PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - DIRETTIVA 5 agosto 2011 | Periti.info

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA – DIRETTIVA 5 agosto 2011

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - DIRETTIVA 5 agosto 2011 - Indirizzi sull'applicazione del D.P.C.M. 26 ottobre 2010, per l'accesso, tramite concorso pubblico per titoli ed esami, alla qualifica di dirigente di prima fascia. (Direttiva n. 11/2011). (12A00972) - (GU n. 26 del 1-2-2012 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE
PUBBLICA

DIRETTIVA 5 agosto 2011

Indirizzi sull’applicazione del D.P.C.M. 26 ottobre 2010, per
l’accesso, tramite concorso pubblico per titoli ed esami, alla
qualifica di dirigente di prima fascia. (Direttiva n. 11/2011).
(12A00972)

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato generale

Alle Amministrazioni dello Stato
anche ad ordinamento autonomo

Al consiglio di Stato – Ufficio del
Segretario generale

Alla Corte dei Conti – Ufficio del
Segretario generale

All’Avvocatura generale dello Stato
– Ufficio del Segretario generale

A tutte le Agenzie

Agli Enti pubblici non economici

Agli Enti pubblici

Agli Enti di Ricerca

e.p.c.:

Al Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento della
Ragioneira generale dello Stato –
IGOP

1. Premessa.
L’art. 6 della legge 4 marzo 2009, n. 15, recante «Delega al
Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttivita’ del lavoro
pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni …» definisce i principi ed i criteri di delega per
la materia relativa alla dirigenza pubblica. Tra gli obiettivi
contemplati rilevano quello di:
rafforzare il principio di distinzione tra le funzioni
d’indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le
funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza;
affermare la piena autonomia e responsabilita’ del dirigente,
come soggetto che esercita i poteri del datore di lavoro pubblico,
nella gestione delle risorse umane.
Tra le misure contemplate dal legislatore per realizzare i predetti
obiettivi vi e’ la previsione dell’accesso alla prima fascia
dirigenziale anche mediante il ricorso a procedure selettive
pubbliche concorsuali.
Il reclutamento di parte della dirigenza apicale mediante procedure
concorsuali pubbliche concorre a rendere piu’ imparziale l’azione
amministrativa e a sottolineare la connotazione tecnica e
professionale della gestione, a salvaguardia dell’autonomia delle
scelte. Il raccordo con la sfera politica avviene mediante
l’emanazione di indirizzi e direttive da parte del corrispondente
vertice.
La novita’ dell’accesso alla dirigenza di livello generale mediante
concorso pubblico riguarda solo una percentuale dei posti disponibili
ed il legislatore riconosce la necessita’ di approntare misure volte
a mettere gradualmente a regime il nuovo sistema con quello
precedente. Tuttavia questa novita’ rappresenta un elemento di forte
evoluzione del management amministrativo, del tutto in linea con
l’azione propulsiva di modernizzazione ed innovazione degli apparati
pubblici. Questi devono orientarsi nei fatti all’ampia nozione di
perfomance (soprattutto organizzativa) che risponde ad una cultura di
efficienza ed efficacia e tenere conto del fatto che gli indicatori
di misurazione dei servizi devono prendere a riferimento valori
derivanti da standard definiti non solo a livello nazionale, ma anche
sul piano internazionale.
L’apertura verso un confronto internazionale della pubblica
amministrazione e’ confermata dalla previsione secondo cui il
conferimento dell’incarico dirigenziale generale ai vincitori delle
procedure selettive pubbliche deve essere subordinato al compimento
di un periodo di formazione, non inferiore a sei mesi, presso uffici
amministrativi di uno Stato dell’Unione europea o di un organismo
comunitario o internazionale. Concepire l’obbligo di una formazione
comparata del manager pubblico risponde ad un bisogno incomprimibile
di cambiamento e di maggiore competitivita’ che deve accompagnarsi
con la revisione dei processi interni di lavoro, decisi e gestiti
dalla dirigenza, per finalizzarli all’innalzamento del livello dei
servizi offerti all’utenza e realizzare una percezione esterna di
miglioramento complessivo di tutta la performance organizzativa.
I principi ed i criteri di delega sopradescritti sono stati
tradotti dal Governo nelle prescrizioni recate dall’art. 28-bis del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (da ora in poi solo art.
28-bis) che e’ stato per l’appunto aggiunto dall’art. 47 del decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, di attuazione della legge 4
marzo 2009, n. 15. Si riporta il testo di alcuni dei commi del
predetto articolo che rilevano per gli argomenti trattati:
«1. Fermo restando quanto previsto dall’art. 19, comma 4,
l’accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia nelle
amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti
pubblici non economici avviene, per il cinquanta per cento dei posti,
calcolati con riferimento a quelli che si rendono disponibili ogni
anno per la cessazione dal servizio dei soggetti incaricati, tramite
concorso pubblico per titoli ed esami indetto dalle singole
amministrazioni, sulla base di criteri generali stabiliti con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, previo parere della Scuola
superiore della pubblica amministrazione.
2. Nei casi in cui lo svolgimento dei relativi incarichi richieda
specifica esperienza e peculiare professionalita’, alla copertura di
singoli posti e comunque di una quota non superiore alla meta’ di
quelli da mettere a concorso ai sensi del comma 1 si puo’ provvedere,
con contratti di diritto privato a tempo determinato, attraverso
concorso pubblico aperto ai soggetti in possesso dei requisiti
professionali e delle attitudini manageriali corrispondenti al posto
di funzione da coprire. I contratti sono stipulati per un periodo non
superiore a tre anni.
3. Al concorso per titoli ed esami di cui al comma 1 possono
essere ammessi i dirigenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni,
che abbiano maturato almeno cinque anni di servizio nei ruoli
dirigenziali e gli altri soggetti in possesso di titoli di studio e
professionali individuati nei bandi di concorso, con riferimento alle
specifiche esigenze dell’Amministrazione e sulla base di criteri
generali di equivalenza stabiliti con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, previo parere della Scuola superiore della
pubblica amministrazione, sentito il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca. A tale fine le amministrazioni che
bandiscono il concorso tengono in particolare conto del personale di
ruolo che ha esercitato per almeno cinque anni funzioni di livello
dirigenziale generale all’interno delle stesse ovvero del personale
appartenente all’organico dell’Unione europea in virtu’ di un
pubblico concorso organizzato da dette istituzioni.
4. I vincitori del concorso di cui al comma 1 sono assunti
dall’amministrazione e, anteriormente al conferimento dell’incarico,
sono tenuti all’espletamento di un periodo di formazione presso
uffici amministrativi di uno Stato dell’Unione europea o di un
organismo comunitario o internazionale. In ogni caso il periodo di
formazione e’ completato entro tre anni dalla conclusione del
concorso.»
2. Accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia. Sistema
binario.
Come prescritto dall’art. 23 del decreto legislativo n. 165 del
2001, in ogni amministrazione dello Stato, anche ad ordinamento
autonomo, e’ istituito il ruolo dei dirigenti, che si articola nella
prima e nella seconda fascia, nel cui ambito sono definite apposite
sezioni in modo da garantire l’eventuale specificita’ tecnica.
E’ previsto il transito alla prima fascia del predetto ruolo da
parte dei dirigenti della seconda fascia che abbiano ricoperto
incarichi di direzione di uffici dirigenziali generali o equivalenti
per un periodo pari almeno a cinque anni, senza essere incorsi nelle
misure previste dall’art. 21 per le ipotesi di responsabilita’
dirigenziale.
Dalla disciplina dell’art. 23 citato, nonche’ da quella generale
sulla dirigenza contenuta nel capo II del Titolo II del decreto
legislativo n. 165 del 2011, si evince la chiara distinzione tra
qualifica di dirigente e incarico dirigenziale, con conseguente
differenziazione della disciplina di accesso alla qualifica rispetto
a quello di conferimento dell’incarico.
L’art. 28-bis sancisce la regola che l’accesso alla qualifica di
dirigente di prima fascia si realizza attraverso un sistema binario
che e’ il seguente:
a) transito alla prima fascia (con conseguente acquisizione della
qualifica) da parte dei dirigenti di seconda fascia incaricati dopo
che per cinque anni abbiano ricoperto il relativo incarico, come
prescritto dal citato art. 23. Questa modalita’ di accesso e’ anche
ricordata nell’incipit dell’art. 28-bis che recita «Fermo restando
quanto previsto dall’art. 19, comma 4,» del decreto legislativo n.
165 del 2001 secondo cui, appunto, il conferimento dell’incarico di
prima fascia ai dirigenti di seconda fascia del ruolo di cui all’art.
23 puo’ avvenire in misura non superiore al 70 per cento della
relativa dotazione;
b) acquisizione della qualifica, con iscrizione nella relativa
articolazione del ruolo, a seguito dell’assunzione in esito al
concorso pubblico per titoli ed esami disciplinato dallo stesso art.
28-bis.
La duplice modalita’ di accesso introdotta dalla riforma,
necessitava di un’implementazione guidata e percio’ la legge delega
ha affidato al Governo il compito di:
1. definire una percentuale dei posti da destinare al
reclutamento mediante concorso pubblico per titoli ed esami;
2. adottare le necessarie misure volte a mettere a regime il
nuovo sistema di accesso in raccordo con il regime vigente;
3. garantire l’immediata applicazione della disciplina nel primo
biennio successivo alla entrata in vigore del decreto legislativo 27
ottobre 2009, n. 150.
Per quanto riguarda il punto 1., l’art. 28-bis ha provveduto
direttamene a fissare la riserva al concorso pubblico per titoli ed
esami, indetto dalle singole amministrazioni. Tale riserva e’ pari al
cinquanta per cento dei posti, calcolati con riferimento a quelli che
si rendono disponibili ogni anno per la cessazione dal servizio dei
soggetti incaricati.
Per quanto riguarda i punti 2. e 3., l’art. 28-bis ha provveduto
parzialmente, rinviando per la disciplina di dettaglio ad atti
secondari.
E’ stata prevista, infatti, l’adozione di due decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri per definire, rispettivamente,
i criteri generali:
per il calcolo dei posti che si rendono disponibili e per la
disciplina del concorso pubblico per titoli ed esami, previo parere
della Scuola superiore della pubblica amministrazione (art. 28-bis,
comma 1);
di accesso degli altri soggetti in possesso di titoli di studio e
professionali individuati nei bandi di concorso, con riferimento alle
specifiche esigenze dell’Amministrazione, previo parere della Scuola
superiore della pubblica amministrazione, sentito il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (art. 28-bis, comma
3).
Per un’esigenza di semplificazione ed attesa la sostanziale
omogeneita’ della materia e’ stato adottato un unico decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, rispettando le procedure di
adozione richieste dall’art. 28-bis.
Si tratta del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
26 ottobre 2010, che reca la disciplina per l’accesso, tramite
concorso pubblico per titoli ed esami, alla qualifica di dirigente di
prima fascia, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 maggio 2011,
n. 100 ed a cui si rinvia per ogni parte non trattata nella presente
direttiva.
Il comma 6 dell’art. 28-bis ha poi delegato ad un regolamento,
emanato ai sensi dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988,
n. 400, nella forma del decreto del Presidente della Repubblica, su
proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e
l’innovazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, e sentita la Scuola superiore della pubblica
amministrazione, attualmente in corso di definizione, la disciplina
delle modalita’ di compimento del periodo di formazione, tenuto anche
conto di quanto previsto nell’art. 32 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165.
3. Incarico di funzione dirigenziale di livello generale
Distinta dalla disciplina di accesso alla qualifica di dirigente di
prima fascia, e’ quella di conferimento dell’incarico di funzione
dirigenziale di livello generale, riconducibile all’art. 19 del
decreto legislativo n. 165 del 2001, per cui il relativo incarico
puo’ essere conferito, con le modalita’ previste dai rispettivi
ordinamenti:
1. a dirigenti della prima fascia dei ruoli di cui all’art. 23,
in possesso della qualifica acquisita con le modalita’ di cui alle
lettere a) e b) descritte nel paragrafo 2 (art. 19, comma 4), fermo
restando che per il conferimento dell’incarico di dirigente di prima
fascia con le modalita’ di cui alla lettera b) e’ necessario lo
svolgimento del prescritto corso di formazione;
2. nella misura non superiore al 70 per cento della relativa
dotazione, come disposto dall’art. 19, comma 4, a:
dirigenti di seconda fascia appartenenti ai ruoli di cui al
citato art. 23;
persone in possesso delle specifiche qualita’ professionali
richieste dal comma 6, dell’art. 19, mediante contratto a tempo
determinato;
3. entro il limite del 10 per cento della dotazione organica dei
dirigenti appartenenti alla prima fascia (art. 19, comma 5-bis), a:
dirigenti di prima fascia e di seconda fascia dei ruoli di cui
all’art. 23, previo collocamento fuori ruolo, comando o analogo
provvedimento secondo i rispettivi ordinamenti;
dirigenti di prima e di seconda fascia non appartenenti ai
ruoli di cui all’art. 23, purche’ dipendenti delle amministrazioni di
cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001,
ovvero di organi costituzionali, previo collocamento fuori ruolo,
comando o analogo provvedimento secondo i rispettivi ordinamenti.
4. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26
ottobre 2010.
Come gia’ detto nel paragrafo 2, il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 26 ottobre 2010, recante «Disciplina per
l’accesso, tramite concorso pubblico per titoli ed esami, alla
qualifica di dirigente di prima fascia» si preoccupa di definire le
necessarie misure volte a mettere a regime il nuovo sistema di
accesso in raccordo con il regime vigente e garantisce l’immediata
applicazione della disciplina entro il primo biennio successivo alla
entrata in vigore del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
L’art. 12 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26
ottobre 2010, infatti, ha previsto che la riserva di posti per il
concorso pubblico va calcolata tenendo conto dei posti di funzione
dirigenziale di livello generale che si rendono disponibili gia’ a
decorrere dal 1° gennaio 2011.
Nell’ambito del predetto decreto, questi importanti punti trovano
attuazione secondo le modalita’ che si andranno ad illustrare. Anche
gli indirizzi contenuti nella presente direttiva tengono conto
dell’esigenza di assicurare l’applicazione della nuova normativa
senza incidere sul corretto funzionamento delle amministrazioni
pubbliche, attesa la rilevanza istituzionale e funzionale delle
figure dirigenziali interessate.
5. Amministrazioni destinatarie.
La disciplina sul reclutamento della dirigenza di prima fascia si
applica alle amministrazioni pubbliche che la prevedono nel loro
ordinamento. Ne sono destinatarie, coerentemente alla normativa
contrattuale delle autonome aree dirigenziali previste per i comparti
vigenti, le amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo,
nonche’ le agenzie e gli enti pubblici non economici, compresi gli
enti di ricerca, i cui regolamenti organizzativi, in conformita’ alla
legge, prevedono specificamente funzioni dirigenziali di livello
generale, con corrispondenti posti definiti in dotazione organica,
compresi quelli di fuori ruolo.
Sono escluse dal novero le figure direzionali qualificate come
organi nei rispettivi regolamenti o il cui rapporto di lavoro si
configura di natura privatistica, ed in generale quelle che, come
detto, non trovano un corrispondente riflesso nella dotazione
organica dell’amministrazione.
Sono escluse dal novero le figure direzionali qualificate come
organi nei rispettivi regolamenti o il cui rapporto di lavoro si
configura di natura privatistica, ed in generale quelle che, come
detto, non trovano un corrispondente riflesso nella dotazione
organica dell’amministrazione.
Sono escluse, altresi’, le funzioni c.d. regaliennes ovvero quelle
relative alle carriere e alla dirigenza di cui all’art. 3 del citato
decreto legislativo n. 165 del 2001 atteso l’ordinamento speciale che
le caratterizza.
6. Programmazione del fabbisogno.
I posti di funzione dirigenziale di livello generale si collocano
al vertice dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e
sono, di norma, istituiti per legge. Il regime del conferimento degli
incarichi dirigenziali assicura la copertura degli stessi posti di
funzione secondo le esigenze funzionali dell’amministrazione.
Il meccanismo di legge del conferimento degli incarichi
dirigenziali di prima fascia, illustrato nel precedente paragrafo 2,
rimane percio’ confermato nelle sue modalita’, anche alla luce del
nuovo art. 28-bis. Tuttavia e’ necessario che le amministrazioni
programmino con un congruo anticipo le procedure concorsuali per
garantire una tempestiva copertura dei posti riservati al
reclutamento mediante concorso pubblico per titoli ed esami.
Lo stesso art. 28-bis esordisce salvaguardando la disciplina di cui
all’art. 19, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001.
Quest’aspetto risponde chiaramente all’esigenza di mettere a regime
il nuovo sistema di reclutamento della dirigenza di prima fascia
senza pregiudicare la normativa sul conferimento degli incarichi
dirigenziali.
Al fine di evitare riflessi negativi sul corretto funzionamento
delle amministrazioni, si forniscono alcune indicazioni utili per la
redazione degli atti di programmazione per favorire la graduale
applicazione delle nuove disposizioni.
Occorre prima di tutto richiamare l’art. 2 del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri che stabilisce che il calcolo
della percentuale del cinquanta per cento, da destinare al concorso
pubblico a tempo indeterminato, si effettua in sede di programmazione
triennale del fabbisogno tenendo conto del numero dei posti di
funzione dirigenziale di livello generale che si rendono disponibili,
entro il 31 dicembre di ogni anno, per cessazione dal servizio dei
soggetti incaricati con qualifica di dirigente di prima fascia
appartenenti ai ruoli dell’amministrazione.
In sostanza le amministrazioni devono computare, nel calcolo dei
posti da riservare al concorso pubblico, solo quelli lasciati liberi
da soggetti dei ruoli dell’amministrazione in possesso della
qualifica di dirigente di prima fascia in quanto acquisita secondo le
modalita’ descritte nel paragrafo 2.
Questo criterio si concilia con l’esigenza rappresentata dal
legislatore di non compromettere gli altri sistemi di copertura dei
posti di funzione dirigenziale di livello generale riconducibili
appunto alla disciplina di cui all’art. 19 ripetutamente richiamato.
Si precisa, inoltre, che rispettando la legge delega che prevedeva
l’applicazione della nuova disciplina entro il primo biennio
successivo alla entrata in vigore del decreto legislativo 27 ottobre
2009, n. 150, l’art. 12 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 26 ottobre 2010 ha previsto, come gia’ detto, che la riserva
di posti per il concorso pubblico va calcolata tenendo conto di
quelli di funzione di livello generale che si rendono disponibili a
decorrere dal 1° gennaio 2011.
Le amministrazioni, pertanto, laddove vi siano posti resisi vacanti
anteriormente al 1° gennaio 2011 mantengono su quei posti il regime
anteriore alla riforma, salvo volerli utilizzare a compensazione per
realizzare l’obiettivo della riserva al concorso.
Il fatto di prendere a riferimento, ai fini del conteggio dei
posti, quelli che si liberano in quanto occupati da dirigenti dei
ruoli con qualifica di dirigente di prima fascia favorisce la
compatibilita’ immediata tra le due diverse modalita’ di accesso alla
prima fascia senza il rischio di creare sovrapposizioni.
Come recita sempre l’art. 2 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, in sede di programmazione del fabbisogno, e
comunque non oltre il 31 gennaio di ogni anno, le amministrazioni
definiscono, su base previsionale triennale, il numero dei posti di
funzione dirigenziale di livello generale che si rendono disponibili,
entro il 31 dicembre di ogni anno, per cessazione dal servizio dei
soggetti incaricati con qualifica di dirigente di prima fascia
appartenenti ai ruoli dell’amministrazione.
Il sistema di calcolo tiene conto di una visione temporale
ricondotta al triennio, con possibilita’ di compensazione fra gli
anni considerati che aiuta le amministrazioni in termini di
flessibilita’ e di possibilita’ di portare a compimento le procedure
concorsuali di reclutamento eventualmente avviate. E’ importante
anche tenere conto del fatto che i bandi di concorso possono
riguardare posti che si rendono disponibili in anni diversi, come
previsto dall’art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 26 ottobre 2006 a cui si fa rinvio.
Per l’anno in corso la programmazione doveva essere presentata non
oltre il 31 gennaio scorso. Atteso lo stato di avanzamento dell’anno
2011 il termine di presentazione e’ spostato al 31 ottobre 2011.
Per la stessa ragione si ritiene possibile, in sede di prima
applicazione, lasciare alle amministrazioni la facolta’ di scegliere
se sviluppare una proiezione triennale 2011-2013 o, se preferita, una
proiezione comprendente anche l’anno 2014 (2011-2014). In tale ultimo
caso si confida nello spirito di collaborazione di codeste
amministrazioni nell’anticipare al 31 ottobre c.a. i tempi previsti
come limite massimo (per il triennio 2012-2014 il termine ultimo
sarebbe il 31 gennaio 2012), al fine di favorire l’attuazione della
nuova normativa.
Si richiama, al riguardo, l’art. 11 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri che disciplina il monitoraggio delle procedure
a cura del Dipartimento della funzione pubblica mediante
l’acquisizione annuale della programmazione triennale del fabbisogno
delle singole amministrazioni, corredata delle informazioni
dettagliate sulla tipologia e sul numero dei posti disponibili, al
fine di rilevare i dati utili sul calcolo delle percentuali da
riservare al concorso pubblico, sullo svolgimento delle procedure
concorsuali, sul giusto raccordo delle diverse modalita’ di accesso
alla dirigenza di prima fascia.
A tal fine si richiede a ciascuna amministrazione di predisporre
una apposita relazione illustrativa che accompagni la compilazione
dell’allegato «Modello art. 28-bis». Alla presente direttiva e’,
altresi’, allegata una «Scheda tecnica» che fornisce indicazioni per
la compilazione del predetto Modello e che riporta anche esempi di
compilazione.
Si ribadisce che la documentazione richiesta dovra’ essere
trasmessa allo Scrivente Dipartimento della funzione pubblica entro
il 31 ottobre 2011.
Non sono previsti dalla normativa vigente altri provvedimenti
autorizzatori sia per poter bandire i concorsi, sia per procedere
alle assunzioni in esito alle procedure.
Lo Scrivente Dipartimento valutera’ la documentazione pervenuta da
ciascuna amministrazione ed effettuera’ osservazioni solo ove
necessario.
7. Concorso pubblico per titoli ed esami: a tempo indeterminato e a
tempo determinato.
L’art. 28-bis, comma 2, prevede poi che, «nei casi in cui lo
svolgimento dei relativi incarichi richieda specifica esperienza e
peculiare professionalita’, alla copertura di singoli posti e
comunque di una quota non superiore alla meta’ di quelli da mettere a
concorso ai sensi del comma 1 si puo’ provvedere, con contratti di
diritto privato a tempo determinato, attraverso concorso pubblico
aperto ai soggetti in possesso dei requisiti professionali e delle
attitudini manageriali corrispondenti al posto di funzione da
coprire. I contratti sono stipulati per un periodo non superiore a
tre anni.»
La disposizione richiamata fa chiaramente intendere che la regola
generale del reclutamento in argomento e’ quella del concorso
pubblico, per titoli ed esami, a tempo indeterminato, nel limite del
contingente previsto secondo le indicazioni di cui al paragrafo 6.
Per il bando di concorso a tempo indeterminato non e’ necessario
specificare i posti di funzione che si intendono ricoprire.
In sede di determinazione del fabbisogno, laddove le
amministrazioni abbiano individuato, nell’ambito delle strutture
dirigenziali di livello generale della rispettiva dotazione organica,
singoli posti di funzione puntualmente definiti che richiedono una
specifica e particolare esperienza e peculiare professionalita’,
possono provvedere alla relativa copertura «previo esperimento di
concorso pubblico, mediante assunzione con contratto di lavoro a
tempo determinato, di durata non superiore ai tre anni, nel limite di
un contingente non superiore alla meta’ dei posti da destinare al
concorso pubblico» da detrarre dalla disponibilita’ calcolata per
quest’ultimo (art. 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 26 ottobre 2010). Ne deriva che per il concorso a tempo
determinato occorre indicare nel bando il posto che si intende
ricoprire.
Nella relazione illustrativa della programmazione del fabbisogno,
che le amministrazioni devono produrre, daranno adeguate informazioni
sulle ragioni del concorso pubblico a tempo determinato.
8. Conclusioni.
Il Dipartimento della funzione pubblica, su richiesta da parte
delle amministrazioni interessate, promuove convenzioni per la
gestione unificata dei concorsi, nonche’ iniziative per agevolare
l’informatizzazione delle procedure concorsuali. Questa modalita’ di
reclutamento puo’ favorire una maggiore economicita’ nello
svolgimento delle procedure.
Si raccomanda un puntuale rispetto delle disposizioni contenute nel
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 ottobre 2010 per
quanto riguarda la predisposizione dei bandi di concorso, i requisiti
di accesso e le modalita’ di svolgimento della procedura concorsuale.
In particolare, al fine di evitare un utilizzo improprio delle
graduatorie, il bando di concorso deve indicare se i posti
disponibili si riferiscono ad un solo anno oppure ad un arco
temporale maggiore. A tal proposito e’ necessario specificare:
a) il periodo temporale, comunque non superiore al triennio, a
cui si riferiscono i posti banditi;
b) i criteri ed i tempi di utilizzo della graduatoria per la
copertura dei posti banditi;
c) i criteri ed i tempi di utilizzo della graduatoria per la
copertura degli eventuali ulteriori posti che si rendono
effettivamente disponibili, nel periodo temporale indicato nel bando,
nel rispetto della percentuale del cinquanta per cento.
In assenza di specifici criteri definiti nel bando la graduatoria
perde di efficacia con l’assunzione dei vincitori corrispondenti al
numero dei posti banditi.
Si rinvia, invece, all’art. 5, comma 2, del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri per un uso corretto della graduatoria del
concorso a tempo determinato.
Nella gestione delle procedure concorsuali le amministrazioni
devono favorire la piu’ ampia diffusione delle procedure informatiche
e la piena applicazione della normativa sulla posta elettronica
certificata, rammentando anche quanto indicato nella circolare del
Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione n. 12/2010,
riguardante modalita’ di presentazione della domanda di ammissione ai
concorsi pubblici indetti dalle amministrazioni, nonche’ chiarimenti
e criteri interpretativi sull’utilizzo della PEC.
Non si tralascia di ricordare che l’art. 38, comma 2, del decreto
del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, come
modificato dalla lettera b) del comma 2 dell’art. 47, d.lgs. 30
dicembre 2010, n. 235 stabilisce che «Le istanze … inviate per via
telematica, ivi comprese le domande per la partecipazione a selezioni
e concorsi per l’assunzione … sono valide se effettuate secondo
quanto previsto dall’art. 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.
82».
Devono essere rispettati, altresi’, gli adempimenti connessi con
l’art. 54 del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 in materia di «Contenuto dei
siti delle pubbliche amministrazioni».
Si confida nella corretta applicazione delle indicazioni fornite.
Roma, 5 agosto 2011

Il Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione
Brunetta

Registrato alla Corte dei conti il 22 novembre 2011
Ministeri istituzionali Presidenza del Consiglio dei Ministri
registro n. 19, foglio n. 345.

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA – DIRETTIVA 5 agosto 2011

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