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Quando l'ospedale fornisce energia alla città

Una centrale di trigenerazione per portare energia alla città

energia - 31 dicembre 2010

L’intervento per la riqualificazione energetica dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Udine rappresenta uno dei pochi casi in Italia di progetto al "servizio" della comunità. Il progetto prevede la realizzazione di una centrale di trigenerazione, di un centro Servizi e Laboratori per l’Ospedale, nonché di una rete di teleriscaldamento cittadino. Questa collaborazione virtuosa tra pubblico e privato nasce da un’idea del Policlinico Universitario collegato all'ospedale ed è stata possibile attuarla grazie all’accordo di programma stipulato nel 2006 tra il Comune di Udine, l’azienda Ospedaliera e l’università.

Il progetto consite nel produrre tre tipi di energia: energia termica (centrale da 74,5MWt), frigorifera (30 MWf) ed elettrica (9,7 MW). L’energia prodotta sarà garantita dalla Centrale tecnologica dell’ospedale, e verrà utilizzata principalmente per le necessità dell’ospedale, mentre un’altra parte di calore verrà convogliata nella rete di teleriscaldamento urbana estesa ora per 13 chilometri. E saranno edifici esterni all’ospedale a beneficiare del riscaldamento distribuito: l'Università, il Palamostre, il collegio Tomadini per un totale di 39 grandi utenze consentendo di poter eliminare le caldaie di ben 17 istituti scolastici e 16 condomini con notevoli benefici ambientali.

In questo modo l’Ospedale diventerà autonomo in termini di fabbisogno energetico, e aumenterà l’affidabilità della fornitura elettrica tramite produzione in proprio anche da fonti rinnovabili. Secondo le stime, grazie all'efficenza della nuova centrale tecnologica, l’intervento permetterà di ottenere una riduzione dell’11 per cento di consumi di energia con il conseguente calo del 32 per cento di emissioni di CO2 in atmosfera.

L’investimento complessivo per la realizzazione delle opere sarà di circa 97 milioni di euro. I lavori dureranno circa due anni.

 

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