ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 Giugno 2007 | Periti.info

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 Giugno 2007

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 Giugno 2007 - Disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare lo stato di emergenza in atto nei territori delle regioni dell'Italia centro-settentrionale, interessati dalla crisi idrica che sta determinando una situazione di grave pregiudizio agli interessi nazionali. (Ordinanza n. 3598). (GU n. 145 del 25-6-2007 )

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 Giugno 2007

Disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare lo
stato di emergenza in atto nei territori delle regioni dell’Italia
centro-settentrionale, interessati dalla crisi idrica che sta
determinando una situazione di grave pregiudizio agli interessi
nazionali. (Ordinanza n. 3598).

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l’art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
4 maggio 2007, recante “Dichiarazione dello stato di emergenza nei
territori delle regioni dell’Italia centro-settentrionale interessati
dalla crisi idrica che sta determinando una situazione di grave
pregiudizio agli interessi nazionali”;
Visto il regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e successive
modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modifiche ed integrazioni;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22
ottobre 2004, recante: “Indirizzi in materia di protezione civile in
relazione all’attivita’ contrattuale riguardante gli appalti pubblici
di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario”;
Considerato che la persistente situazione di siccita’ determina
gravi ripercussioni nel settore idropotabile, in quello irriguo ed in
quello per la produzione di energia elettrica, anche in aree
densamente popolate del Paese;
Considerato che il citato fenomeno siccitoso potrebbe determinare
gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale delle regioni
interessate dalla situazione di criticita’ in rassegna;
Considerata la necessita’ di operare quanto piu’ nel rispetto delle
priorita’ degli usi sanciti dalla normativa vigente in materia;
Ravvisata, pertanto, la necessita’ di adottare disposizioni di
carattere straordinario ed urgente finalizzate ad assicurare, in
costanza della situazione di emergenza in rassegna, una gestione
unitaria e maggiormente incisiva delle scarse risorse idriche
disponibili per i diversi usi, consentendo la realizzazione, in
termini di somma urgenza, di tutte le iniziative necessarie
all’ammodernamento della rete idrica, al consolidamento dei bacini
anche collinari, ed all’implementazione dei controlli sui prelievi
abusivi;
Visti gli esiti della riunione tecnica di coordinamento tenutasi il
giorno 30 aprile 2007 presso il Dipartimento della protezione civile
della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di analizzare e
fronteggiare gli stati di crisi conseguenti alla situazione
meteoclimatica in atto nelle varie regioni interessate;
Sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare;
Sentito il Ministero delle infrastrutture;
Sentito il Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali;
Sentito il Ministero dello sviluppo economico;
Acquisita l’intesa delle regioni interessate;
Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Dispone:

Art. 1.
1. Il direttore dell’ufficio previsione, valutazione, prevenzione e
mitigazione dei rischi naturali del Dipartimento della protezione
civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e’ nominato
commissario delegato per la realizzazione di tutte le iniziative di
carattere straordinario ed urgente finalizzate a fronteggiare la
situazione di emergenza di cui in premessa e che abbiano effetti di
rilievo nazionale. I presidenti delle regioni Emilia-Romagna,
Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte,
Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, od i loro delegati,
concorrono all’attuazione di tutte le iniziative di carattere
straordinario ed urgente che abbiano effetti sui singoli ambiti
territoriali regionali.
2. Il commissario delegato attiva le azioni necessarie a
contrastare e mitigare gli effetti delle crisi idriche di rilevanza
sovraregionale, garantendo valori minimi di deflusso idrico
sufficienti per le diverse funzioni ambientali e di fruizione della
risorsa, quali l’approvvigionamento idropotabile, i prelievi per
l’uso irriguo e per la produzione di energia di rilevanza strategica,
nonche’ la navigazione ed il contrasto della risalita di cunei salini
alla foce dei corsi d’acqua. A tal fine il commissario definisce in
particolare:
gli obiettivi, in termini di valori di deflusso idrico, correlati
ai livelli idrometrici da garantire in alveo nei periodi di magra;
le regole per determinare le portate minime necessarie per
assicurare gli obiettivi sopra richiamati;
le soglie di criticita’ al di sotto delle quali devono essere
limitate od inibite le derivazioni destinate ad uso diverso da quello
idropotabile.
3. Il commissario delegato, elabora, d’intesa con i presidenti
delle regioni interessate, od i loro delegati, le iniziative di cui
al presente comma, nell’ambito del Gruppo istituzionale di
coordinamento nazionale di cui al comma 1 dell’art. 2, per:
a) la predisposizione ed attuazione, sentiti i soggetti
istituzionalmente competenti, di programmi di regolazione delle
disponibilita’ ed uso delle risorse idriche, con l’eventuale
modificazione temporanea della loro destinazione quale risultante
dall’originaria assegnazione d’uso, assicurando il rispetto degli
articoli 144 e 167 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
successive modifiche ed integrazioni, garantendo altresi’ per quanto
possibile valori di deflusso idrico atti ad evitare danni ambientali
permanenti, nonche’ provvedendo in via sostitutiva rispetto agli enti
ordinariamente competenti, in caso di inerzia e previa diffida ad
adempiere entro termini perentori non inferiori a tre giorni dal
ricevimento;
b) il monitoraggio sul rispetto del vincolo di destinazione dei
diversi usi delle risorse idriche nel rispetto delle determinazioni
assunte ai sensi della lettera a);
c) l’imposizione di temporanee limitazioni o modificazioni
all’uso delle derivazioni concesse ai sensi del regio decreto n.
1775/1933, e delle pertinenti discipline regionali che siano ritenute
necessarie in presenza di particolari motivi di pubblico interesse,
al fine di conciliare nel modo piu’ opportuno le legittime esigenze
delle diverse utenze, ferme restando le inderogabili necessita’ delle
utenze per il consumo umano, e senza che cio’ possa dare luogo alla
corresponsione di indennizzo alcuno;
d) la disciplina dell’utilizzazione dell’acqua invasata a scopi
idroelettrici al fine di fronteggiare particolari situazioni di
criticita’, senza riconoscimento di alcun indennizzo;
e) la realizzazione di tutte le azioni necessarie a garantire
un’efficace attivita’ di polizia delle acque ed idraulica e controlli
rigorosi, in particolare volti a reprimere eventuali prelievi
abusivi, nonche’ ad un piu’ equilibrato sfruttamento dei prelievi
autorizzati e sull’effettiva attuazione, da parte delle regioni e
degli enti locali, degli adempimenti concordati per il superamento
della situazione di emergenza;
f) l’adozione di misure di carattere straordinario ed urgente
finalizzate a sospendere il rilascio di ulteriori licenze temporanee
di attingimento di cui all’art. 56 del regio decreto n. 1775/1933 ed
a revocare quelle gia’ concesse;
g) l’adozione di misure di carattere straordinario ed urgente
finalizzate a sospendere il rilascio di autorizzazioni e la
realizzazione di nuovi pozzi di cui agli articoli 93, 95 e 96 del
regio decreto n. 1775/1933, ad esclusione di quelle per uso
idropotabile o comunque per gli usi per i quali la normativa vigente
richiede la potabilita’ dell’acqua;
h) l’adozione di misure che consentano la temporanea deroga dei
livelli e delle modalita’ di regolazione ed erogazione delle acque di
laghi ed invasi, con la definizione dei tempi per il massimo invaso e
le erogazioni controllate, nonche’ provvedendo in via sostitutiva
rispetto agli enti o concessionari ordinariamente competenti, in caso
di inerzia e previa diffida ad adempiere entro termini perentori non
inferiori a tre giorni dal ricevimento;
i) l’adozione di misure che consentano la temporanea deroga ai
limiti relativi alle temperature degli scarichi termici di cui alla
tabella III, allegato 5, parte terza, del decreto legislativo n.
152/2006, e successive modifiche ed integrazioni, relativamente agli
scarichi derivanti dall’esercizio delle centrali termoelettriche;
j) il posticipo dell’avvio delle attivita’ di manutenzione
ordinaria e straordinaria degli impianti idroelettrici montani e
degli altri invasi, funzionali alle esigenze connesse con la
situazione di crisi idrica in atto, compatibilmente con le esigenze
di sicurezza dei medesimi;
k) l’adozione dei provvedimenti urgenti finalizzati a consentire
la proroga delle misure di salvaguardia relative alle risorse idriche
contenute nei piani stralcio redatti dalle Autorita’ di bacino ed
adottati dalle amministrazioni competenti;
l) la verifica sull’adozione di misure straordinarie di
regolazione dell’erogazione di energia all’utenza opportunamente
programmate;
m) l’adozione di tutte le iniziative necess…

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