Sacconi ha convocato oggi le parti sociali al ministero del Lavoro
Il Governo sembra accelerare la riforma dell’apprendistato, con la riunione di oggi tra il ministro Maurizio Sacconi e le parti sociali. L’obiettivo, fanno sapere dal Ministero, è trovare un accordo che soddisfi le parti, senza però snaturare il testo licenziato da palazzo Chigi il 5 maggio scorso.
Tra i temi caldi che saranno al centro del dibattito, occupano un posto di primo piano i vincoli di stabilizzazione degli apprendisti, “oggi del tutto assenti nel testo” secondo Cgil. Un punto fermo è invece la conferma degli incentivi alle imprese.
Da un lato, secondo i tecnici del Ministero del Lavoro, “l’apprendistato deve essere un canale privilegiato per accedere al lavoro ed è su questo che si deve lavorare” e affermano di non escludere di accogliere alcune richieste che i sindacati hanno presentato a fine maggio. Dall’altro lato, il sindacato si dice disposto a trattare purché si riveda la durata massima dei contratti – prevista di tre anni per la qualifica professionale e di sei per quello professionalizzante -, che secondo i sindacati va sicuramente ridotto.
Intanto, attendendo di conoscere gli esiti dell’incontro, anche i giovani prendono parola sulla riforma dell'apprendistato. Si tratta dei Giovani NON+ disposti a tutto della Cgil, la testata online Repubblica degli Stagisti e l'associazione Praticanti VI° Piano che hanno chiesto “che la riforma dell'apprendistato non sia un trucco”, sollecitando un vero contratto per l'accesso al lavoro.
Secondo i giovani, sono molti gli elementi che inducono a ritenere la proposta di riforma inefficace e contraddittoria. I motivi sono da ricercare in quelli che vengono definiti “concorrenti sleali”: ovvero stage, praticantati, collaborazioni, contratti truffa che mascherano lavoro a costo zero. Se non si rendono meno accessibili e meno convenienti questi concorrenti – sottolineano -, sarà ben difficile incentivare il ricorso all'apprendistato. Stage e tirocini sono esperienze formative e pertanto va introdotto nella normativa il vincolo che siano attivati esclusivamente durante o a seguito di un ciclo di studi, al massimo nei sei mesi successivi.
Per quanto riguarda la pratica finalizzata all'accesso alle professioni ordinistiche - continuano i giovani -, bisogna prevedere che il praticantato possa essere svolto, almeno in parte, durante il corso di studi.
O.O.