno 2008 recante “Ricognizione in via amministrativa delle
strutture trasferite al Ministero dello sviluppo economico, ai sensi
dell’art. 1, comma 8, del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121”,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 2008;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 13 novembre
2008 con il quale e’ stato approvato il piano nazionale di
ripartizione delle frequenze, pubblicato nel Supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 273 del 21 novembre 2008, cosi’ come
modificato dal decreto ministeriale 4 novembre 2010;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 7 maggio
2009, recante l’individuazione degli uffici di livello dirigenziale
non generale del Ministero dello sviluppo economico, pubblicato nel
Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio
2009;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 4 ottobre 2010
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 ottobre 2010, n. 234 recante la
nomina a Ministro dello sviluppo economico dell’On.le Paolo Romani;
Vista la legge 13 dicembre 2010 n. 220 recante disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di
stabilita’ 2011);
Vista la decisione della Commissione Europea 2010/267/UE relativa
all’armonizzazione delle condizioni tecniche d’uso della banda di
frequenze 790-862 MHz per sistemi terrestri in grado di fornire
servizi di comunicazione elettroniche nell’Unione Europea;
Vista la decisione della Commissione Europea 2010/368/UE recante
modifica alla decisione 2006/771/CE relativa all’armonizzazione dello
spettro radio per l’utilizzo da parte di apparecchiature a corto
raggio;
Vista la decisione della CEPT ECC/DEC/(09)03 relativa
all’armonizzazione della banda 790-862 per reti di Comunicazioni
fisse e mobili;
Visto il parere dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni
reso in data 1° aprile 2011;

Decreta:

Art. 1

Apparati a corto raggio

1. La nota 1 di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“1 – In accordo con la Decisione della Commissione Europea
2006/771/CE e successive modifiche e della CEPT ERC/DEC/(01)16, le
bande di frequenze 9-148,5 kHz, 148,5-5000 kHz, 400-600 kHz,
3.155-3.400 kHz, 5.000-30.000 kHz, 6.765-6.795 kHz, 7.400-8.800 kHz,
10.200-11.000 kHz, 13.553-13.567 kHz e 26.957-27.283 kHz possono
essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio per
applicazioni di tipo induttivo aventi le caratteristiche tecniche
della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 9).
Tali applicazioni rientrano nel regime di “libero uso” ai sensi
dell’art. 105, comma 1, lettera g) del Codice delle comunicazioni
elettroniche, emanato con decreto legislativo 1° agosto 2003″.
2. La nota 14 di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“14 – La banda di frequenze 456,9 – 457,1 kHz puo’ essere impiegata
ad uso collettivo da apparati a corto raggio utilizzati per la
localizzazione di vittime da valanga ed aventi le caratteristiche
tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 2).
Tali applicazioni rientrano nel regime di “libero uso” ai sensi
dell’art. 105, comma 1, lettera n) del Codice delle comunicazioni
elettroniche, emanato con decreto legislativo 1° agosto 2003″.
3. La nota 110A di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“110A – In accordo con la Decisione della Commissione Europea
2006/771/CE e successive modifiche le bande di frequenze 87,5-108 MHz
e 863-865 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati
a corto raggio destinati a sistemi audio aventi le caratteristiche
tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 13).
Le applicazioni vocali analogiche a banda stretta dovrebbero
utilizzare soltanto la sottobanda 864,8-865 MHz in accordo alla
suddetta raccomandazione.
Tali applicazioni rientrano nel regime di “libero uso” ai sensi
dell’art. 105, comma 1, lettera k) del Codice delle comunicazioni
elettroniche, emanato con decreto legislativo 1° agosto 2003.
Inoltre la banda di frequenze 863-865 MHz puo’ essere impiegata ad
uso collettivo anche da apparati a corto raggio per radiomicrofoni
non professionali, aventi le caratteristiche tecniche della
raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 10).
Tali applicazioni rientrano nel regime di “libero uso” ai sensi
dell’art. 105, comma 1, lettera h) del Codice delle comunicazioni
elettroniche, emanato con decreto legislativo 1° agosto 2003″.
4. La nota 110B di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“110B – In accordo con le Decisioni della Commissione Europea
2006/771/CE e successive modifiche le bande di frequenze 868,6-868,7
MHz, 869,25-869,3 MHz, 869,3-869,4 MHz e 869,65-869,7 MHz possono
essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio
destinati a sistemi di allarme generici aventi le caratteristiche
tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 7).
In accordo con la Decisione della Commissione Europea 2006/771/CE e
successive modifiche la banda di frequenze 869,2-869,25 MHz puo’
essere impiegata ad uso collettivo da apparati a corto raggio
destinati ad allarmi a fini sociali ed aventi le caratteristiche
tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 7).
Tali applicazioni rientrano nel regime di “libero uso” ai sensi
dell’art. 105, comma 1, lettera e) del Codice delle comunicazioni
elettroniche, emanato con decreto legislativo 1° agosto 2003″.

Art. 2

Banda di frequenze 52,5-68,0 MHz

1. La nota 61 di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“61 – La banda di frequenze 52,5-68 MHz puo’ continuare ad essere
utilizzata da stazioni di radiodiffusione in tecnica analogica, nelle
aree del territorio nazionale non ancora digitalizzate, fino al
completamento della transizione dalla radiodiffusione in tecnica
analogica a quella numerica.”
2. La banda di frequenze 52,5 – 68,0 MHz di cui alla tabella del
decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’ modificata come segue:

—————————————————————————-
BANDA DI FREQUENZE SERVIZIO GESTORE UTILIZZAZIONI NORMATIVA
(MHz) INTERNAZIONALE
—————————————————————————-
52,5000 – 68,0000 MOBILE Ministero -Wind RES. 217 RR
TERRESTRE difesa profilers (Wind profilers)
57 60 61 Piano di Stoccolma 61
—————————————————————————-

Art. 3

Banda di frequenze 470-862 MHz

1. La nota 59 di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“59 – Nelle bande di frequenze 174-223 MHz e 470-790 MHz
l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni definisce il piano di
assegnazione di frequenze alle stazioni di radiodiffusione televisiva
pubbliche e private.”
2. La nota 87 A di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“87 A – Le bande di frequenze 174-223 MHz e 470-790 MHz possono
essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio da
impiegare come radiomicrofoni professionali, aventi le
caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC
70-03 (Annesso 10).
Tali applicazioni non debbono causare interferenze pregiudizievoli
al servizio di radiodiffusione, ne’ pretendere protezione da questo.
L’utilizzo di tali apparati e’ soggetto al regime di
“autorizzazione generale” ai sensi dell’art. 104, comma 1, lettera c)
numero 2.3) del Codice delle Comunicazioni elettroniche, emanato con
decreto legislativo 1° agosto 2003.”
3. La nota 87 B di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“87 B – Le bande di frequenze 174-223 MHz e 470-790 MHz possono
essere impiegate nell’ambito del servizio mobile terrestre,
limitatamente ad applicazioni in ausilio alla radiodiffusione, per
collegamenti audio a larga banda temporanei con massima potenza
equivalente irradiata (e.r.p.) non superiore a 5 W. Le stazioni di
tale servizio non debbono causare interferenze pregiudizievoli al
servizio di radiodiffusione, ne’ pretendere protezione da questo.
L’utilizzo di tali apparati e’ soggetto al regime di
“autorizzazione generale” con rilascio del relativo “diritto
individuale d’uso” ai sensi dell’art. 104, comma 1, lettera a) numero
1) del Codice delle Comunicazioni elettroniche, emanato con decreto
legislativo 1° agosto 2003.”
4. Dopo la nota 107 di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008
e’ aggiunta la seguente nota:
“107A – Le stazioni di radiodiffusione televisiva nella banda di
frequenze 790-862 MHz cessano di operare al completamento del
processo di digitalizzazione e comunque entro e non oltre la data del
31 dicembre 2012. Tale utilizzo da parte delle stazioni di
radiodiffusione televisiva e’ limitato, nel caso delle aree tecniche
gia’ completamente digitalizzate, alle sole assegnazioni temporanee
gia’ effettuate in tale banda, mentre, nel caso di aree tecniche non
ancora digitalizzate, alle sole utilizzazioni esistenti e fino allo
switch-off della pertinente area tecnica. A partire dal 1° gennaio
2013 la suddetta banda di frequenze e’ designata per sistemi
terrestri in grado di fornire servizi di comunicazioni elettroniche,
in accordo alla decisione 2010/267/UE.”
5. La nota 110 di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
soppressa.
6. La banda di frequenze 470-862 MHz di cui alla tabella del
decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’ modificata come segue:

Parte di provvedimento in formato grafico

Art. 4

Banda di frequenze 1800 MHz

1. L’art. 7 di cui al decreto ministeriale 4 novembre 2010 e’
sostituito dal seguente:
“Art. 7 (Banda di frequenze 1.800 MHz). – 1. La nota 142 di cui al
decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’ modificata come segue:
“142 – Le applicazioni del Ministero della Difesa operanti nelle
bande di frequenze 1.715-1.735 MHz e 1.810-1.830 MHz potranno essere
utilizzate con diritto a protezione fino al completamento del
processo di migrazione che dovra’ essere completato entro il
31dicembre 2011.”
2. La banda di frequenze 1.710-1.880 MHz di cui alla tabella del
decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’ modificata come segue:

Parte di provvedimento in formato grafico

Art. 5

Banda di frequenze 3.400-4.200 MHz

1. L’art. 2 di cui al decreto ministeriale 4 novembre 2010 e’
sostituito dal seguente:
“Art. 2 (Banda di frequenze 3.400-4.200 MHz). – 1. La nota 175 di
cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’ modificata come
segue:
“175 – In accordo con la decisione 2008/411/CE le bande di
frequenze 3.400-3.600 MHz e 3.600-3.800 MHz possono essere impiegate,
su base non esclusiva e fatti salvi la protezione ed il mantenimento
delle altre utilizzazioni esistenti, per sistemi terrestri in grado
di fornire servizi di comunicazioni elettroniche, conformemente ai
parametri contenuti nell’allegato della suddetta decisione. La banda
di frequenze 3.400-3.600 MHz e’ disponibile per i suddetti sistemi
con le modalita’ descritte nella nota 175A mentre la banda di
frequenze 3.600-3.800 MHz dovra’ essere resa disponibile entro il 1°
gennaio 2012.”
2. La nota 175 A di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
modificata come segue:
“175 A – Le bande di frequenze 3.437-3.500 MHz e 3.537-3.600 MHz
sono destinate all’introduzione di sistemi terrestri in grado di
fornire servizi di comunicazioni elettroniche in accordo con la
decisione 2008/411/CE. Il Ministero della difesa e’ impegnato a
liberare le bande in questione dai vincoli legati alla riconversione
di apparati militari entro e non oltre il 30 giugno 2014. Tale data
e’ subordinata al finanziamento dell’intero programma in aderenza
all’accordo quadro del 7 marzo 2007 tra il Ministero dello sviluppo
economico-Comunicazioni e il Ministero della difesa. Fino a tale data
le applicazioni fisse e di radiolocalizzazione del Ministero della
difesa, potranno essere utilizzate su base primaria e senza obbligo
di protezione degli altri utilizzatori. L’uso di tali bande sara’ in
ogni caso soggetto al coordinamento con i servizi previsti in tabella
e con quelli dei paesi confinanti.”
3. Dopo la nota 175 A di cui al decreto ministeriale 13 novembre
2008 e’ aggiunta la seguente nota:
“175 B – La banda di frequenze 3.400-3.600 MHz e’ identificata per
l’impiego da parte del sistema IMT. Questa identificazione non
preclude l’impiego di questa banda da parte di altre applicazioni nei
servizi ai quali essa e’ attribuita e non stabilisce priorita’. Le
procedure di coordinamento delle stazioni del servizio mobile escluso
mobile aeronautico, devono essere effettuate in accordo alla nota RR
5.430 A del Regolamento delle radiocomunicazioni.”
4. Dopo la nota 175 B di cui al decreto ministeriale 4 novembre
2010 e’ aggiunta la seguente nota:
“175 C – Le bande di frequenze 3.400-3.437 MHz e 3.500-3.537 MHz
sono ad uso del Ministero della difesa. L’uso di tali bande sara’ in
ogni caso soggetto al coordinamento con i servizi previsti in tabella
e con quelli dei paesi confinanti.”
5. La banda di frequenze 3.400-4.200 MHz di cui alla tabella del
decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’ modificata come segue:

Parte di provvedimento in formato grafico

Art. 6

Soppressioni e modifiche

1. La nota 66 di cui al decreto ministeriale 13 novembre 2008 e’
soppressa.
2. Alla tabella di attribuzione delle frequenze di cui al decreto
ministeriale 13 novembre 2008 cosi’ come modificata dal decreto
ministeriale 4 novembre 2010, sono apportate le variazioni
conseguenti alle modifiche, aggiunte e abrogazioni di cui al presente
decreto.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana.

Roma, 4 maggio 2011

Il Ministro: Romani

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 4 maggio 2011

Periti.info