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Tecnologie: la produzione industriale resta debole

L'andamento ancora instabile di elettronica ed elettrotecnica a maggio 2011 allunga i tempi di recupero delle perdite subite con la crisi

elettronica - 15 luglio 2011

A maggio 2011, l’elettronica ha evidenziato una crescita della produzione industriale del 2,8%, mentre l’elettrotecnica ha registrato una flessione del 2,3%, rispetto allo stesso mese del 2010. Nel confronto con aprile 2011, l’elettronica ha registrato un incremento dei livelli di attività del 2,1% e l’elettrotecnica un calo dello 0,1%.

Sono questi i dati diffusi dall’Istat sull’industria italiana delle tecnologie, elettrotecnica ed elettronica rappresentate da Confindustria Anie. Anche nella media dei primi cinque mesi del 2011, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, i settori Anie mantengono un risultato negativo: -1,2% per l’elettrotecnica e -7,1% per l’elettronica.

“A due anni dall’apice della crisi è possibile tracciare un primo bilancio di questa lunga e graduale ripresa – ha commentato il presidente di Confindustria Anie, Guidalberto Guidi -. Nonostante l’accelerazione della prima metà del 2010, la distanza dal picco pre-crisi non è stata colmata e l’instabilità della produzione industriale nella prima parte del 2011 allunga i tempi per un pieno recupero delle perdite subite”.

In questo scenario, emergono differenze nell’evoluzione dei diversi comparti, ma anche tra gli operatori attivi nello stesso mercato. Protagoniste di questa fase si confermano le imprese esportatrici, che hanno ampliato aree di destinazione e l’offerta tecnologica e che proseguono a ritmi sostenuti nel percorso di sviluppo. Il ritardo del mercato domestico nell’agganciare la ripresa spinge gli operatori a differenziare il rischio, rivolgendosi con forza al canale estero.

“Ostacolano il cammino di uscita dalla crisi molteplici nodi irrisolti – ha concluso Guidi -. Dall’incertezza in importanti mercati, europei ed extra europei, alle tensioni sul fronte delle materie prime. Le imprese guardano con preoccupazione a un rallentamento della ripresa internazionale, mentre le potenzialità della domanda interna restano impoverite dalla mancanza di investimenti.”

O.O.

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