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Posta elettronica certificata: iscrizione prorogata al 30 giugno

Il decreto per le semplificazioni sposta la scadenza per la registrazione alla Camera di Commercio, al fine di gestire meglio l'enorme quantita' di richieste

telecomunicazioni - 15 febbraio 2012

Fissata al 30 giugno 2012 la proroga per l'indicazione dell'indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec) al registro delle imprese. È quanto afferma il Decreto legislativo n. 5/2012 in materia di semplificazioni, pubblicato lo scorso 9 febbraio in Gazzetta Ufficiale: “Le imprese costituite in forma societaria che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non hanno ancora indicato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al registro delle imprese, provvedono a tale comunicazione ai sensi dell'articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, entro il 30 giugno 2012”.

La Pec è una forma di integrazione della sicurezza delle e-mail standard, che consente di inviare messaggi di valore legale pari ad una raccomandata con ricevuta di ritorno.

L'articolo 16 del Decreto n° 185 introduceva l'obbligo di Pec per tutte le imprese con lo scopo primario di favorire la diffusione delle tecnologie telematiche nelle telecomunicazioni e ridurre i costi amministrativi degli operatori.

Il 3 novembre 2011, dato l'approssimarsi della scadenza (29 novembre 2011), il Ministero dello Sviluppo Economico aveva diramato una circolare in cui forniva alle imprese le indicazioni operative per l'applicazione della normativa; intervento superato da un'altra circolare, del 25 novembre, che invitava a non applicare le sanzioni previste alle società che non avessero ancora comunicato l'indirizzo di Pec, invitando a considerare come «corretto adempimento» anche quello tardivo. Una decisione scaturita dall'impossibilità per i sistemi di gestire l'enorme quantità di richieste arrivate.

Con la proroga al 30 giugno le aziende avranno un lasso di tempo più ampio per adempire alla richiesta e, allo stesso tempo, le Camere di Commercio potranno gestire in una situazione di maggiore tranquillità le numerose richieste.

V.R.

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