La Norma fornisce le linee guida per la valutazione e il controllo dei rischi fotobiologici derivanti da tutte le sorgenti ad ampio spettro incoerente – compresi i LED – alimentati elettricamente, e che emettono radiazione ottica nel campo di lunghezze d'onda compreso tra 200 nm e 3000 nm; essa prende in considerazione diversi campi di lunghezze d'onda e associa ad ognuno un rischio ed un relativo limite espositivo.
I valori limite di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali sono quelli introdotti dalla Direttiva del Parlamento Europeo, n.25 del 5 aprile 2006 sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori a rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche artificiali).
La Norma CEI EN 62471 specifica:
- i limiti di esposizione
- le tecniche di misura di riferimento (radianza e irradianza)
- lo schema di classificazione della radiazione in base alla pericolosità.
Se l'esposizione diventa eccessiva, le radiazioni potrebbero essere causa di rischi per gli organi del corpo umano che sono più esposti, cioè la cute e gli occhi. A seconda del grado di pericolosità della radiazione, gli apparecchi di illuminazione vengono classificati secondo quattro "gruppi di rischio":
- gruppo esente = assenza di rischio
- gruppo 1 = rischio basso
- gruppo 2 = rischio moderato
- gruppo 3 = rischio alto.
Poiché la Norma CEI EN 62471 non riguarda i requisiti richiesti per la sicurezza dell'utilizzatore nel momento in cui un prodotto viene associato ad un particolare gruppo di rischio e in attesa che questo aspetto venga trattato ed inserito nello scopo delle Norme di prodotto, verrà pubblicata a breve la parte 2 IEC/TR 62471-2 "Guida ai requisiti costruttivi relativi alla sicurezza della radiazione ottica dei prodotti non laser".
Questa pubblicazione servirà da guida e permetterà di etichettare il prodotto secondo il gruppo di rischio all'interno del quale esso ricade, fornendo appunto i requisiti di sicurezza richiesti per il suo utilizzo. Per quanto riguarda i gruppi di rischio 2 (dovuto principalmente a effetti fotochimici e termici) e 3 (pericolo presente anche in caso di esposizione breve e limitata), la marcatura deve essere presente sul prodotto o sulla confezione.