PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER I DIRITTI E LE PARI OPPORTUNITA' - COMUNICATO - Articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina sull'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 | Periti.info

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER I DIRITTI E LE PARI OPPORTUNITA’ – COMUNICATO – Articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina sull’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER I DIRITTI E LE PARI OPPORTUNITA' - COMUNICATO - Articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina sull'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 - Programmi di assistenza e di integrazione sociale. (Avviso n. 9 del 4 febbraio 2008). (GU n. 35 del 11-2-2008)

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER I DIRITTI E LE
PARI OPPORTUNITA’

COMUNICATO

Articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina sull’immigrazione e norme sulla condizione dello
straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 –
Programmi di assistenza e di integrazione sociale. (Avviso n. 9 del
4 febbraio 2008).

Il Ministro per i diritti e le pari opportunita’ emana il
seguente avviso per la presentazione dei progetti:
1. Premessa.
Con il presente avviso si intende dare attuazione ai programmi di
assistenza ed integrazione sociale previsti dall’art. 18 del testo
unico delle disposizioni concernenti la disciplina sull’immigrazione
e norme sulle condizioni dello straniero, approvato con decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, cosi’ come modificato con
decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300 convertito con legge
26 febbraio 2007, n. 17, e dagli articoli 25 e 26 del regolamento di
attuazione del citato testo unico, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 e definiti
dall’art. 2, comma 3, del decreto interministeriale del 23 novembre
1999.
La Commissione interministeriale prevista dall’art. 25, comma 2,
del regolamento di attuazione del testo unico predetto, ridenominata
«Commissione interministeriale per il sostegno alle vittime di
tratta, violenza e grave sfruttamento» a seguito dell’entrata in
vigore del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n.
102, valutera’ i progetti presentati sulla base dei criteri e delle
modalita’ previsti dal decreto interministeriale del 23 novembre
1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 291 – serie generale –
del 13 dicembre 1999.
2. Obiettivi.
Costituiscono oggetto del presente avviso i progetti rivolti
specificamente ad assicurare un percorso di assistenza e integrazione
sociale, ivi compresa l’attivita’ per ottenere lo speciale permesso
di soggiorno di cui all’art 18 del testo unico sopra citato, alle
vittime che intendano sottrarsi alla violenza e ai condizionamenti di
soggetti dediti al traffico di persone a scopo di sfruttamento.
In particolare i progetti dovranno prevedere, come minimo, le
seguenti fasi:
attivita’ di primo contatto (unita’ di strada, sportello, altri
servizi a bassa soglia);
accoglienza abitativa;
protezione (assistenza sanitaria, psicologica, legale e
consulenze varie);
attivita’ mirate all’ottenimento del permesso di soggiorno ex
art. 18;
formazione (alfabetizzazione linguistica, informatica, ecc. e
corsi di formazione professionale);
attivita’ mirate all’inserimento socio-lavorativo (borse
lavoro, tirocini lavorativi, ecc.).
I progetti possono essere presentati e gestiti da regioni, enti
locali, o da soggetti privati convenzionati con tali enti ed
iscritti, alla data di presentazione della domanda dei progetti
stessi, nell’apposita sezione del registro delle associazioni e degli
enti che svolgono attivita’ a favore di stranieri immigrati di cui
all’art. 52, comma 1, lettera b), del regolamento di attuazione del
testo unico gia’ menzionato, secondo le disposizioni che verranno di
seguito indicate.
3. Risorse programmate.
L’ammontare delle risorse destinate ai progetti di cui al
presente avviso e’ di Euro 4.400.000 a valere sulle risorse assegnate
al Dipartimento per i diritti e le pari opportunita’, ai sensi
dell’art. 18, comma 7, del testo unico indicato e dell’art. 25,
comma 1, del regolamento di attuazione del testo unico gia’
menzionato
Le iniziative saranno finanziate come segue:
nella misura del 70% del totale della spesa a valere sulle
risorse statali;
nella misura del 30% del totale della spesa a valere sulle
risorse della regione o dell’ente locale.
Si precisa che la quota del 30% a carico della regione o
dell’ente locale puo’ essere corrisposta in denaro e/o in
valorizzazione di: personale, beni, mezzi e attrezzature. Queste
ultime voci dovranno essere, in ogni caso, quantificate nel
preventivo economico (allegato 3).
Al fine di assicurare una equa distribuzione delle risorse su
tutto il territorio nazionale nessun progetto potra’ essere
finanziato con risorse statali per un importo superiore ai seguenti
massimali:
Euro 460.000 per i progetti che coprono un’area territoriale
con popolazione residente superiore a 2.000.000;
Euro 230.000 per i progetti che coprono un’area territoriale
con popolazione residente superiore a 1.000.000;
Euro 115.000 per i progetti che coprono un’area territoriale
con popolazione residente inferiore a 1.000.000.
A tal fine faranno fede i dati Istat relativi all’anno 2007,
consultabili sul sito http://demo.istat.it
Si precisa che tali massimali sono riferiti alla quota
finanziabile dallo Stato (70%) che non potranno essere, in ogni caso,
superati.
Tuttavia e’ possibile chiedere il finanziamento di una quota
parte di un progetto piu’ ampio il cui costo complessivo comporti il
superamento dei suddetti massimali. In tal caso l’ente proponente
dovra’ attestare, con idonea documentazione, il finanziamento in
proprio o da parte di altro ente per la quota eccedente, ovvero
garantire il cofinanziamento in misura superiore al 30%. In ogni caso
l’ente proponente e’ tenuto a descrivere il progetto nella sua
interezza per consentire alla commissione una complessiva valutazione
qualitativa dell’intervento. Inoltre la quota eccedente dovra’ essere
debitamente indicata nell’apposito preventivo economico (allegato 3).
Si fa presente che in tal caso l’ente proponente dovra’ calcolare
i massimali di voce di costo sull’importo complessivo del progetto.
4. Destinatari.
Sono destinatari dei progetti, ai sensi dell’art. 18 decreto
legislativo n. 286/1998, comma 1 e comma 6-bis, introdotto dalla
legge 26 febbraio 2007, n. 17, le persone straniere nonche’ i
cittadini di Stati membri dell’Unione europea che intendano sottrarsi
alla violenza ed ai condizionamenti di soggetti dediti al traffico di
persone a scopo di sfruttamento.
5. Proponenti ed attuatori.
Per proponente si intende il soggetto che presenta il progetto e
lo realizza.
Il proponente e’ responsabile della realizzazione del progetto
presentato.
Ove l’attuazione del progetto o parte di esso venga affidata a
soggetti terzi, da indicare specificamente nel progetto stesso, i
proponenti ne rimangono comunque responsabili e mantengono il
coordinamento delle azioni previste.
I soggetti privati, proponenti od attuatori, a pena di
inammissibilita’ dell’intero progetto, debbono essere iscritti
nell’apposita sezione del registro delle associazioni e degli enti
che svolgono attivita’ a favore di stranieri immigrati, di cui
all’art. 52, comma 1, lettera b), del regolamento di attuazione del
testo unico gia’ citato, alla data di scadenza per la presentazione
della domanda di cui al presente avviso. Tale iscrizione deve essere
idoneamente documentata anche in forma di autocertificazione ai sensi
dell’art. 2 della legge 15 maggio 1997, n. 127.
Il progetto puo’ altresi’ prevedere piu’ soggetti attuatori,
indicando dettagliatamente il riparto di compiti e competenze.
Ciascun proponente puo’ presentare un solo progetto.
L’ente proponente non puo’ essere indicato quale soggetto
attuatore in altro progetto che insista sul medesimo territorio di
riferimento. Nel caso in cui cio’ si verifichi, tale ultimo progetto
sara’ considerato inammissibile.
Di conseguenza, ai fini dell’ammissibilita’ del progetto, l’ente
proponente deve presentare una dichiarazione ove attesti l’esistenza
di tale condizione (allegato 4).
Possono essere indicate forme di partenariato o di collaborazione
istituzionale con soggetti pubblici, appositamente documentate
attraverso lettere d’intento e/o protocolli d’intesa.
L’ente proponente puo’ altresi’ avvalersi di forme di
collaborazione con enti privati, diversi dall’eventuale/i ente/i
attuatore/i, per la fornitura di servizi e/o per la realizzazione di
specifiche attivita’ necessarie alla completa realizzazione del
progetto, (es.: formazione linguistica, informatica, tirocini,
trasporti, ecc.). In ogni caso la responsabilita’ della gestione
dell’intervento ricade esclusivamente sull’ente proponente.
6. Dimensione territoriale dei progetti.
Deve essere chiaramente indicato il territorio di riferimento
delle attivita’ e degli interventi previsti nel progetto, mediante
l’allegazione di elementi concreti concernenti:
l’impegno assunto tramite il cofinanziamento da singoli enti
territoriali;
l’esistenza di protocolli operativi con gli attori presenti sul
territorio (Questure, Comandi Carabinieri, ASL, ecc.);
l’operativita’ dei partner formalmente coinvolti nelle
attivita’ del progetto in quei territori, comprovata da
documentazione allegata al progetto.
7. Durata dei progetti.
Ai fini del presente avviso saranno ammessi alla valutazione
progetti della durata di un anno.
8. Documentazione richiesta per la presentazione dei progetti.
8.1 L’Ente proponente dovra’ presentare la seguente documentazione:
a) La domanda di candidatura, firmata dal legale rappresentante
del soggetto proponente (allegato 1);
b) il formulario compilato in ogni sua parte e sottoscritto dal
legale rappresentante del soggetto proponente (allegato 2);
c) una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante
dell’ente locale o regione, dalla quale emerga in maniera espressa ed
inequivoca che il progetto presentato e’ beneficiario del
co-finanziamento nella misura del 30%, cosi’ come previsto dall’art.
25, comma 1 del regolamento di attuazione del testo unico richiamato;
d) una analisi costi-benefici relativa alle finalita’ da
perseguire, con particolare riferimento alla dimensione territoriale
del progetto e/o alla diffusione locale del fenomeno, definita
attraverso i seguenti indicatori: numero di persone destinatarie,
effetto moltiplicatore, trasferibilita’ dei risultati, promozione
delle buone pratiche, valutazione degli interventi;
e) un preventivo economico, compilato analiticamente secondo lo
schema di cui all’allegato 3, suddiviso nelle seguenti categorie di
spesa:
personale (non puo’ superare il 60% del costo complessivo);
mezzi e attrezzature per i servizi di assistenza (non puo’
superare il 10% del costo complessivo);
spese di gestione per i servizi di assistenza;
spese per inserimento sociale;
costi generali (non puo’ superare il 7% del costo
complessivo);
spese di produzione e divulgazione materiale (non puo’
superare il 3% del costo complessivo);
f) una scheda contenente tutti gli elementi relativi alla
natura, alle caratteristiche e alle esperienze degli eventuali
soggetti attuatori, se privati;
g) l’indicazione della rete dei soggetti pubblici e privati
coinvolti nel progetto e le modalita’ di collegamento tra i diversi
attori dell’intervento, definite e attestate da appositi accordi di
collaborazione;
h) idonea documentazione che attesti l’eventuale finanziamento,
in proprio o da parte di altro ente, di una quota del progetto
superiore al 30% (da indicare nell’allegato 3);
i) la dichiarazione, da parte dell’Ente proponente, di aver
presentato un unico progetto e, in quanto tale, di non insistere, in
qualita’ di soggetto attuatore, nel medesimo territorio di
riferimento (allegato 4);
j) dichiarazione sulla dimensione territoriale del progetto.
8.2 L’ente proponente, se soggetto privato dovra’ presentare, oltre
alla documentazione sopra elencata, anche la seguente:
k) una scheda contenente tutti gli elementi relativi alla
natura, alle caratteristiche e alle esperienze del soggetto
proponente;
l) la convenzione eventualmente gia’ stipulata, ovvero lo
schema tipo di convenzione che l’ente privato, proponente o
attuatore, intende stipulare con gli enti locali o le regioni, per la
realizzazione del progetto, ai sensi dell’art. 26, comma 2, decreto
del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394., A tal fine
si fa presente che la convenzione di cui sopra deve essere firmata
dal legale rappresentante della regione o dell’ente locale, ovvero,
in sua vece da un responsabile espressamente delegato per funzione o
materia;
m) una dichiarazione, in forma di autocertificazione ai sensi
dell’art. 2 della legge 15 maggio 1997, n. 127, attestante l’avvenuta
iscrizione nell’apposita sezione del registro delle associazioni e
degli enti che svolgono attivita’ a favore di stranieri immigrati di
cui all’art. 52, comma 1, lettera b) del regolamento di attuazione
del testo unico gia’ citato.
8.3 Requisiti di ammissibilita’.
Non saranno ammessi alla valutazione, e percio’ saranno
considerati inammissibili, i progetti non corredati dalla seguente
documentazione:
lettere : a), b), c), e), h), i), j);
inoltre per l’ente proponente privato, lettere:, k), l) m).
Inoltre, a pena di inammissibilita’, i progetti dovranno essere
inviati o consegnati al Dipartimento entro e non oltre quarantacinque
giorni dalla pubblicazione del presente avviso.
L’ammissibilita’ dei progetti verra’ riscontrata preventivamente
alla valutazione.
La convenzione di cui alla lettera l), del punto 8.2 del presente
bando, qualora sia formalizzata successivamente all’approvazione del
progetto, dovra’ pervenire al Dipartimento entro e non oltre sessanta
giorni dalla data della comunicazione dell’approvazione del progetto.
9. Assistenza tecnica per la definizione delle domande.
Il testo del presente avviso, nonche’ tutti i relativi allegati,
saranno disponibili sul sito http://www.pariopportunita.gov.it
I soggetti interessati potranno contattare, inoltre, la
segreteria tecnica della commissione interministeriale per il
sostegno alle vittime della tratta: tel. 06 67792450, e-mail:
[email protected]
10. Valutazione dei progetti.
La valutazione dei progetti e’ svolta dalla commissione
interministeriale di cui in premessa.
La commissione provvede alla valutazione dei progetti tramite
apposite griglie tecniche di attribuzione di punteggio sulla base dei
seguenti indicatori e criteri di cui al comma 4, dell’art. 4, del
decreto ministeriale 23 novembre 1999.
La commissione procede ad un esame di merito dei progetti
presentati, sulla base di una scheda tecnica di cui al punto
precedente, con una scala di punteggio da 0 a 100. La commissione
stabilisce, altresi’, una soglia minima di qualita’, esplicitata dal
punteggio ottenuto, al di sotto della quale i progetti, seppur
ammissibili dal punto di vista formale, non sono ritenuti
finanziabili: la soglia minima e’ fissata in 55 punti.
Il punteggio assegnato dalla commissione e’ cosi’ ripartito:
Area 1 – Competenze e capacita’ organizzativa – punti da 0 a 20:
esperienza e capacita’ organizzativa del proponente e
dell’eventuale ente attuatore, anche in relazione ai risultati
conseguiti, comprovata da idonea documentazione attestante il numero
delle vittime assistite ed il numero di inserimenti lavorativi
effettuati nell’ambito dei precedenti progetti finanziati dal
Dipartimento per i diritti e le pari opportunita’, nonche’ in
relazione alla puntualita’ nell’invio delle rendicontazioni
economiche, delle relazioni d’attivita’ ed alla qualita’ di tale
documentazione.
Ente proponente:
– titolarita’ o gestione di progetti ex art. 18, decreto
legislativo n. 286/1998 (punti da 0 a 4);
– titolarita’ o gestione di progetti ex art. 13, legge n.
228/2003 (punti da 0 a 2);
– titolarita’ o gestione di altri progetti o iniziative sulla
tratta (punti da 0 a 1).
Ente/Enti attuatore/i:
– titolarita’ o gestione di progetti ex art. 18, decreto
legislativo n. 286/1998 (punti da 0 a 4);
– titolarita’ o gestione di progetti ex art. 13, legge n.
228/2003 (punti da 0 a 2);
– titolarita’ o gestione di altri progetti o iniziative sulla
tratta (punti da 0 a 1);
– cantierabilita’ del progetto (punti da 0 a 1);
– disponibilita’ di personale in possesso di adeguata
professionalita’ e/o di competenze specialistiche In particolare
saranno tenute in considerazione la formazione e l’esperienza
specifica sulla tratta, l’adeguatezza della copertura dei servizi
assicurata dal personale previsto, la diversificazione dei ruoli e
delle figure professionali, documentata possibilmente anche
attraverso curricula. Tali figure potrebbero includere: coordinatore,
psicologo, operatore/operatrice pari di origine straniera,
operatore/operatrice pari transessuale, educatore professionale,
mediatore sociale, assistente sociale. Inoltre sara’ tenuta in
considerazione la previsione di una consulenza legale e sanitaria
(punti da 0 a 5).
Area 2 – Impatto sul contesto territoriale di riferimento – punti
da 0 a 20:
– dimensione del territorio di riferimento, considerata in base
ai parametri indicati al punto 6 del presente avviso (punti da 0 a
8);
– unicita’ del progetto sul territorio di riferimento (punti da
0 a 3);
– diffusione del fenomeno sul territorio di riferimento (punti
da 0 a 5);
– localizzazione e/o estensione del progetto in zone dove non
sono stati ancora realizzati interventi strutturati (punti da 0 a 4).
Area 3 – Impatto e qualita’ del progetto rispetto ai destinatari,
in relazione al costo complessivo del progetto punti da 0 a 20:
– diversificazione e qualita’ degli interventi in relazione
alle tipologie di sfruttamento e alle caratteristiche delle vittime
(punti da 0 a 4);
– numero delle vittime che si prevede accedano ai progetti di
protezione sociale (punti da 0 a 2);
– qualita’ degli interventi di inserimento socio-lavorativo (0
– 5);
– diversificazione delle strutture e numero dei posti dedicati
alle vittime di tratta inserite nel progetto (punti da 0 a 4);
– altri servizi a disposizione dei destinatari (punti da 0 a
2);
– metodologia di intervento per l’emersione delle potenziali
vittime e per la realizzazione dei progetti di protezione e
assistenza (punti da 0 a 3).
Area 4 – Impatto e qualita’ delle forme di collaborazione in
rete, in relazione al costo complessivo del progetto punti da 0 a 22:
– previsione di forme di partenariato o collaborazione con
regioni ed enti locali (punti da 0 a 4);
– previsione di forme di partenariato o collaborazione con
Prefetture, Forze dell’ordine, Autorita’ giudiziarie, sindacati
(punti da 0 a 5);
– previsione di forme di partenariato o collaborazione con enti
competenti in materia sanitaria (punti da 0 a 3);
– previsione di forme di partenariato o collaborazione con enti
in grado di realizzare programmi di rimpatrio volontario assistito
(punti da 0 a 2);
– previsione di forme di partenariato o collaborazione con
altri progetti art. 18 e art. 13 sul territorio di riferimento del
progetto (punti da 0 a 4);
– previsione di forme di partenariato o collaborazione con
altri progetti art. 18 e art. 13 fuori dal territorio di riferimento
del progetto (punti da 0 a 4).
Area 5 – Ulteriori elementi di qualita’ e analisi costi/benefici
– punti da 0 a 18:
– effetto moltiplicatore, trasferibilita’ dei risultati,
promozione delle buone pratiche previsti (punti da 0 a 2);
– attivita’ di formazione e sistema di valutazione (punti da 0
a 2);
– congruita’ complessiva del budget di spesa (punti da 0 a 7);
– equilibrio nella distribuzione tra voci di costo (punti da 0
a 4);
– cofinanziamento del progetto in misura superiore al 30% –
punto 3 dell’avviso n. 9 (punti da 0 a 3).
11. – Obblighi del soggetto ammesso a finanziamento e ammissibilita’
delle spese.
Gli obblighi del soggetto ammesso al finanziamento e le spese
ammissibili saranno precisati nell’apposito atto di concessione di
contributo che verra’ stipulato tra l’ente proponente e il
Dipartimento per i diritti e le pari opportunita’.
12. Modalita’ e termini di presentazione della domanda.
I soggetti interessati alla presentazione dei progetti relativi
ai programmi di protezione sociale dovranno inoltrare una domanda
sulla base delle indicazioni contenute nel presente avviso,
nell’allegato 1 (domanda di candidatura), nell’allegato 2
(formulario), nell’allegato 3 (preventivo economico) e nell’allegato
4 (dichiarazione).
Le buste contenenti le proposte (un originale piu’ due copie) con
indicazione del riferimento in calce a destra: «Progetti di
protezione sociale – art. 18 del testo unico sull’immigrazione», con
la dicitura «non aprire» dovranno pervenire al Dipartimento per i
diritti e le pari opportunita’ – Segreteria tecnica della Commissione
interministeriale per il sostegno alle vittime di tratta, violenza e
grave sfruttamento, largo Chigi 19 – 00187 Roma, entro e non oltre
quarantacinque giorni a decorrere dal giorno successivo alla data di
pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale.
Le domande possono essere spedite con raccomandata a/r, nel qual
caso fa fede il timbro postale di spedizione.
La consegna a mano potra’ effettuarsi dal lunedi’ al venerdi’
dalle ore 9 alle ore 13 presso il Dipartimento per i diritti e pari
opportunita’, segreteria tecnica della Commissione interministeriale,
largo Chigi, 19 – Roma, 4° piano, stanza 4090.

Allegato 1

—-> Vedere immagine a pag. 49 in formato zip/pdf

Allegato 2

—-> Vedere immagini da pag. 50 a pag. 60 in formato zip/pdf

Allegato 3

—-> Vedere immagini da pag. 61 a pag. 64 in formato zip/pdf

Allegato 4

—-> Vedere immagine a pag. 65 in formato zip/pdf

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER I DIRITTI E LE PARI OPPORTUNITA’ – COMUNICATO – Articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina sull’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

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